Gallaccini, Teofilo, Perigonia, o vero degli angoli, ca. 1590-1598

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dallo intelletto e perché prende la qualità dalla natura della materia onde si leva. Oltre acciò se quella forma si appella materiale; che si stacca dal seno della materia e quella immateriale che da essa non si ritrahe; per qual cagione quella forma che si cava dalla potenza della materia intelligibile non si potrà dire intelligibile? Adunque, per tutte queste ragioni concludiamo l’Angolo esser cosa intelligibile. Ma si cerchi hora se è vero che sia cosa reale, cioè in quanto al fondamento ed alla materia da cui si regge. Chiara cosa è che l’Angolo, fra tutta l’università delle cose, non si può truovar se non in due generi, cioè o nel naturale, o nell’artificiale; perciochè se riguardiamo le cose naturali, o l’artificiali vi scorgeremo ogni maniera d’angoli. Perciochè le cose artificiali, o sieno opere overo stromenti, quasi tutte son terminate con figure, che hanno qualche specie d’angolo, escettuate però tutte quelle che hanno la figura sferica e ritonda. Se altri volesse addurre gli essempij di tutte si allongarebbe troppo il ragionamento, anzi sarebbe superfluo, essendo tutto ciò notissimo a ciascuno. Questo solo dirò degli Angoli artificiali, che essendo essi o a squadra o a soprasquadra, o a sottosquadra, sì come si ritrahe da Leon Battista Alberti nell’Architettura, non posson non esser reali; perciochè vengono così appellati da uno stromento reale, e naturale, che gli produce, il quale è la squadra, che materialmente mostra l’angolo retto. E le cose naturali essendo per lo più corpi terminati da qualche ragion di figura, oltre a quelli che son di figura in tutto d’Angoli nuda, sono in gran parte angolari; ciò sono o pietre o gemme o piante overo isole. Fra l’isole due sono nell’Italia nel lago dell’Anguillara, che si mostrano hora di figura triangolare hora di ritonda; ma di quadrata
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non mai, sì come si può vedere appo Giorgio Agricola nel 2° lib.
Della natura delle cose, che dalla terra scorreno. Le gemme si truovano di figure angolari, come l’Androdomante, il Basalte Miseno, il Cristallo, il Pangonio, il Diamante ed altre come si può vedere appo Giorgio Agricola nel primo lib. Della natura delle cose fossili. Così ancho le pietre si trovano angolari, come sono quelle presso a Bolseno in una grotta dove mostrano quasi una muraglia simile a quelle degli antichi Romani, d’opera reticolata. Si truovano ancora alcune pietre sciolte di grandezza alquanto meno di una nicciuola e di colore simile al ferro di figura esagona formate a ponta di diamante da ogni banda in guisa tale che mostrano due piramidi esagone. Nella margassita si truovano alcune volte noccioletti di forma cubica; e così ancho fra queste cose si veggano altre figure angolari. Le piante anchora si mostrano la maggior parte angolari; perciochè il Cipero, il Gionco odorato, l’Assaro, la Cicerbita, l’Aragallide, la Centaurea minore, la Baccara, il Marzobbio, l’Hormino, la Bettonica, il Sinfito, il Climeno, l’Otiopide, il Cirsio, il Bunio, la Lappa minore ed altre anchora hanno diversamente i fusti angolari. Oltre acciò i fiori, le foglie e ‘semi sono in diverse maniere angolari, come ‘l seme del Sezeli Massiliense è quadrato, sì come si può ritrarre da Dioscoride. Di modo che quindi possiamo concludere che per cagion delle cose naturali, ed artificiali, nelle quali vediamo le specie degli Angoli, l’Angolo habbia qualche realità. Oltre a questo quelle cose sono reali, che si ritruovano fuor dello ‘ntelletto humano; onde l’Angolo essendo nelle cose artificiali o nelle naturali si truovarà insieme con esse fuor dello ‘nteletto e perciò potrà dirsi reale. Ansi, queste fuor dello ‘ntelletto

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