GIORNALE DELLE SPERIENZE
SULLA SENSIBILITÀ ELETTROSCOPICA
DELLE RANE.
SPERIENZE
SULL'ELETTRICITÀ ANIMALE
FATTE
1. Una rana colla scarica piena di una boccetta di 16 poll. qu. diretta dalla
testa all’estremità d’un piede, cadeva in asfissia; ma poco dopo si ricuperava.
La notte dei 20 ai 21 verso le ore 12 con replicate scariche parve alfin morta;
e la mattina seguente la trovai infatti morta verso le otto.
Si eccitavano però
nelle sue gambe posteriori le solite convulsioni ad ogni scintilla tenuissima del
primo conduttore; ed anche per delle scariche non scintillanti di piccola
boccetta.
Finalmente alle ore dodici preparata questa rana morta mortissima, alla
maniera solita, e infisso l’ago nella midolla spinale, si risentiva per l’elettri-
cità di 3 gradi del micro elettrometro di un semplice conduttore lungo tre piedi,
purchè il fluido elettrico si dirigesse dai nervi ai muscoli, chè altrimenti pel
senso contrario vi volevano al solito da 12 in 14 gradi.
Armati poi all’ordinaria
foggia i nervi dava segni abbastanza forti della propria spontaneaelettricità
animale coll’applicazione del semplice arco conduttore ecc.
Riteneva dunque questa rana ancora non poca vitalità.
I suoi muscoli
erano qua e là e in gran parte macchiati di un rosso livido, ma v’eran pur anche
dei tratti pallidi e illesi.
2. Fu asfissiata due o tre volte, e finalmente uccisa un’altra rana (verso
il mezzodì del 21) col fulmine di una boccia di 96 poll. qu. carica da ultimo
ben 60 gradi del Quadrante elettrometro.
Allora non si risentiva più nè alle
picciole scintille nè ai più forti colpi elettrici, nè intiera, nè preparata, come si
fece poco tempo dopo.
Molto meno se ne poterono aver segni dell’innata elet-
tricità animale, che mostrossi affatto spenta.
I muscoli intanto snudati com-
parvero invasi da una generale infiammazione, e tutti di un colore porporino
tirante al violaceo; quando quelli delle rane vive o morte, ma non uccise istan-
taneamente dal fulmine elettrico, veggonsi pallidi e bianchi.
3. Un’altra rana ricevette alcune scosse di 40 e 45 gr. di carica della stessa
morta alcune ore; ma nelle zampe davanti osservavasi ancora qualche picciol
moto.
[Nella rana della sper. prec. si erano tradotte scosse anche per le gambe
anteriori, ed erasi così estinta e vita, e vitalità anche in queste, e comparvero
esse pure rubiconde.
È anche da notare, che traducendo la scarica dalla testa
ad una delle gambe posteriori, questa sola par che muoja, l’altra continuando
a muoversi sebben languidamente.
Quindi conviene tradurre un’altra scarica
anche per questa: il meglio è farne passare una dalla gamba destra anteriore
alla sinistra posteriore, e un’altra dalla sinistra anteriore alla destra posteriore;
con che si privan di moto e di vita tutte quattro le gambe con due colpi soli,
se questi son forti abbastanza.]
Or questa rana risentivasi così bella e intiera alle prove dell’elettricità
artificiale anche debole, e si convellevano i suoi muscoli anche delle gambe
morte; e più poi risentivasi preparata al solito, e quasi come se fosse stata
preparata viva e sana: però ne’ soli più grossi muscoli delle coscie; i quali com-
parvero non così infiammati, come gli altri, nè questi pure di un rosso così
cupo come quelli della rana della sper. prec.
Vedevansi dunque palpitare e
scuotersi unicamente quelle parti rimaste illese.
E in queste non mancò nep-
pure di manifestarsi (armati nel consueto modo i nervi, e applicando al solito
l’arco conduttore) l’elettricità, animale spontanea.
4. Fu decapitata una rana verso mezzodì del giorno 22, e le infissi uno spil-
lone nella midolla; con che si stirò violentemente e morì.
Cosi morta rimase
involta in un pannolino fino al giorno seguente 23; e messa alla prova verso le
10 della mattina, la scintilla del conduttore solito carico 15 gr. del Quad.
Elet. vi eccitava delle picciolissime convulsioni: coll’elet.
vano considerabilmente ambe le gambe: a gradi 25, e a 30, erano le convulsioni
più forti, ma non molto.
Colla boccia di 16 poll. di arm. bastò una carica di 12 in 14 gr. del micr.
elet.; ed una di 20 fece oscillare come un pendolo una delle due gambe, che
era pendente.
Sospendendola per i piedi uno di quà l’altro di là, pendente il tronco,
bastò ancora la carica di 12 gr. del micr. elet. a far contrarre visibilmente
i muscoli della coscia, e dondolare il tronco: 10 gr. non bastarono: 5 poi del
quad. elet. eccitavano tale scossa, che collarana si smovevano fino le boccette
che sorreggevanla.
Col conduttore di quattro piedi bastavano 12 gr. del Quadr.
elet..
Tal che sembrò, che fosse alquanto più efficace l’elettricità a conveller
i muscoli della rana, traducendola in questa maniera dall’estremità, di una
gamba a quella dell’altra, che non dirigendola dalla spina dorsale ai piedi.
La tentai da ultimo colla boccia di 96 poll. qu. carica 14 gr. del Quadr.
elettr. con che fu convelsa violentemente, e s’inarcò, e rimase così inarcata
e tesa, nello stato di un forte tetano, alcuni secondi.
Forte ondulazione, e scossa; ma non il tetano.
Ritornai alla boccia grande carica 15 gr. Q. E..
Commozione veemente;
ma non tetano.
Preparata finalmente la rana al modo solito, e armati i nervi, non lasciò
di dar segni della propria innata elettricità, sebben deboli, e a stento, obbedendo
quasi solo ai toccamenti coll’argento, ed anche questo per poco tempo: ma
infine possedeva ancora un residuo di cotal vitalità, dirò così, elettrica.
A convellerla coll’elet. artificiale vi volevano da 12 gr. del Qu. elet. col
semplice Conduttore; e colla boccetta di 16 poll., circa 20 gr. del micr. elet.
dirigendo il fluido dai nervi ai muscoli, e circa 30 gr. dirigendolo da questi a
quelli.
Nei muscoli di questa rana spogliata apparivano delle striscie rossiccie,
indicanti infiammazione, prodotta come pare dalle scariche elettriche che so-
stenute avea prima di prepararla.
5. Una rana cui troncai il capo il giorno 22 a mezzodì
Oltre il capo le mancava il cuore, e gli altri visceri della cavità del torace.
in pannolino era ancor viva, cioè si moveva e faceva dei passi 24 ore dopo:
e nel maneggiarla e appesa per i piedi di dietro sul patibolo si dibatteva vio-
lentemente, e arrampicava colle zampe ecc. quanto una rana intiera e sana.
Si comportò questa rana alle prove dell’elettricità artificiale, sì intiera,
che preparata, come se non le fosse stata troncata la testa 24 ore prima: e
corrispose parimente alle prove dell’elettricità sua propria, ma poco, e a stento.
6. Passai il colpo elettrico della boccia 96 carica 51 gradi da una delle
gambe anteriori, ad una delle posteriori: le quali rimasero paralizzate e come
morte, le altre movendosi ancora.
Scorticata la rana si videro delle striscie rosse
nella coscia e gamba fulminata, ma non molte nè molto cariche, nell’altra an-
cora un poco.
Preparata poi diede segni di elettricità spontanea la sola gamba
non fulminata, benchè deboli, avendo anch’essa patito come mostrò l’essersi
stirata anch’essa nell’atto della scarica, e indicavano chiaramente le poche
macchie rosse da lei contratte
24 Aple.
Tempo bello, asciutto e ventoso. Term. gr. .....
Alle ore 11 della mattina preparai tre rane, la 1
mata segni vivacissimi di elettricità spontanea, si tormentò per mezzo quarto
d’ora circa così, poi per altro mezzo quarto armata: indi si espose fuori della
finestra sul nudo sasso all’aria secca: term. 11 in 12 gradi.
vigorosi senza armatura, fu posta tosto nell’acqua di un catino.
La 3
spondeva benissimo non armata, fu involta due minuti dopo in pannolino ba-
gnato.
La 1
benissimo.
Lo stesso, o forse meglio dopo altri 20 min..
Dopo altri 35 minuti compa-
rivano le coscie molto appassite, di un giallo rossiccio livido, e i nervi diseccati,
almeno la porzione rimasta a nudo fuori dell’armatura; eppure si contraevano
ancora, e balzavano le gambe colla semplice applicazione dell’arco metallico.
Dopo altri 10 min. le gambe più appassite e secche, e più livide, si moveano
pur anco divaricandosi od accostandosi a un tratto coll’applicazione dell’arco
conduttore ad esse, e ai nervi armati, e si osservavano delle contrazioni par-
ziali nelle fibre muscolari.
Insomma parve che l’elettricità propria animale
fosse poco indebolita; e che non per altro mancassero i forti guizzi e sbalzi,
che per la poca flessibilità delle giunture e quasi rigidità dei muscoli.
A capo finalmente di 2 ore dalla preparazione, ed 1 3/4 dall’esposizione
sulla finestra, messa alla prova, palpitano soltanto alcune fibre delle coscie;
e qualche minuto dopo nulla più.
Allora però toccando con carta bagnata ai confini dell’armatura, e dei
muscoli, la porzione de’ nervi secchi, per bagnarli, ecco nuove contrazioni
e moti delle gambe, che accadono però per poche volte.
Allora posando la rana
sopra un pannolino bagnato nascono una, due altre contrazioni, e non più.
La 2
sioni o tremori nelle fibre de’ muscoli e alla prova dell’arco conduttore giuo-
cava assai bene.
Dopo altri 35 min. le coscie comparendo bianche bianche, e cominciando
i muscoli a dar segni di macerazione col disfarsi alla superficie in filamenti,
non lasciava di dar segni come prima dell’elettricità spontanea, e quasi forti
come prima.
Dopo un’altra ora circa avendo fatto progresso la macerazione, e i muscoli
divenuti essendo bianchissimi, non vi fu più modo di aver segni di elettr.
spontanea.
Fu esposta allora, posata sul sasso di una finestra, al sole; e dopo alcuni
minuti trovandosi asciugata convenientemente, e un pochetto rattiepidita
fu tentata di nuovo; ma non diede alcun segno di elettricità spontanea.
Si
convellevano però le gambe coll’elettricità artificiale anche debole, cioè colla
scarica della boccetta di 16 poll. a 10 in 12 gr. del micr. el.: e ciò tanto tradu-
cendola dalla spina ai piedi, quanto da un piede all’altro.
La 3
vigorosa elettricità animale, come al principio.
e toccare bruscamente nervi e muscoli insieme.
Alle prove dell’arco conduttore
corrispondeva colle solite contrazioni, e sbalzi, anche con sola mezza armatura
ai nervi di laminetta di piombo.
Fu di nuovo involta nel suo pannolino bagnato.
Dopo 7 ore e mezzo di bagno nel pannolino, cioè alla 6 ½ pomeridiane,
erano i muscoli molto flosci e i nervi ancora; ma pure armati questi, ebbi
qualche segno di vitalità, cioè ai toccamenti dell’arco conduttore palpitavano
un pochetto alcune fibre di una coscia: il che però non durò che qualche minuto.
Tentando allora coll’elett.
Conduttore
di 10 gr. del Quad. el. bastava ad eccitare delle convulsioni, e a far dondolare
una gamba pendente; colla boccetta poi bastava la carica di 10 gr. del Micr.
el., e 15 traducendo la scarica dall’uno all’altro piede.
Fu riposta nel pannolino e la mattina seguente alle ore 10 tentata colla
scarica di 20 gr. del Qu. el. di una boccia di 30 poll., tradotta come si sia fa-
cea ancor vedere qualche palpitazione in alcune fibre della coscia: dopo due
o tre volte ci volle la scarica di 30 gr. Qu. el..
Poi finì.
Furon poste due rane in una caraffa d’acqua sopra un fornello acceso.
Dopo i 20 gr. mostrarono d’essere notabilmente incomodate.
Verso i 30 stre-
pitarono furiosamente sbattendo l’acqua fuori del vaso; caddero in terribili
convulsioni, che finirono colla morte, ed una tensione e inarcamento di tutto
il corpo verso i gr. 35. Furon lasciate fino al calore di 40.
Allora ne fu tirata
fuori una, la quale così tesa e inarcata, come s’è detto, e coi muscoli duri in-
flessibili e renitenti
la sua preparazione.
Del resto non avea punto mutato il color della pelle:
bensì scorticata apparvero le carni alquanto rossigne.
Preparata dunque e tentata in tutti i modi non diede alcun segno di elet-
tricità propria; e neppure si risentì coll’elet. artificiale, neppure colle scariche
discretamente forti delle boccie di Leyden.
Fu posta nell’acqua alla temperatura dell’ambiente per una buona ora,
ma non acquistò punto di flessibilità nelle giunture?
e poco perdette della con-
tratta rigidità dei muscoli.
Il colore rossigno, anzichè sparire, s’accrebbe anzi nel bagno, fu poi vano
ogni tentativo per farle dar segni di elett.
l’elet.
più ammorbiditi anzi flosci i muscoli, ma rigide tuttavia le gambe per l’inflessi-
bilità, delle giunture: e non valsero a convellerle, o a far palpitare i muscoli nè
forti scintille, nè scariche di boccie di Leyden.
Finalmente dopo 24 ore di bagno avean acquistato anche le giunture
una discreta flessibilità,; e il color rossigno era sparito.
Le scariche elettriche
non facean niente.
L’altra rana la lasciai nell’acqua che fu riscaldata fino a 60 gradi.
Lo stesso
stiramento delle gambe, inarcamento e tensione del tronco, la stessa inflessi-
bilitàdelle giunture, e rigidità de’ muscoli.
Il quale stato due ore dopo era
quasi lo stesso.
Il colore verde della pelle dalla parte della schiena smontato,
e fattosi alquanto bianchiccio, il bianco dalla parte del ventre debolmente ros-
signo come quello delle carni, le quali snudate comparivano mezzo cotte, e
cadevano per poco in brani.
Fu inutile il tentare l’elettricità.
Una rana morta naturalmente nel vaso ove erano tutte le altre, e morta
forse da più giorni, giacchè erano cinque dì, che vi erano state rinchiuse, e
poichè sventrata mostrò i visceri mezzo anneriti, e che cominciavano a putire,
preparata al modo solito, fu affatto insensibile, nè v’ebbe fibra in lei che desse
il minimo segno di convulsione a nessuna prova, neanche colle scariche forti
delle boccie di Leyden.
Poste due rane in una caraffa d’acqua, e riscaldata questa gradatamente
sopra un fornello, cominciarono quelle a dibattersi violentemente verso i
24 gr.: verso i 32 e 33 parve morta una, e ai 34 anche l’altra: allora si ritirò
l’ampolla dal fuoco, e si estrassero le rane.
Erano alquanto tese e inarcate, e irrigidite soprattutto le zampe davanti.
Sventratane una, mostrò i visceri notabilmente anneriti.
Il cuore pulsava an-
cora, e continuò anche divelto a pulsare stuzzicandolo per pochi minuti.
Fi-
nita di preparare diede segni sufficientemente vigorosi e durevoli di elett.
spontanea.
L’altra rana intanto tornò in vita, cioè riprese a moversi.
Allora la gettai
di nuovo nell’acqua dell’ampolla, che era venuta a 30 gradi; dove perdette
ogni moto e parve tornata morta; la lasciai nel bagno un quarto d’ora circa,
prima di ritirarla, quando il calore dell’acqua fu ridotto a gr. 26 1/2.
E subito
preparata, trovossi che il cuore pulsava.
Divelto pulsava ancora, per un mi-
nuto circa e andava vuotandosi di gran quantità di sangue: dopo di che appena
più contraevasi neppur punto con un ago.
Intanto finita di preparare la rana,
di elettricità spontanea e solo per pochi minuti.
Tre rane furon gettate nell’acqua di una grande ampolla posta a riscal-
dare sul fuoco: fino a che fu riscaldata essa acqua in 5 minuti circa da 15 gradi a
35.
Verso i 25 gr. si agitarono straordinariamente, a 27 si dibattevano molto, e a
30 colla maggior furia.
Prima dei 32 perderono tutte il moto; se non che una
anche scuoteva un poco una gamba.
A 35 dunque quando parvero tutte compi-
tamente morte, levai dal fuoco l’ampolla.
Lasciai però le rane nell’istesso bagno
per altri 25 minuti, che impiegò l’acqua a raffreddarsi fino a 30 gradi.
Allora
tiratele fuori, le trovai tutte e tre rigide, istecchite, colle mani congiunte sul
petto, il dorso inarcato, e molto teso, e le gambe posteriori stirate e inflessibili.
Ne posi una su di un tavolo e ve la lasciai per ore; un’altra l’involsi in un panno,
e la terza mi misi tosto a prepararla.
Osservai dunque in questa, che il cuore non pulsava, nè poteva eccitarsi.
I muscoli eran bianchi, e come staccati uno dall’altro, discretamente rigidi,
e inflessibili affatto le giunture, fuorchè quelle dei diti.
Preparata al modo solito, e armati compitamente i nervi non diede il mi-
nimo segno di elettricità spontanea, e neppure si convelse alcun suo muscolo
coll’elet. artif., colla scarica di una boccia mezzana a 30 gr. del Qu. el..
Mostrossi dunque spenta del tutto ogni vitalità.
Posi tre rane nell’acqua, come sopra, che in 6 minuti giunse da 9 a 31.
Si dibatterono furiosamente al solito verso i 27 gradi; e quando fu levata
la caraffa dal fuoco a 31 non avevano ancor finito di dibattersi; ma finirono a
capo di un minuto, e parvero morte, l’acqua essendo venuta da 31 a 30.
Lasciate così nel bagno 12 minuti, nel qual tempo il calore discese a 29 gr.,
ne estrassi una, la quale quasi subito si ricuperò.
Un’altra la cavai fuori dopo 14 altri minuti, il calore del bagno essendo
venuto 26 1/2 gradi: e questa divenuta sommamente floscia e smilza, non ricu-
però, nè moto, nè respirazione, nè alcun segno di vita per un’ora; dopo il qual
tempo mi misi a tentarla coll’elettricità, e la trovai sensibile a quella di 5 gr.
scarsi Qu. El. del semplice conduttore tradotta da un piede all’altro.
Ciò visto passai a prepararla; e trovai, che il cuore pulsava ancora sebben
tardamente, e languidamente.
Nell’infiggere l’ago nella spinal midolla tutti
si convelsero i muscoli delle gambe al solito.
Finita di preparare dava segni dell’elet.
se non avesse niente sofferto dal bagno caldo, e fosse stata preparata viva.
L’ultima, ch’era la più grossa delle tre, non la tolsi dal bagno, se non pas-
tissima, tanto quanto la seconda, ma meno floscia.
La involsi in panno per 70 minuti, dopo i quali non aveva nulla cambiato.
Apertala, il cuore non pulsava, neppur punto con ago.
Tentata coll’elettricità
artif. dava segni, ma vi voleva la carica della boccetta a 6 gr. del Qu. El. per
produrre le più piccole convulsioni: colla carica di gr. 12 eran più forti; ma a pro-
durre de’ sbalzi di tutto il tronco pendente, conficcati essendo co’ spilloni i
due piedi, vi volevano 25 o 30 gradi di carica della stessa boccetta.
Finita di preparare, non si risentì punto al passare l’ago nella spinal mi-
dolla: nè diede, tentata in tutti i modi, alcun segno di elettricità spontanea.
Era dunque morta in 3° grado: ma risentendosi all’elettricità artif. di una certa
forza, non potea ancor dirsi morta in 4 ° grado, ossia di morte plenaria, che im-
porta un totale disorganizzamento, e a cui succede tantosto la corruzione.
Un’altra rana fu trovata morta nella campana di vetro, due giorni dopo
che vi fu messa colle altre: pareva morta di fresco.
Aperta però, non pulsava il
cuore, nè s’irritava cogli stimoli.
Preparata e armata non diede segni di elet.
spontanea.
All’elett. artif. si risentiva, e vi voleva la boccetta carica 3 gradi
circa del Quad. el.
Il punzecchiare e traforare con aghi e grossi spilli, i suoi muscoli, a nulla
serviva.
Il giorno appresso, cioè 18 [
ancora eccitabile coll’elet. artif. poco forte.
Una rana si preparò verso le 7 della sera per le sper. dell’Elet. spontanea,
di cui diede segni assai vivaci per mezz’ora, e avrebbe continuato, ma si ab-
bandonò.
Verso mezza notte, essendo stata tutto quel tempo esposta sul patibolo
non ne diede più; ma era sensibile al maggior segno all’elet. artif., e
levasi ai minimi gradi di questa, applicando la positiva ai nervi: in senso con-
trario ci volea alquanto più di forza elettrica: onde sembra che ritenesse ancora
qualche cosa di cotal sua elettricità spontanea.
La involsi in panno un poco umido fino al mezzodì dell’indomani, quando
la trovai ancora discretamente irritabile per l’elettricità artif., bastando una
carica della boccetta 12 [
Le convulsioni erano insigni, e durevoli, cioè, che non all’atto solamente
della scarica convellevansi, ed erigevansi imuscoli delle gambe, e le gambe
stesse; ma per alcuni momenti consecutivi vibravano come contorcendosi, e
palpitavano i più grossi muscoli delle coscie: ai quali spasmi o convulsioni
toniche, e contorsioni, non succedea che grado a grado, e dopo un tempo no-
tabile, un totale rilasciamento.
È cosa molto considerabile che questo divincolarsi e contorcersi consecu-
appassiti
Accadeva lo stesso in un’altra rana dopo 12 o 14 ore ch’era stato preparata; indi av-
volta nello stesso pannolino umido; se non che era meno marcato e men durevole il divinco-
lamento posteriore.
e negli stessi membri ancor freschi e succosi, e pieni di vitalità; nel qual caso
sono bene più gagliarde le convulsioni, e i sbalzi, il dondolare della gamba pen-
dente ecc. tanto per l’elet. propria spontanea, quanto per l’artif., ma sono mo-
mentanee, all’atto cioè della scarica; e il rilasciamento succede tosto alla con-
trazione.
Queste convulsioni, e contorsioni accadevano nella, stessa maniera, e col-
l’istessa forza elettrica, tanto traducendo la scarica da un piede all’altro, quanto
traducendola dai nervi ad un piede: cioè vi volevano anche in questa maniera,
5 o 6 gradi Quad. el. di carica.
Ma avendo umettato un pochetto i nervi già
secchi, bastarono 3 gradi; e umettatili a dovere, anche soli 5 del Micr. el. appli-
cando la positiva ai nervi: in senso contrario ve ne vollero più del doppio.
Tornai ad involgerla nel pannolino un poco più bagnato.
Cavatala verso
le 4 pomer. provai a pungere i muscoli delle coscie e a conficcar profondamente
degli aghi; e invero si manifestava anche per questo mezzo l’irritabilità ancora
superstite, e, quello ch’è mirabile, meglio che in una rana preparata solo due
ore prima.
Alle prove dell’elet. artif. era sensibile come sopra, cioè agli stessi gradi;
ma, o fosse per le lacerazioni sofferte per molte punture, o per altro, non erano
più le convulsioni continuate, e seguite da contorsioni.
Rimessa nel pannolino un poco bagnato, ne fu cavata verso mezza notte.
Non era ancora spenta l’irritabilità eccitabile dall’elett.
far nascere delle convulsioni parziali la carica della boccetta di 12 poll. a 4
o 5 gradi del Qu. el.
La rana tirata fuori la prima dall’acqua calda 31 gradi; e che ricuperò
presto moto, e vita, fu tenuta per tre giorni chiusa, non però a tenuta d’aria
in una bussola di legno.
Per un giorno intiero parve vivacissima; il secondo
giorno cominciò a languire, e progredendo in tal languore era quasi morta
verso le 10 del terzo 29 Ap.le; e finalmente a 1 ora dopo mezzodì la trovai morta.
Sottoposta alle prove dell’elet. artif. si convelleva come se fosse stata viva,
o trucidata di fresco.
Rimessa nella bussola, ne la ritirai 8 ore dopo.
Era smilza smilza, nota-
bilmente appassita, e poco flessibile.
Pur si risentiva all’elettricità; in guisa
però che vi voleva una carica di circa 4 gradi Quad. El. della boccetta.
della mattina seguente: era similmente rigida, ma non molto; e messa alle
prove non si risentiva neppure per una carica della boccetta 12 [
30 gradi del Qu. el.
Dubitando che ciò provenisse da che sembrava troppo appassita, la posi
nell’acqua di un’ampolla.
Ma trattane fuori alle 3 1/2 pom. non si risentì nep-
pure alla scarica della boccetta di 30 gradi Qu. el.: onde era morta in quarto
grado: infatti sventrata cominciava quasi a putire (il calore era di 19 gr.,
ed era stato poco meno anche il giorno innanzi, e la notte); nè valse a nulla
il prepararla, ed armare i nervi nè per aver segni di elet. spont., nè per convel-
lerla con 30 gradi Qu. el. di carica della boccetta.
Decapitata alle 11 della mattina una picciola rana (di quelle, che già da
tre giorni stavano nell’alta campana di vetro aperta in cima, senza cibo di sorta,
eccetto un poco d’erba, che vi si buttò dentro il secondo giorno, di cui non pare
che mangiassero), e traforata con grosso spillo tutt’al lungo la midolla, la qual
ultima ferita, assai più che la prima le fu al solito fatale, mentre cadde in vio-
lente convulsioni, stirò le gambe, e in pochi secondi perdè ogni moto; laddove
mozzata soltanto la testa han moto e vita, e saltano le rane per più d’un giorno.
Sottoposta poco dopo alle prove dell’elet. artif. si convellevano le sue
gambe e il suo tronco, come se fosse stata intiera, e viva, cioè per la carica della
boccetta di 2 gradi scarsi del Micr. el. si osservavano piccioli moti nelle dita,
e in uno od altro muscolo: con 4, 5, 6 gradi si scuoteva tutta ecc., con 8 o 10
facea sbalzi, s’inarcava ecc..
Fu involta in pannolino, che appena poteva dirsi un poco umido, fino
alle 9 della sera: quando parendo troppo asciutto si umettò alquanto.
Alle 9 della seguente mattina (in tutto il qual tempo non avea mai ri-
cuperato nè moto, nè alcun altro segno di vita) tentata di nuovo coll’elet.
artif. diede gl’istessi segni, cioè si eccitavano le solite deboli convulsioni
nelle gambe e piedi traducendo dall’uno all’altro la picciolissima scarica
della boccetta 12 [
Di lì a poco restando la rana sul patibolo vi voleva una forza elettrica tre
o quattro volte maggiore.
Preparata per l’elett. spont. e armati a dovere i nervi, non diede alcun
segno.
Allora si punzecchiò e traforò con spilli arroventati ecc. senza ottener
nulla.
Conficcato uno spillo nell’armatura; e un altro in una gamba, e traducendo
così la scarica della boccetta dai nervi alla gamba, non si scuoteva, che a 3
Verosimilmente perchè i nervi appassiti non conducevan
bene.
All’incontro facendola passare da una gamba all’altra bastava assai
meno.
Umettata per mezz’ora nel pannolino, bastarono 2 a 3 gr. del micr. el.;
alle 3 1/2 pom. essendo stata sempre involta nel pannolino umido, si tentò di
nuovo coll’el. art. e quantunque così mal concia da cento punture ecc. pur
si risentì ad una carica della boccetta di 30 gr. del Micr. El.
Una lucerta con mezza coda, presa il giorno avanti in una camera, epperò
patita, e più per essere stata 24 ore chiusa in una bussola di legno.
Conficcata sul patibolo con uno spillone in mezzo alla testa, e un altro
ad una gamba posteriore, si convelleva alcun poco colla scarica della boccetta
12 [
Lo stesso fu traducendo la scarica da una gamba anteriore ad una posteriore.
Tagliata la testa ritenne per alcuni minuti qualche moto nelle gambe, che
si risvegliavano massime pungendole, e pungendo la coda tutto il corpo si
divincolava: così pure, ma non tanto, pungendo la schiena.
Conficcando allora un ago tutt’al lungo della spinal midolla, diede nelle
estreme convulsioni, non però così forti, come quelle che con simil trattamento
accadono nelle rane, e apparve morta fino alle gambe posteriori, e alla coda,
le quali sole si commovevano ancora alcun poco stuzzicandole con punture
d’ago.
Dopo qualche minuto, che ciò durava, infissi un altro ago lungo e sottile
su pel tronco di coda fino a mezza vita, e allora tutto fu finito, e ogni membro
mostrossi affatto morto.
Messa alla prova dell’elet. bastò ancora a convellerla
alcun poco la carica di 2 gr. Micr. el. della boccetta.
Allora involsi la lucertola nel pannolino un pochetto umido, essendo quasi
5 ore pomer.
Verso mezza notte, messa alla prova tanto intiera, che preparata,
non si convelse neppure all’elet. artif. e alla scarica della boccetta di 20 gr.
Quad. El..
Una rana languente, che però si risentiva con picciole convulsioni colla
boccetta carica 1/2 gr. del Micr. el. C (cioè 2 di quello a paglie sottilissime),
dopo averla tormentata per qualche tempo così, fu posta verso le 2 pomer.
Alle 12 circa la trovai morta istecchita colla schiena
incurvata a sella; e posta sul patibolo vi vollero da 16 gradi di carica della
stessa boccetta dello stesso Micr. el. C per convellerla un poco.
Preparata non diede segni di elet. spont., e all’elet. artif. non si risentì che
a 20 gr. circa dell’istesso Micr. el. a paglie grosse.
Punzecchiati e traforati i muscoli con aghi anche roventi, non dava segno
di alcuna irritabilità.
-N. B. Il calore del dopo pranzo fu da 18 in 19 gradi.
Onde vedesi, che
a tal temperatura passan presto questi animali fino alla morte plenaria, os-
sia di quarto grado. -
Infatti anche una rana preparata, che dava segni vivacissimi di elet.
spont. alle ore 3 pomer. posta in una caraffa umida fino alle 12 trovai, che aveva
persa non che ogni avanzo di vitalità attiva, ma in gran parte anche la passiva,
convellendosi appena per una scarica della boccetta di 20 gr. del Quad. El..
Così un’altra rana decapitata, verso mezza notte dei 2 Maggio, e finita
di trucidare con infiggere un ago per tutta la lunghezza della spinal midolla,
indi chiusa in una scattola di legno, la mattina seguente verso le 9, non diede
più segni d’irritabilità in alcun modo, nè d’elettricità spontanea, e difficil-
mente ancora si risentiva dell’artif., convellendosi appena per 20 gr. Quad.
El, della boccetta di 12 poll.
Fig. 1.
Il Conduttore cilindrico grosso un poll. è lungo circa 2 piedi ed ha capa-
cità presso a poco eguale a quella di uno scudo d’elettroforo del diametro
di 8 poll. Il Micr. El. C qui adoperato, che ha paglie grosse e corte marca 4 gradi
per ciascuno del Quad. el.
4 volte più sensibili di quello); onde danno da 16 gr. per 1 del Quad. El.
Adunque un’elet.
sua scala il Qu. el. (che colla correzione son 4 veri gradi), e a 15 o 16 il Micr.
bolo con una gamba di qua l’altra di là: e 20 gr. di questo Micr. El. la scuo-
tono considerabilmente.
Facendo passare l’elet. dalla testa alle gambe, o vice versa, ci vogliono
da 6 in 7 gr. del Quad. El., cioè da 25 o 26 del Micr. El.
del Qu. El. son tali le convulsioni, che sbalza una gamba pendente.
Adoperando la boccetta di Leyden 12 [
carica di 1 gr. del Micr. El. (4 di quello a pagliette sottili) e con ½ gr. (2 del
più sensibile) non lascia di convellersi sensibilmente.
Perchè tal Conduttore dia col contatto di un metallo la minima scintil-
luzza appena visibile al buio debbe avere almeno un’elett.
micr. el.
nutissima scintilla non si vede sempre.
Preparata una rana, e sospesa per l’ago infisso nella spinal midolla, da una
parte, e per una gamba dall’altra, sbatteva l’altra gamba pendente, facendo
passare la debolissima elet. del semplice Conduttore di 3 soli gr. del Micr. el.
a paglie sottilissime dai nervi ai muscoli: con
Il numero è illeggibile.
[Nota. della Comm.].
Tre rane furono messe nell’acqua di un’ampolla sopra un fornello.
Il
calore essendo arrivato in 3 minuti o 4 a 25 gr. si levò l’ampolla dal fuoco.
Le rane mostravano di soffrire ma non molto.
Dopo un quarto d’ora circa, es-
sendosi raffreddata l’acqua di 2 gradi, si ripose a riscaldare lentamente fino
ai 27 gradi, e di nuovo si levò dal fuoco.
Le rane s’ agitavano ma senza
furia.
Dopo alcuni minuti si fece ancora scaldare fino a 29 gradi.
Le rane
mostravano di patir molto, ma continuavano a vivere.
Finalmente si fece
per l’ultima volta arrivare il calore a 31 gradi: allora caddero le rane in ago-
nia, e poco dopo levata l’ampolla dal fuoco, spirarono prima due picciole,
indi la 3
Il tempo tutt’insieme di riscaldare a riprese
durò da 35 minuti.
se si ricuperasse; ma non diede alcun segno per tre quarti d’ora circa.
La sottoposi allora alle prove dell’elet. artif. per vedere a qual grado si
risentisse, e se mai con elettrizzarla prima blandamente poi con un po’ più
di forza gradatamente, ritornasse in vita.
Ma nulla: non si risentì neppure
alle scariche discretamente forti della boccetta di Leyden, nè intiera, nè pre-
parata; e molto meno diede segni dell’elettricità spontanea; così non fu punto
convulsa al ficcar dentro l’ago nella spinal midolla, nè i muscoli dieder segno
d’irritabilità pungendoli, e traforandoli: insomma si mostrò morta in 4° grado.
Levai fuori un’ora dopo le altre due rane dall’acqua che era ancor tepida.
Eran queste non tanto floscie, come la prima, ma un poco rigide nelle giunture
delle gambe di dietro stirate.
Messane una alle prove, la trovai anch’essa morta completamente in
4° grado, come la precedente.
L’altra la lasciai intera, e l’avvolsi in un pannolino, ove stette per circa
otto ore.
Messa a tutte le prove fu lo stesso, che delle altre due, cioè insensi-
bilità, e immobilità perfetta, e morte
Messe tre rane in una caraffa di larga bocca, vi abbruciai dentro un maz-
zetto di solfanelli, appesi ad un turacciolo di sughero, che chiudeva ma non
molto esattamente.
Si dibatterono lunga pezza, e morirono una dopo l’altra
a capo di qualche minuto.
Tratta fuori quasi morta la prima, cioè quando movea ancora un
poco le gambe, perdè in pochi istanti anche questo picciol moto, e sottoposta
alle prove si risentiva così intiera alla debole elet. artif.
Preparata indi solle-
citamente, diede segni di elettricità spontanea, ma deboli, e poco durevoli.
Le carni andavan visibilmente divenendo rigide e crespe; e in termine di
pochi minuti, e quasi appena finito di dar segni dell’elettr. spontanea, non fu
più sensibile neppure all’elett. artif., neppure alla scarica della boccetta di
circa 20 gradi Quad. El.
Lasciai le altre rane nella moffetta del solfo per alcuni minuti, e trovai
morte anche queste.
Ne sottoposi una alle stesse sperienze della prima, e fu
l’istesso l’evento tanto riguardo all’elett. spont. che all’elet. artif. e al celeris-
simo appassimento delle carni: le quali fiutate davano un certo odore che non
era tutt’affatto sulfureo.
N. B. Nel preparare queste rane, troncando la spina dorsale, e più infig-
gendo l’ago nella midolla, si convellevano le gambe al solito; segno di super-
stite irritabilità; ma pur punzecchiando e forando con grossi aghi i muscoli,
niuna contrazione, niun palpito vi si osservava.
prova e mostrossi morta completamente.
N. B. Da tutto questo è visibile, che il vapor del solfo, l’acido sulfureo
volatile penetra nelle carni, e continua la sua mortifera azione sui nervi e sui
muscoli anche dopo levata la rana dalla moffetta.
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