LETTERA PRIMA.
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ESTRATTO DI LETTERE
DEL CITTADINO N. N.
DI COMO
AL CITTADINO ALDINI
PROFESSORE A BOLOGNA
INTORNO ALLA PRETESA ELETTRICITÀ ANIMALE
NELLE SPERIENZE DEL GALVANISMO.
Le contrazioni spasmodiche de’ muscoli, specialmente volontarj, tanto
nelle rane ed altri animali a sangue freddo, quanto in quelli a sangue caldo,
eccitate mercè la conveniente preparazione delle parti, e applicazione di ac-
conci conduttori dell’elettiricità, scoperta ammirabile del vostro Zio e Collega
GALVANIALOYSII GALVANI
questi ultimi anni l’ingegno di molti Fisici e Fisiologi a fare sopra tale non
men nuovo e dilettevole, che fecondo soggetto ulteriori ricerche; codesti moti
convulsivi e scosse, siccome pure le sensazioni di più o men vivo sapore sulla
lingua (sapore tirante all’acido, o all’alcalino, secondo che questo o quello
di due metalli diversi, per es. Stagno e Argento, o meglio Zinco e Argento,
che si toccano e formano parte del circolo, è rivolto verso l’apice di essa lingua),
quelle di momentaneo fulgore negli occhi, di bruciore ne’ bordi delle palpebre,
nelle piaghe, ecc., che ha ottenuto in seguito con somiglianti artificj, cioè
colla combinazione pure di metalli dissimili, il mio compatriota VOLTA, ag-
giugnendo queste, e tante altre scoperteVegg. diverse sue Memorie inserite nei Volumi di questi
tamente occasionati dal fluido elettrico messo in moto, che invade e stimola
quelle fibre sensibili ed irritabili, effetti sono immediati o mediati di una
Elettricità
ideando, e mettono in scena altro fluido diverso dall’elettrico, o modificano
questo in guisa, che non è più lo stesso, non è più il comune genuino fluido
elettricoVegg. le dette Memorie di Volta, segnatamente la Lettera 3.
cipio, nota (a).
analoghi con principj puramente chimici, ec..
Ma credete voi, mio caro ALDINI, credete anche in oggi di buona fede,
che sia questa un’
e attiva degli organi, mossa internamente dalle stesse forze vitali, come ha
preteso già GALVANI, ed altri con lui, e il medesimo si sforza pur ancora di
sostenere nell’ultima sua Opera pubblicata mesi sono
Università di Bologna al celebre AbateIo per me credo,
e tengo costantemente, che sia anzi un’
estrinseca, mossa cioè dal contatto mutuo dei conduttori, onde vien formato
il circolo, i quali sieno diversi tra loro, o sostanzialmente, o per qualche acci-
dentale differenza: come dalle sue sperienze in mille modi variate è stato
indotto a sospettare fin dapprincipio, ed a credere e sostenere in progresso
con ogni maniera di argomenti il sullodato VOLTA; e come, venendo con lui,
tengono oggi giorno la più parte de’ Fisici, massime oltramontani: anzi m’a-
vanzo a dirvi, che la cosa è ormai portata a tal grado di evidenza, che non soffre
più contrasto quasi da nessuno; e che le obbiezioni, che move il vostro GAL-
VANI in questa recente sua opera, sono state già, tutte prevenute, e sciolte in
guisa, che non hanno più neppure quella forza apparente, che poté per avven-
tura imporne a taluno.
I metalli adunque, e gli altri corpi che chiamansi
perchè sendo del tutto permeabili al fluido elettrico, il lasciano, qualor tro-
visi altronde sbilanciato e mosso, liberamente passare e trascorrere per la loro
sostanza, e servono così a ricondurlo all’equilibrio, ec.; questi corpi ha sco-
perto il nostro VOLTA, che posseggono altresì la virtù da niuno prima sospet-
tata in essi, virtù veramente maravigliosa, d’incitare esso fluido elettrico,
toglierlo all’equilibrio e al riposo in cui trovisi, smoverlo, impellerlo, col sem-
plice venire a mutuo contatto due di essi di specie diversa. Sono pertanto
codesti
tricità
eccitano, mercè il loro combaciamento, la corrente elettrica per tutto il cir-
suo passaggio que’ tali nervi e muscoli irritabili, che fan parte ossia anello di
tal catena, ne li stimola e scuote conformemente alla loro indole eccitabile,
onde le rispettive sensazioni, e moti muscolari. Insomma codesti
mali
sostiene GALVANI, ma. meramente
o non volerlo,
dà a proposito e a tutta ragione il nome di eccitatori, o motori.
Si dice
da motori nel mutuo loro contatto, vogliono essere effettivamente diversi;
sia la differenza grande, e sostanziale, sia accidentale e picciola, limitata’ alla
sola superficie, o a pochi punti del contatto: come ha provato esso VOLTA
con molte sperienze riportate nelle diverse sue Memorie sopra tal soggettoVegg. specialmente le sue tre Lettere all’Ab. VASSALLI scritte negli anni 1794, e 1795;
ed altre tre al Professore GREN di Halla 1796, pubblicate tutte in questi nostri Annali. Tom.
VI, XI, XIII e XIV.
E si dice
miniere, e piriti, e i carboni) sono
e tanto meglio, quanto più sono diversi: talchè, come parlando di
e non accennando altro, si soleva già intendere comunemente i metalli, senza
però escludere affatto gli altri deferenti men buoni; così parimenti parlando
dei
talli: e il VOLTA medesimo, anche allorquando parve limitarsi a questi, non
escluse assolutamente gli altri; anzi si spiegò fin dapprincipio in qualche, suo
scritto (specialmente in una lunga lettera al cel. Fisico Olandese Dr. VAN-
MARUM: e in un’altra all’Ab. TOMMASELLI di Verona, scritte ambedue nel-
l’estate del 1792), che inclinava ad attribuire la stessa virtù d’incitare e smo-
vere il fluido elettrico, ad attribuire cotale virtù e forza nuovamente da lui
scoperta nei metalli, anche ai conduttori non metallici, a tutti insomma i
deferenti umidi, avvegnachè in grado molto minore. E questo poi è ciò, che
comprovò alcuni anni dopo con nuove serie di sperienze, e mise in più chiaro
lume particolarmente nella sua 3
Torino, scritta in Ottobre del 1795, e pubblicata al principio del 1796 negli
Tom. XI.
lettere, che formano una lunga dissertazione, al Prof. GREN di Halla, scritta
in Agosto del 1796, e pubblicata in detti Tom. XIII, e XII. [
Non serve dunque più obbiettare a VOLTA, come fa nuovamente GAL-
[Nota della Comm.].
spasmodici, le convulsioni e scosse più o men violente, o con un solo ed unico
metallo, od anche senza metallo alcuno, o facendo arco conduttore con sole
parti animali, coi soli nervi e muscoli di essa rana, ecc.. Tutte queste obbie-
zioni cadono intieramente, e non doveano più mettersi in campo, dopoche il
VOLTA avea ampiamente dimostrato e pubblicato (nelle succitate sue Lettere),
che anche i conduttori fluidi, o contenenti qualche umore, ch’ei chiama in
generale
diversi di specie, agiscono diversamente sul fluido elettrico, sia combaciando
i metalli, o conduttori di 1.
a smovere, e mettere in corrente esso fluido obbedientissimo ad ogni forza
ed impulso, basta a ciò, o che un metallo qualunque compiendo il circolo tocchi
da una parte un conduttore umido, e dall’altra un altro conduttore parimenti
umido, ma differente dal primo; o che il circolo compiasi anche senza me-
tallo alcuno, senza verun conduttore di 1.
duttori umidi, ossia di 2.
Intorno a che, specialmente riguardo a queste, e molte altre combinazioni
di conduttori, o a dir meglio motori d’ambe le classi variamente intrecciati,
osservate, amico attentamente, e fate osservare al vostro GALVANI le 20 figure,
o tipi, con cui ha il VOLTA corredata la sopracitata sua Memoria al Prof. GREN,
esprimenti i casi, ossia le combinazioni, in cui devono succedere, e le combi-
nazioni in cui non devono succedere le scosse o moti muscolari, le sensazioni
di sapore, ec.. Questi tipi parlano all’occhio; e le chiare spiegazioni date dal
VOLTA dietro ai suoi principj, e il puntuale accordo dei risultati di tante e
sì variate sperienze con questi principj, e l’estrema difficoltà, anzi impossi-
bilità di spiegare pur tollerabilmente i risultati medesimi con qualsiasi altra
ipotesi, pongono tali principj e spiegazioni nella maggiore evidenza: come vien
ora dalla massima parte de’ Fisici riconosciuto, e come dichiara fra gli altri
il sullodato GREN; il quale ha pubblicata l’istessa Dissertazione Voltiana coi
mentovati tipi, ossia figure, nel suo
il 1.
parimenti tedeschi
Saggio ragionato sul GALVANISMO, e sulle diverse opinioni intorno a tal sog-
getto, nel quale Saggio, ossia transunto che forma un intiero Articolo, decide
la questione intieramente e perentoriamente a favore del VoltaDaremo qui appresso in un’Appendice la traduzione di codesto Articolo.
Vi confesso pertanto, che mi ha molto sorpreso, e quasi scandalizzato la
sicurezza con cui GALVANI, a fronte di tutto ciò, sostiene ancora la sua prima
opinione affatto inconciliabile, e contrappone sul bel principio della recente
sua Opera, (pag. 3, della, 1.
VOLTA, ne’ seguenti termini - « Egli vuol la elettricità la stessa, che la co-
« mune a tutti i corpiCosì è; e la cosa non patisce alcun dubbio: come si è detto al principio di questa lettera;
e come il VOLTA ha fatto chiaramente vedere specialmente nella già citata nota alla sua
3.Ma e cosa vuol dire GALVANI con questo?
« la causa dello sbilancio negli artifizj, che si adoprano, e segnatamente nella
« differenza dei metalliE lo dimostra con esperienze variate in tutti modi possibili. Inutilmente, e senza prove: per mera supposizione dapprincipio, e in progresso per troppo
attacamento alla preconcetta opinione.
« causa accidentale, ed estrinseca; io naturale ed interna: egli insomma tutto
« attribuisce ai metalli, nulla all’animale; io tutto a questo, nulla a quelli,
ove si consideri il solo sbilancio » -. Or questo
metalli qualsisia virtù o potere di sbilanciare il fluido elettrico, è ciò che mi ha
ferito, contraddicendo, non solo a tanti argomenti e prove moltiplicate dal
VOLTA sul soggetto del GALVANISMO, ma a fatti ben anche, e sperienze dirette,
indipendentemente dal GALVANISMO; colle quali il medesimo avea già mostrato
che il semplice combaciamento di due metalli diversi, e. g. Stagno e Argento,
produce un notabile sbilancio di fluido elettrico, una vera elettricità positiva,
ossia,
dar segni, non che ai sensibilissimi elettroscopj animali, quali sono gli organi
e membri della rana preparata, ec., ma agli elettrometri comuni ben anche,
che sieno abbastanza. sensibili, a quello cioè di BENNET a listerelle di foglietta
d’oro, e ai suoi a paglie.
Queste sperienze fuori del GALVANISMO, nelle quali cioè non entra alcun
corpo od organo animale, e si adoprano soli metalli, le facea già il VOLTA
verso l’estate del 1796 e mostrolle a me, ed a molti intelligenti, fra’ quali
ai valenti Fisici Francesi BERTHOLLET e MONGE nel susseguente autunno,
dopo che ne avea fatto parte ad altri suoi corrispondenti, segnatamente a
GREN nelle già mentovate lettere scrittegli in Agosto, le quali poi comparvero
pubblicate al principio del 1797, nel
già, detto, e non molto dopo negli
stampano in Pavia.
Son persuaso, che GALVANI ignorava tali sperienze affatto decisive,
quando pubblicò la sua ultima Opera poco dopo la metà, dello stesso anno
Ma ignorava egli ancora ciò che il
VoLTA aveva esposto, e lungamente ragionato nella sua 3.
VASSALLI, pubblicata nell’istesso Giornale Pavese al principio del 1796
Pare veramente, che lo ignorasse, mentre s’attacca a combattere una spie-
gazione, che esso VOLTA avea data nella Lettera 2.
nell’istessa opera periodica
preparata, i di cui nervi ischiatici pendenti si adducano al contatto delle nude
carni delle coscie, e di altre simili sperienze, in cui non s‘adoprano metalli,
eppur si ottengono le convulsioni, ricorrendo cioè in tali casi ad uno stimolo
prodotto da urto meccanico, ec.: s’attacca, dico, GALVANI di proposito a com-
battere tale spiegazione azzardata allora dal VOLTA, e in vero poco plausibile,
la quale, dalla maniera con cui venne avanzata può anche dirsi che fosse sem-
plicemente un sospetto; e nulla accenna, che il medesimo l’avesse poi abban-
donata, e sostituitavi altra spiegazione più soddisfacente e analoga ai fenomeni
di questo genere, qual è, che anche pel combaciamento tra loro di conduttori
non metallici, di conduttori umidi, o di 2.
vien incitato, e messo in moto il fluido elettrico; che anch’essi in una parola
i conduttori umidi, sono, come i metalli,
molto minore, e affatto debole, ec.. Questa cosa, che forma il principale soggetto
di detta Lettera 3.
altre succitate lettere a GREN, ove pone sott’occhio tralle figure ossia tipi, di
cui si è già parlato, anche quello rappresentante la combinazione di tre condut-
tori umidi dissimili, ec..
Non accade dunque più, torno a dire, obbiettargli le sperienze, in cui si
ottengono nella rana compitamente preparata le convulsioni, sia con un solo
ed unico metallo interposto a parti animali, o ad altri conduttori umidi dis-
simili, sia anche senza metallo alcuno, facendo cioè arco di comunicazione
e compiendo il circolo con soli conduttori umidi o di 2.
con sole sostanze animali. Non accade moltiplicare e variare somiglianti spe-
rienze, e menarne rumore, predicandole, siccome esenti da ogni sospetto di
elettricità artificiale ed estrinseca, così favorevoli e decisive per l’elettricità
animale propria ed interna. Siffatte obbiezioni sono già prevenute, e abba-
stanza distrutte da VOLTA; e le sue spiegazioni fondate sempre sopra il mede-
simo generale principio, della facoltà cioè che hanno i
solo di 1.
soddisfano a tutti gl’indicati casi, e combinazioni.
Potrebbe rimanere solamente qualche difficoltà per quelle tralle sperienze
alcuna differenza ne’ conduttori umidi, o nelle parti animali stesse, che si
adducono a mutuo contatto, affrontandosi e. g. muscolo con muscolo, nervo
con nervo, ec.: e ciò nondimeno han luogo le convulsioni. Ma svanisce anche
questa difficoltà (e restano così tolte tutte), se si riflette, che non si ricerca,
come ha provato in cento maniere il VOLTA, che una picciolissima differenza
in qualche punto della superficie, una differenza anche impercettibile ne’
conduttori portati al mutuo contatto, per incitare e muovere il fluido elettrico,
tanto da scuotere una rana preparata di tutto punto, ed eccitabile al sommo.
Così è: siccome basta, qualora adoprinsi o due pezzi dell’istesso metallo, del-
l’istesso argento, dell’istesso stagno, dell’istesso zinco, od anche un sol pezzo,
interponendolo a conduttori umidi quali essi sieno, basta sovente che una
delle estremità abbia diversa, tempera, diversa, lucentezza, oppur che sia leg-
germente sporca o velata da qualche cosa di eterogeneo (basta, e. g. averla
fregata alquanto contro un tavolo di legno, o di pietra, contro una pelle,
contro l’abito che si ha indosso, contro un metallo diverso, ec.) e che l’altra
estremità, non lo sia, o non egualmente; con che quel tal metallo, allorchè
viene a compiere il circolo, trovasi effettivamente frapposto a due conduttori
umidi o di 2.
sta 2.
eccitabilità della rana preparata nel miglior modo, basta una leggier differenza
fra tai conduttori, una differenza poco o nulla rimarcabile. Non così se la rana,
non è compitamente, e di fresco preparata, e in sommo grado eccitabile: in
tal caso vi vuole un'eterogeneità più marcata ne’ conduttori umidi, che
prendono di mezzo il conduttore metallico omogeneo; e nel caso, che non
entri alcun metallo, richiedesi assolutamente che la rana sia preparata di
tutto punto, e inoltre bisogna far toccare ai muscoli del dorso, o meglio ai
nudi nervi ischiatici, non già qualunque parte della gamba, non le carnose e
molli, ma bene, come avverte il VOLTA (nelle cit. lettere a VASSALLI e a
GREN), quella parte bianca e tendinosa, in cui termina il muscolo gastrocne-
mio. Che se la rana preparata è ancor meno eccitabile, però in grado tutta-
via più che mediocre, non basta neppure far toccare ai nervi ischiatici, o ai
muscoli dorsali cotal parte tendinosa della gamba; ma vi vuole al dippiù,
che qualche umore viscido, o salino s’interponga ove tali parti si adducono al
contatto, che l'una o l'altra cioè, od ambedue sieno imbrattate di sangue, o
s’intridano a bella posta di scialiva, d’orina, d’acqua salata, di sapone stem-
perato, o meglio d’un forte liquor alcalino.
Ecco pertanto quanto può l’eterogeneità anche dei soli conduttori umidi,
o di 2.
eterogeneità, voglio dire son maggiori dove questa appar maggiore, ec.. Or
dunque anche quando col venir a combaciarsi o muscolo con muscolo, o nervo
se avvenga pure (il che a dir vero avviene di raro), che la rana preparata nel
miglior modo si scuota, in tal caso oltre al riconoscere in quegli organi una
somma, e più che ordinaria eccitabilità, dobbiamo altresì presumere, che vi
abbia pure qualche eterogeneità, qualche differenza, se non sostanziale, acci-
dentale almeno, tralle parti addotte al contatto, o tralle altre che compongono
il circolo, qualche differenza che basti ad incitare e movere alcun poco il
fluido elettrico, a determinare una picciola corrente, e produrre con ciò l’os-
servato effetto delle contrazioni muscolari: contrazioni, che sì di leggieri si ec-
citano in cotali rane sensibilissime e preparate in tal guisa, col più picciolo
stimolo, segnatamente collo stimolo elettrico; come mostrano altre sperienze
colle boccie di Leyden, e coi conduttori elettrizzati al modo ordinario, bastando
all’uopo le più deboli cariche, insensibili cioè al più delicato elettrometro:
dobbiam, dico, presumerla in un luogo o nell’altro del circolo, in questo o quel
contatto, una qualche differenza od eterogeneità, ancorchè non compaja
manifesta. E chi potrà sostenere, che nulla affatto v’intervenga di eterogeneo?
Che vi si trovin tutti i luoghi di accozzamento o giuntura dei pezzi componenti
il circolo, una perfetta omogeneità delle superficie combaciantisi? Che non diffe-
riscano il minimo che gl’integumenti di uno da quelli dell’altro nervo, o mu-
scolo, ne’ punti che si affacciano, e vengono al contatto? Che non siano intrisi,
e neppure leggermente spalmati da umore alquanto diverso, ec.? Certamente
è meno supponibile una perfetta omogeneità, quale ci vorrebbe per dar forza
all’argomento dei Galvaniani, che una qualche eterogeneità più o meno mar-
cata, od anche inosservabile, che pure basta, come si è veduto, per la causa
del VOLTA.
Vi ho già, fatto osservare (ed è cosa che merita una particolar attenzione),
che se i conduttori umidi, ossia di 2.
contrino di specie o qualità, diversi nelle superficie o punti con cui vengono a
toccarsi l’un l’altro, come con mille prove ha dimostrato il tante volte nomi-
nato Professore di Pavia; non lo sono però a giudizio del medesimo, e a tenore
di evidenti sperienze, al segno che lo sono i conduttori metallici, ossia di
1.Ne è una prova il vedere, che senza metalli,
con soli cioè conduttori umidi, o di 2.
questa classe, fra i quali è l’acqua fortemente salata, il sapone stemperato, la
lisciva, e soprattutto l’olio di tartaro, ossia potassa liquida, scegliendo, dico,
qualsisia di questi e contrapponendolo all’acqua semplice, od a’ corpi imbe-
vuti d’umore poco o nulla dissimile dall’acqua, non si arriva mai a scuotere
una rana, se questa non è trucidata e tagliata di fresco, e preparata compita-
mente, in guisa cioè che il nervo sporga dal muscolo, e mostrisi spogliato e
nudo tutt’intorno. Assicura il VOLTA, e potrete voi pure accertarvi, che senza
tal preparazione, nè in una gamba, o membro qualunque, nè in una rana
eccitare le convulsioni col mezzo di compiere il circolo deferente, se in tal circolo
non entrino o due conduttori di 1.
argento, rame, od ottone, contro piombo, o stagno; ferro, stagno contro zinco;
e meglio poi quest’ultimo contro alcuno di que' primi), oppur anche un sol
conduttore di 1.
questi un dall’altro, e diversi al maggior segno (come stagno interposto a del-
l’acqua, od altro corpo imbevuto di umor acqueo da una parte, e un forte liquor
alcalino dall'altra; ferro tra acqua ed ossinitroso; argento tra acqua, e solfuro
in liquore). Che se non entra alcun metallo, se i conduttori sono tutti di 2.
classe, non si ottiene mai nulla, per quanto diversi sieno un dall’altro, se non
coll’ultima perfetta preparazione, liberato cioè il nervo nel modo già detto,
e soltanto ove le parti preparate così di tutto punto godano di un’insigne ecci-
tabilità.
Del resto quanto e come influisca una tal preparazione, lo ha molto bene
dimostrato il VOLTA medesimo. Ci fa egli vedere, che ove con metalli meno
diversi dei sopramentovati, ossia meno distanti nella colonna o scala da lui
costrutta dietro un gran numero di sperienze, ed esposta singolarmentenelle
lettere al VAssALLI, già più volte citate, con oro p. e. contro argento, con ar-
gento contro rame od ottone, con ottone contro ferro, con piombo contro
stagno, non riesce di scuotere nè la rana intiera, nè una di lei gamba recisa,
nè un semplice muscolo; riesce poi a meraviglia in tutti questi, quando sia
messo a nudo, e reso libero e sporgente il rispettivo nervo, e questo si adatti
convenientemente nel circolo. Così pure non riesce, ove manchi tal prepara-
zione, con conduttori umidi meno diversi dei sopra indicati, fra i quali venga
interposto un metallo solo, qualunque ei sia, interponendo e. g. o zinco, o stagno,
o ferro, od ottone, od argento, tre acqua ed un succo vegetabile, acqua e scialiva,
sangue, orina, muco, chiara d’uovo, colla liquida. Ma se con tali conduttori
umidi non abbastanza dissimili, a' quali frappongasi un metallo solo non
riesce, come ora si è detto, di scuotere i muscoli e membri della rana, che non
sieno nell'indicato modo preparati, riesce benissimo quando lo sieno a dovere:
e ciò per la ragione, che così preparati, in guisa cioè che tutta la corrente elet-
trica, qualunque sia, debba’ ristringersi, e tragittare pel nervo, si risente questo
molto più facilmente; com’è facile a comprendersi, e come si manifesta anche
alla prova delle scariche elettriche ordinarie; bastando e. g. in tali circostanze
di compita preparazione delle parti, ad eccitare la forza nervea, e quindi le
contrazioni muscolari, bastando, dico, giusta le sperienze di VOLTA, la debolis-
sima carica di una boccetta di Leyden picciolissima, carica non sensibile ai
comuni elettrometri, neppure al sì delicato elettroscopio di BENNET, una carica,
che non arriva per avventura a 1/10 di quella, che potrebbe far divergere di 1.
linea le fogliette d’oro di esso elettroscopio; laddove senza tal preparazione,
che metta allo scoperto, e libero tutt'intorno il nervo, la carica della boccetta
per produrre l’istesso effetto delle convulsioni, vuol essere più di 10, od anche
più di 16 volte maggiore, ec..
Come però anche non preparata la rana, ma trucidata soltanto, si scuote
violentemente, disposto e compito il circolo conduttore, nel quale trovinsi o
due conduttori di 1.
od anche un solo di questi, interposto però a due conduttori di 2.
diversi fra loro, conforme si è detto poco sopra, e conforme prescrive il nostro
VOLTA; non dee più far meraviglia, che sventrato l’animaletto, e messi in parte
allo scoperto i nervi ischiatici, sicchè debba passare per questi più raccolta
la corrente elettrica, basti a produrre le stesse convulsioni una minore diffe-
renza tra quelli o questi conduttori, o a meglio dire
misura che vien portata più avanti la preparazione, basti una sempre minore
differenza finchè compita tal preparazione, snudati cioè tutt’intorno i detti
nervi, una differenza picciolissima, anche de’ soli conduttori di 2.
talvolta impercettibile, basti ancora, segnatamente ove s’incontri negli organi
così preparati una somma eccitabilità.
APPENDICE.
ARTICOLO TRATTO DAGLI ELEMENTI DI FISICA DI GREN
Il titolo di queste eccellenti Opere nell’originale tedesco è:
von FRIEDRICH ALBRECHT CARL GREN Professor zu Halle.
umgearbeitete Auflage
Parte 2.
DELLA COSÌ DETTA ELETTRICITÀ ANIMALE.
§ 1392. Allorché ad una rana vira si snuda un nervo, es. gr. il crurale, e questo nervo si
tocca contemporaneamente con due metalli diversi, es. gr. con argento e stagno, con argento e
zinco, intanto che anche questi metalli sono in contatto fra di loro, insorge al momento una
contrazione convulsiva dei muscoli a cui quel nervo si dirama. Un tal fenomeno ha luogo
fintanto che dura nelle parti la vitalità. Se pongasi l’estremità dei nervi sopra un metallo, e. g.
sopra un pezzo di stagnuola, e alla carne snudata o muscolo, in cui s’impianta il nervo, appli-
chisi un altro metallo, e. g. una striscia di foglia d’argento; e tocchinsi ora ambedue i metalli
con un arco non conduttore, non compajono le convulsioni; esse però insorgono tostochè
le dette laminette metalliche si fanno comunicare per mezzo di un buon conduttore elettrico,
per mezzo e. g. di un filo metallico, per mezzo di un carbone. Le convulsioni compajono
similmente se i due luoghi d’un solo nervo si appongano due diversi metalli, e questi sian
messi in comunicazione, mediante un buon conduttore; e similmente non compajono, ove la
comunicazione si faccia mediante un non-conduttore.
§ 1393. Le sperienze possono farsi in altra interessante curiosa maniera, cioè col levare
intieramente alla rana vira la pelle, estrarre le interiora, e prepararla in guisa, che le sue
gambe posteriori restino unite al tronco unicamente per i nervi crurali. Si ponghino allora
due bicchieri di vetro pieni d’acqua vicini l’uno all’altro e quasi contigui, e si corichi sopra
essi la rana in guisa, che il tronco peschi nell’acqua dell’uno, le gambe nell’acqua dell’altro
bicchiere. Ciò fatto, se tuffisi un metallo nell’acqua dell’uno, e un altro metallo diverso nel-
l’acqua dell’altro bicchiere, in modo che ciascuno di tai metalli sporga fuori anche dell’acqua;
ecco comparire le convulsioni nella rana tostochè essi metalli si adducano a un mutuo con-
tatto.
§ 1394. Se invece s’adoprino per questa sperienza, o per la precedente solo metalli della
medesima specie, i quali non siano in alcun modo diversi, non succede al contatto di uno col-
e soltanto con una rana dotata di forte vitalità, quando i metalli sono bensì della medesima
specie, ma pure differiscono nella durezza o tempera, nella lega, nel polimento, nell’esterno
stato regolino, o lucentezza metallica. Così e. g. non ottiensi alcuna convulsione della rana
nell’ultima addotta sperienza, se il collegamento dell’acqua nei due bicchieri facciasi e. g.
mediante un arco di filo d’argento, il quale sia del tutto e in tutto uniforme ed omogeneo.
§ 1395. Ma che?
Anche nell’addotto caso tornano a comparire le convulsioni, sol che
una delle estremità di tal arco metallico omogeneo, s’intonachi, o sporchi di un condut-
tore liquido, diverso dalla semplice acqua, e. g. di un liquore alcalino, di ossinitroso, di
una dissoluzione di fegato di solfo; oppure pongasi in uno dei bicchieri acqua pura, nel-
l’altro aceto, od acqua salata, o un liquor alcalino, od una dissoluzione di solfuro di pot.,
e la concatenazione si faccia pure anche adesso per mezzo di un solo metallo.
§ 1396. I riferiti fenomeni delle contrazioni muscolari sonosi ottenuti non solamente
nelle rane ed altri animali a sangue freddo, ma sibbene negli animali a sangue caldo, ed
anche nelle membra umane, per tutto il tempo che vi durava la facoltà eccitabile. Solamente
mostransi tanto più deboli tali convulsioni, quante, le altre cose pari, è minore essa ecci-
tabilità, e durano tanto meno, quanto più presto la medesima svanisce.
§ 1397. Si applichi fra la punta della lingua, e il labbro inferiore una laminetta di
stagno, sicchè ne sopravanzi un pezzo; si tocchi in seguito la faccia superiore di essa lingua
con un pezzo d’argento, e col medesimo si tocchi a un tempo la stagnuola sporgente: si
sente, al momento che i due metalli toccansi fra di loro, e insieme toccano la lingua, un
sapore assai rimarcabile e vivo, che ha del causticoVuol dire del caustico ossia mordente ossico, non già alcalino, come si spiega in ap-
presso. Sentesi però il sapore alcalino, o tirante all’alcalino, se invertasi il luogo ai metalli,
applichisi cioè alla punta della lingua l’argento, e al suo dorso lo stagno: della quale curio-
sissima sperienza, e che serve molto alla teoria del VOLTA non fa menzione GREN, che pure
addotta la teoria medesimo
§ 1398. Si empia una tazza di stagno di latte di calce; oppure di una lisciva alcalina
mediocremente forte; s’impugni la tazza con una od ambe le mani, umettate dianzi con
acqua semplice; e si porti l’apice della lingua sopra il liquore contenuto nella tazza: ecci-
terassi tosto la sensazione di un sapore acido sulla lingua, che tocca quel liquore alcalino.
Questo sapore è, almeno sul principio, ben deciso, finchè cambiando poco a poco fa luogo
da ultimo al sapore alcalino proprio del liquore.
§ 1399. Si prenda una tazza di stagno (meglio ancora di zinco); si adatti sopra un
piede d’argento, e si riempia di acqua pura. Intingendo la punta della lingua in questa
acqua, si prova, com’è naturale, insipida; non si tosto però si viene colle mani ben umet-
tate a stringere il piede d’argento, che la lingua sente un sapor acido decisissimo
§ 1400. Finalmente portisi fra la mandibola sinistra superiore, e la sinistra guancia:
una spranghetta di zinco, e fra la mandibola dritta inferiore, e la guancia dritta una spran-
ghetta d’argento, e ciò in guisa, che i due pezzi metallici sporgano fuori della bocca; ap-
presso si vadano accostando l’una all’altra queste estremità sporgenti: una sensazione di luce
facendosi l’esperienza all’oscuro, un repentino chiarore colpirà la vista al momento che giun-
geranno i due metalli al mutuo contatto.
§ 1401. Se in tutti gli esposti casi hanno ad eccitarsi le contrazioni muscolari, o le
sensazioni, egli è affatto necessario, che conduttori di diverse specie sian messi a contatto
sì fra loro, che cogli organi irritabili o sensibili.
§ 1402. Per eguali eccitabilità delle parti animali non producono già i diversi condut-
tori, in contatto con esse parti e fra loro, effetti egualmente forti. Questi sono tanto più
gagliardi, quanto i metalli impiegati distano un dall’altro nel seguente ordine o serie.
zinco
Stagno in foglia
Stagno in lastra
Piombo
Ferro
Ottone
Rame
Platino
Oro
Argento
MercurioGREN copiando la tavola di VOLTA ha copiato anche l’errore scorsovi riguardo al mer-
curio, che va collocato sopra tra lo stagno e il zinco. Del resto non l’ha neppure copiata per
intiero, e come sta nella 3.
Piombaggine
Carbone di legna.
§ 1403. Il primo, che osservò i moti muscolari eccitati pel contatto di due diversi metalli,
fu GALVANI a Bologna; e vennero quindi dietro lui dinotati e compresi i fenomeni di questo
genere sotto il nome di Galvanismo. Le sperienze intorno a tal soggetto occuparono indi tosto
un gran numero di Fisici e Fisiologi in molti paesi; furon esse ripetute e variate in più maniere,
e si scoprirono molti nuovi fatti. Come però suol accadere comunemente riguardo alle scoperte
di fatti fisici, che tosto si arrischiano delle spiegazioni intorno alle loro cause, prima anche che
i fatti stessi siano stati convenientemente moltiplicati e variati; così avvenne anche qui. Si
ricorse tosto sul bel principio ad una propria
eccitante i moti muscolari; e si vuole, che i muscoli se ne caricassero e scaricassero a vicenda,
regolatamente. Altri spiegarono cotali fenomeni mercè di chimiche miscele e alterazioni, le quali
per l’azione dei metalli un sopra l’altro, e sopra gli organi viventi, ossia sostanze animali poste
loro a contatto, accader dovessero in queste, e misero in campo delle opinioni sopra di ciò, che
hanno pur troppo del maraviglioso. Nissuno fra tutti gli investigatori della natura, che si
sono occupati di questo soggetto, lo ha in tante maniere, e con sì molteplici ricerche esa-
minato, quanto il Sig. VOLTA. A lui noi dobbiamo la maggior parte delle scoperte
a tal soggetto appartenenti, e la determinazione più esatta delle circostanze, che v’influi-
scono. Egli è anche quegli, che il primo ha spiegata, e messa in chiaro la causa vera agente
in tali fenomeni: e che ha dimostrato fino alla più conveniente evidenza, che questa causa,
la quale negli addotti casi eccita i moti muscolari, ed affetta i sensi del gusto e della
vistaLe sperienze del VOLTA sull’occhio. quelle di HUMBOLDT, e di altri sopra le piaghe, ec.
han fatto vedere, che anche il senso del tatto ne è affetto, eccitandovi, coi soliti artifizi
de’ metalli dissimili, bruciore e dolore nelle parti dotate di squisita sensibilità.
una funzione organica, ma bene in virtù del contatto mutuo di conduttori eterogenei, vien
e cagiona così moti muscolari, e le sensazioni. A lui finalmente è riuscito di mostrarci la materia
elettrica messa in azione pel combaciamento di conduttori eterogenei, di mostrarla, dico, e ren-
derla osservabile all’Elettrometro coll’ajuto del duplicatoreEd anche senza duplicatore, col solo suo Condensatore; e fin senza di questo, ottenendo
un’elettricità marcabile a dirittura dall’Elettrometro (v. la sua 3.
in questi
quella che siegue). Così dunque son riuscite
queste ricerche poco o nulla rischiaranti e feconde per la Fisiologia, ma tanto più per la
Fisica nella provincia de’ fenomeni elettrici.
§ 1404 La materia elettrica libera e mossa è uno stimolante per la fibra vivente, e la
conseguenza dello stimolo portato dalla sua immediata corrente e passaggio per essa fibra,
è o sensazione, o moto della medesima. La fibra muscolare snudata, o i suoi nervi sono per
tal modo il più sensibile Elettroscopio, e indicano così l’esistenza di una corrente elettrica, la
quale non sarebbe altrimenti valevole ad alzare o movere il più fino elettrometro. Al contatto
di conduttori eterogenei il fluido elettrico vien messo in moto; sia che tutti i conduttori nello
stato naturale ne contengano una dose eccedente alcun poco il grado di saturità, ed esercitino
anche verso il medesimo una diversa forza attrattiva; o che il combaciamento fra di loro lo
metta all’atto stesso in libertà, ed essi quindi lo attraggano qual più fortemente, e quale
più debolmente. Formasi pertanto da tai conduttori un circolo non interrotto?
Il fluido
elettrico ne verrà tratto in giro (ciò che per altro non potè scoprirsi coi fin qui usitati
nostri stromenti). Or quando e. g. gli snudati nervi crurali di una rana formano essi me-
desimi di questo circolo di conduttori eterogenei un pezzo conducente, in guisa che tutto
o quasi tutto il torrente di materia elettrica dee passare per essi soli, e tali nervi posseggono
ancora un resto di vitalità; ecco che i muscoli appartenenti a questi nervi cadono in con-
vulsione, tostochè il compiersi del circolo conduttore occasiona l’indicata corrente elettrica, e
tutte le volte che, dopo un conveniente interrompimento, si ristabilisce esso circolo, ossia
compiesi di nuovo a dovere. Quando, in luogo dei nervi inservienti ai moti, trovansi compresi
nel circolo conduttore quelli della punta o dei bordi della lingua, ohe servono al gusto, op-
pure la parte esterna del bulbo dell’occhio, vengono pur anco dall’istessa corrente elettrica
eccitate le sensazioni di sapore e di luce.
§ 1405. Coerentemente a ciò puossi nella seguente maniera, con un’esperienza assai cu-
riosa e sorprendente, produrre a un tempo stesso e moti muscolari, ed eccitamento nei sensi
della vista e del gusto, mediante il torrente elettrico, di cui si tratta. Stiano quattro per-
sone in piedi sopra un pavimento non molto deferente. e comunichino insieme, ordinandosi
per formare un circolo conduttore, nel modo che siegue. La prima della fila impugni nella
mano destra, la quale però debbe essere bagnata d’acqua, una spranga o lastra di zinco;
e con un dito della mano sinistra tocca l’apice della lingua della seconda persona; la quale
con un dito par essa tocca il nudo bulbo dell’occhio della terza persona; questa terza
persona sostiene con una mano bagnata le parti posteriori di una rana preparata compita-
mente nel modo sopra indicato, il di cui tronco snudato è tenuto dalla mano destra della
quarta ed ultima persona della fila, la quale impugna colla man sinistra ben umida una spranga
d’argento. Così disposte le cose qualora il primo, e l’ultimo della fila portino la spranga di zinco,
e quella d’argento a toccarsi scambievolmente, e compiano per tal modo il circolo, avviene
ohe la persona, il cui apice della lingua è toccato, vi senta un sapor ossico (acido), l’occhio
toccato della terza persona sia affetto da un momentaneo chiarore, e le gambe e coscie
della rana tenuta dalla terza e quarta persona cadono in violenti convulsioni.
§ 1406. I diversi conduttori elettrici manifestano il potere di cagionare mercè il mutuo
loro contatto una corrente elettrica, non con eguale attività. Il Sig. VOLTA li divide sotto
questo punto di vista in due classi: in
appartengono segnatamente i metalli, le piriti, e i carboni di legna; e in
che formano la 2.Or dunque ogniqualvolta in un compito circolo di conduttori trovisi
od uno della 2. classe interposto a due della 1.
classe interposto a due fra loro pure diversi della 2.
lente determinata una corrente elettrica a sinistra o a destra, la qual corrente cessa se
s’interrompa il circolo, e ripiglia di nuovo se venga questo ristabilito, e fa sorgere così
nelle parti eccitabili, che formano una parte del circolo conduttore, le rispettive sensazioni
e moti. Il sig. VOLTA ha dedotto dalle sue ricerche, e dimostrato, che l’azione elettrica si
dispiega principalmente pel contatto di due diversi metalli coi conduttori umidi; quan-
tunque la medesima abbia luogo eziandio pel contatto dei conduttori eterogenei secchi fra
di loroAnzi ella è generalmente più forte cotal azione nel contatto fra loro dei diversi me-
talli, di quello sia nel contatto co’ conduttori umidi, come ha mostrato il VOLTA nella 2.
e 3.
§ 1407. Le diverse sorti di combinazioni dei conduttori fra di loro, per determinare una
corrente elettrica, si possono rendere, e mettere sott’occhio con delle figure, ch’io perciò
aggiungo qui nella tavola XV quali ce le ha date il sig. VOLTALett. a GREN. Vedi il suo
e il Tomo XIII di questi nostri
Comm.Esse servono ancora a
porre in un’evidenza visibile i principj. che vi hanno rapportoQui siegue GREN a spiegare tali figure, o tipi, che sono in numero di 20 rappresentanti
altrettante combinazioni di conduttori di 1.
anche di conduttori di quest’ultima classe solamente, siegue l'Autore a spiegare distinta-
mente dette figure, e a farne l’applicazione ai principj che ne ha fatto VOLTA nei già citati
luoghi, e che sarebbe perciò inutile di ricopiare.
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