Volta, Alessandro Estratto di lettere del Cittadino N. N. di Como al Cittadino Aldini 1798 Como it volta_lettNNA_935_it_1798.xml 935.xml

LETTERA PRIMA.

Como, Aprile 1798.

FONTI.

STAMPATE.

Br. Ann. T. XVI (1798) pg. 3; in Ap- pendice articolo tratto dagli Ele- menti di Fisica di Gren p. II cap. IV. Della così detta Elettricità animale: Br. Ann. ibid. pg. 27.

MANOSCRITTE.

Cart. Volt.: J 49; J 51; J 52; L 18.

OSSERVAZIONI.

TITOLO: DATA: scritta dal V. in J 51 e in L 18. e stampata in Br. Ann.

J 51 è una prima minuta ampia ma non completa delle due lettere, contenente una breve introduzione epistolare. J 52 è una minuta nella quale sono ripetuti alcuni frammenti di J 51. L 18 è una minuta più accurata delle due lettere quasi esattamente concordante col testo che si pubblica.

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ESTRATTO DI LETTERE DEL CITTADINO N. N. DI COMO AL CITTADINO ALDINI PROFESSORE A BOLOGNA INTORNO ALLA PRETESA ELETTRICITÀ ANIMALE NELLE SPERIENZE DEL GALVANISMO.

Como, Aprile 1798.

Le contrazioni spasmodiche de’ muscoli, specialmente volontarj, tanto nelle rane ed altri animali a sangue freddo, quanto in quelli a sangue caldo, eccitate mercè la conveniente preparazione delle parti, e applicazione di ac- conci conduttori dell’elettiricità, scoperta ammirabile del vostro Zio e Collega GALVANI

ALOYSII GALVANI de viribus Electricitatis in motu Musculari Commentarius. Bonon. 1791.

, che ha fatto tanto rumore in Italia e fuori, e che ha eccitato in questi ultimi anni l’ingegno di molti Fisici e Fisiologi a fare sopra tale non men nuovo e dilettevole, che fecondo soggetto ulteriori ricerche; codesti moti convulsivi e scosse, siccome pure le sensazioni di più o men vivo sapore sulla lingua (sapore tirante all’acido, o all’alcalino, secondo che questo o quello di due metalli diversi, per es. Stagno e Argento, o meglio Zinco e Argento, che si toccano e formano parte del circolo, è rivolto verso l’apice di essa lingua), quelle di momentaneo fulgore negli occhi, di bruciore ne’ bordi delle palpebre, nelle piaghe, ecc., che ha ottenuto in seguito con somiglianti artificj, cioè colla combinazione pure di metalli dissimili, il mio compatriota VOLTA, ag- giugnendo queste, e tante altre scoperte

Vegg. diverse sue Memorie inserite nei Volumi di questi Annali dal 1792 a tutto il 1797.

a quelle del Professore di Bologna; tali moti, dico, e sensazioni, tali sorprendentissimi fenomeni, sono indubita- tamente occasionati dal fluido elettrico messo in moto, che invade e stimola quelle fibre sensibili ed irritabili, effetti sono immediati o mediati di una vera Elettricità; e non meritano neppur attenzione le opinioni di coloro, che vanno ideando, e mettono in scena altro fluido diverso dall’elettrico, o modificano questo in guisa, che non è più lo stesso, non è più il comune genuino fluido elettrico

Vegg. le dette Memorie di Volta, segnatamente la Lettera 3.a all’.Ab. VASSALLI. in prin- cipio, nota (a). [N. XIV (C), pag. 290 di questo volume. - Nota della Comm.].

, o tentano altrimenti di spiegare gli anzidetti fenomeni, ed altri analoghi con principj puramente chimici, ec..

Ma credete voi, mio caro ALDINI, credete anche in oggi di buona fede, che sia questa un’Elettricità animale in senso vero e proprio, cioè originaria e attiva degli organi, mossa internamente dalle stesse forze vitali, come ha preteso già GALVANI, ed altri con lui, e il medesimo si sforza pur ancora di sostenere nell’ultima sua Opera pubblicata mesi sono

Memorie sulla Elettricità Animale di LUIGI GALVANI. P.Professore di Notomia nella Università di Bologna al celebre Abate LAZZARO SPALLANZANI. ecc. Bologna, 1797.

? Io per me credo, e tengo costantemente, che sia anzi un’Elettricità meramente artificiale, ed estrinseca, mossa cioè dal contatto mutuo dei conduttori, onde vien formato il circolo, i quali sieno diversi tra loro, o sostanzialmente, o per qualche acci- dentale differenza: come dalle sue sperienze in mille modi variate è stato indotto a sospettare fin dapprincipio, ed a credere e sostenere in progresso con ogni maniera di argomenti il sullodato VOLTA; e come, venendo con lui, tengono oggi giorno la più parte de’ Fisici, massime oltramontani: anzi m’a- vanzo a dirvi, che la cosa è ormai portata a tal grado di evidenza, che non soffre più contrasto quasi da nessuno; e che le obbiezioni, che move il vostro GAL- VANI in questa recente sua opera, sono state già, tutte prevenute, e sciolte in guisa, che non hanno più neppure quella forza apparente, che poté per avven- tura imporne a taluno.

I metalli adunque, e gli altri corpi che chiamansi conduttori, o deferenti, perchè sendo del tutto permeabili al fluido elettrico, il lasciano, qualor tro- visi altronde sbilanciato e mosso, liberamente passare e trascorrere per la loro sostanza, e servono così a ricondurlo all’equilibrio, ec.; questi corpi ha sco- perto il nostro VOLTA, che posseggono altresì la virtù da niuno prima sospet- tata in essi, virtù veramente maravigliosa, d’incitare esso fluido elettrico, toglierlo all’equilibrio e al riposo in cui trovisi, smoverlo, impellerlo, col sem- plice venire a mutuo contatto due di essi di specie diversa. Sono pertanto codesti conduttori dissimili (massime i metallici) i veri moventi di quell’elet- tricità, che giuoca nelle accennate sperienze del GALVANISMO; dessi sono, che eccitano, mercè il loro combaciamento, la corrente elettrica per tutto il cir- colo o catena continua di comunicazione; la qual corrente incontrando sul suo passaggio que’ tali nervi e muscoli irritabili, che fan parte ossia anello di tal catena, ne li stimola e scuote conformemente alla loro indole eccitabile, onde le rispettive sensazioni, e moti muscolari. Insomma codesti organi ani- mali sono, relativamente alla mossa del fluido elettrico, non già’ attivi, come sostiene GALVANI, ma. meramente passivi: e sono al contrario attivi, volerlo o non volerlo, i conduttori dissimili, massime i metallici; ai quali il VOLTA dà a proposito e a tutta ragione il nome di eccitatori, o motori.

Si dice dissimili: perchè, acciò i conduttori la facciano a un tempo anche da motori nel mutuo loro contatto, vogliono essere effettivamente diversi; sia la differenza grande, e sostanziale, sia accidentale e picciola, limitata’ alla sola superficie, o a pochi punti del contatto: come ha provato esso VOLTA con molte sperienze riportate nelle diverse sue Memorie sopra tal soggetto

Vegg. specialmente le sue tre Lettere all’Ab. VASSALLI scritte negli anni 1794, e 1795; ed altre tre al Professore GREN di Halla 1796, pubblicate tutte in questi nostri Annali. Tom. VI, XI, XIII e XIV. [N. XIV e XVIII di questo volume, - Nota della Comm.].

. E si dice massime metallici: perchè, come i metalli (comprendendovi molte miniere, e piriti, e i carboni) sono conduttori per eccellenza, così sono anche motori i più insigni ed efficaci, sempre inteso ove. si tocchino due tra loro diversi, e tanto meglio, quanto più sono diversi: talchè, come parlando di conduttori, e non accennando altro, si soleva già intendere comunemente i metalli, senza però escludere affatto gli altri deferenti men buoni; così parimenti parlando dei motori, voglionsi intendere specialmente, non però esclusivamente, i me- talli: e il VOLTA medesimo, anche allorquando parve limitarsi a questi, non escluse assolutamente gli altri; anzi si spiegò fin dapprincipio in qualche, suo scritto (specialmente in una lunga lettera al cel. Fisico Olandese Dr. VAN- MARUM: e in un’altra all’Ab. TOMMASELLI di Verona, scritte ambedue nel- l’estate del 1792), che inclinava ad attribuire la stessa virtù d’incitare e smo- vere il fluido elettrico, ad attribuire cotale virtù e forza nuovamente da lui scoperta nei metalli, anche ai conduttori non metallici, a tutti insomma i deferenti umidi, avvegnachè in grado molto minore. E questo poi è ciò, che comprovò alcuni anni dopo con nuove serie di sperienze, e mise in più chiaro lume particolarmente nella sua 3a Lettera all’Ab. VASSALLI Professore di Torino, scritta in Ottobre del 1795, e pubblicata al principio del 1796 negli Annali di Chimica ec. di BRGUNATELLI

Tom. XI. [N. XIV (C) di questo volume. - Nota della Comm.].

, e più ampiamente ancora in altre lettere, che formano una lunga dissertazione, al Prof. GREN di Halla, scritta in Agosto del 1796, e pubblicata in detti Annali nel corso dell’anno 1797

Tom. XIII, e XII. [N. XVIII di questo volume. - Nota della Comm.].

.

Non serve dunque più obbiettare a VOLTA, come fa nuovamente GAL- VANI

In Cart, Volt. J 49 è la minuta di ma nota scritta in prima persona analoga al testo. [Nota della Comm.].

, le sperienze, in cui si ottengono nella rana preparata a dovere i moti spasmodici, le convulsioni e scosse più o men violente, o con un solo ed unico metallo, od anche senza metallo alcuno, o facendo arco conduttore con sole parti animali, coi soli nervi e muscoli di essa rana, ecc.. Tutte queste obbie- zioni cadono intieramente, e non doveano più mettersi in campo, dopoche il VOLTA avea ampiamente dimostrato e pubblicato (nelle succitate sue Lettere), che anche i conduttori fluidi, o contenenti qualche umore, ch’ei chiama in generale conduttori di 2a classe, che anche tali conduttori imperfetti, ove sieno diversi di specie, agiscono diversamente sul fluido elettrico, sia combaciando i metalli, o conduttori di 1.a classe, sia combaciandosi tra loro; tantochè basta a smovere, e mettere in corrente esso fluido obbedientissimo ad ogni forza ed impulso, basta a ciò, o che un metallo qualunque compiendo il circolo tocchi da una parte un conduttore umido, e dall’altra un altro conduttore parimenti umido, ma differente dal primo; o che il circolo compiasi anche senza me- tallo alcuno, senza verun conduttore di 1.a classe, intervenendo però tre con- duttori umidi, ossia di 2.a classe, tutti tre diversi.

Intorno a che, specialmente riguardo a queste, e molte altre combinazioni di conduttori, o a dir meglio motori d’ambe le classi variamente intrecciati, osservate, amico attentamente, e fate osservare al vostro GALVANI le 20 figure, o tipi, con cui ha il VOLTA corredata la sopracitata sua Memoria al Prof. GREN, esprimenti i casi, ossia le combinazioni, in cui devono succedere, e le combi- nazioni in cui non devono succedere le scosse o moti muscolari, le sensazioni di sapore, ec.. Questi tipi parlano all’occhio; e le chiare spiegazioni date dal VOLTA dietro ai suoi principj, e il puntuale accordo dei risultati di tante e sì variate sperienze con questi principj, e l’estrema difficoltà, anzi impossi- bilità di spiegare pur tollerabilmente i risultati medesimi con qualsiasi altra ipotesi, pongono tali principj e spiegazioni nella maggiore evidenza: come vien ora dalla massima parte de’ Fisici riconosciuto, e come dichiara fra gli altri il sullodato GREN; il quale ha pubblicata l’istessa Dissertazione Voltiana coi mentovati tipi, ossia figure, nel suo Giornale di Fisica in lingua tedesca per il 1.o Trimestre dell’anno scorso

Neues Journal der Physik: des vierten Bandes erstes Heft. Leipzig, 1797.

, e in seguito ne’ suoi Elementi di Fisica parimenti tedeschi

Grundriss der Naturlehre. Halle, 1797.

un estratto della medesima dissertazione, con un bel Saggio ragionato sul GALVANISMO, e sulle diverse opinioni intorno a tal sog- getto, nel quale Saggio, ossia transunto che forma un intiero Articolo, decide la questione intieramente e perentoriamente a favore del Volta

Daremo qui appresso in un’Appendice la traduzione di codesto Articolo.

.

Vi confesso pertanto, che mi ha molto sorpreso, e quasi scandalizzato la sicurezza con cui GALVANI, a fronte di tutto ciò, sostiene ancora la sua prima opinione affatto inconciliabile, e contrappone sul bel principio della recente sua Opera, (pag. 3, della, 1.a Memoria) alcune proposizioni ed altrettante del VOLTA, ne’ seguenti termini - « Egli vuol la elettricità la stessa, che la co- « mune a tutti i corpi

Così è; e la cosa non patisce alcun dubbio: come si è detto al principio di questa lettera; e come il VOLTA ha fatto chiaramente vedere specialmente nella già citata nota alla sua 3.a lettera a VASSALLI.

; io particolare e propria dell’animale

Ma e cosa vuol dire GALVANI con questo?

: egli pone « la causa dello sbilancio negli artifizj, che si adoprano, e segnatamente nella « differenza dei metalli

E lo dimostra con esperienze variate in tutti modi possibili.

; io nella macchina animale

Inutilmente, e senza prove: per mera supposizione dapprincipio, e in progresso per troppo attacamento alla preconcetta opinione.

; egli stabilisce tal « causa accidentale, ed estrinseca; io naturale ed interna: egli insomma tutto « attribuisce ai metalli, nulla all’animale; io tutto a questo, nulla a quelli, ove si consideri il solo sbilancio » -.
Or questo insomma, questo negare ai metalli qualsisia virtù o potere di sbilanciare il fluido elettrico, è ciò che mi ha ferito, contraddicendo, non solo a tanti argomenti e prove moltiplicate dal VOLTA sul soggetto del GALVANISMO, ma a fatti ben anche, e sperienze dirette, indipendentemente dal GALVANISMO; colle quali il medesimo avea già mostrato che il semplice combaciamento di due metalli diversi, e. g. Stagno e Argento, produce un notabile sbilancio di fluido elettrico, una vera elettricità positiva, ossia, in più nell’uno, negativa ossia in meno nell’altro, elettricità valevole a dar segni, non che ai sensibilissimi elettroscopj animali, quali sono gli organi e membri della rana preparata, ec., ma agli elettrometri comuni ben anche, che sieno abbastanza. sensibili, a quello cioè di BENNET a listerelle di foglietta d’oro, e ai suoi a paglie.

Queste sperienze fuori del GALVANISMO, nelle quali cioè non entra alcun corpo od organo animale, e si adoprano soli metalli, le facea già il VOLTA verso l’estate del 1796 e mostrolle a me, ed a molti intelligenti, fra’ quali ai valenti Fisici Francesi BERTHOLLET e MONGE nel susseguente autunno, dopo che ne avea fatto parte ad altri suoi corrispondenti, segnatamente a GREN nelle già mentovate lettere scrittegli in Agosto, le quali poi comparvero pubblicate al principio del 1797, nel Giornale di Fisica di esso GREN, come si è già, detto, e non molto dopo negli Annali di Chimica di BRUGNATELLI, che si stampano in Pavia.

Son persuaso, che GALVANI ignorava tali sperienze affatto decisive, quando pubblicò la sua ultima Opera poco dopo la metà, dello stesso anno 1797: nè io voglio fargli carico di questo. Ma ignorava egli ancora ciò che il VoLTA aveva esposto, e lungamente ragionato nella sua 3.a Lettera all’Ab. VASSALLI, pubblicata nell’istesso Giornale Pavese al principio del 1796

Annali di Chimica, ec. Tomo XI. [N. XIV (C) di questo volume. - Nota della Comm.].

. Pare veramente, che lo ignorasse, mentre s’attacca a combattere una spie- gazione, che esso VOLTA avea data nella Lettera 2.a, pubblicata due anni prima nell’istessa opera periodica

Annali, ecc., Tom. VI. [N. XIV(B) di questo volume. - Nota della Comm.].

, delle convulsioni che si eccitano in una rana preparata, i di cui nervi ischiatici pendenti si adducano al contatto delle nude carni delle coscie, e di altre simili sperienze, in cui non s‘adoprano metalli, eppur si ottengono le convulsioni, ricorrendo cioè in tali casi ad uno stimolo prodotto da urto meccanico, ec.: s’attacca, dico, GALVANI di proposito a com- battere tale spiegazione azzardata allora dal VOLTA, e in vero poco plausibile, la quale, dalla maniera con cui venne avanzata può anche dirsi che fosse sem- plicemente un sospetto; e nulla accenna, che il medesimo l’avesse poi abban- donata, e sostituitavi altra spiegazione più soddisfacente e analoga ai fenomeni di questo genere, qual è, che anche pel combaciamento tra loro di conduttori non metallici, di conduttori umidi, o di 2.a classe, ove sian questi dissimili, vien incitato, e messo in moto il fluido elettrico; che anch’essi in una parola i conduttori umidi, sono, come i metalli, eccitatori o motori, sebbene in grado molto minore, e affatto debole, ec..
Questa cosa, che forma il principale soggetto di detta Lettera 3.a al VASSALLI, viene ancora più sviluppata dal VOLTA nelle altre succitate lettere a GREN, ove pone sott’occhio tralle figure ossia tipi, di cui si è già parlato, anche quello rappresentante la combinazione di tre condut- tori umidi dissimili, ec..

Non accade dunque più, torno a dire, obbiettargli le sperienze, in cui si ottengono nella rana compitamente preparata le convulsioni, sia con un solo ed unico metallo interposto a parti animali, o ad altri conduttori umidi dis- simili, sia anche senza metallo alcuno, facendo cioè arco di comunicazione e compiendo il circolo con soli conduttori umidi o di 2.a classe fra loro diversi, con sole sostanze animali. Non accade moltiplicare e variare somiglianti spe- rienze, e menarne rumore, predicandole, siccome esenti da ogni sospetto di elettricità artificiale ed estrinseca, così favorevoli e decisive per l’elettricità animale propria ed interna. Siffatte obbiezioni sono già prevenute, e abba- stanza distrutte da VOLTA; e le sue spiegazioni fondate sempre sopra il mede- simo generale principio, della facoltà cioè che hanno i conduttori dissimili non solo di 1.a, ma anche di 2.a classe, d’incitare e mettere in corso il fluido elettrico, soddisfano a tutti gl’indicati casi, e combinazioni.

Potrebbe rimanere solamente qualche difficoltà per quelle tralle sperienze obbiettate da GALVANI, e suoi pochi seguaci, in cui non compare che vi sia alcuna differenza ne’ conduttori umidi, o nelle parti animali stesse, che si adducono a mutuo contatto, affrontandosi e. g. muscolo con muscolo, nervo con nervo, ec.: e ciò nondimeno han luogo le convulsioni. Ma svanisce anche questa difficoltà (e restano così tolte tutte), se si riflette, che non si ricerca, come ha provato in cento maniere il VOLTA, che una picciolissima differenza in qualche punto della superficie, una differenza anche impercettibile ne’ conduttori portati al mutuo contatto, per incitare e muovere il fluido elettrico, tanto da scuotere una rana preparata di tutto punto, ed eccitabile al sommo. Così è: siccome basta, qualora adoprinsi o due pezzi dell’istesso metallo, del- l’istesso argento, dell’istesso stagno, dell’istesso zinco, od anche un sol pezzo, interponendolo a conduttori umidi quali essi sieno, basta sovente che una delle estremità abbia diversa, tempera, diversa, lucentezza, oppur che sia leg- germente sporca o velata da qualche cosa di eterogeneo (basta, e. g. averla fregata alquanto contro un tavolo di legno, o di pietra, contro una pelle, contro l’abito che si ha indosso, contro un metallo diverso, ec.) e che l’altra estremità, non lo sia, o non egualmente; con che quel tal metallo, allorchè viene a compiere il circolo, trovasi effettivamente frapposto a due conduttori umidi o di 2.a classe dissimili; così pure trattandosi di conduttori tutti di que- sta 2.a classe, ossia umidi, basta talvolta, nelle circostanze cioè di una somma eccitabilità della rana preparata nel miglior modo, basta una leggier differenza fra tai conduttori, una differenza poco o nulla rimarcabile. Non così se la rana, non è compitamente, e di fresco preparata, e in sommo grado eccitabile: in tal caso vi vuole un'eterogeneità più marcata ne’ conduttori umidi, che prendono di mezzo il conduttore metallico omogeneo; e nel caso, che non entri alcun metallo, richiedesi assolutamente che la rana sia preparata di tutto punto, e inoltre bisogna far toccare ai muscoli del dorso, o meglio ai nudi nervi ischiatici, non già qualunque parte della gamba, non le carnose e molli, ma bene, come avverte il VOLTA (nelle cit. lettere a VASSALLI e a GREN), quella parte bianca e tendinosa, in cui termina il muscolo gastrocne- mio. Che se la rana preparata è ancor meno eccitabile, però in grado tutta- via più che mediocre, non basta neppure far toccare ai nervi ischiatici, o ai muscoli dorsali cotal parte tendinosa della gamba; ma vi vuole al dippiù, che qualche umore viscido, o salino s’interponga ove tali parti si adducono al contatto, che l'una o l'altra cioè, od ambedue sieno imbrattate di sangue, o s’intridano a bella posta di scialiva, d’orina, d’acqua salata, di sapone stem- perato, o meglio d’un forte liquor alcalino.

Ecco pertanto quanto può l’eterogeneità anche dei soli conduttori umidi, o di 2.a classe; e come gli effetti corrispondono giustamente ai gradi di tale eterogeneità, voglio dire son maggiori dove questa appar maggiore, ec.. Or dunque anche quando col venir a combaciarsi o muscolo con muscolo, o nervo con nervo, non vi si scorge notabile eterogeneità al luogo di tal combaciamento, se avvenga pure (il che a dir vero avviene di raro), che la rana preparata nel miglior modo si scuota, in tal caso oltre al riconoscere in quegli organi una somma, e più che ordinaria eccitabilità, dobbiamo altresì presumere, che vi abbia pure qualche eterogeneità, qualche differenza, se non sostanziale, acci- dentale almeno, tralle parti addotte al contatto, o tralle altre che compongono il circolo, qualche differenza che basti ad incitare e movere alcun poco il fluido elettrico, a determinare una picciola corrente, e produrre con ciò l’os- servato effetto delle contrazioni muscolari: contrazioni, che sì di leggieri si ec- citano in cotali rane sensibilissime e preparate in tal guisa, col più picciolo stimolo, segnatamente collo stimolo elettrico; come mostrano altre sperienze colle boccie di Leyden, e coi conduttori elettrizzati al modo ordinario, bastando all’uopo le più deboli cariche, insensibili cioè al più delicato elettrometro: dobbiam, dico, presumerla in un luogo o nell’altro del circolo, in questo o quel contatto, una qualche differenza od eterogeneità, ancorchè non compaja manifesta. E chi potrà sostenere, che nulla affatto v’intervenga di eterogeneo? Che vi si trovin tutti i luoghi di accozzamento o giuntura dei pezzi componenti il circolo, una perfetta omogeneità delle superficie combaciantisi? Che non diffe- riscano il minimo che gl’integumenti di uno da quelli dell’altro nervo, o mu- scolo, ne’ punti che si affacciano, e vengono al contatto? Che non siano intrisi, e neppure leggermente spalmati da umore alquanto diverso, ec.? Certamente è meno supponibile una perfetta omogeneità, quale ci vorrebbe per dar forza all’argomento dei Galvaniani, che una qualche eterogeneità più o meno mar- cata, od anche inosservabile, che pure basta, come si è veduto, per la causa del VOLTA.

Vi ho già, fatto osservare (ed è cosa che merita una particolar attenzione), che se i conduttori umidi, ossia di 2.a classe, sono anch’essi motori, solchè s’in- contrino di specie o qualità, diversi nelle superficie o punti con cui vengono a toccarsi l’un l’altro, come con mille prove ha dimostrato il tante volte nomi- nato Professore di Pavia; non lo sono però a giudizio del medesimo, e a tenore di evidenti sperienze, al segno che lo sono i conduttori metallici, ossia di 1.a classe, ma di gran lunga meno. Ne è una prova il vedere, che senza metalli, con soli cioè conduttori umidi, o di 2.a classe, anche scegliendo i più attivi di questa classe, fra i quali è l’acqua fortemente salata, il sapone stemperato, la lisciva, e soprattutto l’olio di tartaro, ossia potassa liquida, scegliendo, dico, qualsisia di questi e contrapponendolo all’acqua semplice, od a’ corpi imbe- vuti d’umore poco o nulla dissimile dall’acqua, non si arriva mai a scuotere una rana, se questa non è trucidata e tagliata di fresco, e preparata compita- mente, in guisa cioè che il nervo sporga dal muscolo, e mostrisi spogliato e nudo tutt’intorno. Assicura il VOLTA, e potrete voi pure accertarvi, che senza tal preparazione, nè in una gamba, o membro qualunque, nè in una rana scorticata. e sventrata soltanto, molto meno in una intiera, riesce di poter eccitare le convulsioni col mezzo di compiere il circolo deferente, se in tal circolo non entrino o due conduttori di 1.a classe abbastanza diversi fra loro (come argento, rame, od ottone, contro piombo, o stagno; ferro, stagno contro zinco; e meglio poi quest’ultimo contro alcuno di que' primi), oppur anche un sol conduttore di 1.a classe, un sol metallo, frapposto però a due di 2.a, diversi questi un dall’altro, e diversi al maggior segno (come stagno interposto a del- l’acqua, od altro corpo imbevuto di umor acqueo da una parte, e un forte liquor alcalino dall'altra; ferro tra acqua ed ossinitroso; argento tra acqua, e solfuro in liquore). Che se non entra alcun metallo, se i conduttori sono tutti di 2.a classe, non si ottiene mai nulla, per quanto diversi sieno un dall’altro, se non coll’ultima perfetta preparazione, liberato cioè il nervo nel modo già detto, e soltanto ove le parti preparate così di tutto punto godano di un’insigne ecci- tabilità.

Del resto quanto e come influisca una tal preparazione, lo ha molto bene dimostrato il VOLTA medesimo. Ci fa egli vedere, che ove con metalli meno diversi dei sopramentovati, ossia meno distanti nella colonna o scala da lui costrutta dietro un gran numero di sperienze, ed esposta singolarmentenelle lettere al VAssALLI, già più volte citate, con oro p. e. contro argento, con ar- gento contro rame od ottone, con ottone contro ferro, con piombo contro stagno, non riesce di scuotere nè la rana intiera, nè una di lei gamba recisa, nè un semplice muscolo; riesce poi a meraviglia in tutti questi, quando sia messo a nudo, e reso libero e sporgente il rispettivo nervo, e questo si adatti convenientemente nel circolo. Così pure non riesce, ove manchi tal prepara- zione, con conduttori umidi meno diversi dei sopra indicati, fra i quali venga interposto un metallo solo, qualunque ei sia, interponendo e. g. o zinco, o stagno, o ferro, od ottone, od argento, tre acqua ed un succo vegetabile, acqua e scialiva, sangue, orina, muco, chiara d’uovo, colla liquida. Ma se con tali conduttori umidi non abbastanza dissimili, a' quali frappongasi un metallo solo non riesce, come ora si è detto, di scuotere i muscoli e membri della rana, che non sieno nell'indicato modo preparati, riesce benissimo quando lo sieno a dovere: e ciò per la ragione, che così preparati, in guisa cioè che tutta la corrente elet- trica, qualunque sia, debba’ ristringersi, e tragittare pel nervo, si risente questo molto più facilmente; com’è facile a comprendersi, e come si manifesta anche alla prova delle scariche elettriche ordinarie; bastando e. g. in tali circostanze di compita preparazione delle parti, ad eccitare la forza nervea, e quindi le contrazioni muscolari, bastando, dico, giusta le sperienze di VOLTA, la debolis- sima carica di una boccetta di Leyden picciolissima, carica non sensibile ai comuni elettrometri, neppure al sì delicato elettroscopio di BENNET, una carica, che non arriva per avventura a 1/10 di quella, che potrebbe far divergere di 1. linea le fogliette d’oro di esso elettroscopio; laddove senza tal preparazione,

che metta allo scoperto, e libero tutt'intorno il nervo, la carica della boccetta per produrre l’istesso effetto delle convulsioni, vuol essere più di 10, od anche più di 16 volte maggiore, ec..

Come però anche non preparata la rana, ma trucidata soltanto, si scuote violentemente, disposto e compito il circolo conduttore, nel quale trovinsi o due conduttori di 1.a classe, due metalli, abbastanza diversi a mutuo contatto, od anche un solo di questi, interposto però a due conduttori di 2.a classe assai diversi fra loro, conforme si è detto poco sopra, e conforme prescrive il nostro VOLTA; non dee più far meraviglia, che sventrato l’animaletto, e messi in parte allo scoperto i nervi ischiatici, sicchè debba passare per questi più raccolta la corrente elettrica, basti a produrre le stesse convulsioni una minore diffe- renza tra quelli o questi conduttori, o a meglio dire motori di elettricità; che a misura che vien portata più avanti la preparazione, basti una sempre minore differenza finchè compita tal preparazione, snudati cioè tutt’intorno i detti nervi, una differenza picciolissima, anche de’ soli conduttori di 2.a classe, e talvolta impercettibile, basti ancora, segnatamente ove s’incontri negli organi così preparati una somma eccitabilità.

APPENDICE. ARTICOLO TRATTO DAGLI ELEMENTI DI FISICA DI GREN

Il titolo di queste eccellenti Opere nell’originale tedesco è: Grundriss der Naturlehre von FRIEDRICH ALBRECHT CARL GREN Professor zu Halle. Mit fünfzehn Kupfertafeln dritte ganz umgearbeitete Auflage. Halle 1797.

. Parte 2.a. Capo 4o.

DELLA COSÌ DETTA ELETTRICITÀ ANIMALE.

§ 1392. Allorché ad una rana vira si snuda un nervo, es. gr. il crurale, e questo nervo si tocca contemporaneamente con due metalli diversi, es. gr. con argento e stagno, con argento e zinco, intanto che anche questi metalli sono in contatto fra di loro, insorge al momento una contrazione convulsiva dei muscoli a cui quel nervo si dirama. Un tal fenomeno ha luogo fintanto che dura nelle parti la vitalità. Se pongasi l’estremità dei nervi sopra un metallo, e. g. sopra un pezzo di stagnuola, e alla carne snudata o muscolo, in cui s’impianta il nervo, appli- chisi un altro metallo, e. g. una striscia di foglia d’argento; e tocchinsi ora ambedue i metalli con un arco non conduttore, non compajono le convulsioni; esse però insorgono tostochè le dette laminette metalliche si fanno comunicare per mezzo di un buon conduttore elettrico, per mezzo e. g. di un filo metallico, per mezzo di un carbone. Le convulsioni compajono similmente se i due luoghi d’un solo nervo si appongano due diversi metalli, e questi sian messi in comunicazione, mediante un buon conduttore; e similmente non compajono, ove la comunicazione si faccia mediante un non-conduttore.

§ 1393. Le sperienze possono farsi in altra interessante curiosa maniera, cioè col levare intieramente alla rana vira la pelle, estrarre le interiora, e prepararla in guisa, che le sue gambe posteriori restino unite al tronco unicamente per i nervi crurali. Si ponghino allora due bicchieri di vetro pieni d’acqua vicini l’uno all’altro e quasi contigui, e si corichi sopra essi la rana in guisa, che il tronco peschi nell’acqua dell’uno, le gambe nell’acqua dell’altro bicchiere. Ciò fatto, se tuffisi un metallo nell’acqua dell’uno, e un altro metallo diverso nel- l’acqua dell’altro bicchiere, in modo che ciascuno di tai metalli sporga fuori anche dell’acqua; ecco comparire le convulsioni nella rana tostochè essi metalli si adducano a un mutuo con- tatto.

§ 1394. Se invece s’adoprino per questa sperienza, o per la precedente solo metalli della medesima specie, i quali non siano in alcun modo diversi, non succede al contatto di uno col- l’altro, e colla rana alcuna commozione della medesima; succede però, avvegnachè debolmente, e soltanto con una rana dotata di forte vitalità, quando i metalli sono bensì della medesima specie, ma pure differiscono nella durezza o tempera, nella lega, nel polimento, nell’esterno stato regolino, o lucentezza metallica. Così e. g. non ottiensi alcuna convulsione della rana nell’ultima addotta sperienza, se il collegamento dell’acqua nei due bicchieri facciasi e. g. mediante un arco di filo d’argento, il quale sia del tutto e in tutto uniforme ed omogeneo.

§ 1395. Ma che? Anche nell’addotto caso tornano a comparire le convulsioni, sol che una delle estremità di tal arco metallico omogeneo, s’intonachi, o sporchi di un condut- tore liquido, diverso dalla semplice acqua, e. g. di un liquore alcalino, di ossinitroso, di una dissoluzione di fegato di solfo; oppure pongasi in uno dei bicchieri acqua pura, nel- l’altro aceto, od acqua salata, o un liquor alcalino, od una dissoluzione di solfuro di pot., e la concatenazione si faccia pure anche adesso per mezzo di un solo metallo.

§ 1396. I riferiti fenomeni delle contrazioni muscolari sonosi ottenuti non solamente nelle rane ed altri animali a sangue freddo, ma sibbene negli animali a sangue caldo, ed anche nelle membra umane, per tutto il tempo che vi durava la facoltà eccitabile. Solamente mostransi tanto più deboli tali convulsioni, quante, le altre cose pari, è minore essa ecci- tabilità, e durano tanto meno, quanto più presto la medesima svanisce.

§ 1397. Si applichi fra la punta della lingua, e il labbro inferiore una laminetta di stagno, sicchè ne sopravanzi un pezzo; si tocchi in seguito la faccia superiore di essa lingua con un pezzo d’argento, e col medesimo si tocchi a un tempo la stagnuola sporgente: si sente, al momento che i due metalli toccansi fra di loro, e insieme toccano la lingua, un sapore assai rimarcabile e vivo, che ha del caustico

Vuol dire del caustico ossia mordente ossico, non già alcalino, come si spiega in ap- presso. Sentesi però il sapore alcalino, o tirante all’alcalino, se invertasi il luogo ai metalli, applichisi cioè alla punta della lingua l’argento, e al suo dorso lo stagno: della quale curio- sissima sperienza, e che serve molto alla teoria del VOLTA non fa menzione GREN, che pure addotta la teoria medesimo

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§ 1398. Si empia una tazza di stagno di latte di calce; oppure di una lisciva alcalina mediocremente forte; s’impugni la tazza con una od ambe le mani, umettate dianzi con acqua semplice; e si porti l’apice della lingua sopra il liquore contenuto nella tazza: ecci- terassi tosto la sensazione di un sapore acido sulla lingua, che tocca quel liquore alcalino. Questo sapore è, almeno sul principio, ben deciso, finchè cambiando poco a poco fa luogo da ultimo al sapore alcalino proprio del liquore.

§ 1399. Si prenda una tazza di stagno (meglio ancora di zinco); si adatti sopra un piede d’argento, e si riempia di acqua pura. Intingendo la punta della lingua in questa acqua, si prova, com’è naturale, insipida; non si tosto però si viene colle mani ben umet- tate a stringere il piede d’argento, che la lingua sente un sapor acido decisissimo

§ 1400. Finalmente portisi fra la mandibola sinistra superiore, e la sinistra guancia: una spranghetta di zinco, e fra la mandibola dritta inferiore, e la guancia dritta una spran- ghetta d’argento, e ciò in guisa, che i due pezzi metallici sporgano fuori della bocca; ap- presso si vadano accostando l’una all’altra queste estremità sporgenti: una sensazione di luce facendosi l’esperienza all’oscuro, un repentino chiarore colpirà la vista al momento che giun- geranno i due metalli al mutuo contatto.

§ 1401. Se in tutti gli esposti casi hanno ad eccitarsi le contrazioni muscolari, o le sensazioni, egli è affatto necessario, che conduttori di diverse specie sian messi a contatto sì fra loro, che cogli organi irritabili o sensibili.

§ 1402. Per eguali eccitabilità delle parti animali non producono già i diversi condut- tori, in contatto con esse parti e fra loro, effetti egualmente forti. Questi sono tanto più gagliardi, quanto i metalli impiegati distano un dall’altro nel seguente ordine o serie. zinco Stagno in foglia Stagno in lastra Piombo Ferro Ottone Rame Platino Oro Argento Mercurio

GREN copiando la tavola di VOLTA ha copiato anche l’errore scorsovi riguardo al mer- curio, che va collocato sopra tra lo stagno e il zinco. Del resto non l’ha neppure copiata per intiero, e come sta nella 3.a lettera di VOLTA al VASSALLI, inserita nel tom. XI, di questi Annuali, a cui rimandiamo. [N. XIV (C) di questo volume - Nota della Comm.].

Piombaggine Carbone di legna.

§ 1403. Il primo, che osservò i moti muscolari eccitati pel contatto di due diversi metalli, fu GALVANI a Bologna; e vennero quindi dietro lui dinotati e compresi i fenomeni di questo genere sotto il nome di Galvanismo. Le sperienze intorno a tal soggetto occuparono indi tosto un gran numero di Fisici e Fisiologi in molti paesi; furon esse ripetute e variate in più maniere, e si scoprirono molti nuovi fatti. Come però suol accadere comunemente riguardo alle scoperte di fatti fisici, che tosto si arrischiano delle spiegazioni intorno alle loro cause, prima anche che i fatti stessi siano stati convenientemente moltiplicati e variati; così avvenne anche qui. Si ricorse tosto sul bel principio ad una propria Elettricità animale, inerente agli organi, ed eccitante i moti muscolari; e si vuole, che i muscoli se ne caricassero e scaricassero a vicenda, regolatamente. Altri spiegarono cotali fenomeni mercè di chimiche miscele e alterazioni, le quali per l’azione dei metalli un sopra l’altro, e sopra gli organi viventi, ossia sostanze animali poste loro a contatto, accader dovessero in queste, e misero in campo delle opinioni sopra di ciò, che hanno pur troppo del maraviglioso. Nissuno fra tutti gli investigatori della natura, che si sono occupati di questo soggetto, lo ha in tante maniere, e con sì molteplici ricerche esa- minato, quanto il Sig. VOLTA. A lui noi dobbiamo la maggior parte delle scoperte a tal soggetto appartenenti, e la determinazione più esatta delle circostanze, che v’influi- scono. Egli è anche quegli, che il primo ha spiegata, e messa in chiaro la causa vera agente in tali fenomeni: e che ha dimostrato fino alla più conveniente evidenza, che questa causa, la quale negli addotti casi eccita i moti muscolari, ed affetta i sensi del gusto e della vista

Le sperienze del VOLTA sull’occhio. quelle di HUMBOLDT, e di altri sopra le piaghe, ec. han fatto vedere, che anche il senso del tatto ne è affetto, eccitandovi, coi soliti artifizi de’ metalli dissimili, bruciore e dolore nelle parti dotate di squisita sensibilità.

, è il fluido elettrico comune; il quale, non già in virtù di un processo vitale o di una funzione organica, ma bene in virtù del contatto mutuo di conduttori eterogenei, vien messo in azione: che questo fluido elettrico posto in circolazione stimola le parti eccitabili, e cagiona così moti muscolari, e le sensazioni. A lui finalmente è riuscito di mostrarci la materia elettrica messa in azione pel combaciamento di conduttori eterogenei, di mostrarla, dico, e ren- derla osservabile all’Elettrometro coll’ajuto del duplicatore

Ed anche senza duplicatore, col solo suo Condensatore; e fin senza di questo, ottenendo un’elettricità marcabile a dirittura dall’Elettrometro (v. la sua 3.a Lettera all’istesso GREN in questi Annali, tom. XIV, e nel presente la lettera anonima avanti quest’Appendice, e quella che siegue). [N. XVIII (C) di questo volume. - Nota della Comm.].

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Così dunque son riuscite queste ricerche poco o nulla rischiaranti e feconde per la Fisiologia, ma tanto più per la Fisica nella provincia de’ fenomeni elettrici.

§ 1404 La materia elettrica libera e mossa è uno stimolante per la fibra vivente, e la conseguenza dello stimolo portato dalla sua immediata corrente e passaggio per essa fibra, è o sensazione, o moto della medesima. La fibra muscolare snudata, o i suoi nervi sono per tal modo il più sensibile Elettroscopio, e indicano così l’esistenza di una corrente elettrica, la quale non sarebbe altrimenti valevole ad alzare o movere il più fino elettrometro. Al contatto di conduttori eterogenei il fluido elettrico vien messo in moto; sia che tutti i conduttori nello stato naturale ne contengano una dose eccedente alcun poco il grado di saturità, ed esercitino anche verso il medesimo una diversa forza attrattiva; o che il combaciamento fra di loro lo metta all’atto stesso in libertà, ed essi quindi lo attraggano qual più fortemente, e quale più debolmente. Formasi pertanto da tai conduttori un circolo non interrotto? Il fluido elettrico ne verrà tratto in giro (ciò che per altro non potè scoprirsi coi fin qui usitati nostri stromenti). Or quando e. g. gli snudati nervi crurali di una rana formano essi me- desimi di questo circolo di conduttori eterogenei un pezzo conducente, in guisa che tutto o quasi tutto il torrente di materia elettrica dee passare per essi soli, e tali nervi posseggono ancora un resto di vitalità; ecco che i muscoli appartenenti a questi nervi cadono in con- vulsione, tostochè il compiersi del circolo conduttore occasiona l’indicata corrente elettrica, e tutte le volte che, dopo un conveniente interrompimento, si ristabilisce esso circolo, ossia compiesi di nuovo a dovere. Quando, in luogo dei nervi inservienti ai moti, trovansi compresi nel circolo conduttore quelli della punta o dei bordi della lingua, ohe servono al gusto, op- pure la parte esterna del bulbo dell’occhio, vengono pur anco dall’istessa corrente elettrica eccitate le sensazioni di sapore e di luce.

§ 1405. Coerentemente a ciò puossi nella seguente maniera, con un’esperienza assai cu- riosa e sorprendente, produrre a un tempo stesso e moti muscolari, ed eccitamento nei sensi della vista e del gusto, mediante il torrente elettrico, di cui si tratta. Stiano quattro per- sone in piedi sopra un pavimento non molto deferente. e comunichino insieme, ordinandosi per formare un circolo conduttore, nel modo che siegue. La prima della fila impugni nella mano destra, la quale però debbe essere bagnata d’acqua, una spranga o lastra di zinco; e con un dito della mano sinistra tocca l’apice della lingua della seconda persona; la quale con un dito par essa tocca il nudo bulbo dell’occhio della terza persona; questa terza persona sostiene con una mano bagnata le parti posteriori di una rana preparata compita- mente nel modo sopra indicato, il di cui tronco snudato è tenuto dalla mano destra della quarta ed ultima persona della fila, la quale impugna colla man sinistra ben umida una spranga d’argento. Così disposte le cose qualora il primo, e l’ultimo della fila portino la spranga di zinco, e quella d’argento a toccarsi scambievolmente, e compiano per tal modo il circolo, avviene ohe la persona, il cui apice della lingua è toccato, vi senta un sapor ossico (acido), l’occhio toccato della terza persona sia affetto da un momentaneo chiarore, e le gambe e coscie della rana tenuta dalla terza e quarta persona cadono in violenti convulsioni.

§ 1406. I diversi conduttori elettrici manifestano il potere di cagionare mercè il mutuo loro contatto una corrente elettrica, non con eguale attività. Il Sig. VOLTA li divide sotto questo punto di vista in due classi: in conduttori secchi, che formano la 1.a e alla quale appartengono segnatamente i metalli, le piriti, e i carboni di legna; e in conduttori umidi, che formano la 2.a classe. Or dunque ogniqualvolta in un compito circolo di conduttori trovisi od uno della 2. classe interposto a due della 1.a fra loro diversi; o inversamente uno della 1.a classe interposto a due fra loro pure diversi della 2.a, viene da quella forza che è preva- lente determinata una corrente elettrica a sinistra o a destra, la qual corrente cessa se s’interrompa il circolo, e ripiglia di nuovo se venga questo ristabilito, e fa sorgere così nelle parti eccitabili, che formano una parte del circolo conduttore, le rispettive sensazioni e moti. Il sig. VOLTA ha dedotto dalle sue ricerche, e dimostrato, che l’azione elettrica si dispiega principalmente pel contatto di due diversi metalli coi conduttori umidi; quan- tunque la medesima abbia luogo eziandio pel contatto dei conduttori eterogenei secchi fra di loro

Anzi ella è generalmente più forte cotal azione nel contatto fra loro dei diversi me- talli, di quello sia nel contatto co’ conduttori umidi, come ha mostrato il VOLTA nella 2.a e 3.a letta all’istesso GREN.

; e fin anche degli eterogenei umidi pure fra loro.

§ 1407. Le diverse sorti di combinazioni dei conduttori fra di loro, per determinare una corrente elettrica, si possono rendere, e mettere sott’occhio con delle figure, ch’io perciò aggiungo qui nella tavola XV quali ce le ha date il sig. VOLTA

Lett. a GREN. Vedi il suo Neues Journal der Physik 1.° Quaderno del Tomo IV e il Tomo XIII di questi nostri Annali. [N. XVIII (A) di questo volume. - Nota della Comm.].

. Esse servono ancora a porre in un’evidenza visibile i principj. che vi hanno rapporto

Qui siegue GREN a spiegare tali figure, o tipi, che sono in numero di 20 rappresentanti altrettante combinazioni di conduttori di 1.a e di 2.a classe diversamente intrecciati. e sì anche di conduttori di quest’ultima classe solamente, siegue l'Autore a spiegare distinta- mente dette figure, e a farne l’applicazione ai principj che ne ha fatto VOLTA nei già citati luoghi, e che sarebbe perciò inutile di ricopiare.

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