Volta, Alessandro Lettera Prima al Prof. F. Mocchetti 1795 Pavia it volta_lettPrimFM_926_it_1795.xml 926.xml

LETTERA PRIMA.

Pavia, 5 Giugno 1795.

FONTI.

STAMPATE. Mocc. pg. 34. Mont. pg. 115.

MANOSCRITTE. Cart. Volt.: E 31; J 18; J 19; J 27.

OSSERVAZIONI. TITOLO: DATA: da E 31. in Mocc. ed in Mont. erroneamente sta scritto 1794.

E 31, Minuta quasi identica della seconda parte. La scale dei poteri elettromotori trovasi anche in Cart. Volt., J 18, e se ne trova una prima traccia al N. 8 D e un altro abbozzo in J 27 (vedi N. 13 C). J 19 contiene la scala dei poteri elettromotori identica a quella comunicata al Moc- chetti, salvo lo spostamento delle « Miniere d’argento » dal XIX al XXXIV posto. Seguono alcune considerazioni sulle varie sostanze enumerate che si pubblicano.

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LETTERA PRIMA.

All’amico carissimo Dott. Francesco Mocchetti a Vienna.

Grandissimo piacere mi ha recato la lettera, ch’ella si è compiaciuta di scrivermi fin dal passato dicembre da Gottinga, con un estratto della memoria del dott. PFAFF; e se ho tardato tanto a risponderle, si è perchè, volendo farlo diffusamente, non ne ebbi tempo per qualche mese, e in seguito temetti, ch’ella fosse già partita da Gottinga, onde non sapeva dove indirizzarle le lettere. Ora un’altra favoritissima sua del 24 aprile da Vienna, mi indica trovarsi V. S. Riv. in cotesta città, dove m’immagino si tratterrà lungamente: le scrivo dunque a Vienna, ringraziandola primieramente dell’una e dell’altra lettera sua, che mi furono graditissime, e di quella dell’amico LICTHENBERG, da lei trasmessami, che mi fu pure molto cara. Or mi faccio alla memoria di PFAFF. Mi spiace di non averla potuto vedere, come tante altre sul soggetto in que- stione; come mi spiace d’esser privo del Giornale fisico di GREN, per la provvista del quale ho fatto replicatamente, ma senza frutto, istanza ai soprantendenti alla Biblioteca dell’Università. Quanto però ai risultamenti delle sperienze del citato PFAFF, ch’ella mi nota, trovo che sono molto conformi ai miei, e credo di averlo in tutto prevenuto colle mie sperienze, parte già pubblicate, parte non pubblicate, ma mostrate a varj intelligenti, sì nazionali che esteri, sono due anni e più. E in primo luogo quanto all’essere non che buonissimi conduttori, ma sibbene eccitatori molto attivi, diverse miniere e piriti o sol- furi metallici, in cui abbonda assai più il solfo, che la materia metallica, è sco- perta mia, di cui ho fatto cenno già più di un anno fa, in una lettera stampata nel Giornale del Dott. BRUGNATELLI, con queste parole:

Lettera seconda al Vassalli, pag. 274 di questo volume.

....dei metalli, delle miniere (molte delle quali sì ricche che povere di metallo, e le piriti stesse ho pur trovato che non la cedono ai regoli metallici) e del carbone di legna, il quale, per la virtù di cui si tratta, non meno che per quella di essere eccellente conduttore, va posto in compagnia dei metalli. Ma le sperienze mie sopra un gran nu- mero di tali piriti e miniere, di cui tengo nota, e le quali ho mostrate, almeno le principali, a molte persone intelligenti, datano da due anni e più. Ecco un estratto di tale nota.

Miniere di rame.

1. Miniera di rame epatica. Molto rame, ma in istato calciforme (ossi- dato), e senza punto di brillante me- tallico. Nè buon conduttore, nè eccitatore in alcun grado (dinoto con 1, 2, 3, 4 gradi l’azione debole, mediocre, forte, fortissima). 2. Miniera di rame vitreo. Ricca con poco solfo, e avente brillante me- tallico. Buon conduttore ed eccitatore forte da 2 a 3 gradi. 3. Miniera di rame bianca arse- nicale. Buon conduttore, eccitatore in 2 gradi. 4. Rame piritoso. Men ricco di me- tallo della miniera epatica N. 1. Pezzo compatto non cristallizzato, di un verde sporco. Ottimo conduttore, eccitatore for- tissimo di 4 gradi. 5. Lo stesso rame piritoso cristal- lizzato. Conduttore imperfetto, eccitatore debole di 1 grado. 6. Miniera di rame grigia calibea. Conduttore imperfetto, eccitatore di 1 grado. 7. Rame nativo. Conduttore buono, eccitatore di 2 gradi.

Miniere di ferro.

8. Miniera di ferro nera. Ricchis- sima, o ferro nativo un poco ossidato. Conduttore buono, eccitatore di 1 grado. 9. Ematite rossa. Ricca di ferro, ma avente un aspetto terroso, attraibile, ma poco, dalla calamita. Conduttore passabile, eccitatore di 1 grado. 10. Ferro specolare. Più ossidato del precedente, non attratto dalla cala- mita. Conduttore imperfetto, eccitatore meno di 1 grado. 11. Ferro micaceo. Non attraibile. Ferro con molto ossigene, ossia cal- cinato come lo specolare. Conduttore imperfettissimo, ecci- tatore nullo. 12. Ferro piritoso. Pasta compatta non cristallizzata: attraibile dalla ca- lamita. Ferro e solfo in dosi quasi eguali. Conduttore perfetto, eccitatore ot- timo in 4 gradi. 13. Ferro piritoso in parte decom- posto, ossia ossidato, detto anche epa- tico. Conduttore cattivo, eccitatore nullo. 14. Calamita. Come la miniera di ferro nera N. 8, anzi meglio, cioè eccitatore in 2 gradi. 15. Pirite sulfurea cubica, e pirite dodecaedra dell’Elba, molto splen- dente. Contiene 15 solamente di ferro e 70 di solfo; il resto argilla, arse- nico, ecc. Conduttore assai buono. Eccitatore in 4 gradi: un poco meno però del rame piritoso N. 4.

Miniere di piombo.

16. Galena compatta. Frattura densa. Piombo e solfo. Conduttore passabile. Eccitatore in 2 gradi. 17. Galena tessulare. Piombo e solfo in piccola dose. Conduttore buono. Eccitatore in 3 gradi. 18. Miniera di piombo terrosa. Con- tiene moltissimo metallo, ma calci- forme, ossia ossidato. Cattivo conduttore. Eccitatore nullo.

Miniere d’argento.

19. Argento vitreo. Conduttore poco buono. Eccitatore in 1 grado.

Miniere di stagno.

20. Stagno cristallizzato, detto co- munemente Granato di stagno. Conduttore imperfetto. Eccitatore in 1 grado.

Miniere di zinco.

21. Pseudogalena cristallizzata. Conduttore imperfetto. Eccitatore nullo. 22. Pseudogalena non cristallizzata. Lo stesso.

Miniere di mercurio.

23. Cinabro epatico. Lo stesso.

Miniere di antimonio.

24. Antimonio nativo un poco ar- senicato. Conduttore passabile. Eccitatore in 2 gradi. 25. Miniera d’antimonio grigia com- patta a frattura densa. Conduttore cattivissimo. Eccitatore nullo. 26. Miniera d’antimonio detta co- munemente radiata, risplendentissima. Lo stesso.

Miniere d’arsenico.

27. Arsenico nativo testaceo. Conduttore ottimo. Eccitatore in 4 gradi. 28. Pirite arsenicale cristallizzata, con brillante metallico. Lo stesso.

Miniere di cobalto.

29. Miniera grigia di cobalto. Co- balto con solfo e un poco d’arsenico. Conduttore buonissimo. Eccitatore in 4 gradi.

Miniere di bismuto.

30. Bismuto nativo. Conduttore buonissimo. Eccitatore in 4 gradi.

Miniere di nikel.

31. Nikel nativo. Conduttore buono. Eccitatore di 3 in 4 gradi.

Miniere di manganese.

32. Miniera di manganese grigia ra- diata, splendente. Conduttore ottimo. Eccitatore in 4 gradi.

Miniera di molibdena.

33. Molibdena galenica. Conduttore cattivo. Eccitatore nullo.

Miniera Tungstenica.

34. Oranite. Spuma Lupi. KLAPROTH la vuole un metallo nuovo; ma si crede più comunemente essere manga- nese unito all’acido tungstenico. Conduttore passabile. Eccitatore in 1 grado.

Sostanze affini ai metalli, o analoghe per virtù elettrica [1]

35. Piombaggine. Carburo di ferro. Conduttore ottimo, ed ottimo ecci- tatore, più cioè dell’argento, e come il rame piritoso N. 4. 36. Carbone di legna di buona qua- lità e ben cotto (convien scegliere i pezzi tra molti). Lo stesso; anzi meglio. [2]

Da ciò si vede, che aveva pur io trovato prima del dott. PFAFF, che i solfuri metallici sono buonissimi eccitatori elettrici e conduttori nulla o poco inferiori ai metalli medesimi, sebbene contengano molto solfo per sè stesso coibente, e poca sostanza metallica; e che all’incontro altre miniere più ricche di metallo, ma ove questo trovasi in istato di calce, ossia ossidato, sono cattivi conduttori, e quindi o nulla o pochissimo eccitatori.

Anche per ciò che riguarda l’ordine o scala, in cui van posti cotesti ecci- tatori, rapporto al produrre maggiore o minore effetto, eccitare cioè più o men vivo sapore sulla lingua, più o men forti convulsioni nei muscoli ecc., in guisa che quanto più sono distanti nel detto ordine o scala i due che s’impiegano, tanto più sono efficaci; trovo che combinano presso a poco i miei risultati con quelli del Dott. PFAFF; ma anche qui credo d’essere stato io il primo a sbozzare e ad estendere indi un cotal ordine: son passati già due anni, dacchè ho disposti cotali eccitatori nel seguente ordine.

Zinco (mi piace di cominciare da questo che sta discosto molto da tutti gli altri).

Alcuni tra que’ fogli stagnati che si chiamano impropriamente carta d'ar- gento.

................................. ................................. ................................. ................................. Stagnole diverse.

Alcune qualità di stagno in lastre o verghe.

Piombo.

Altre qualità di stagno.

Regolo d’antimonio. ................................ ................................ ................................ Ferro. Regolo di bismuto. Bronzi varj. Ottoni varj. Rame. Regolo di cobalto. ................................ ................................ Platino. ................................ ................................ Oro. Pirite di ferro cubica. Rame lazureo. Argento. Mercurio. Rame piritoso. Piombaggine. Carbone scelto. ................................

In questa scala dunque trovansi le mentovate sostanze poste mano mano più lontane quelle, che combinate producono maggior effetto, cioè agiscono con 1, 2, 3, 4 gradi di forza, secondo che distano 1, 2, 3, 4 passi: dove è da os- servare che le linee punteggiate indicano altrettanti intervalli o lacune; di maniera che vanno considerati più distanti fra loro, e. g. il regolo d’antimonio e il ferro; quantunque non si sia notato altro corpo di mezzo, che il ferro e l’ottone, fra i quali stanno il bismuto e i bronzi. Io poi ho spinto le ricerche più avanti, ed ho trovato, che di due di tali sostanze applicate ai conduttori umidi o all’acqua medesima, nelle sperienze di cui si tratta, sempre quella che è superiore nella scala spinge avanti il fluido elettrico nel corpo umido che com- bacia, e quella che è inferiore lo riceve dal conduttore umido, cui parimenti com- bacia, e lo rifonde nel metallo superiore; e che tal giro continua, finchè non s’interrompa il circolo conduttore: che l’ingresso del fluido nella punta della lingua vi eccita il sapor acido, la sortita o niun sapore o uno alcalino, se i me- talli cioè distano molto nella scala, come zinco e ferro, foglio stagnato e rame, piombo e argento, e più di tutto zinco e piombaggine o carbone buono, onde invertendo la posizione di tai metalli si cangia anche il sapore, ecc.

Merita qualche riflessione, che le piriti o miniere, che sono eccitatori elet- trici al par dei regoli metallici, stanno tutte o quasi tutte (almeno quelle de- scritte qui sopra nella lunga nota) colla piombaggine e col carbone nell’ultima schiera più numerosa, che comprende l’oro, l’argento, il mercurio: che però essendo tali miniere e piriti o solfuri metallici e il carbone inferiori notabilmente ai metalli nella virtù conduttrice, par che si debbano avere per inferiori anche nella virtù eccitatrice; e quindi essendo in questa presso a poco eguali all’oro e all’argento, anche questi metalli stan bene in fine della scala, la quale va co- minciata, come ho fatto, dallo zinco, che più di tutti si distingue e si lascia ad- dietro di gran tratto tutte le altre sostanze. Io immagino dunque che tutte le annoverate sostanze abbiano virtù di spingere avanti il fluido elettrico ne’ conduttori umidi, che combaciano, ma con forza differente ciascuno; nel che i superiori nella divisata scala superino mano mano gl’inferiori, tanto più cioè, quanto più sono distanti in tal distribuzione. Con ciò si spiega come im- piegando tre pezzi del medesimo metallo, sia pure de’ più potenti, o un arco di un pezzo solo, riuscendo equipollente la forza, che spinge il fluido elettrico a destra e a sinistra, non ne segue alcuna corrente, ohe eccitar possa il sapore, o i moti muscolari; ma si vuole che i due capi dell’arco metallico, che comba- ciano i capi dell’altro arco conduttore non metallico, siano perfettamente eguali, e non differiscano neppure per qualche accidentale modificazione di tempera, levigamento ecc., come ho dimostrato nella prima delle lettere all’a- bate VASSALLI; altrimenti potrà uno prevalere all’altro, e mettendo il fluido elettrico in giro eccitare delle convulsioni nella rana preparata di tutto punto e molto sensibile, compresa nel circolo.

Ho poi scoperto, che anche con un metallo solo perfettamente eguale ne’ suoi due capi, si possono ottenere le convulsioni nella rana preparata e molto vivace, sol che diversi siano i due conduttori non metallici, o come li chiamo conduttori della classe umida, diversi, dico, i capi di cotest’altro arco con- duttore, che combaciano rispettivamente quelli dell’unico metallo. Così collo- cando la rana puntualmente preparata col tronco in un bicchiere d’acqua e colle gambe in un altro, e intingendo di qua e di la i capi di un arco o tutto d’argento, o tutto di zinco ben lavati prima, non si eccitano le convulsioni; le quali poi si eccitano più o men forti, se asciugato un capo dell’arco del- l’acqua pura, si sporchi anche leggermente d’acqua salata, di scialiva, di sangue, di muco, di orina, di aceto, o di altro liquor salino, singolarmente di una soluzione satura di alcali od anche di sapone. Che se ambedue i capi dell’arco metallico si sporchino egualmente di uno stesso umore, nulla succede: nettatone un solo, ecco di nuovo le convulsioni alla prova; che più non si ottengono nettati bene ambedue i capi col diguazzarli e. g. nell’ac- qua ecc.. Si può anche immergere al modo solito la rana in due bicchieri con- tenenti uno un liquore, e l’altro un altro, e. g. acqua e sangue, massime denso e vischioso, acqua e chiara d’uovo, acqua e soluzione carica di sapone, latte e olio di tartaro; e allora intingendo i capi dell’arco metallico qualsiasi si otter- ranno le convulsioni tutte le volte, finchè mantiensi in vigore la vitalità nel- l'animaletto. Ho variato in moltissime altre maniere queste sperienze; le quali tutte mi hanno comprovato, che se il mezzo più efficace di eccitare le convul- sioni è quello di introdurre nel circolo conduttore, di cui fa parte la rana ecc., due metalli diversi, che si toccano fra loro interposti a conduttori umidi quali essi sieno; un altro mezzo meno efficace, ma che pur riesce fino ad un certo segno, si è quello di un sol metallo (o di due o più, eguali negli estremi dell’arco che formano) interposti a due conduttori umidi dissimili.

Finalmente anche senza l’intervento di alcun metallo possono ottenersi nelle rane preparate di fresco ed estremamente vivaci delle convulsioni, se nel circolo conduttore vengano a toccarsi due della classe de’ conduttori umidi fra sè diversi: come se si pieghi una gamba della rana medesima a far arco conduttore, e portisi al contatto de’ muscoli dorsali, o di altra parte carnosa del tronco, l’estremità del muscolo gastrocnemio, la parte cioè tendinosa del medesimo, o il resto del piede parimenti duro e tendinoso: non così se si faccia il contatto della parte polposa superiore della stessa gamba colla carnosa del tronco ecc., a meno che sia esso tronco intriso di sangue viscido o d’altro umor glutinoso, nel qual caso succede talora che si eccitino le convulsioni, qua- lunque parte della gamba non egualmente intrisa venga a quel contatto, ed anche se vi porti un dito o la punta della lingua una persona, che tien sospesa pei piedi la rana. Insomma quando ciò succede è manifesto che vengono al contatto due conduttori dissimili, condizione assolutamente necessaria, e da cui tutto dipende. In prova di che, se si lavi ben bene la rana così preparata nulla più succede, avvegnachè mantenga la sua somma eccitabilità. Ma volete che di nuovo si eccitino come prima, anzi meglio le convulsioni? Sporcate di sangue glutinoso, o meglio di sapone ammollito, o meglio ancora di olio di tartaro, tutto o parte del tronco, e ripiegate addosso la gamba a quel luogo, e l’esperienza molte volte vi riuscirà, se non al principio, qualche tempo dopo. Riesce qualche rara volta, e solo con rane vivacissime e appena preparate, se poste al solito colle gambe di qua e il tronco di là in due bicchieri d’acqua, s’intinga in uno un dito netto o bagnato d’acqua, e nell’altro un altro dito sporco di sangue o di qualche altro umor vischioso, o di sapone stemperato, o di acido vitriolico, o meglio di tutto d’olio di tartaro. Men difficile è riuscire servendosi per arco conduttore di un pezzo di gelatina, di chiara d’uovo cotta, di formaggio, di colla di farina cotta, di cui un capo solo s’intinga in acido vi- triolico, in sapone stemperato, o in liquore alcalino concentrato: pur non si riesce che ne’ primi momenti dopo la preparazione, e con rane molto robuste e vivaci.

Dopo che non si riesce più in nessuna maniera CO’ soli conduttori umidi, per quanto siano diversi, si riesce ancora col mezzo assai più efficace di un me- tallo qualsiasi, ma singolarmente dello zinco, introdotto nel circolo conduttore, però fra due conduttori umidi dissimili, massime fra acqua ed umori vischiosi, salini e sopra tutto alcalini; e quando finalmente non si riesce più in alcun modo con un solo metallo, sian quanto si voglia diversi i conduttori umidi, cui tro- vasi interposto, succedono ancora benissimo le convulsioni col mezzo sopra ogni altro efficacissimo di due metalli diversi, e tanto meglio quanto più sono distanti tra loro nella scala sopra indicata. Intorno a che giova osservare, che con questo mezzo solamente riesco ad eccitare le sensazioni di sapore nella lingua, di luce nell’occhio, di dolore nelle ferite ecc., e le convulsioni e contrazioni muscolari anche senza snudare i nervi, anche nella rana intiera e intatta; laddove nè con un metallo solo, nè con due pezzi di metallo dell’istessa sorte, e molto meno senza alcun metallo, non giungo mai ad eccitare nè quelle sensazioni, nè questi moti, e neppure alcuna convulsione nelle gambe della rana scorticata e sventrata, se non taglio via tutto attorno ai nervi crurali, lasciando attaccate per questi soli dette gambe al tronco: solamente dunque con questa compiuta preparazione (mercè della quale si rendono tanto più eccitabili i nervi, quanto più raccolta passa per essi la corrente elettrica, altra strada non essendovi pel tragitto che essi soli) si possono ottenere gli sbattimenti di esse gambe, sia con metalli dell’istessa sorte, sia anche senza l’intervento di alcun metallo, ove abbiavi diversità tra conduttori non metallici, della classe cioè dei conduttori umidi, che entrano nel circolo; ed anche questa difficilmente e a stento: dal che si rileva sempre più quanto meno sieno efficaci tali mezzi, massime quello in cui non s’adoperano metalli...

Finisco con assicurare V. S. Riv. della mia stima ed amicizia, e sono

Da Pavia 5 giugno 1795.

Suo divot. ed obbl. Servitore ed Amico

ALESSANDRO VOLTA.

NOTE DELLA COMMISSIONE ED AGGIUNTE TRATTE DAI MANOSCRITTI DI A. VOLTA

[1] Questo titolo, forse per dimenticanza, manca tanto in Mont. che in Mocch.; esso è tratto da J 19.

[2] In J 19 alla Scala dei poteri elettromotori segue questo brano interessante:

§. Ecco già 36 corpi (e quanti altri ve ne avrà), i quali non sono puri metalli, non esistono nel vero e proprio stato metallico, o di regolo, ma bene più o meno alterati, e misti di materie eterogenee, alcuni ancora conte- nenti scarsa dose di sostanza metallica, altri che punto o poco partecipano di tal natura; eppure si comportano come metalli nel dare mossa al fluido elet- trico, applicati come questi a combaciamento dei corpi umidi, onde eccitano del pari il sapore sulla lingua ecc. Il più maraviglioso è che alcuni, cioè il rame piritoso n° 4, la Piombaggine n° 35; e il carbone n° 36 prevalgono a qualsisia vero metallo, ossia stan sopra all’argento, all’oro e agl’altri che già, assegnai al primo ordine; comunque non siano nè i più ricchi di materia metallica, nè quelli che hanno più brillante; ma anzi tra i meno partecipanti di tali qua- lità. Molti poi trovansi o eguali o poco inferiori all’argento, tal che possono stare con lui nello stesso 1° ordine, e sono i n.i 12, 15, e quelli dal 26 al 31, in- clusivamente. A questi, come si vede, ne vengono appresso degli altri sempre degradanti, in guisa che giù discendendo al 2°, e al 3° degli ordini già da me disegnati, vengono così bene riempiuti gl’intervalli che ormai possiam riguar- dar quasi tutti i corpi annoverati ed altri minerali ....[3].... in un coi metalli veri, semimetalli, e un gran numero di leghe metalliche, un ordine solo o lunga serie continuata, dal carbone, che sta in cima, e a cui vien dietro la piombag- gine, il rame piritoso, l’argento ecc. fino al piombo. Egli è solamente da que- st’ultimo allo zinco, che si passa, lasciando fuori lo stagno di cui or ora parle- remo, un gran salto, tanto avendovi per avventura d’intervallo tra il zinco e il piombo, quanto tra il piombo e l’argento, indi pure tra il piombo e il carbone: infatti non è men forte il sapore che prova la lingua cimentata coll’applicarvi convenientemente i due zinco e piombo, di quello sia allorchè le si applicano in egual modo piombo ed argento, piombo e rame piritoso, od anche piombo e carbone: riesce poi coerentemente il medesimo sapore più forte del doppio, per quanto può il senso giudicare, vivissimo e pungentissimo, lasciando il piombo, che tiene come dicemmo il posto di mezzo, si contrappongono gli estremi opposti, cioè zinco da una parte, dall’altra argento, rame piritoso, piombaggine, o meglio ancora carbone scelto.

§. Or ella è cosa anche questa sorprendente, che tanti avendovi e metalli ed altri corpi intermedj (in ordine alla virtù elettrica, di cui si tratta) scendendo dall’argento al piombo, e meglio cominciando dal carbone, tanti metalli, semimetalli e leghe, tante leghe di diversi metalli, tante miniere e pi- riti, non si truovi poi dal piombo fino allo zinco cotanto lontano, se non lo stagno; e che questo solo nelle varie sue modificazioni presenti alcuni gradi in questo grande intervallo. Lo stagno di commercio fra noi usuale, che non è stagno puro, sta appena sotto il piombo. Un poco più sotto sta lo stagno fino, d’Inghilterra, e quello di Fiandra. Ma distano ancora assai dal zinco; finora ho trovato solamente lo stagno battuto in foglie sottili, quello stagno de' li- bretti, di cui si fa uso per inargentare a falso, come pure quello, di cui è coperta la carta, detta volgarmente carta d’argento, che s’accosti ad esso zinco, tanto che alcuni di tali fogli stagnati (alcuni, dico, che convien scegliere a prova), lo raggiungono pur anco; in guisa che si giunge ad eccitare con essi contrapposti all’argento (e meglio al rame piritoso, alla piombaggine, al carbone) nell’una maniera il sapor acido tanto vivo e pungente, nell’altra l’alcalino tanto acre e rabbioso, quanto appunto col zinco contrapposto similmente agli stessi car- bone, argento ec. Quindi è, che di questi fogli stagnati scelti fra molti soglio servirmi a preferenza del zinco, per essere più comodi, e maneggiabili.

§. I corpi sopra descritti (§. ) non sono tutti buoni Condut- tori dell’elettricita, e nessuno lo è di quelli, la di cui sostanza metallica per ab- bondante che sia, trovasi sensibilmente ossidata, ossia in istato di cola, come la miniera di rame epatica 1); il ferro specolare, e il micaceo 10) e 11); la mi- niera di piombo terroso 18). In generale la conducibilità l’ho trovata corrispon- dente alla virtù di eccitare il sapore ec. e non in rapporto alla quantità di ma- teria metallica. Così il carbone di buona qualità, 36) la piombaggine 35), il rame piritoso 4) son perfetti conduttori tanto come i migliori metalli; almeno non vi ho scorta differenza nella vivacità delle scintille elettriche provocate da questi o da quelli. Dopo i già detti è conduttore quasi egualmente buono il ferro piritoso 13); la pirite sulfurea cubica di ferro 15) quantunque contengano quella egual dose, e questa molta maggior proporzione di solfo di sua natura coibente, che ferro. All’incontro la miniera di ferro nera ricchissima 8), e l’ema- tite rossa 9) non eccitano punto scintille piene e sonore, presentate ad un con- duttore ben elettrizzato, ma picciole e stentate con quel cigolìo che indica la poca permeabilità al fluido elettrico. Che più? La miniera d’antimonio grigia o compatta o cristallizata, la radiata, comunque ricca di metallo 24) e 25) e con tutto il brillante metallico è così cattivo conduttore, che non dà scintille chiare. Io presentava un pezzo di tal miniera al primo conduttore tenendolo fralle dita in modo, che ne sporgesse alquanto; e le scintille provocate schivando il pezzo piegavansi piuttosto a colpire il dito ec.

Riconosciuti per così buoni Conduttori . . . . . .[4]. . . . . .

[3] Parola illeggibile nel Mns.

[4] Il Mns. qui s’interrompe.