Volta, Alessandro Lettera ad Orazio Delfico 1795 Pavia it volta_letterOD_925_it_1795.xml 925.xml

LETTERA AD ORAZIO DELFICO.

Pavia, 13 Aprile 1795.

FONTI.

STAMPATE. Delf. Riv. pg. 49.

MANOSCRITTE. Cart. Volt.: E 29. Copia di provenienza Delfico, pure in Cart. Volt.

OSSERVAZIONI. TITOLO: DATA: da E 29.

Una minuta di questa lettera già in Cart. Volt. andò distrutta nell’incendio del- l’Esposizione di Como 1899. Copia della stessa fu gentilmente comunicata dal Senatore Troiano Delfico nel 1899, e da essa, si trasse il testo qui pubblicato, salvo qualche correzione suggerita da E 29.

E 29 è un estratto della lettera, in due notevoli brani, intitolati dal V. : « Paragrafi di lettere al sig. Don Orazio Delfico ».

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LETTERA AD ORAZIO DELFICO.

Pavia, 13 Aprile 1795.

Amico Car.mo: e Pa.e: stim.o:

Comincio dal fare scusa a V : Ec : del tanto ritardo a rispondere a due sue compitissime, la prima delle quali ricevei al principio dell’autunno, l’altra al principio dell’inverno scorsi. Volevo io aspettare a risponderle d’aver par- lato delle sue commissioni all’Ab.e Re. Venni a Pavia verso la metà di 9bre, glie ne parlai; ma non potei conchiudere che egli eseguisse gli Elettrometri comparabili quest’inverno: è questa una fattura lunga, e fin verso le nostre vacanze estive non gli avanza tempo per eseguirli; promette però di farlo prima che io parta da Pavia, avendo bisogno della mia assistenza quale io presterò ben volentieri.

Sono andato ancora più innanzi colle mie ricerche sull’azione dei condut- tori elettrici, massime metallici, sovra i nervi e i muscoli: de’ Conduttori me- tallici, dico, posti a semplice contatto, ossia combaciati con conduttori di un’altra classe, cioè acqua ed altri fluidi non oleosi, e corpi anche solidi ma con- tenenti bastante dose di cotali fluidi; quali tutti e fluidi e liquidi dinoto bre- vemente col nome di conduttori umidi, chiamando conduttori secchi quei della prima classe, cioè tutti i metalli e semimetalli, varie miniere e piriti (delle quali, massime piriti, molte non la cedono in conducibilità ai metalli puri e perfetti) e i carboni vegetabili e animali. Tutte le esperienze ed osservazioni mi persuadono sempre più che la mossa al fluido Elettrico viene data dai con- duttori medesimi applicati esternamente per propria loro virtù, la quale agisce per semplice combaciamento di due di essi dissimili, senza che vi sia bisogno di supporre sbilancio di detto fluido negli organi degli animali ex. gr. tra mu- scolo e nervo, o tra l’interno e l’esterno del muscolo come sostengono tuttavia i seguaci di GALVANI.

Cosi è: i conduttori, singolarmente metallici, non sono atti soltanto a tradurre l’elettricità già mossa o sbilanciata, come si è sempre creduto; ma hanno la virtù e il potere di muoverla essi, di turbare il riposo al fluido elet- trico, di concitarlo e metterlo in giro, qualunque volta in un circolo compito trovisi, od un conduttore della classe dei conduttori umidi, tra due, della classe dei conduttori secchi, tra due, dico, di questi dissimili, o sostanzialmente, come oro, argento, mercurio da una parte, e piombo, stagno, zinco dall’altra, od anche solo per qualche accidentale diversità di tempera, di levigamento ec... Ovvero un conduttore secco tra due umidi parimenti diversi, come acqua pura, acqua salata, aceto, spirito di vino, inchiostro, liquori, acidi alcalini ec... latte, siero, sangue, mucco, saliva, orina, bile ecc.. . Con questo principio dimostrato da sperienze dirette si spiegano tutti i fenomeni della pretesa, secondo me insussi- stente, Elettricita animale, ed anche quello dell’eccitarsi qualche volta nelle più favorevoli circostanze le contrazioni nella rana preparata di tutto punto a maniera di GALVANI, senza l’intervento di alcun metallo, col far toccare, cioè, immediatamente le gambe, segnatamente il muscolo gastrocnemio, e meglio la sua parte tendinosa liscia e biancastra al troncone di spina, ossia ai muscoli della schiena gementi sangue od altro umore, o i nervi ischiatici intrisi pari- menti. Con questa e simili sperienze pretendono i Galvaniani di trionfare, e che si dimostri un vero sbilancio di fluido Elettrico esistente fra i muscoli della gamba e i nervi che vi s’impiantano, o una vera carica Elettrica prodotta da virtù organica: ma io inclino molto più a credere, e sono anzi convinto che anche qui gli organi non sieno che passivi, semplici Elettrometri, cioè; e che la mossa al fluido, l’impulso originario proceda dal contatto di due conduttori dissimili in qualche modo, quali sono nella superficie almeno, e laddove si toccano il muscolo gastrocnemio col suo tendine da una parte vestito da una membrana bianco-lucida, e dall’altra i nervi crurali sanguinolenti, o d’altro umore intrisi, o la carne nuda e parimenti intrisa del dorso della rana di fresco preparata; e tanto più mi confermo in questa credenza, dacchè ad ottenere l’effetto delle convulsioni, che difficilmente, e rare volte riesce così, senza l’in- tervento, cioè, di alcun metallo, e solo nelle rane vivacissime, e di fresco pre- parate, non vale il contatto di qualunque siasi parte della gamba con qualunque del dorso, ma vogliono essere certe parti, o certi punti, e or questi or quelli secondo le circostanze, ma per lo più le indicate parti tendinose bianche verso il piede colle rosse o gementi umori sul dorso, ai confini del taglio, dacchè quando per avventura difficilmente si ottiene l’effetto, o più non si ottiene affatto dopo qualche tempo, si torna spesso ad ottenerlo con bagnare uno dei capi, singolarmente il dorso di scialiva, d’acqua salata, di spirito di vino, d’inchiostro, ed anche di sangue, e far che riesca il contatto in tali punti ba- gnati; all’incontro nulla succede, nè al principio, nè dopo bagnate bene e lavate le parti nell’acqua pura. Scorgesi pertanto chiaramente da queste sperienze, e da altre molte da me in varie maniere istituite, che sarebbe troppo lungo il quì descrivere, qualmente l’Elettricità giuoca, ossia il fluido Elettrico è incitato e messo in giro per causa soltanto, ed in ragione della dissomiglianza fra loro dei conduttori che vengono a combaciarsi. Che se l’effetto, con tutta la dissomiglianza dei due conduttori della classe dei conduttori umidi èpiccolissimo in confronto di quello [che] si ottiene con due conduttori dissimili della classe secca, con argento e. g. e stagno o zinco, gli è perchè, come sono questi incom- parabilmente migliori conduttori di quelli, così sono anche motori più eccel- lenti, vale a dire posseggono l’indicata virtù da me scoperta di togliere al ri- poso e mettere in corrente il fluido Elettrico ad un grado assai più eminente.

Del resto il principio è il medesimo; ed estendendosi a tutti i conduttori, come io avevo congetturato fin da principio, (delle quali congetture feci parte fin dall’Estate del 1792 ad alcuni miei corrispondenti, specialmente al sig. VAN MARUM in due lettere che credo siensi pubblicate) acquista col divenir più generale sempre maggior fondamento.

La potenza che hanno i conduttori, massime metallici, di concitare il fluido Elettrico, e metterlo in corso, sendochè essendo due diversi, uno lo spinge avanti, e l’altro lo tira, od uno prevale all’altro nel tirarlo o spingerlo; e la somma eccitabilità dei nervi che vengono, trovandosi nel circolo conduttore investiti da tale corrente, massime [ove] sia questa obbligata a passare ristretta per essi nervi; rendono ragione del sapor vivo eccitato sulla lingua, del lampo dentro l’occhio, e della sensazione di dolore nell’interno delle palpebre verso la glandula lagrimale, siccome pure sul vivo delle ferite o piaghe recenti, ogniqualvolta queste parti sensibili entrino, come si è detto, nel circolo condut- tore, porzione del quale formisi da due metalli molto dissimili, massime argento e zinco in contatto immediato fra loro, o coll’interposizione di altri metalli e il resto del circolo deferente sia formato da conduttori umira. Sali sensazioni sono effetto immediato dello stimolo elettrico sovra i rispettivi nervi. Ma quando non sono nervi del senso quelli che il fluido elettrico invade ed attraversa nel suo corso, ma nervi del moto, nervi che reggono muscoli flessori ed estensori, e si eccita il moto corrispondente nei detti muscoli, può questo essere, ed io credo che sia sempre in tutto o in massima parte un effetto non già immediato del fluido elettrico, ma sibbene mediato o secondario: cioè, il fluido elettrico stimola ed eccita il nervo e questo poi, in qual maniera non sappiamo ancora, eccita alla contrazione il muscolo. Infatti non è bisogno, che il detto fluido scorra per il nervo fino al muscolo medesimo, come suppongono i sostenitori della teoria di GALVANI; no, non è bisogno che arrivi la corrente elettrica fino ad esso muscolo, basta che scorra un piccolo tratto del nervo solo, basta anche che ne attraversi soltanto la grossezza prima dell’inserzione di esso nervo nel muscolo. Stringasi dolcemente il nervo crurale snudato di una testuggine, o di una grossa rana, un pollice e mezzo sopra la sua inserzione nei muscoli con una pinzetta d’argento, e una o due linee più sopra ancora stringasi con altra pinzetta di stagno, o meglio di zingo; quando si faran comunicare le due pinzette o immediatamente, o mediante un terzo metallo, nasceranno le vio- lenti convulsioni nei muscoli. Io soglio eccitarle anche stringendo il nervo con una pinzetta sola, di cui una buona branca è di argento, l’altra di zingo.

Queste esperienze di eccitare la contrazione dei muscoli col far passare il fluido elettrico per un breve tratto solamente dei nervi, col pungere diciam noi essi nervi soltanto, salvo i muscoli, riescono pei nervi dei moti volontari, non già, per quelli dei moti necessari ed involontari. Stimolati per tal modo i nervi del cuore, del ventricolo ec., non entrano punto nè il ventricolo, nè il cuore in contrazione. Per eccitare il cuore ad un raddoppiamento di battute, o per risvegliarvi le languide o già cessate, bisogna che la corrente di fluido elettrico invada ed attraversi la sostanza medesima di esso cuore. E ancora con questo, ancora colla viva scintilla della macchina elettrica difficilmente e poco si eccita. Questo muscolo come gli altri involontari, è molto più appro- priato agli stimoli meccanici e chimici, che allo stimolo elettrico; e ricerca al dippiù, che lo stimolo gli sia applicato immediatamente: tutto all’opposto i muscoli de’ moti volontari

In Cart. Volt. E 29 trovasi: « (i muscoli flessori ed estensori) ». [Nota della Comm.].

si risentono molto più facilmente allo stimolo elettrico, e non hanno neppur bisogno che questo venga loro applicato imme- diatamente, che la corrente, cioè, del fluido elettrico arrivi fino ad essi; basta che cotesto fluido scorra per un tratto anche brevissimo de’ nervi da cui sono tai muscoli retti, come le mie esperienze poco sopra riportate ed altre analoghe dimostrano.

Tutto questo ed altre analogie han fatto nascere in me una forte conget- tura, che del fluido elettrico appunto si serva la volontà per produrre le con- trazioni nei muscoli soggetti al suo imperio. E di vero osservando che per il cuore, pei muscoli del ventricolo e degli intestini che trovansi più appropriati agli stimoli meccanici e chimici, si serve appunto la Natura di tali stimoli ad eccitarne le contrazioni cioè del sangue per il primo, de’ succhi gastrici, degli alimenti e dell’aria per questi altri, perchè non crederemo che l’istessa economa Natura adoperi l’agente elettrico per que’ nervi e muscoli che sono a questo appunto più che ad ogni altro stimolo appropriati? E tanto più quanto che non ha da fare grande spesa per fabbricare od elaborare un tale fluido, non ha bisogno di organi secretori per separarlo, di vasi per contenerlo, diffuso trovandosi esso naturalmente in copia in tutti i corpi, e presto a muo- versi al minimo impulso ne’ conduttori quali sono gli umori del corpo, i succosi nervi, e le umide fibre tutte quante; nè ha da impiegare grande sforzo, ma anzi il minimo bastando, come si è veduto ove s’ecciti tal corrente elettrica che in- vada o attraversi un picciol tratto del nervo, acciò il muscolo soggetto entri nelle più violente contrazioni; corrente non già impetuosa e vibrante molto, ma sommamente blanda, a somiglianza di quella che nasce dal semplice con- tatto di due metalli dissimili, corrente, la cui tensione, ossia sforzo non giunge a vibrare il più mobile elettrometro, nè a vincere il minimo ostacolo di coi- benza. Per tal modo adunque là nel cervello, ove metton capo i nervi tutti, l’azione della volontà otterrebbe i moti richiesti da muscoli e membri con non altro che imprimere un così lene moto al fluido elettrico, e determinare una cotal blanda corrente ne’ rami o fili nervosi rispettivi: nè già fino all’inserzione loro ne’ muscoli soggetti, che di tanto non è bisogno; ma per un tratto più o men breve dei medesimi; per un tratto che potrebbe non oltrepassare o di poco la sede stessa del cervello. - Quam parvo molimine res magna!

Si aggiunge molto peso alla nostra ipotesi se si considera la struttura de’ nervi i quali sono tutt’altro che tubi cavi o canali, per cui possa scorrere qualsisia fluido liquido per sottile che s’immagini, con quella rapidità che duopo sarebbe al bisogno. Ma se niun liquore spiritoso od etereo può esser mobile e penetrante abbastanza per valicare di slancio cotali strade nervose, e il vapore elettrico all’incontro ha sovratutti tal facoltà di scorrere facilissimamente per entro a questi come per ogni altro deferente, qual altro dunque dobbiam credere che sia fuori di questo fluido che compie nei moti volontari le fun- zioni attribuite già dai Fisiologi a un supposto fluido nerveo dinotato vaga- mente col nome di spiriti animali? Questo fluido od agente animale unqua nè definito nè inteso, viene omai ad essere specificamente conosciuto, se diciamo che sia il vero fluido elettrico comune; del quale, se non l’intimanatura, tante proprietà e leggi ci ha la Fisica sperimentale scoperte e messe in chiaro. Dietro queste idee non avrà nè la Fisica nè la Medicina a dolersi ch’io abbia rovesciato un sistema di elettricità animale, quello cioè di GALVANI e de’ suoi seguaci, mentre un altro ve ne sostituisco, in cui fa pur anche una bella comparsa nel- l’Economia animale il nostro fluido elettrico, ed ha gran giuoco nella più nobile parte, qual’è quella dei moti volontarj, costituito in certo modo funzionario di essa volontà. Altri Fisiologi avean già supposta dell’analogia tra gli spiriti animali e l’etere, la luce, o il fluido elettrico, anzi alcuni han sostenuto una perfetta identità fra questo e detti spiriti, ma erano pure ipotesi destituite non che di prove, di argomenti probabili, secondo ciò che si conosceva allora delle leggi e fenomeni elettrici, e secondo la maniera onde immaginavano che giuocasse esso fluido elettrico, poco conforme, se non affatto contraria alle leggi medesime.

Però fu combattuta tal opinione da HALLER e quindi rigettata comune- mente con una folla di argomenti e fisici e medici. Ora il nuovo aspetto sotto cui presento io la mia ipotesi non soggiace a tali e tante obbiezioni, e essa al- tronde non è vaga, arbitraria, ma fondata sopra analogie e convenienze decise.

Avrei molte altre cose; ma la lettera è già molto lunga. Finisco dunque col pregarla della continuazione della sua padronanza ed amicizia, e di passare i miei complimenti al degnissimo suo zio, e col maggiore ossequio mi protesto

Di Lei Am.co Car.mo e Pad.ne Stim.mo

Pavia 13 Aprile 1795

Div.mo Obb.mo Ser.re e Amico ALESSANDRO VOLTA.