Volta, Alessandro Minuta di Lettera al Prof. Brugnatelli 1798 Como it volta_minLetB_937_it_1798.xml 937.xml

MINUTA DI LETTERA AL PROF. BRUGNATELLI.

Como, 19 Ottobre 1798.

FONTI.

STAMPATE.

MANOSCRITTE.

Cart. Volt.: E 43; E 40.

OSSERVAZIONI.

TITOLO: DATA: del V.

E 43 minuta senza chiusa nè firma, in cui il V. annuncia al Brugnatelli di avere in pronto una dissertazione sul potere degli animali a muovere il fluido elettrico nel cervello. Di tale dissertazione mancano notizie.

In Cart. Volt. E 40 è un principio di lettera autografa del V. al Brugnatelli in data Como 4 agosto 1797, in cui accenna a lle critiche mossegli dall’Humboldt e alla differente teoria di questi intorno all’Elettricità animale sulla quale lo stesso aveva scritto un grosso volume citato anche nella 2a lettera all’Aldini (N. XX (B)).

Per ordine di tempo e di argomento qui troverebbe posto la lettera al profes- sore FRANK di Vienna, assegnabile al 1798 (Cart. Volt. E 42) (1), e la lettera ad un Cittadino ed amico (probabilmente il Landriani) in data 19 marzo 1799 (Cart. Volt. H 46) parzialmente riportata in: Volta a Parigi pg. 188, che si pubblicano nell’ Epi- stolario.

(1) Questa lettera è notevole per la storia della teoria voltiana perchè vi si tratta ampiamente degli studi del V. sull’elettromozione dopo il 1795.

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Como, 19 Ottobre 1798.

C. A.

Abbreviazione di: «Caro Amico» spesso usata dal V. [Nota della Comm.].

Mi ha fatto piacere la vostra lettera colle notizie, che mi date, e i saluti di VAN-MONS, a cui vi prego di rinnovare i miei. Avrei per il prossimo volume de’ vostri Annali di Chimica una dissertazioncella intorno ad alcune mie con- getture sul potere, che tiene la volontà negli animali di movere il fluido elet- trico nel cervello, ossia all’origine de’ nervi, che vanno ai muscoli volontarj, e spingerlo per qualche tratto di essi nervi, e con tale stimolo eccitare l’energia nervosa, cioè quella virtù ignota, per cui si opera poi la contrazione di detti muscoli volontarj. Una tale opinione che potrà forse piacere ai Galvaniani, e servire di conciliazione, sostenendosi così una vera e propria elettricità ani- male, sebbene molto diversa da quella ch’essi supposero, son già parecchi anni che l’ho comunicata per lettere a più d’un mio corrispondente. Ora penso di spiegarla, un poco più per esteso; e fra 15 giorni potrò terminare lo scritto e mandarvelo.

Il fluido elettrico farebbe così in un modo più determinato e intelligi- bile quella funzione, che si attribuiva ai supposti spiriti animali, senza neppur essere obbligato a sortire dal cervello, o a discendere fino ai muscoli, nè già farebbe bisogno d’immaginare organi proprj per elaborare, raccogliere, od ac- cumulare un tal fluido, trovandosene copia in esso cervello e nervi, come in ogni altro corpo conduttore, ecc.. Gli argomenti, che rendono verisimile una tale mia ipotesi sono tratti dalle sperienze, che mi hanno mostrato come lo stimolo più efficace e più appropriato ai nervi dei muscoli volontarj è appunto lo stimolo elettrico; laddove al contrario pei muscoli non volontarj, come quelli degli intestini, il cuore, ecc. son molto più appropriati gli stimoli meccanici e chimici. Or dunque se per questi muscoli involontarj la Natura adopera ap- punto cotali stimoli meccanici, o chimici, quali sono il sangue, i succhi gastrici, ecc., perchè la stessa Natura provvida singolarmente nell’economia animale, non impiegherà per quegli altri muscoli volontarj lo stimolo puranco più ap- propriato ed efficace, qual è l’elettrico, avendolo, dirò così, sotto mano nella sede medesima della volontà? Perchè non trarrà partito da un fluido sì agile ed obbediente, e cui basta inviare, ossia mettere in corrente anche in poca copia per un picciolo tratto, e fin per pochi punti del nervo che regge tale o tal altro muscolo, acciò si ecciti la virtù nervea, e per essa succeda il moto del rispettivo muscolo? Che ciò infatti basti lo dimostrano le sperienze con cui si eccitano le più valide contrazioni de’ muscoli volontarj col movere artifi- cialmente in qualsisia modo, e far passare una picciolissima corrente elettrica per un brevissimo tratto del tronco nervoso, che va a que’ tali muscoli: come allorquando si vengono a toccare con due metalli diversi due parti più o meno distanti, ed anche vicinissime, della midolla spinale, o del nervo crurale che sorte dalla medesima, con che compiendosi indi l’arco metallico avviene si scuotano violentemente tutti i muscoli della gamba ecc.. Insomma se dobbiam credere che a qualche fluido abbia a dare impulso la volontà per stimolare, ossia eccitare l’energia de’ nervi, che reggono i muscoli volontarj, non andiamo a cercar altro fluido che l’elettrico già presente, e pronto, e la di cui efficacia a tal uopo ci è da tante sperienze dimostrata.

Altronde un potere della volontà sul fluido elettrico, e sì in un grado insigne, dobbiam pur riconoscerlo, ed è manifesto nella Torpedine, ed altri pesci elettrici, che provveduti di organi particolari, e di un grande apparato di nervi, che vanno a quelli, movono a lor grado tanta copia di fluido elettrico, che arriva a dare forti scosse a chi li tocca, ecc.. Or perchè se l’elettricità non è estranea all’economia animale, se compare con tanto vigore e sfoggio in co- testi animali forniti di una strana copia di nervi, e se è provato che appunto da essi nervi, e dal cervello onde derivano, move essa elettricità (giacchè o estratti gli organi che ne abbondan cotanto, o estratto il cervello, o recisi i grossi tronchi nervosi, che vanno dal cervello a detti organi, cessa in tali pesci ad un tratto la facoltà di lanciare il fluido elettrico in guisa di produrre la scossa, tuttochè si mantenga nel primo e nel secondo caso in pieno vigore la vita, ed anche nel terzo, in cui si è estratto il cervello, non manchino così presto nè la circolazione, nè gli altri moti); perchè, dico, se la Natura ha concesso a tali animali un potere elettrico grande e strepitoso corrispondente al grande e straordinario apparato di nervi volontarj, onde vanno forniti, un potere che sorte dirò così, dai confini dell’animale medesimo, e strabocca scuotendo, e fulminando altrui, non avrà accordato pure agli altri animali la stessa facoltà in minor grado, corrispondentemente al molto minor corredo di nervi, e limi- tata a minori usi, ad usi puramente interni, a quello di movere i propri mem- bri? I pesci elettrici sarebbero in confronto degli animali quel che sono i ca- stelli, e le città fortificate da fulminanti batterie, in confronto dei placidi borghi e [del]le quiete abitazioni.

Ecco dunque, come dopo avere tanto fatto e scritto per dimostrare insus- sistente una pretesa Elettricità animale, quella cioè che si eccita coll’artificio de’ metalli ne’ membri recisi ecc., ammetto io pure una vera e propria Elettricità animale, nella Torpedine, nell’Anguilla tremante e negli altri pesci che danno la scossa; e una simile, nel modo sopra spiegato, inclino ad attribuire pure a tutti gli animali; Elettricità tanto più veramente animale quantochè dipende dal- l’anima, obbedisce cioè alla volontà, e non s’estende propriamente, o poco fuori della sua sede. Nelle sper. pertanto del Galvanismo ne’ membri recisi ecc., mancando la volontà, non è più mosso il fluido elettrico da alcun principio interno, bensì da causa esterna, dall’applicazione cioè di conduttori dissimili, che sono veri motori, come ho sostenuto, e sostengo ancora avendo di ciò recato le prove più dirette; di maniera che suppliscono in certo modo cotesti motori esterni, al movente interno, che nello stato naturale di vita è la volontà del- l’animale. Se a questi termini si contentano i Galvaniani di ridurre l’Elettri- cità animale, sarò molto contento di andare con essi d’accordo; che se ri- pugnano ancora a questo modo di conciliazione, che godo di offrir loro, se pretendono tuttavia che l’Elettricità si ecciti per pura forza organica, che il fluido elettrico cioè si prepari e lavori nel cervello e ne’ nervi, si accumuli in questi, o nell’interiore faccia de’ muscoli, si sbilanci in qualsisia modo, e per tale sbilancio poi scaricandosi, stimoli immediatamente i muscoli medesimi; se, dico, continuano a sostenere siffatta elettricità prodotta, come vogliono, da puro meccanismo organico, anche ne’ membri, o muscoli recisi, anche in un pezzetto di muscolo, allorchè cogli artificj dell’arco conduttore eterogeneo si fanno entrare tali muscoli in contrazione, se persistono a negare, a fronte di tante prove da me prodotte, che in questi casi, e in tutte le sperienze analoghe del Galvanismo, gli è un’elettricità artificiale eccitata cioè da motori esterni, che giuoca; se non si arrendono insomma a tal progetto di riconciliazione, potrò io forse ritirare anche questo, cioè non più accordare neppure quell’altra Elet- tricità animale dipendente e mossa dalla volontà nel vivente intiero e intatto, salvo nella Torpedine, e negli altri animali elettrici, giacchè finalmente è quella una mera ipotesi, e per tale solamente ho inteso di avanzarla.

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