MINUTA DI LETTERA
AL
PROF. BRUGNATELLI.
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C. A.
Mi ha fatto piacere la vostra lettera colle notizie, che mi date, e i saluti
di VAN-MONS, a cui vi prego di rinnovare i miei. Avrei per il prossimo volume
de’ vostri Annali di Chimica una dissertazioncella intorno ad alcune mie con-
getture sul potere, che tiene la volontà negli animali di movere il fluido elet-
trico nel cervello, ossia all’origine de’ nervi, che vanno ai muscoli volontarj, e
spingerlo per qualche tratto di essi nervi, e con tale stimolo eccitare l’
nervosa
muscoli volontarj. Una tale opinione che potrà forse piacere ai Galvaniani,
e servire di conciliazione, sostenendosi così una vera e propria elettricità ani-
male, sebbene molto diversa da quella ch’essi supposero, son già parecchi
anni che l’ho comunicata per lettere a più d’un mio corrispondente. Ora penso
di spiegarla, un poco più per esteso; e fra 15 giorni potrò terminare lo scritto
e mandarvelo.
Il fluido elettrico farebbe così in un modo più determinato e intelligi-
bile quella funzione, che si attribuiva ai supposti spiriti animali, senza neppur
essere obbligato a sortire dal cervello, o a discendere fino ai muscoli, nè già
farebbe bisogno d’immaginare organi proprj per elaborare, raccogliere, od ac-
cumulare un tal fluido, trovandosene copia in esso cervello e nervi, come in
ogni altro corpo conduttore, ecc.. Gli argomenti, che rendono verisimile una
tale mia ipotesi sono tratti dalle sperienze, che mi hanno mostrato come lo
stimolo più efficace e più appropriato ai nervi dei muscoli volontarj è appunto
lo stimolo elettrico; laddove al contrario pei muscoli non volontarj, come quelli
degli intestini, il cuore, ecc. son molto più appropriati gli stimoli meccanici
e chimici. Or dunque se per questi muscoli involontarj la Natura adopera ap-
punto cotali stimoli meccanici, o chimici, quali sono il sangue, i succhi gastrici,
ecc., perchè la stessa Natura provvida singolarmente nell’economia animale,
non impiegherà per quegli altri muscoli volontarj lo stimolo puranco più ap-
sede medesima della volontà? Perchè non trarrà partito da un fluido sì agile
ed obbediente, e cui basta inviare, ossia mettere in corrente anche in poca
copia per un picciolo tratto, e fin per pochi punti del nervo che regge tale o
tal altro muscolo, acciò si ecciti la virtù nervea, e per essa succeda il moto del
rispettivo muscolo? Che ciò infatti basti lo dimostrano le sperienze con cui
si eccitano le più valide contrazioni de’ muscoli volontarj col movere artifi-
cialmente in qualsisia modo, e far passare una picciolissima corrente elettrica
per un brevissimo tratto del tronco nervoso, che va a que’ tali muscoli: come
allorquando si vengono a toccare con due metalli diversi due parti più o meno
distanti, ed anche vicinissime, della midolla spinale, o del nervo crurale che
sorte dalla medesima, con che compiendosi indi l’arco metallico avviene si
scuotano violentemente tutti i muscoli della gamba ecc.. Insomma se dobbiam
credere che a qualche fluido abbia a dare impulso la volontà per stimolare,
ossia eccitare l’energia de’ nervi, che reggono i muscoli volontarj, non andiamo
a cercar altro fluido che l’elettrico già presente, e pronto, e la di cui efficacia
a tal uopo ci è da tante sperienze dimostrata.
Altronde un potere della volontà sul fluido elettrico, e sì in un grado
insigne, dobbiam pur riconoscerlo, ed è manifesto nella Torpedine, ed altri
pesci elettrici, che provveduti di organi particolari, e di un grande apparato
di nervi, che vanno a quelli, movono a lor grado tanta copia di fluido elettrico,
che arriva a dare forti scosse a chi li tocca, ecc.. Or perchè se l’elettricità non
è estranea all’economia animale, se compare con tanto vigore e sfoggio in co-
testi animali forniti di una strana copia di nervi, e se è provato che appunto
da essi nervi, e dal cervello onde derivano, move essa elettricità (giacchè o
estratti gli organi che ne abbondan cotanto, o estratto il cervello, o recisi i
grossi tronchi nervosi, che vanno dal cervello a detti organi, cessa in tali pesci
ad un tratto la facoltà di lanciare il fluido elettrico in guisa di produrre la scossa,
tuttochè si mantenga nel primo e nel secondo caso in pieno vigore la vita, ed
anche nel terzo, in cui si è estratto il cervello, non manchino così presto nè la
circolazione, nè gli altri moti); perchè, dico, se la Natura ha concesso a tali
animali un potere elettrico grande e strepitoso corrispondente al grande e
straordinario apparato di nervi volontarj, onde vanno forniti, un potere che
sorte dirò così, dai confini dell’animale medesimo, e strabocca scuotendo, e
fulminando altrui, non avrà accordato pure agli altri animali la stessa facoltà
in minor grado, corrispondentemente al molto minor corredo di nervi, e limi-
tata a minori usi, ad usi puramente interni, a quello di movere i propri mem-
bri? I pesci elettrici sarebbero in confronto degli animali quel che sono i ca-
stelli, e le città fortificate da fulminanti batterie, in confronto dei placidi
borghi e
Ecco dunque, come dopo avere tanto fatto e scritto per dimostrare insus-
de’ metalli ne’ membri recisi ecc., ammetto io pure una vera e propria Elettricità
animale, nella Torpedine, nell’Anguilla tremante e negli altri pesci che danno
la scossa; e una simile, nel modo sopra spiegato, inclino ad attribuire pure a tutti
gli animali; Elettricità tanto più veramente animale quantochè dipende dal-
l’anima, obbedisce cioè alla volontà, e non s’estende propriamente, o poco fuori
della sua sede. Nelle sper. pertanto del Galvanismo ne’ membri recisi ecc.,
mancando la volontà, non è più mosso il fluido elettrico da alcun principio
interno, bensì da causa esterna, dall’applicazione cioè di conduttori dissimili,
che sono veri
le prove più dirette; di maniera che suppliscono in certo modo cotesti motori
esterni, al movente interno, che nello stato naturale di vita è la volontà del-
l’animale. Se a questi termini si contentano i Galvaniani di ridurre l’Elettri-
cità animale, sarò molto contento di andare con essi d’accordo; che se ri-
pugnano ancora a questo modo di conciliazione, che godo di offrir loro, se
pretendono tuttavia che l’Elettricità si ecciti per pura forza organica, che il
fluido elettrico cioè si prepari e lavori nel cervello e ne’ nervi, si accumuli in
questi, o nell’interiore faccia de’ muscoli, si sbilanci in qualsisia modo, e per
tale sbilancio poi scaricandosi, stimoli immediatamente i muscoli medesimi;
se, dico, continuano a sostenere siffatta elettricità prodotta, come vogliono,
da puro meccanismo organico, anche ne’ membri, o muscoli recisi, anche in
un pezzetto di muscolo, allorchè cogli artificj dell’arco conduttore eterogeneo
si fanno entrare tali muscoli in contrazione, se persistono a negare, a fronte di
tante prove da me prodotte, che in questi casi, e in tutte le sperienze analoghe
del
che giuoca; se non si arrendono insomma a tal progetto di riconciliazione, potrò
io forse ritirare anche questo, cioè non più accordare neppure quell’altra Elet-
tricità animale dipendente e mossa dalla volontà nel vivente intiero e intatto,
salvo nella Torpedine, e negli altri animali elettrici, giacchè finalmente è quella
una mera ipotesi, e per tale solamente ho inteso di avanzarla.
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