LETTERA QUARTA
FONTI.
STAMPATE.
Cant. Disc. pg. 71.
MANOSCRITTE.
Copia presso Ac. Sc. Tor. (B. XII, 10).
Cart. Volt.: J 28; J 33; L 16.
OSSERVAZIONI.
TITOLO :
DATA: nella Copia del Mns. presso Acc. Sc. Tor. trovasi: Pavia 20 dicembre 1795; in
J 33 (prima minuta) trovasi: Como, 30 ottobre 1795.
J 28 è costituito da un solo foglietto con annotazioni d’esperienze fatte introdu-
cendo delle persone in circolo.
J 33, L 16 Minute molto estese.
La Copia del Mns. presso Acc. Sc. Tor. fu corretta col confronto con i Mns. di Cart.
Volt. J 33, L 16.
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COPIA DI ALTRA LETTERA
DEL SIG. CAV. ALESSANDRO VOLTA
AL SIG. AB. ANTON MARIA VASSALLI
SULL'ELETTRICITÀ ANIMALE.
Ho indicato già e spiegato nella lettera preced., che la più semplice e
facile maniera di eccitare, senza l’intervento di alcun metallo o conduttore
di 1
momenti dopo averla preparata nel miglior modo, cioè in guisa che rimangano
esse gambe attaccate al tronco per i soli nervi ischiatici, di ripiegarne una o
l’altra, e addurla al contatto o de’ nervi anzidetti o de’ muscoli del dorso; che
ad ogni modo non riesce sempre, nè in tutte le rane anche vivacissime e di re-
cente preparate la sperienza; e che al dippiù per riuscire si ricercano due con-
dizioni, una poco meno che necessaria, l’altra assolutamente indispensabile,
cioè: 1° che la parte della gamba che si fa toccare a que’ nervi, o ai muscoli
dorsali, sia, non già sostanza carnosa, ma bene una parte del tendine o liga-
mento che procede dal muscolo gastrocnemio, e che scoperto si prolunga fino
all’estremità del piede; 2° che o sangue, od altro umore glutinoso o salino s’in-
terponga al luogo di tale contatto.
Or ecco l’accozzamento di tre conduttori
diversi di specie, avvegnachè tutti della 2
di concitare e mettere in corrente il fluido elettrico; ecco ridotte le due sovrac-
cennate condizioni a quest’una dei
il circolo.
Questi tre conduttori sono, nella sperienza di cui si tratta, sostanza
tendinosa dura e liscia da una parte; dall’altra o molle nervo, o carne morbida
di superficie non così liscia, e umor glutinoso, o salino frammezzo: e sono tutti
e tre così diversi tra loro, che la corrente elettrica mossa da’ rispettivi comba-
ciamenti, comechè debolissima ancora, pure arriva a stimolare sensibilmente
i nervi crurali della rana preparata, come si è detto, di fresco, e preparata in
modo, che tal corrente debba passare tutta quant’è per l’angusta strada di
essi nervi.
Qualunque di queste circostanze manchi, o che la rana cioè non sia
bilmente la sua eccitabilità, o che non abbiavi l’intreccio de’ tre conduttori
diversi, o che finalmente non sian questi diversi abbastanza, le convulsioni
non succedono.
Lasciando ciò che riguarda l’eccitabilità, de’ nervi e muscoli della rana,
che dev’essere molto grande, acciò riescano le sperienze di cui si tratta, come
ho inculcato più volte, consideriamo particolarmente l’ultima circostanza,
cioè come non solam.
siano molto diversi; e vediamo quali riescano per tal riguardo più o meno ac-
conci.
Risponde dunque assai bene l’esperienza ove una parte qualunque del
tendine forte e compatto di bianca e lucida superficie, il qual procede dal mu-
scolo gastrocnemio, e si prolunga al di là dell’articolaz.
di un colore di perla si contrapponga ai delicati nervi ischiatici di un bianco
morto, o alle carni rubiconde e molli del tronco; ben inteso che non vengano
a immediato contatto; ma vi abbia di mezzo o sangue, o altro umor glutinoso
o salso: risponde, dico, l’esperienza assai bene, riuscendo spesso così di eccitare
le convulsioni nelle gambe della rana anche alcuni minuti dopo che è stata
preparata a dovere.
All’incontro risponde molto male ove si contrappongano
le parti carnose della gamba o della coscia, sia pur anche l’istesso muscolo
gastrocnemio dal mezzo in su, ai detti nervi, o peggio a qualsisia parte carnosa
del tronco: tanto male, che non si ha quasi mai l’effetto delle convulsioni,
quand’anche vi sia interposto il migliore tra gli umori glutinosi o salini, quello
che più facilita la riuscita, cioè un forte alcali.
Dico
sioni anche con tali contatti di muscoli contro nervi, e di muscoli contro muscoli
sporchi di sangue o d’altro umore glutinoso o salino (giacchè sempre un di
questi deve frapporsi, come più d’una volta si è avvertito); tale è la sperienza
rammemorata nelle lettere precedenti, e che dobbiamo all’Autore dell’opera
i nervi ischiatici, o soli, o con un pezzo di spina attaccata, si fan battere o que’
nervi, o codesto pezzo di spina contro le coscie medesime, e si eccitano con ciò
le convulsioni in tutti i muscoli delle gambe da cima a fondo, massime se siansi
previamente bagnate le parti di acqua salata; tali ancora e somiglianti le spe-
rienze del Dr. VALLI, nelle quali una persona tenendo sospesa pe’ piedi la rana
preparata con una mano umida o colla bocca, tocca con un dito dell’altra mano,
o meglio colla lingua i nervi ischiatici, o il pezzo di spina dorsale che ne pende;
oppure facendo pescare nell’acqua di un gran bicchiere detta spina, con parte
de’ nervi, viene poi a compire il circolo con intingere con un dito nell’istes-
s’acqua, o con farvelo intingere da altra persona, con cui fa catena dandosi
mano, ec. Ma codeste sperienze succedono ben di raro, e vorrei quasi dire per
Così è: riuscirete un gran numero di volte, e in moltissime rane anche
non vivacissime ad eccitare i moti muscolari osservando le condizioni da me
prescritte, segnatam.
parte del nudo tronco insanguinato, il tendine in cui termina il muscolo ga-
strocnemio; riuscirete, dico, in tal modo mille volte, e una volta appena in
qualche rana dotata di una singolare eccitabilità, praticando nelle altre maniere,
anche facendo toccare ai nervi ischiatici, o al tronco immediatamente la gamba
stessa, ma non al luogo del divisato tendine: insomma non potrete mai promet-
tervi di riuscire, se non coll’addurre qualche parte di questo tendine al con-
tatto di detti nervi, o di detto tronco sporchi o questo o quelli, o il tendine
medesimo di sangue, o d’altro umore glutinoso o salso: l’interposizione del
qual terzo conduttore diverso dall’uno e dall’altro dei due che lo prendon
di mezzo è l’altra condiz.e richiesta.
Ma finalmente poi, anche quando riesce in quelle altre maniere di eccitare
le convulsioni, avrà sempre luogo l’indicata condiz.
più conduttori diversi insieme intrecciati; e si verificherà sempre il gran prin-
cipio da me piantato, che dal contatto appunto di conduttori diversi nasce
l’azione che mette in corso il fluido elettrico.
Infatti anche quando vengono
ad affrontarsi un muscolo con un altro, se abbiavi qualche differenza tra loro
nella consistenza, nell’umore di cui sono imbevuti o soltanto spalmati, una diffe-
renza anche meramente superficiale ; oppure se trovisi tra, quelli interposto
non uno, ma due umori diversi, che in quel punto si combacino; può l’una
o l’altra di siffatte accidentali diversità esser bastante a dare una leggier mossa
al fluido elettrico, o determinare una debolissima corrente; e questa anche
estremam.
una di quelle rane all’estremo sensibili.
Ecco come si spiegano anche tali
rarissimi casi; e come niuna delle sperienze di questo genere può essermi ob-
bjettata come contraria al principio da me stabilito, e dimostrato ad evidenza
da tutte le altre sperienze più numerose, in cui, perchè succedano le convul-
sioni, vi vuole una più notabile diversità ne’ conduttori che si combaciano, e
che entrano nel circolo; più notabile che quella che per avventura s’incontra
tra muscolo e muscolo, o tra muscolo e nervo, ec.
Or passiamo a trattenerci più particolarmente intorno a quell’altra con-
dizione più indispensabile, la qual è, che non succeda già un contatto immediato
della gamba, ossia del tendine procedente dal gastrocnemio coi nervi ischiatici
o colle parti carnose del tronco, ma incontrisi frapposto un terzo conduttore
diverso di specie, avvegnachè di 2
già notammo richiedersi per ben riuscire.
Questo conduttore intermedio non
vuol essere pertanto acqua pura, nè umore poco diverso dall’acqua, nè sostanza
qualunque di tal umore inzuppata.
Siffatti conduttori acquei troppo poco dif-
feriscono per avventura. da questo o da quel conduttore animale, dall’esterior
dall’umore in massima parte acquoso che irrora tali parti animali, e che le
rende appunto conduttrici (giacchè disseccate non lo sono più): differiscono
tanto appena da movere una corrente elettrica estremam.
potrà per sorte, in un caso cioè fra mille, eccitare le convulsioni in qualche
rana allora allora preparata, e fornita di una prodigiosa sensibilità; ma nelle
altre 999 sperienze, non varrà a produrre il minimo moto muscolare.
Per dare
una mossa alquanto più forte al fluido elettrico, e indurre una corrente valevole
a scuotere anche delle rane dotate di un'eccitabilità ordinaria, sol che siano
perfettamente e di fresco preparate, conviene che il conduttore intermedio
fra la gamba o il suo gran tendine, e i nervi ischiatici o i muscoli dorsali, sia,
o sangue viscido, o altro umore notabilm.
Ed ecco perchè succede non rare volte l'esperienza nella rana lorda del
sangue colato dalle ferite nella dissezione sofferta, e meglio ove tal sangue
divenuto men acquoso si prova al tatto viscido e tegnente: perchè più non
succede dopo che si è ben detersa essa rana preparata con diguazzarla e fre-
garla in acqua netta, come notato già abbiamo nella lettera preced.
finalm.
la parte, che si vuol addurre al contatto, di sangue viscido, o d’altro umore
glutinoso o salino.
Così è: quando per mancanza di tal sangue o di tal altro
umore assai diverso dall’acqua, non si ottengono convulsioni nella rana in
qualunque modo si faccia toccare una delle sue gambe, e neppure il tendine
procedente dal muscolo gastrocnemio, sia ai nervi ischiatici, sia a questa o a
quella parte del tronco; si riesce molte volte sporcando a bella posta o detti
nervi, o qualche parte del dorso, o il detto tendine di sangue denso e viscido,
di scialiva, d’orina, o meglio d’acqua salata; e facendo succedere il contatto
della gamba ripiegata in quel luogo appunto coperto dall’uno o l’altro dei
nominati umori.
Più facilmente si riesce sporcando una o l’altra di quelle parti di sapone
stemperato in poca acqua; assai meglio ancora bagnandola con qualche goccia
di un acido concentrato; e soprattutto con un forte liquor alcalino; tantochè
in questa maniera (ben inteso che si adduca al contatto il noto tendine) non
vi è rana anche debole, in cui io non giungi ad eccitare le convulsioni, anche
molti minuti dopo la sua preparazione.
Dalle sperienze fin qui prodotte, e da
altre molte che produrrò in seguito, appare che basta un sottile strato di tali
umori che si frapponga nel luogo ove vengono ad affrontarsi la gamba, ossia
l'indicato suo gran tendine da una parte, e i nervi ischiatici, o qualsisia parte
carnosa del tronco dall’altra; tanto chè il contatto di codeste due parti del-
l’animale non sia immediato; che basta insomma, che l’una o l’altra ne sia ap-
pena ricoperta o velata ne’ punti ove ha da succedere il combaciamento.
Ma
se così poco basta; il molto neppure nuoce: voglio dire non è altrimenti pregiu-
ambedue le parti dell’animale, che vanno ad affrontarsi; ossia che se ne fram-
metta una massa quanto si voglia grande.
La condizione è, che vi vuole uno di
tai conduttori
tutto l’effetto dipendendo dalle superficie combacianti.
Riesce dunque egualm.
bene la sperienza tenendo immerso tutto o parte del tronco della rana compi-
tam.
sapone mezzo stemperato, ec., ma soprattutto di alcali saturo; e ripiegando
una gamba della medesima in guisa, che alcuni punti del gran tendine proce-
dente dal muscolo gastrocnemio (osservisi sempre questa circostanza impor-
tantissima) vengano a baciare in qualunque luogo il liquore medesimo.
Ecco ancora alcune altre maniere presso a poco equivalenti.
Adagiate
il tronco della vostra rana sopra una fetta di sapone umettato tanto alla su-
perficie, che formi ivi una poltiglia semiliquida, e ripiegando convenientem.
una delle sue gambe imprimetela sopra questa med.
distanza da d.
vicini all’articolaz.
maniera riuscirete sicuram.
alternando i toccamenti, le convulsioni in quasi tutte le rane di fresco prepa-
rate; e in tutte poi, e per più tempo ancora nella maniera seguente, che soglio
spesso praticare.
Inzuppo a dovere di forte liquor alcalino un pezzo di spugna, ovvero una
lista di cartone, di panno, di cuojo, o meglio di esca (
spugnosa, e una porzione ne sovrappongo ai nervi ischiatici, o a qualsisia parte
del tronco, applicandovela bene; il resto più o men lungo di tal lista, inzuppata
sopravanza il tronco, e ne sporge in modo, che vi si può agevolm.
la gamba in alcuna parte del solito tendine: ogni volta dunque, che eseguisco
un tale contatto s’eccitano in tutti i muscoli delle gambe contrazioni e spasmi
più o meno gagliardi; e ciò anche nelle rane già notabilm.
rate un pezzo prima: nelle vivacissime poi e tagliate di fresco sono così vio-
lente le convulsioni, sì forti le scosse e sbattimenti, che fanno stupore; e pro-
seguire si può ad ottenerle per assai lungo tempo quando già più non s’otter-
rebbero, non dico con un semplice conduttore metallico, impiegato invecedel
liquor alcalino, o con due pezzi dell’istesso metallo; ma neppure con due metalli
poco diversi, come argento ed oro, ottone e ferro, piombo e stagno, applicati
uno ai muscoli dorsali, e l’altro a quelli delle coscie.
Non debbo tralasciar di avvertire che talvolta non succedono le convulsioni
che si tenta di eccitare coi sopra indicati contatti, ne’ primi momenti che si è
applicato o il liquor alcalino, o il sapone ammollito, o l’acqua salata, ec., a
questa o a quella parte della rana ne’ modi descritti; le quali poi succedono
dopo qualche tempo, allorchè l’umore sovrapposto si è alquanto internato,
che esso copre e bagna; la qual parte, se mai trovisi molto immollata e gron-
dante d’umor acquoso allorquando le si sovrappone il liquor alcalino o l’acqua
salata, ec,., più tardi ancora, e men bene riescono le sperienze; e ciò per la ra-
gione che diluendosi soverchiam.
o saponaceo là ove uno strato si mescola coll’altro, esso liquore salino o sapo-
naceo non è più quello, non è più ivi, quanto dovrebbe esserlo, diverso da’ con-
duttori animali cui si frappone, ossia dall’umore che rende tali sostanze ani-
mali appunto conduttrici.
Se al contrario la dose del liquor salino o saponaceo
sopravanza di molto quella dell’acqua che bagna la rispettiva parte della gamba,
o del tronco della rana, l’effetto che non succedeva sulla prime, si ottiene di
lì a qualche tempo, quando cioè scompartita quella poca acqua nella massa
grande dell’altro liquore o del sapone, si perde in certo modo entro a questa,
a segno che riesce quel tal conduttore umido interposto abbastanza diverso
dalle parti animali, cui sta a contatto.
Farò osservare ancora, che quando si adopera acqua fortem.
più i liquori acidi od alcalini, que’ muscoli della rana, che ne sono tocchi e
penetrati si risentono notabilm.
de’ tremori, de’ palpiti e subsulti.
Sono però tali convulsioni soltanto parziali
a quelle fibre e a que’ muscoli, che il liquore irrita localm.
alle parti lontane, dal tronco cioè, che ne sia intriso, alle gambe posteriori;
e si distinguono troppo bene da quelle altre convulsioni più grandi ed estese,
che prendono tutti i muscoli di esse gambe da cima a fondo, e le fan balzare,
ogni qualvolta una di esse gambe si ripiega in modo, che venga il suo gran ten-
dine a toccare il detto liquore, o la parte imbevutane del tronco, e con tali
combaciamenti s’incita e si mette in corrente il fluido elettrico.
Del resto si può fare in modo, che il liquor acre e stimolante non penetri
o punga alcun muscolo dell’animale, e meno i nervi; e schivare così qualunque
irritazione e offesa, che possa il medesimo cagionarvi.
Basta porre a contatto
del tronco della rana un brano di carne fresca e succosa tagliata ad un animale
qualunque, un pezzo di latte coagulato, di bianco d’uovo indurito, di polenta,
oppure una lista di cartone, di pelle, di esca, inzuppata d’acqua, un trincio
di frutto ben succoso, ec., insomma un conduttore qualunque della 2
che sia però conduttor buono; e sopra alcuni punti di tal conduttore appli-
cato al tronco della rana mettere il liquor salino di cui si tratta, o un pez-
zetto di spugna, o di esca ben inzuppatone: così disposte le cose adducasi
la gamba della rana, ossia il solito tendine al contatto di tal liquore, o della
spugna imbevutane; e succederanno le convulsioni quasi egualmente, che se
esso liquore si trovasse a contatto immediato del tronco della rana.
Dico
conduttore, come già ho accennato, e di non molta lunghezza, come ora sog-
riesca tanto meno efficace la sua azione.
L’inversa di quest’ultima sperienza è di applicare quel qualunque con-
duttore che si vuol aggiungere, cioè il pezzo di carne, di ricotta, di polenta, ec.,
non più al tronco della rana, ma ad una delle gambe, specialm.
dine tante volte nominato, e porre sopra qualche parte di tal corpo intermedio
il liquor alcalino, o la spugna imbevutane; indi addurre al contatto di cotesto
liquore una parte qualunque del nudo tronco.
Non dissimile è la sperienza già ricordata di tener sospesa con una mano
umida la rana pe’ suoi piedi, e con un dito dell’altra mano intriso di sangue,
di acqua salata, di sapone stemperato, o meglio di forte liquor alcalino, toccare
i muscoli dorsali, o altra parte del tronco; sebbene rarissime volte, come già
ho fatto osservare, e solo in qualche rana eminentem.
questo modo di destare le convulsioni: e ciò per ambedue le ragioni testè ac-
cennate; cioè per essere, se non trattenuta, ritardata considerabilm.
rente elettrica, e dalla poca deferenza della pelle delle nostre mani, comunque
umettata esteriorm.
della persona.
Che se più persone intervengano nel circolo, cioè due, tre, quattro
si dian mano o faccian catena, crescendo a proporzione gl’indicati impedimenti,
assai più difficile ancora sarà, la riuscita dell’esperienza: pure succedono
qualche rarissima volta anche così le convulsioni nella rana, ove cioè s’incontri
esser essa dotata della più insigne eccitabilità, come s’è detto.
Del resto, che la pelle delle mani presenti un notabile ostacolo al trapssso
del fluido elettrico per essere la medesima non abbastanza penetrata di umore,
e quindi poco deferente, lo mostrano ancora le sperienze, in cui s’impiegano
con due, tre, o più persone metalli diversi; le quali sperienze (che voi pure
avete ripetute ha più d’un anno, e ch’io mostro già da tre) o non producono
l’effetto, o stentatam.
difetto non si bagnano a bella posta.
Ma poichè anche bagnata così esteriorm.
la cute rimane povera internam.
sottoposti al primo bagnato, finchè s’arrivi alla carne viva e succosa; quindi
è che si oppone tuttavia qualche resistenza alla corrente elettrica, che l’impe-
disce o rallenta alcun poco; tantochè se questa corrente è già debole molto,
come nelle sperienze di cui ora ci occupiamo, ove non entrano nel circolo con-
duttori metallici ossia di 1
o più di questi, ma poco fra loro diversi; non è da stupire ohe rendasi la mede-
sima affatto inefficace a destare le convulsioni nelle rane dotate ancora, se non
della più insigne e rara, di una più che mediocre eccitabilità.
Volendosi fra i conduttori, onde si va a compire il circolo, far entrare
un liquor salino de’ più acri ed irritanti, e schivare nel medesimo tempo, che
nessuna parte della rana venga, non che penetrata, ma neppure leggerm.
cioè o carne trinciata da un altro animale, o latte coagulato, o polenta ec.,
alle gambe di essa rana, segnatam.
al tronco di lei; e farli poi comunicare questi due pezzi, ossia conduttori aggiunti
in guisa che compiasi il circolo, e che trovisi fra essi frapposto uno strato grosso
o sottile di tal liquore.
Anche in tal foggia, suscettibile, come si comprende,
di molte variaz.
i scotimenti delle gambe.
Mi sono proposto di descrivervi, illustre Collega, non tutte, ma le princi-
pali maniere, con cui son andato variando le prove di eccitare le convulsioni
nella rana, mercè i combaciamenti di soli conduttori di 2
Or una di
tali maniere, che ancora non ho toccata nè in questa, nè nella preced.
maniera che per altro conviene colla qui sopra descritta, si è di fare, che la
rana compitam.
in un bicchiere pieno d’acqua, e col tronco, o parte di esso, in un altro bicchiere;
e indurre quindi per compiere il circolo, la comunicazione tra acqua ed acqua
per mezzo di altri conduttori della stessa 2
Per dare un’idea de' risultati di molte esperienze da me fatte in questa
maniera, basterà il dire in generale, che quando tal arco conduttore era fatto
tutto di un pezzo solo o di più pezzi, ma dell’istessa stessissima materia; tutto
e. g. di uno, due o più brani dell’istessa carne fresca e succosa, dell’istesso
nervo, o dell’istesso tendine; tutto di bianco d’uovo indurito, di polenta, di
formaggio ec., tutto d’una o più persone concatenate a mano, che intingevano
in ciascuno de’ due bicchieri un dito netto o bagnato di semplice acqua; le
convulsioni non ebbero mai luogo: e che all’incontro s’eccitavano qualche rara
volta quando l’uno dei diti, o l’uno dei capi di quegli altri archi conduttori
omogenei, il capo segnatam.
immerso il tronco della rana, erasi dianzi imbrattato di sangue viscido, o d’altro
umore glutinoso o salino, o di sapone mezzo stemperato, o meglio di denso
liquor alcalino.
Dico
circostanze, di rane cioè dotate di una straordinaria eccitabilità, e ne’ primi
tentativi sopra le medesime allora allora preparate di tutto punto sebbene
coll’alcali ho potuto riescire anche qualche tempo dopo, anche in rane non
estremam.
Ciò basti intorno a queste sperienze, nelle quali pur vedesi essere neces-
sario, come in tutte le altre il combaciamento di conduttori diversi; e che anzi
due soli, comunque diversi, che formino tutto il circolo, non bastano ancora,
equilibrandosi in tal caso le azioni rivolte una contro l’altra ne’ due combacia-
menti simili; come ci mette sott’occhio la 1
quale combaciandosi i due corpi
trico, che si dispiega per tali combaciamenti, dovendo essere eguale dalle due
tanto da una parte, quanto dall’altra, avviene che controbilanciandosi tali
forze o tendenze contrarie, non può determinarsi alcuna corrente da destra a
sinistra, o da sinistra a destra.
Così è, che nulla succede, quando anche l’arco
tore umido
suoi due capi
tura ec.: intorno a che mi vi ho trattenuto lungam.
Vi vogliono dunque tre o più corpi diversi, ch’entrino nel circolo condut-
tore acciò prevalendo l’azione che spinge il fluido elettrico da destra a sinistra,
o da sinistra a destra sopra quella che spinge nella direzione contraria, in virtù
de’ combaciamenti dissimili, ne venga determinata la corrente in giro : vi vuole
cioè che il conduttore
come rappresenta la fig. 2
Che se i conduttori diversi, e quindi i combaciamenti siano più di tre, e
in qualunque numero (Fig. 3
più o meno attiva; vale a dire capace, o non capace di eccitare le convulsioni, ec.,
secondo, e a misura che le forze tendenti a movere il fluido elettrico in una di-
rezione prevalgono a quelle tendenti in senso contrario; e solo mancherà del
tutto cotal corrente ne’ casi difficilissimi ad incontrarsi, che la somma delle
forze da una parte equilibri giustam.
Ma lasciamo per ora questo, intorno a che ci tratterremo un’altra volta
più lungamente.
Gioverà qui intanto osservare, che ove tra i diversi conduttori intrecciati,
uno ve n’abbia de’ più moventi, e. g. un forte liquor salino, e soprattutto un
puro alcali, il quale fin’ora è fra quelli di 2
diversi da lui, e tra loro pure notabilm.
con questi dipende quasi tutto il giuoco, tantochè si può dire, che nulla o ben
poco contano gli altri combaciamenti degli altri conduttori, in numero qua-
lunque poco dissimili tra loro, e poco attivi.
Tale è il caso della rana, che pesca
ne’ due bicchieri d’acqua; differisce così poco l’acqua in linea di conduttore,
o piuttosto in ordine alla facoltà motrice, dal corpo della rana verde e succoso,
che possono considerarsi tutt’insieme come un solo conduttore acqueo: nè,
se peschi in un de’ bicchieri una fetta di carne parimenti succosa, di bianco
d’uovo indurito, di latte coagulato, di polenta, ec. (come nelle sperienze poco
sopra descritte) l’azione che ivi si esercita sopra il fluido elettrico per tali com-
baciamenti, pel contatto cioè di siffatti corpi nell’acqua, è tale da farne gran
conto; quelle bensì decidono, che dispiegansi laddove uno strato grosso o sot-
tile di sapone stemperato, di acqua salata, di forte liquor acido od alcalino
appiccato all’altro capo di tal’archi conduttori, cioè che copre ed involge
l’altra estremità della fetta di carne, di polenta ec., si porta al contatto del-
l’acqua nell’altro bicchiere; in guisa insomma, che tal sapone, o tal liquore
salino viene ad esser preso in mezzo, e stretto quinci dall’acqua, e quindi dal-
l’altro conduttore differente dall’acqua, verso ciascuno de’ quali ha egli una
azione assai diversa.
Tutto, a dir breve, o quasi tutto il giuoco si fa da que’
tre corpi più marcatam.
Così nella 4
nel bicchiere,
di formaggio o d’uovo indurito,
di liquor alcalino; l’effetto dipenderà quasi unicamente dall’intreccio de’ tre
corpi
ciamenti dissimili che ha
dico, delle faccie
cie
nella virtù motrice.
Ad ogni modo basta che vi sia qualche differenza, perchè un qualche
moto venga dato al fluido elettrico, e determinata una qualsiasi corrente
del medesimo, come già si disse, la qual corrente debole sempre quando il
circolo è fatto tutto di conduttori di 2
come più volte ho fatto osservare; è poi debolissima in tutti i casi, in cui nes-
suno nella catena de’ conduttori sia molto diverso dei due a cui si trova frap-
posto.
Quindi è, che se non v’interviene qualche umor viscido o salino, che sono
quelli appunto, che più differiscono in ordine a tal virtù dagli altri di 2
mai o
parate di recente.
Dico quasi mai, perchè può succedere, che qualche rana pre-
parata allora allora, e al sommo eccitabile si commova anche per quella estre-
mam.
poco fra loro diversi.
A finirla, qualunque volta succeda, che si eccitino le convulsioni nelle
gambe di una rana, che comunicano col tronco per i soli nervi crurali, mediante
l’indurre un’altra comunicaz.
tore formato di quanti si voglia pezzi; sempre si troverà intervenire qualche
notabile differenza tra due, anzi tre di tali conduttori contigui, ond’è formato
tutto il circolo, compresevi le stesse parti del corpo della rana, che sono pure
più o meno diverse fra loro in ordine alla virtù di cui si tratta, singolarmente
le tendinose rincontro alle muscolari, e ai nervi, gli umori acquei e tenui ri-
spetto ai viscidi ed ai salini, come fin da principio ho fatto osservare.
Or quando
io posso mostrare, dirò dippiù, quando si possa solo presumere, che tre o più
conduttori, eziandio poco diversi tra loro, entrano nel circolo, ciò basta a met-
tere in salvo la mia sentenza, con cui stabilisco e sostengo, che la mossa al
fluido elettrico vien data appunto dal combaciamento di conduttori diversi,
non da alcuna carica o sbilancio che trovisi negli organi animali, da rispettivo
eccesso, cioè difetto di detto fluido tra nervi e muscoli, o tra l’interno e l’esterno
di questi, come ha pensato GALVANI, e pretendono ancora i suoi seguaci.
Per rimettere in piedi questa pretesa elettricità animale, ch’io dichiaro insus-
sistente, e che con tante sperienze credo di avere effettivamente e del tutto
atterrata, sostituendovi quell’altro mio principio di elettricità puramente ar-
tificiale, ossia mossa da causa estrinseca, converrebbe che gli avversarj mi mo-
strassero eccitarsi le convulsioni nelle rane, ec. col compiersi il circolo da con-
duttori tutti della stessa specie, in nulla dissimili tra loro ; ciò che non potranno
mai fare: all’incontro io posso sempre mostrare, come già dissi, quando succe-
dono tali convulsioni, che ha luogo l’intreccio di tre o più conduttori diversi
di specie.
Questa lettera che interrompo quì, e a cui ne succederanno altre, è già
più d’un mese che l’ho stesa in seguito alla precedente; ma mi è mancato
fin’ora il tempo di trascriverla.
ED AGGIUNTE TRATTE DAI MANOSCRITTI DI A. VOLTA
[1]
[ . . . . discorriamola un poco sui tre conduttori; e perchè non bastano due diversi?]
La cosa è facile a intendersi se si ponga mente, che dove due soli conduttori compiono
un circolo, come
dell’istesso
determinarsi alcuna corrente elettrica da destra a sinistra, o da sinistra a destra.
Così se
limento ec., e
dell’arco
sebbene il combaciamento di un metallo con un conduttore umido inciti fortemente il fluido
elettrico, incitandolo da due parti in senso opposto, e con egual forza, non può metterlo in
corrente.
nel mns.