Volta, Alessandro Nuova Memoria sull'Elettricita Animale - Lettera Quarta 1795 Pavia it volta_nuoMemLetQuart_923_it_1795.xml 923.xml

LETTERA QUARTA

Pavia, 20 Dicembre 1795.

FONTI.

STAMPATE. Cant. Disc. pg. 71.

MANOSCRITTE. Copia presso Ac. Sc. Tor. (B. XII, 10). Cart. Volt.: J 28; J 33; L 16.

OSSERVAZIONI. TITOLO : DATA: nella Copia del Mns. presso Acc. Sc. Tor. trovasi: Pavia 20 dicembre 1795; in J 33 (prima minuta) trovasi: Como, 30 ottobre 1795.

J 28 è costituito da un solo foglietto con annotazioni d’esperienze fatte introdu- cendo delle persone in circolo. J 33, L 16 Minute molto estese.

La Copia del Mns. presso Acc. Sc. Tor. fu corretta col confronto con i Mns. di Cart. Volt. J 33, L 16.

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COPIA DI ALTRA LETTERA DEL SIG. CAV. ALESSANDRO VOLTA AL SIG. AB. ANTON MARIA VASSALLI in data di Pavia 20 xmbre 1795 SULL'ELETTRICITÀ ANIMALE.

Ho indicato già e spiegato nella lettera preced., che la più semplice e facile maniera di eccitare, senza l’intervento di alcun metallo o conduttore di 1a classe, le convulsioni e sbattimenti nelle gambe della rana, si è, pochi momenti dopo averla preparata nel miglior modo, cioè in guisa che rimangano esse gambe attaccate al tronco per i soli nervi ischiatici, di ripiegarne una o l’altra, e addurla al contatto o de’ nervi anzidetti o de’ muscoli del dorso; che ad ogni modo non riesce sempre, nè in tutte le rane anche vivacissime e di re- cente preparate la sperienza; e che al dippiù per riuscire si ricercano due con- dizioni, una poco meno che necessaria, l’altra assolutamente indispensabile, cioè: 1° che la parte della gamba che si fa toccare a que’ nervi, o ai muscoli dorsali, sia, non già sostanza carnosa, ma bene una parte del tendine o liga- mento che procede dal muscolo gastrocnemio, e che scoperto si prolunga fino all’estremità del piede; 2° che o sangue, od altro umore glutinoso o salino s’in- terponga al luogo di tale contatto. Or ecco l’accozzamento di tre conduttori diversi di specie, avvegnachè tutti della 2a classe, quale si richiede all’uopo di concitare e mettere in corrente il fluido elettrico; ecco ridotte le due sovrac- cennate condizioni a quest’una dei tre conduttori diversi ch’entrano a formare il circolo. Questi tre conduttori sono, nella sperienza di cui si tratta, sostanza tendinosa dura e liscia da una parte; dall’altra o molle nervo, o carne morbida di superficie non così liscia, e umor glutinoso, o salino frammezzo: e sono tutti e tre così diversi tra loro, che la corrente elettrica mossa da’ rispettivi comba- ciamenti, comechè debolissima ancora, pure arriva a stimolare sensibilmente i nervi crurali della rana preparata, come si è detto, di fresco, e preparata in modo, che tal corrente debba passare tutta quant’è per l’angusta strada di essi nervi. Qualunque di queste circostanze manchi, o che la rana cioè non sia preparata nell’indicata guisa, o che trovisi dopo alcuni minuti scemata nota- bilmente la sua eccitabilità, o che non abbiavi l’intreccio de’ tre conduttori diversi, o che finalmente non sian questi diversi abbastanza, le convulsioni non succedono.

Lasciando ciò che riguarda l’eccitabilità, de’ nervi e muscoli della rana, che dev’essere molto grande, acciò riescano le sperienze di cui si tratta, come ho inculcato più volte, consideriamo particolarmente l’ultima circostanza, cioè come non solam.e vi vuole il concorso di tre conduttori diversi [l], ma che siano molto diversi; e vediamo quali riescano per tal riguardo più o meno ac- conci.

Risponde dunque assai bene l’esperienza ove una parte qualunque del tendine forte e compatto di bianca e lucida superficie, il qual procede dal mu- scolo gastrocnemio, e si prolunga al di là dell’articolaz.e del piede qual lamina di un colore di perla si contrapponga ai delicati nervi ischiatici di un bianco morto, o alle carni rubiconde e molli del tronco; ben inteso che non vengano a immediato contatto; ma vi abbia di mezzo o sangue, o altro umor glutinoso o salso: risponde, dico, l’esperienza assai bene, riuscendo spesso così di eccitare le convulsioni nelle gambe della rana anche alcuni minuti dopo che è stata preparata a dovere. All’incontro risponde molto male ove si contrappongano le parti carnose della gamba o della coscia, sia pur anche l’istesso muscolo gastrocnemio dal mezzo in su, ai detti nervi, o peggio a qualsisia parte carnosa del tronco: tanto male, che non si ha quasi mai l’effetto delle convulsioni, quand’anche vi sia interposto il migliore tra gli umori glutinosi o salini, quello che più facilita la riuscita, cioè un forte alcali.

Dico quasi mai; perchè succede pure qualche volta di eccitarsi le convul- sioni anche con tali contatti di muscoli contro nervi, e di muscoli contro muscoli sporchi di sangue o d’altro umore glutinoso o salino (giacchè sempre un di questi deve frapporsi, come più d’una volta si è avvertito); tale è la sperienza rammemorata nelle lettere precedenti, e che dobbiamo all’Autore dell’opera Dell’uso e dell’attività dell’arco conduttore ec., in cui pendendo fuor dalle coscie i nervi ischiatici, o soli, o con un pezzo di spina attaccata, si fan battere o que’ nervi, o codesto pezzo di spina contro le coscie medesime, e si eccitano con ciò le convulsioni in tutti i muscoli delle gambe da cima a fondo, massime se siansi previamente bagnate le parti di acqua salata; tali ancora e somiglianti le spe- rienze del Dr. VALLI, nelle quali una persona tenendo sospesa pe’ piedi la rana preparata con una mano umida o colla bocca, tocca con un dito dell’altra mano, o meglio colla lingua i nervi ischiatici, o il pezzo di spina dorsale che ne pende; oppure facendo pescare nell’acqua di un gran bicchiere detta spina, con parte de’ nervi, viene poi a compire il circolo con intingere con un dito nell’istes- s’acqua, o con farvelo intingere da altra persona, con cui fa catena dandosi mano, ec. Ma codeste sperienze succedono ben di raro, e vorrei quasi dire per miracolo. Così è: riuscirete un gran numero di volte, e in moltissime rane anche non vivacissime ad eccitare i moti muscolari osservando le condizioni da me prescritte, segnatam.e quella di far toccare a’ nervi ischiatici, o a qualsisia parte del nudo tronco insanguinato, il tendine in cui termina il muscolo ga- strocnemio; riuscirete, dico, in tal modo mille volte, e una volta appena in qualche rana dotata di una singolare eccitabilità, praticando nelle altre maniere, anche facendo toccare ai nervi ischiatici, o al tronco immediatamente la gamba stessa, ma non al luogo del divisato tendine: insomma non potrete mai promet- tervi di riuscire, se non coll’addurre qualche parte di questo tendine al con- tatto di detti nervi, o di detto tronco sporchi o questo o quelli, o il tendine medesimo di sangue, o d’altro umore glutinoso o salso: l’interposizione del qual terzo conduttore diverso dall’uno e dall’altro dei due che lo prendon di mezzo è l’altra condiz.e richiesta.

Ma finalmente poi, anche quando riesce in quelle altre maniere di eccitare le convulsioni, avrà sempre luogo l’indicata condiz.e indispensabile di tre o più conduttori diversi insieme intrecciati; e si verificherà sempre il gran prin- cipio da me piantato, che dal contatto appunto di conduttori diversi nasce l’azione che mette in corso il fluido elettrico. Infatti anche quando vengono ad affrontarsi un muscolo con un altro, se abbiavi qualche differenza tra loro nella consistenza, nell’umore di cui sono imbevuti o soltanto spalmati, una diffe- renza anche meramente superficiale ; oppure se trovisi tra, quelli interposto non uno, ma due umori diversi, che in quel punto si combacino; può l’una o l’altra di siffatte accidentali diversità esser bastante a dare una leggier mossa al fluido elettrico, o determinare una debolissima corrente; e questa anche estremam.e debole corrente elettrica può giungere ad eccitare convulsioni in una di quelle rane all’estremo sensibili. Ecco come si spiegano anche tali rarissimi casi; e come niuna delle sperienze di questo genere può essermi ob- bjettata come contraria al principio da me stabilito, e dimostrato ad evidenza da tutte le altre sperienze più numerose, in cui, perchè succedano le convul- sioni, vi vuole una più notabile diversità ne’ conduttori che si combaciano, e che entrano nel circolo; più notabile che quella che per avventura s’incontra tra muscolo e muscolo, o tra muscolo e nervo, ec.

Or passiamo a trattenerci più particolarmente intorno a quell’altra con- dizione più indispensabile, la qual è, che non succeda già un contatto immediato della gamba, ossia del tendine procedente dal gastrocnemio coi nervi ischiatici o colle parti carnose del tronco, ma incontrisi frapposto un terzo conduttore diverso di specie, avvegnachè di 2a classe anch’esso; e sì diverso molto, come già notammo richiedersi per ben riuscire. Questo conduttore intermedio non vuol essere pertanto acqua pura, nè umore poco diverso dall’acqua, nè sostanza qualunque di tal umore inzuppata. Siffatti conduttori acquei troppo poco dif- feriscono per avventura. da questo o da quel conduttore animale, dall’esterior faccia cioè del tendine, nervo, o muscolo che vengono a combaciare, ossia dall’umore in massima parte acquoso che irrora tali parti animali, e che le rende appunto conduttrici (giacchè disseccate non lo sono più): differiscono tanto appena da movere una corrente elettrica estremam.e debole; la quale potrà per sorte, in un caso cioè fra mille, eccitare le convulsioni in qualche rana allora allora preparata, e fornita di una prodigiosa sensibilità; ma nelle altre 999 sperienze, non varrà a produrre il minimo moto muscolare. Per dare una mossa alquanto più forte al fluido elettrico, e indurre una corrente valevole a scuotere anche delle rane dotate di un'eccitabilità ordinaria, sol che siano perfettamente e di fresco preparate, conviene che il conduttore intermedio fra la gamba o il suo gran tendine, e i nervi ischiatici o i muscoli dorsali, sia, o sangue viscido, o altro umore notabilm.e diverso dall’acqua.

Ed ecco perchè succede non rare volte l'esperienza nella rana lorda del sangue colato dalle ferite nella dissezione sofferta, e meglio ove tal sangue divenuto men acquoso si prova al tatto viscido e tegnente: perchè più non succede dopo che si è ben detersa essa rana preparata con diguazzarla e fre- garla in acqua netta, come notato già abbiamo nella lettera preced.e: perchè finalm.e tornano a riuscire le prove, se asciugata dall’acqua s’imbratti di nuovo la parte, che si vuol addurre al contatto, di sangue viscido, o d’altro umore glutinoso o salino. Così è: quando per mancanza di tal sangue o di tal altro umore assai diverso dall’acqua, non si ottengono convulsioni nella rana in qualunque modo si faccia toccare una delle sue gambe, e neppure il tendine procedente dal muscolo gastrocnemio, sia ai nervi ischiatici, sia a questa o a quella parte del tronco; si riesce molte volte sporcando a bella posta o detti nervi, o qualche parte del dorso, o il detto tendine di sangue denso e viscido, di scialiva, d’orina, o meglio d’acqua salata; e facendo succedere il contatto della gamba ripiegata in quel luogo appunto coperto dall’uno o l’altro dei nominati umori.

Più facilmente si riesce sporcando una o l’altra di quelle parti di sapone stemperato in poca acqua; assai meglio ancora bagnandola con qualche goccia di un acido concentrato; e soprattutto con un forte liquor alcalino; tantochè in questa maniera (ben inteso che si adduca al contatto il noto tendine) non vi è rana anche debole, in cui io non giungi ad eccitare le convulsioni, anche molti minuti dopo la sua preparazione. Dalle sperienze fin qui prodotte, e da altre molte che produrrò in seguito, appare che basta un sottile strato di tali umori che si frapponga nel luogo ove vengono ad affrontarsi la gamba, ossia l'indicato suo gran tendine da una parte, e i nervi ischiatici, o qualsisia parte carnosa del tronco dall’altra; tanto chè il contatto di codeste due parti del- l’animale non sia immediato; che basta insomma, che l’una o l’altra ne sia ap- pena ricoperta o velata ne’ punti ove ha da succedere il combaciamento. Ma se così poco basta; il molto neppure nuoce: voglio dire non è altrimenti pregiu- dizievole, che di quel tal umore trovinsi abbondantem.e ricoperte od una od ambedue le parti dell’animale, che vanno ad affrontarsi; ossia che se ne fram- metta una massa quanto si voglia grande. La condizione è, che vi vuole uno di tai conduttori interposto; sia poi grosso o sottile, lungo o corto, non importa; tutto l’effetto dipendendo dalle superficie combacianti. Riesce dunque egualm.e bene la sperienza tenendo immerso tutto o parte del tronco della rana compi- tam.e preparato in un bagno più o men largo di sangue, di acqua salata, di sapone mezzo stemperato, ec., ma soprattutto di alcali saturo; e ripiegando una gamba della medesima in guisa, che alcuni punti del gran tendine proce- dente dal muscolo gastrocnemio (osservisi sempre questa circostanza impor- tantissima) vengano a baciare in qualunque luogo il liquore medesimo.

Ecco ancora alcune altre maniere presso a poco equivalenti. Adagiate il tronco della vostra rana sopra una fetta di sapone umettato tanto alla su- perficie, che formi ivi una poltiglia semiliquida, e ripiegando convenientem.e una delle sue gambe imprimetela sopra questa med.ma poltiglia a qualunque distanza da d.to tronco, osservando al solito, che il contatto siegua ne’ punti vicini all’articolaz.e del piede, o in alcuna altra parte del noto tendine: in questa maniera riuscirete sicuram.e, come riesco io, ad eccitare più volte di seguito, alternando i toccamenti, le convulsioni in quasi tutte le rane di fresco prepa- rate; e in tutte poi, e per più tempo ancora nella maniera seguente, che soglio spesso praticare.

Inzuppo a dovere di forte liquor alcalino un pezzo di spugna, ovvero una lista di cartone, di panno, di cuojo, o meglio di esca (amadou), che è molto spugnosa, e una porzione ne sovrappongo ai nervi ischiatici, o a qualsisia parte del tronco, applicandovela bene; il resto più o men lungo di tal lista, inzuppata sopravanza il tronco, e ne sporge in modo, che vi si può agevolm.e far toccare la gamba in alcuna parte del solito tendine: ogni volta dunque, che eseguisco un tale contatto s’eccitano in tutti i muscoli delle gambe contrazioni e spasmi più o meno gagliardi; e ciò anche nelle rane già notabilm.e indebolite, e prepa- rate un pezzo prima: nelle vivacissime poi e tagliate di fresco sono così vio- lente le convulsioni, sì forti le scosse e sbattimenti, che fanno stupore; e pro- seguire si può ad ottenerle per assai lungo tempo quando già più non s’otter- rebbero, non dico con un semplice conduttore metallico, impiegato invecedel liquor alcalino, o con due pezzi dell’istesso metallo; ma neppure con due metalli poco diversi, come argento ed oro, ottone e ferro, piombo e stagno, applicati uno ai muscoli dorsali, e l’altro a quelli delle coscie.

Non debbo tralasciar di avvertire che talvolta non succedono le convulsioni che si tenta di eccitare coi sopra indicati contatti, ne’ primi momenti che si è applicato o il liquor alcalino, o il sapone ammollito, o l’acqua salata, ec., a questa o a quella parte della rana ne’ modi descritti; le quali poi succedono dopo qualche tempo, allorchè l’umore sovrapposto si è alquanto internato, od è venuto almeno a più perfetto combaciamento colla parte dell’animale che esso copre e bagna; la qual parte, se mai trovisi molto immollata e gron- dante d’umor acquoso allorquando le si sovrappone il liquor alcalino o l’acqua salata, ec,., più tardi ancora, e men bene riescono le sperienze; e ciò per la ra- gione che diluendosi soverchiam.e da tal umor acqueo quell’altro liquor salino o saponaceo là ove uno strato si mescola coll’altro, esso liquore salino o sapo- naceo non è più quello, non è più ivi, quanto dovrebbe esserlo, diverso da’ con- duttori animali cui si frappone, ossia dall’umore che rende tali sostanze ani- mali appunto conduttrici. Se al contrario la dose del liquor salino o saponaceo sopravanza di molto quella dell’acqua che bagna la rispettiva parte della gamba, o del tronco della rana, l’effetto che non succedeva sulla prime, si ottiene di lì a qualche tempo, quando cioè scompartita quella poca acqua nella massa grande dell’altro liquore o del sapone, si perde in certo modo entro a questa, a segno che riesce quel tal conduttore umido interposto abbastanza diverso dalle parti animali, cui sta a contatto.

Farò osservare ancora, che quando si adopera acqua fortem.e salata, e più i liquori acidi od alcalini, que’ muscoli della rana, che ne sono tocchi e penetrati si risentono notabilm.e a siffatti stimoli, tantochè vi si osservano de’ tremori, de’ palpiti e subsulti. Sono però tali convulsioni soltanto parziali a quelle fibre e a que’ muscoli, che il liquore irrita localm.e, e non trapassano alle parti lontane, dal tronco cioè, che ne sia intriso, alle gambe posteriori; e si distinguono troppo bene da quelle altre convulsioni più grandi ed estese, che prendono tutti i muscoli di esse gambe da cima a fondo, e le fan balzare, ogni qualvolta una di esse gambe si ripiega in modo, che venga il suo gran ten- dine a toccare il detto liquore, o la parte imbevutane del tronco, e con tali combaciamenti s’incita e si mette in corrente il fluido elettrico.

Del resto si può fare in modo, che il liquor acre e stimolante non penetri o punga alcun muscolo dell’animale, e meno i nervi; e schivare così qualunque irritazione e offesa, che possa il medesimo cagionarvi. Basta porre a contatto del tronco della rana un brano di carne fresca e succosa tagliata ad un animale qualunque, un pezzo di latte coagulato, di bianco d’uovo indurito, di polenta, oppure una lista di cartone, di pelle, di esca, inzuppata d’acqua, un trincio di frutto ben succoso, ec., insomma un conduttore qualunque della 2a classe, che sia però conduttor buono; e sopra alcuni punti di tal conduttore appli- cato al tronco della rana mettere il liquor salino di cui si tratta, o un pez- zetto di spugna, o di esca ben inzuppatone: così disposte le cose adducasi la gamba della rana, ossia il solito tendine al contatto di tal liquore, o della spugna imbevutane; e succederanno le convulsioni quasi egualmente, che se esso liquore si trovasse a contatto immediato del tronco della rana. Dico quasi egualmente, in supposto che il corpo ad esso tronco applicato, e sia buon conduttore, come già ho accennato, e di non molta lunghezza, come ora sog- giungo; poichè altrimenti rallentando esso la corrente elettrica è cagione che riesca tanto meno efficace la sua azione.

L’inversa di quest’ultima sperienza è di applicare quel qualunque con- duttore che si vuol aggiungere, cioè il pezzo di carne, di ricotta, di polenta, ec., non più al tronco della rana, ma ad una delle gambe, specialm.e sopra il ten- dine tante volte nominato, e porre sopra qualche parte di tal corpo intermedio il liquor alcalino, o la spugna imbevutane; indi addurre al contatto di cotesto liquore una parte qualunque del nudo tronco.

Non dissimile è la sperienza già ricordata di tener sospesa con una mano umida la rana pe’ suoi piedi, e con un dito dell’altra mano intriso di sangue, di acqua salata, di sapone stemperato, o meglio di forte liquor alcalino, toccare i muscoli dorsali, o altra parte del tronco; sebbene rarissime volte, come già ho fatto osservare, e solo in qualche rana eminentem.e eccitabile, riesca in questo modo di destare le convulsioni: e ciò per ambedue le ragioni testè ac- cennate; cioè per essere, se non trattenuta, ritardata considerabilm.e la cor- rente elettrica, e dalla poca deferenza della pelle delle nostre mani, comunque umettata esteriorm.e, e dal lungo tragitto dall’una all’altra mano pel corpo della persona. Che se più persone intervengano nel circolo, cioè due, tre, quattro si dian mano o faccian catena, crescendo a proporzione gl’indicati impedimenti, assai più difficile ancora sarà, la riuscita dell’esperienza: pure succedono qualche rarissima volta anche così le convulsioni nella rana, ove cioè s’incontri esser essa dotata della più insigne eccitabilità, come s’è detto.

Del resto, che la pelle delle mani presenti un notabile ostacolo al trapssso del fluido elettrico per essere la medesima non abbastanza penetrata di umore, e quindi poco deferente, lo mostrano ancora le sperienze, in cui s’impiegano con due, tre, o più persone metalli diversi; le quali sperienze (che voi pure avete ripetute ha più d’un anno, e ch’io mostro già da tre) o non producono l’effetto, o stentatam.e, se le mani intrecciate non sono molli di sudore, o in difetto non si bagnano a bella posta. Ma poichè anche bagnata così esteriorm.e la cute rimane povera internam.e di umore, cioè ne scarseggiano gli strati sottoposti al primo bagnato, finchè s’arrivi alla carne viva e succosa; quindi è che si oppone tuttavia qualche resistenza alla corrente elettrica, che l’impe- disce o rallenta alcun poco; tantochè se questa corrente è già debole molto, come nelle sperienze di cui ora ci occupiamo, ove non entrano nel circolo con- duttori metallici ossia di 1a classe, ed anche in quelle ove ne intervengono due, o più di questi, ma poco fra loro diversi; non è da stupire ohe rendasi la mede- sima affatto inefficace a destare le convulsioni nelle rane dotate ancora, se non della più insigne e rara, di una più che mediocre eccitabilità.

Volendosi fra i conduttori, onde si va a compire il circolo, far entrare un liquor salino de’ più acri ed irritanti, e schivare nel medesimo tempo, che nessuna parte della rana venga, non che penetrata, ma neppure leggerm.e e di passaggio tocca dal medesimo, può applicarsi un pezzo de' soprad.i corpi, cioè o carne trinciata da un altro animale, o latte coagulato, o polenta ec., alle gambe di essa rana, segnatam.e sopra il gran tendine; ed un altro pezzo al tronco di lei; e farli poi comunicare questi due pezzi, ossia conduttori aggiunti in guisa che compiasi il circolo, e che trovisi fra essi frapposto uno strato grosso o sottile di tal liquore. Anche in tal foggia, suscettibile, come si comprende, di molte variaz.i, succedono in molte circostanze favorevoli i moti muscolari, i scotimenti delle gambe.

Mi sono proposto di descrivervi, illustre Collega, non tutte, ma le princi- pali maniere, con cui son andato variando le prove di eccitare le convulsioni nella rana, mercè i combaciamenti di soli conduttori di 2a classe. Or una di tali maniere, che ancora non ho toccata nè in questa, nè nella preced.e lettera, maniera che per altro conviene colla qui sopra descritta, si è di fare, che la rana compitam.e e allora allora preparata peschi con una od ambedue le gambe in un bicchiere pieno d’acqua, e col tronco, o parte di esso, in un altro bicchiere; e indurre quindi per compiere il circolo, la comunicazione tra acqua ed acqua per mezzo di altri conduttori della stessa 2a classe, ma diversi dall’acqua.

Per dare un’idea de' risultati di molte esperienze da me fatte in questa maniera, basterà il dire in generale, che quando tal arco conduttore era fatto tutto di un pezzo solo o di più pezzi, ma dell’istessa stessissima materia; tutto e. g. di uno, due o più brani dell’istessa carne fresca e succosa, dell’istesso nervo, o dell’istesso tendine; tutto di bianco d’uovo indurito, di polenta, di formaggio ec., tutto d’una o più persone concatenate a mano, che intingevano in ciascuno de’ due bicchieri un dito netto o bagnato di semplice acqua; le convulsioni non ebbero mai luogo: e che all’incontro s’eccitavano qualche rara volta quando l’uno dei diti, o l’uno dei capi di quegli altri archi conduttori omogenei, il capo segnatam.e che andava a toccare l’acqua in cui trovavasi immerso il tronco della rana, erasi dianzi imbrattato di sangue viscido, o d’altro umore glutinoso o salino, o di sapone mezzo stemperato, o meglio di denso liquor alcalino. Dico qualche rara volta, cioè solamente nelle più favorevoli circostanze, di rane cioè dotate di una straordinaria eccitabilità, e ne’ primi tentativi sopra le medesime allora allora preparate di tutto punto sebbene coll’alcali ho potuto riescire anche qualche tempo dopo, anche in rane non estremam.e sensibili.

Ciò basti intorno a queste sperienze, nelle quali pur vedesi essere neces- sario, come in tutte le altre il combaciamento di conduttori diversi; e che anzi due soli, comunque diversi, che formino tutto il circolo, non bastano ancora, equilibrandosi in tal caso le azioni rivolte una contro l’altra ne’ due combacia- menti simili; come ci mette sott’occhio la 1a delle figure qui annesse: nella quale combaciandosi i due corpi aa bb, qualunque sia l'azione sul fluido elet- trico, che si dispiega per tali combaciamenti, dovendo essere eguale dalle due parti opposte, sia cioè che detto fluido tenda a passare da a in b, o da b in a, tanto da una parte, quanto dall’altra, avviene che controbilanciandosi tali forze o tendenze contrarie, non può determinarsi alcuna corrente da destra a sinistra, o da sinistra a destra.

Fig. 1a
Fig. 2a

Così è, che nulla succede, quando anche l’arco bb, che si applica al condut- tore umido aa, sia metallico, ma dell’istesso stessissimo metallo, eguale ne’ suoi due capi bb, non che nella sostanza, ma nella tempera pur anche, poli- tura ec.: intorno a che mi vi ho trattenuto lungam.e nella 1a lettera anno passato.

Vi vogliono dunque tre o più corpi diversi, ch’entrino nel circolo condut- tore acciò prevalendo l’azione che spinge il fluido elettrico da destra a sinistra, o da sinistra a destra sopra quella che spinge nella direzione contraria, in virtù de’ combaciamenti dissimili, ne venga determinata la corrente in giro : vi vuole cioè che il conduttore aa sia interposto a due bb e cc diversi da quello e tra loro, come rappresenta la fig. 2a; e quanto più diversi, tanto meglio.

Fig. 3a
Fig. 4a

Che se i conduttori diversi, e quindi i combaciamenti siano più di tre, e in qualunque numero (Fig. 3a e 4a), si produrrà pur anco la corrente elettrica più o meno attiva; vale a dire capace, o non capace di eccitare le convulsioni, ec., secondo, e a misura che le forze tendenti a movere il fluido elettrico in una di- rezione prevalgono a quelle tendenti in senso contrario; e solo mancherà del tutto cotal corrente ne’ casi difficilissimi ad incontrarsi, che la somma delle forze da una parte equilibri giustam.e la somma delle contrarie.

Ma lasciamo per ora questo, intorno a che ci tratterremo un’altra volta più lungamente.

Gioverà qui intanto osservare, che ove tra i diversi conduttori intrecciati, uno ve n’abbia de’ più moventi, e. g. un forte liquor salino, e soprattutto un puro alcali, il quale fin’ora è fra quelli di 2a classe il più attivo (come il zinco lo è fra quelli di 1a); ed ove si trovi esso interposto a due altri di specie molto diversi da lui, e tra loro pure notabilm.e dissimili, dal combaciamento di quello con questi dipende quasi tutto il giuoco, tantochè si può dire, che nulla o ben poco contano gli altri combaciamenti degli altri conduttori, in numero qua- lunque poco dissimili tra loro, e poco attivi. Tale è il caso della rana, che pesca ne’ due bicchieri d’acqua; differisce così poco l’acqua in linea di conduttore, o piuttosto in ordine alla facoltà motrice, dal corpo della rana verde e succoso, che possono considerarsi tutt’insieme come un solo conduttore acqueo: nè, se peschi in un de’ bicchieri una fetta di carne parimenti succosa, di bianco d’uovo indurito, di latte coagulato, di polenta, ec. (come nelle sperienze poco sopra descritte) l’azione che ivi si esercita sopra il fluido elettrico per tali com- baciamenti, pel contatto cioè di siffatti corpi nell’acqua, è tale da farne gran conto; quelle bensì decidono, che dispiegansi laddove uno strato grosso o sot- tile di sapone stemperato, di acqua salata, di forte liquor acido od alcalino appiccato all’altro capo di tal’archi conduttori, cioè che copre ed involge l’altra estremità della fetta di carne, di polenta ec., si porta al contatto del- l’acqua nell’altro bicchiere; in guisa insomma, che tal sapone, o tal liquore salino viene ad esser preso in mezzo, e stretto quinci dall’acqua, e quindi dal- l’altro conduttore differente dall’acqua, verso ciascuno de’ quali ha egli una azione assai diversa. Tutto, a dir breve, o quasi tutto il giuoco si fa da que’ tre corpi più marcatam.e dissimili. Così nella 4a figura se aa sia il corpo d’acqua nel bicchiere, cc una rana preparata, bb una fetta di carne succosa, pp un pezzo di formaggio o d’uovo indurito, zz una goccia od uno strato sottile o grosso di liquor alcalino; l’effetto dipenderà quasi unicamente dall’intreccio de’ tre corpi aa, zz, pp, ossia dalle azioni molto diverse, che si dispiegano ne’ comba- ciamenti dissimili che ha zz ne’ suoi due capi opposti, ne’ combaciamenti, dico, delle faccie za e zp; e poco o nulla dagli altri combaciamenti delle fac- cie ab, bc, cp, niuno di questi conduttori aa, bb, cc essendo differentissimo nella virtù motrice.

Ad ogni modo basta che vi sia qualche differenza, perchè un qualche moto venga dato al fluido elettrico, e determinata una qualsiasi corrente del medesimo, come già si disse, la qual corrente debole sempre quando il circolo è fatto tutto di conduttori di 2a classe, per quanto diversi siano di specie, come più volte ho fatto osservare; è poi debolissima in tutti i casi, in cui nes- suno nella catena de’ conduttori sia molto diverso dei due a cui si trova frap- posto. Quindi è, che se non v’interviene qualche umor viscido o salino, che sono quelli appunto, che più differiscono in ordine a tal virtù dagli altri di 2a classe, mai o quasi mai si eccitano le convulsioni nelle rane anche le più vivaci, e pre- parate di recente. Dico quasi mai, perchè può succedere, che qualche rana pre- parata allora allora, e al sommo eccitabile si commova anche per quella estre- mam.e debole corrente elettrica, che vien incitata dall’intreccio di conduttori poco fra loro diversi.

A finirla, qualunque volta succeda, che si eccitino le convulsioni nelle gambe di una rana, che comunicano col tronco per i soli nervi crurali, mediante l’indurre un’altra comunicaz.e tra esse gambe e tronco con un arco condut- tore formato di quanti si voglia pezzi; sempre si troverà intervenire qualche notabile differenza tra due, anzi tre di tali conduttori contigui, ond’è formato tutto il circolo, compresevi le stesse parti del corpo della rana, che sono pure più o meno diverse fra loro in ordine alla virtù di cui si tratta, singolarmente le tendinose rincontro alle muscolari, e ai nervi, gli umori acquei e tenui ri- spetto ai viscidi ed ai salini, come fin da principio ho fatto osservare. Or quando io posso mostrare, dirò dippiù, quando si possa solo presumere, che tre o più conduttori, eziandio poco diversi tra loro, entrano nel circolo, ciò basta a met- tere in salvo la mia sentenza, con cui stabilisco e sostengo, che la mossa al fluido elettrico vien data appunto dal combaciamento di conduttori diversi, non da alcuna carica o sbilancio che trovisi negli organi animali, da rispettivo eccesso, cioè difetto di detto fluido tra nervi e muscoli, o tra l’interno e l’esterno di questi, come ha pensato GALVANI, e pretendono ancora i suoi seguaci. Per rimettere in piedi questa pretesa elettricità animale, ch’io dichiaro insus- sistente, e che con tante sperienze credo di avere effettivamente e del tutto atterrata, sostituendovi quell’altro mio principio di elettricità puramente ar- tificiale, ossia mossa da causa estrinseca, converrebbe che gli avversarj mi mo- strassero eccitarsi le convulsioni nelle rane, ec. col compiersi il circolo da con- duttori tutti della stessa specie, in nulla dissimili tra loro ; ciò che non potranno mai fare: all’incontro io posso sempre mostrare, come già dissi, quando succe- dono tali convulsioni, che ha luogo l’intreccio di tre o più conduttori diversi di specie.

Questa lettera che interrompo quì, e a cui ne succederanno altre, è già più d’un mese che l’ho stesa in seguito alla precedente; ma mi è mancato fin’ora il tempo di trascriverla.

NOTE DELLA COMMISSIONE ED AGGIUNTE TRATTE DAI MANOSCRITTI DI A. VOLTA

[1] A questo punto circa nel Mns. J 33 trovasi la seguente digressione:

[ . . . . discorriamola un poco sui tre conduttori; e perchè non bastano due diversi?]

La cosa è facile a intendersi se si ponga mente, che dove due soli conduttori compiono un circolo, come A e B nell’annessa figura, le azioni che si dispiegano ne’ due combaciamenti dell’istesso A coll’istesso B, ai due opposti capi, essendo eguali, si elidono, onde non può determinarsi alcuna corrente elettrica da destra a sinistra, o da sinistra a destra. Così se A

sia anche un metallo, purchè eguale ne’ suoi due capi non che di specie, ma per tempera, po- limento ec., e B il corpo di una rana purchè sian simili le parti su cui appoggiano detti capi dell’arco A, non accade alcuna commozione di essa rana per eccitabile ch’ella sia; poichè sebbene il combaciamento di un metallo con un conduttore umido inciti fortemente il fluido elettrico, incitandolo da due parti in senso opposto, e con egual forza, non può metterlo in corrente.

Osservazione. - Il primo tratto chiuso tra parentesi quadre si legge, sebbene cancellato, nel mns.