Volta, Alessandro Preparazione della rana per le sperienze dell'elettroicità animale. it volta_prepRanaEA_908_it.xml 908.xml

PREPARAZIONE DELLA RANA PER LE SPERIENZE DELL'ELETTRICITÀ ANIMALE OSSIA SPONTANEA.

FONTI.

STAMPATE.

MANOSCRITTE.

Cart. Volt.: J 5; K 20 a .

OSSERVAZIONI.

TITOLO: del V. DATA:

J 5, K 20 a hanno l’introduzione quasi eguale; in J 5 trovasi la descrizione di dieci sperienze varie, in K 20 a il Mns. si arresta avanti la descrizione delle sperienze e presenta una digressione in forma di not a.

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PREPARAZIONE DELLA RANA PER LE SPERIENZE DELL'ELETTRICITA ANIMALE OSSIA SPONTANEA.

Cominciasi dallo scorticare la rana dal mezzo in giù

Giova, mettere così a nudo i muscoli delle coscie, e delle gambe per poter meglio os- servare le palpitazioni e subsulti di ciascuno di essi e quasi d’ogni fibra che accaderanno nelle prove da farsi. Del resto può lasciarsi la pelle, e vedrannosi allora le grandi contrazioni, se non delle fibre particolari, dei muscoli intieri, e i moti di tutto l’arto.

. Ciò fatto le si apra il ventre, e cavati gl’intestini, compariranno i due nervi crurali coricati sul- l’osso sacro. Staccati dunque questi diligentemente si tagli detto osso al con- fine delle coscie, e vicino alle ultime vertebre della spina dorsale, in maniera che restino le coscie unite al tronco, per questi soli due nervi spogliati al più presto, e alla meglio di ogni fibra carnea, od altra membrana, ed asciugati come si può. Sarà, bene anche detergere il sangue, nettare ed asciugare tutto il rest o.

Una tal preparazione basterà già per molte sperienze (fig. 1 a )

Delle figure citate in questo numero una sola si trova nel Mns. K 20, così mal ab- bozzata che non sarebbe stato utile riprodurla. [Nota della Comm.].

. Per molte altre converrà dippiù aprire, e portar via parte del cranio, e mettere a nudo o tutto o porzione del cervell o.

Ma il meglio è, reciso il busto, lasciar attaccata ai nervi crurali soltanto parte della spina dorsale, cioè 5, 6 o 7 vertebre, troncatene ancor le coste, e spogliata la spina medesima per quanto si può della carne aderente (fig. 2 a ). Per altre sperienze si taglia via eziandio tutta la spina, e si lasciano avanzar fuori dalle coscie i soli nervi crurali (fig. 3 a ).

Attenendoci comunemente all’anzidetta preparazione, cioè di lasciar at- taccata buona parte della spina dorsale ai nervi crurali denudati (fig. 2 a ), siccome la più acconcia nonchè ad un maggior numero di sperienze facili, ma a sperienze ancora più sicure, e meno equivoche, giova non poco infiggere uno spillo, od altro sottil filo d’argento o qualunque metallico nella midolla spinale, traforando da banda a banda la spina medesima, o meglio facendo pas- sare l’ago tutt’al lungo del canale osseo, e ripiegar quindi tal filo metallico a forma d’uncino (fig. 3 a )

Questo filo metallico, che passa per la midolla spinale contribuisce di molto a rendere più forti le contrazioni e moti dei muscoli, che si eccitano nelle sperienze, e a far che ne sia più facile e sicura la riuscita; ma però non è assolutamente necessario, e possiam molto bene farne senza ne’ primi momenti, finchè sussiste cioè nella rana preparata grande vitalità ed irritabilità, ed anche dopo quando già trovasi illanguidita, ricorrendo allora ad altri artifizj, e com- pensi, come vedremo, e massime a quello di volgere attorno alla spina dorsale una foglietta metallica (fig. 4 a ).

IDEA GENERALE DELLE SPERIENZE E DE' STUPENDI EFFETTI CHE SE NE OTTENGONO

In J 5 ad analogo titolo segue l’enumerazione e la descrizione di esperienze che qui riportiamo e che in K 20 mancano. [Nota della Comm.].

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Preparata al solito la rana, vivace e vigorosa, o con infisso l’ago od un- cino nella spinal midolla, oppur senz a:

1. Si collochi distesa sopra una focaccia di solfo o di resina ben asciutta, e osserveransi se l’ambiente è tepido, o se non basta esponendola al sole, dei piccoli tremori e palpitazioni qua e là in tutti i muscoli delle coscie e delle gambe; e questo per un certo tempo non lungo, cioè tanto solo quanto dura la massima vitalità in tal rana troncata, e la somma irritabilità di essi muscol i.

2. Mentre durano questi tremori, e moti parziali di alcune fibre, oppur anche cessati, si avvicini dolcemente un dito fino a toccare qualsivoglia muscolo delle gambe; e tosto entrerà tutto il muscolo in contrazione, e gli altri an- cora non toccati si tenderanno, si scuoterà e balzerà quella gamba od ambedu e.

3. Lo stesso convellersi de’ muscoli intieri, invece delle picciole e parziali palpitazioni già cessate o vicine a cessare, e Io stesso tendersi e balzare delle gambe avrà luogo venendo a toccare col dito invece di questo o quel muscolo, o meglio uncino impiantato nella spinal midolla, o l’uno de’ due nervi crurali, od anche la cassa ossea che rinchiude tal midolla, cioè le vertebre di essa spina: anzi le dette contrazioni e moti saranno più forti.

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4. Più forti ancora di molto riusciranno toccando a un tempo con un dito i muscoli, e con un altro i nervi o la spin a.

5. Gioverà non poco ad avere più grande effetto in ciascuna delle tre sper. precedenti, se invece di toccare con un dito sia i muscoli (sper. 2 a ), sia la spina (3 a ), sia tutt’e due (4 a ), si farà ciò con una verga metallica, o con due, una per man o.

6. Ma oltremodo fortissime nasceranno le convulsioni, i stiramenti, e inarcature, lo sbattere delle gambe e coscie, e il calcitrare, se i due toccamenti facciansi coi due capi d’un arco metallico, massime tenuto per un manico isolant e.

7. Quest’ultimo modo essendo l’ottimo di concitare i descritti grandi e violenti moti musculari, non solamente prevale di gran lunga a tutti gli altri, ma dura per un discreto tempo cioè di alcuni minuti ad essere efficace, anche dopo che quelli han cessato di esserlo, il che fanno un dopo l’altro ben presto, laddove gli altri cessano assai più presto, e sì nell’ordine appunto con cui stanno già sopra registrati, cioè a dire che quando non si fa più niente sperimentando come ne’ § 2 e 3 si ottien qualche cosa ricorrendo al modo del § 4, e quando neppur questo più vale, vale il 5° poi il 6° e il settimo finalmente li lascia ad- dietro tutti di un pezz o.

8. Egli è quasi l’istesso, se l’arco conduttore metallico che si adopera sia di un pezzo o di due, e se o prima si congiungano, oppur toccando prima con ciascuno de’ loro capi qui un muscolo delle gambe, là l’uncino che trapassa, la spinal midolla, o la spina medesima, vengano poi essi medesimi a toccarsi, e a far di due un sol conduttore: egli è nel momento di tal congiungimento, che si eccitano le solite contrazioni e scosse dei muscoli; e si ripetono ad ogni volta, che distaccati tornano ad unirs i.

9. Ma se l’indicato modo dell’arco conduttore metallico d’uno o di due pezzi (7, 8) è l’ottimo, come si è detto (7), per concitare a nostra posta le con- vulsioni nelle gambe e coscie della rana, non è già la miglior disposizione quella della rana preperata così semplicemente, e collocata nuda sulla nuda focaccia di solfo, o di resina; e tosto o tardi viene il tempo, che più non compajono le convulsioni, o rade volte toccando muscoli e spina insieme coi due capi dell’arco. Allora a far che il giuoco riesca di bel nuovo, basta sottoporre a detta spina un piattello metallico, e un altro alle gambe della rana, in guisa che tai piat- telli non si tocchino. E perchè non comunichino tra loro per mezzo d’altro conduttore di elettricità si lascino pure sull’istessa focaccia di solfo, o si collo- chino sopra altri piedi isolanti, e. g. sopra due bicchieri di vetro asciutti. Non sarebbe gran male se posassero anche sopra qualsivoglia piano che fosse con- duttore, ma imperfetto conduttore, come un tavolo di marmo, o di legno; ma è meglio sempre che stiano isolat i.

Or dunque adagiate le gambe e coscie della rana sopra uno di tai piattelli, e la spina sull’altro, ogni volta che un capo dell’arco metallico anch’esso appog- giando isolato (il che non è necessario, ma giova) sopra, di un piattello, si arri- verà coll’altro capo a toccare l’altro piattello, si ecciteranno il solito spasmo, le solite convulsioni e moti. E lo stesso se l’arco conduttore sia di due pezzi, appoggiandone uno sopra ciascun piattello, ed inchinandoli tanto che vengano a toccarsi (8).

10. Più bene di un piattello metallico duro e sodo fa una foglietta sot- tile e pieghevole di stagno, o d’argento sottoposta massimamente alla spina dorsale, perciò che vi si adatta meglio, e la tocca in più punti; e assai meglio ancora se le si avvolga intorno e la fasci tutta, o quasi tutta, e tocchi anche il principio de’ nervi crurali. Allora se un capo dell’arco conduttore tenendolo appoggiato sul piattello delle gambe, si porta l’altro capo a toccare leggerissi- mamente la fascia, ossia armatura metallica della spina, nascono le convulsioni e i moti più che mai violenti in tutti i muscol i.

E lo stesso se si faccia inversamente l’esperienza, cioè

Interrotto il manoscritto. [Nota della Comm.].

. ..

11. Non è a dire quanto una tal armatura di sottil foglia metallica ben applicata alla spina

Idem. [Nota della Comm.].

. ..

Giova pure una simile armatura a qualcuno dei muscoli, ma non di gran lunga tanto

Idem. - Si riprende ora col Mns. K 20, immediatamente dopo il titolo addietro ri- portato. [Nota della Comm.].

.

Consistono questi effetti nel venir eccitati grandi e violente veementi contra- zioni ne’ muscoli, e moti di tutto l’arto (cioè delle coscie e gambe della rana), nelle sperienze che descriveremo, con divincolamenti, urti, e sbalzi mira- bili. Le quali convulsioni toniche e spasmi, che presentano sovente un vero tetano, e i quali moti e spostamenti a scosse degli arti, come si eccitano dal- l’elettricità artificiale delle nostre macchine, allorchè si colpisce colla scin- tilla sia il nervo crurale, sia uno de’ muscoli della gamba nell’animale così pre- parato

Simili contrazioni e convulsioni, si eccitano anche senza l’indicata preparazione, cioè senza metter a nudo i nervi, in qualsisia muscolo di qualunque animale, che si colpisca colla scintilla elettrica, tanto se rimanga il muscolo unito all’animal vivo e intiero e a suo luogo, quanto se venga staccato e reciso solo o con tutto il membro, tanto coperto ancora da’ suoi integumenti, quanto spogliatone.

Spesso non si convelle che il muscolo immediatamente colpito, e talvolta anche degli altri più o men vicini, e comunicanti: ed ha tale potenza la scintilla elettrica, anche non molto forte, di irritare il muscolo, che quando questo non ai risente più ad alcun altro stimolo mec- canico o chimico, é quella la sola valevole a ravvivarlo in certo modo, e metterlo in contra- zione, come si sa già da un pezzo. Quello, che non si sapeva, o a cui almeno non si era fatta attenzione, è che anche senza ferire immediatamente nè muscoli nè nervi colla scintilla, se tro- visi collocato un picciolo animale, di quelli cha sono più irritabili, e posseggono maggiore vita- lità, come le rane, nella serie dei conduttori, per cui abbia a trascorrere anche picciola dose di fluido elettrico provocato da una scarica comunque lontana, si scuota esso animale, e si convella in tutti i membri per cui tal picciola corrente di fluido elettrico tragitta. Dico picciola corrente. Così se scoppi scintilla tra il primo Conduttore di un Macchina, p. e., e un’altra asta metallica che non è isolata, ma mette capo a una lunga catena o filo metallico giacente o sul tavolo, o sul suolo, all’estremità della quale catena o filo tocca, o è prossima a toccare colla testa o col collo ecc. una rana, posata essa pure sul tavolo, mentre colla pancia, o con una delle gambe posteriori tocca ad un altro lungo conduttore metallico, a tale scarica di elettricità, si scuo- terà la rana e sarà convulsa non ostante che avvenga tanto lontano da lei lo scoppio della scintilla. E fin qui per altro non c’è molto da stupirsi, mentre anche un Uomo, collocato al luogo della rana, sicchè con un dito della man destra tocchi la catena, e con uno della sinistra, l’altro lungo conduttore, che giacciono disgiunti sul tavolo, sentirà una scosserella alle due mani, se la scarica elettrica, è discretamente forte, o almeno ai due diti che toccano, se sia anche debole. Quel solo, che può far maraviglia, si è la grande sensibilità ed irritabilità della rana, che per sì poco si convelle tutta.

Neppure é da maravigliare, che senza alcuna partecipazione e pass. [ passaggio ] del fluido elet - trico accumulato nel primo conduttore A (fig. 2) sia quando vi si va col giuoco ordinario della Mac- china accumulando, sia quando lo si estrae provocandone repentinamente la scarica coll’accostarvi la nocca del dito, o un altro conduttore non acuminato B , onde scoppia vigorosa scintilla, senza, dico, che partecipino punto di tal fluido ridondante nel primo Conduttore A, i conduttori b c d disposti in serie sul tavolo, quindi neppure la rana c che forma in tal catena l’anello di mezzo, questa si commova e vibri convulsa le sue membra all’atto di scaricarsi tal scintilla. No, non è da farsene maraviglia; perocchè se niente del fluido elettrico accumulato nel sovrastante primo conduttore A passa per la troppa distanza in detti conduttori b e d ; viene però smosso il fluido proprio dei medesimi per l’azione dell’atmosfera elettrica, e sì cacciato da b in c e da c in d , indi nel suolo. Tale è la condizione de’ corpi immersi nella sfera di attività elettrica; se questa elet- tricità è positiva ossia di eccesso, accresce la tensione del fluido elettrico in essi corpi, e più a misura che sono più addentro immersi in tale atmosfera in proporzione di questa accresciuta tensione una corrispondente quantità del fluido elettrico proprio del conduttore viene spinta dalla parte anteriore di lui cioè più avanzata entro all’atmosfera e cacciata indietro nella parte posteriore, ossia più rimota dello stesso conduttore, e in altri per lunga serie viene seguendo la via della minor resistenza, cioè i corpi più al fluido permeabili, i metalli di preferenza, poi l’acqua, i corpi viventi ecc.. Se all’incontro l’elettricità è negativa cioè per difetto, indebolisce (rilascia) la tensione del fluido elettrico ne’ corpi immersi nella sfera di sua attività, e sempre più in ragione che vi sono più immersi; quindi ne accorre di questo fluido sommamente elastico dalle parti rimote, e se ne condensa a proporzione nella parte più avanzata in detta atmosfera. Così dunque presentato al primo Conduttore A (fig. ..... ) elettrico in più un altro Conduttore B , ad una distanza anche assai maggiore di quella che può provocare la scintilla e la trasfusione del- l’elettricità, si ritira il fluido elettrico proprio di quest’ultimo dalla palla e da una parte più o men grande del cilindro fino a c lasciando tutta questa vieppiù scarseggiante secondo che tro- vasi più immersa nell’atmosfera di A , e si condensa a proporzione nell’altra parte c D . Intanto la reazione del fluido condensato nella parte c D fa che non solo di qui ma da qualunque punto ancora della parte c B faccia forza esso fluido di uscirne onde alleggerirsi della soverchia ten- sione, in cui è entrato, che se cotesto Conduttore B D non è isolato ma comunica con altri con- duttori, fa parte ad essi corrispondentemente alla lor capacità di quel fluido, che l’azione del- l’atmosfera ha in lui spostato mercè d’accrescersi la tensione, e si sgrava così per quanto può di tal soverchia tensione, tal che se per lunga catena di conduttori anche non tutti buonissimi, comunichi col suolo, si libera e si sgrava intieramente. Lastessa cosa, ma in senso contrario, succede se il Conduttore A sia elettrico negativamente ossia in meno: cioè presentandoglisi il Conduttore B D quella dose di fluido elettrico proprio di questo che é nella parte più rimota c D e nello stato di tensione naturale, o quasi perchè fuori del tutto, o quasi della sfera d’attività di B , prevale contro quell’altra dose che è nella parte anteriore B , e la cui tensione viene rila- sciata in ragione che più s’avanza entro l’atmosfera di elettricità negativa tal parte; quindi si affolla e condensa il fluido elettrico in cotesta parte rarefacendosi nell’altra c D ; ed ambidue aspirano a trarre da dove possono e come possono nuovo fluido per rifarsi di tal scemata ten- sione, e lo traggono infatti da altri conduttori con cui vengano a comunicare, e fin dal suolo.

È facile ora comprendere, che mentre dura un tale spostamento del fluido elettrico proprio di uno o più Conduttori dominati da un’atmosfera elettrica, se rinnovasi o si distrugga tal atmosfera, togliendo via il corpo elettrico, o scaricandolo della sua elettricità, quel fluido già spostato in detti conduttori sottoposti alla di lui azione, ritornerà a suo luogo: e ciò a poco a poco, se poco a poco si allontana o si distrugge l’elettricità del corpo, o tutto ad un tratto, se ad un tratto levisi questo via o si scarichi in un colpo. Nel qual caso se sia anche tal conduttore grande e capace anzichè no, ed elettrizzato con discreta forza, e si provochi alla scarica in modo, che dia una buona scintilla alquanto scuotente, il ritorno del fluido elettrico fino dal suolo al conduttore immerso, più avanti nell’atmosfera, o da questo al suolo, secondo che l’elettrica atmosfera era positiva o negativa, si farà decisamente per la via de’ migliori conduttori, cioè metalli, acqua, animali ecc., schivati i corpi meno deferenti, come pietre, legni, panni, cuoi ecc. In prova di che, se giacciano parte su di un tavolo, parte sul pavimento della stanza varj con- duttori metallici contigui tutti, l’uno all’altro, eccetto qualche picciolissimo intervallo in uno o due luoghi, ecco che queste, allo scaricarsi la grossa scintilla dal Conduttore soprastante al tavolo in distanza anche di più piedi, tanto cioè che niuna elettricità può trasmettere fin giù a questo tavolo e ai corpi che vi son sopra, ma neppur tanto lungi, che la sfera di sua attività non giunga ad alcuno di questi, ecco che al momento di tale scarica, comparirà una scintilletta nelle anzidette interruzioni metalliche, comunque sottoposto vi sia o legno o carta, o checchè altro che è pure deferente, ma molto men buono del metallo. Quest’è il caso di qualunque corrente un po’ grossa e rapida di fluido elettrico; di schivare cioè i conduttori imperfetti, o almen get- tarsi di preferenza sopra i perfetti, saltando via quelli: il che accadendo nella sperienza di cui ora parliamo, è manifesto che nelle circostanze descritte di un conduttore cioè piuttosto grande, elettrizzato con qualche forza, e che si scarica ad un tratto, il riflusso del fluido elettrico, ossia ri- torno a suo luogo in una lunga serie di conduttori sottoposti in parte all’azione dell’atmosfera di quello, è formato da una corrente abbastanza rapida e copiosa. Che se manchi di comparir visi- bile la scintilla nelle anzidette picciole interruzioni metalliche o perchè abbastanza grande il Con- duttore isolato, o perché troppo debolmente elettrizzato, o perchè non si scarichi in un colpo con piena scintilla, ma lentamente, o perchè troppo lontano sia dai conduttori giacenti sul ta- volo, onde nessuno di questi si trovi quanto basta immerso nella sua sfera di attività, si può fare che vi oompaja qualche altro segno dell’indicato riflusso di fluido elettrico avvegnachè in picciola dose: basta frapporre ai due conduttori disgiunti per tal breve intervallo una listerella o frammento di foglietta d’oro o d’argento sottilissima, in guisa che ne tocchi uno, e sia lì lì per toccare l’altro, cioè disti mezza linea o meno; e vedrassi moversi tal foglietta e piegarsi a ba- ciare quel conduttore cui pende vicina, ogni volta che si cava una scintilla dal conduttore elettriz- zato che sovrasta. Na sopratutto valgono a metterci sott’occhio l’azione dell’atmosfera elettrica, e la gran distanza, a cui arriva, e lo spostamento del fluido elettrico proprio dei conduttori sot- toposti all’azione di essa, e il riflusso del medesimo fluido, ossia la corrente di ritorno, diversi elettrometri di Cavallo collocati qua e là sul tavolo a differenti distanze, e alcuni lontanissimi, i quali tutti danno segni di risentirsi tanto dapprincipio quando s’induce l’elettricità nel gran Conduttore soprastante, quanto ed anzi più ad ogni volta che se ne eccita una. scintilla, scuo- tendosi in quel momento vivacemente i pendolini ecc.

Spiegata così quanto basta al presente nostro scopo l’azione delle atmosfere elettriche, e ritornando alla rana, cotanto sensibile, come si è mostrato, e irritabile anche da picciola cor- rente di fluido elettrico, che l’attraversi, massime nella direzione dalla testa, o dalle spalle alle gambe posteriori Alcune di queste parole sono parzialmente cancellate preparandosi evidentemente il Volta ad un'altra lezione rimasta. incompleta, ed in generale l'interpretazione del brano se- guente é in parte incerta. [Nota della Comm.]. , nulla sorprenderà, lascierem giudicare, se, collocata una o più rane sul tavolo, e lungi anche da esso, in guisa che trovinsi vicine all’estremità di un conduttore me- tallico, o meglio tra due servendo di anello di comunicazione, si risentano esse al momento, e si convellano ne’ muscoli ad ogni volta che uno eccita repentinamente accostando la nocca del dito, od una palla metallica, la scintilla del conduttore elettrizzato. Potrebbe far maravi- glia la grande distanza di questo Conduttore dal tavolo, e dai corpi, che vi son sopra, e. g. di 2, 3 piedi e più ancora quando la scintilla non potrà balzare per avventura che all’intervallo d’un pollice circa, ed eziandio i pennoncelli da un angolo o punta che a pochi pollici. Ma s’egli è troppo discosto per trasmettere realmente qualsisia porzione del fluido, di cui trovasi suppo- sto che sia elet. pos. ridondante a que’ corpi giacenti sul tavolo, o per tirarne a sè da’medesimi onde ristorare la sua mancanza supposto che sia elettrico negat.,non lo è tanto, che la sua sfera di attività, l’atmosfera, come si dice, premente non giunga fin là, ed oltre. L’altra cosa, che non lascierà di far ancora maraviglia ad alcuni, si è che i vari pezzi di metallo, e le rane, posando così sul tavolo non sono è vero isolati; ma essendo che comunicano fra loro per mezzo del le- gno o d’altri simili cattivi deferenti, quando il fluido elettrico smosso e spostato per l’ elettri- cità premente del Conduttore è determinato dalla repentina scarica di questo a ritornare tutto a un tratto al suo luogo, corre per la. via men resistente, schiva tali cattivi deferenti, e siegue quegli altri migliori.

ed anche senza ferirli immediatamente colla scintilla, mercè di di- sporre le cose in guisa, che una corrente di fluido elettrico neppur molto grande ma però repentina sia portata a scorrere dai muscoli ai nervi, o da questi a quelli, e a trapassarli; per eguale maniera si suscitano da sè, e na- scono spontaneamente, non men forti, anzi sovente più forti, tali moti e con- vulsioni, senza provocarli con alcuna elettricità artificiale, mercè il solo di- sporre uno o più corpi deferenti della miglior qualità e massimamente me- tallici in modo, che formando una specie d’ arco conduttore non interrotto, stabiliscano una perfetta comunicazione tra quei nervi crurali denudati o la midolla spinale, e i muscoli delle gamb e.

Ma se niuna elettricitàse il solo apporre l’arco conduttore non può indurre elettricità, sbilancio di fluido elettrico. ..

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