Volta, Alessandro Lettera del Prof. Alessandro Volta al Prof. Brugnatelli 1800 Vienna it volta_lettProfB_938_it_1800.xml 938.xml

LETTERA DEL PROF. ALESSANDRO VOLTA AL PROF. BRUGNATELLI SOPRA ALCUNI FENOMENI CHIMICI OTTENUTI COL NUOVO APPARECCHIO ELETTRICO.

Autunno 1800.

FONTI.

STAMPATE.

Br. Ann. t. XVIII (1800) pg. 3. Ant. Coll. t. II. p. II, pg. 139.

MANOSCRITTE.

Cart. Volt. E 46; F 62; F 63.

OSSERVAZIONI.

TITOLO : DATA: da Br. Ann.

E 46. Minuta della lettera, mancante della chiusa.

Come in Br. Ann. e in Ant. Coll. pubblicansi la lettera del V. al Brugnatelli e quella del Landriani al V. del 17 agosto 1800 da Vienna. In Cart. Volt. F 62 si conserva una lettera autografa del Brugnatelli in data « Pavia 26 aprile 1800 » nella quale si legge: « Attendo la prima parte della vostra memoria sull’Elettricità, colla quale vorrei incominciare il Tomo XVIII degli Annali di Chimica... ». Si accenna qui evidentemente alla Memoria letta all’Istituto di Francia che appariva poi nei volumi XIX e XXI.

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Invece della descrizione del mio nuovo apparato, che chiamo Organo elettrico artificiale per essere fondato sopra i medesimi principj, e simile anche nella forma, secondo la sua prima costruzione, all’ Organo naturale della torpedine, invece, dico, della descrizione di tal apparato, ch’è ormai noto dapertutto, e della lunga memoria, che sto terminando sul medesimo, e che mi cresce ogni giorno tralle mani, la quale contiene, oltre le varie co- struzioni da me immaginate ed eseguite, molte sperienze e ritrovati, che ri- guardano i segni, ch’esso è capace di dare all’Elettrometro, la scossa, ed altri effetti non meno interessanti che curiosi, che produce sopra il tatto e gli altri sensi, e sopra diverse funzioni dell’Economia animale; vi mando, amico, e collega stimatissimo, per la continuazione de’ vostri Annali di Chimica una lettera del Consigliere MARSILIO LANDRIANI da Vienna, ed una mia respon- siva, concernente la scoperta di alcuni fenomeni chimici mirabilissimi, che il medesimo apparato elettrico ci offre: i quali per altro non debbono comparirvi del tutto nuovi, dopo l’osservazione che faceste, son ora cinque mesi, e ch’io avea fatta già prima, come vi comunicai a voce, della pronta decomposizione del sal comune, e di altri sali disciolti nell’acqua, in cui pescano i due metalli dissimili, p. e. rame e zinco, di detto apparato, e della cotanto promossa ter- mossidazione di esso zinco.

Amico Carissimo

Vienna 17 Agosto 1800.

« Sono alcune settimane, che è stata comunicata al Prof. JACQUIN un’esperienza interes- « santissima del Signor NICHOLSON sulla decomposizione dell’acqua fatta mediante il vostro « sorprendente apparato a colonna. Essendo questa sperienza stata ripetuta quì, e variata « in più modi, vi sarà forse caro di sapere i resultati, massime che dar si può benissimo il caso, « che voi ignoriate quanto è stato fatto a Londra dal prefato NICHOLSON, ora che le comunica- « zioni coll’Inghilterra sono divenute così difficili.

« Abbiamo prese 80 pezze di Spagna ed altrettante lastre di zinco, e di cartone imbevuto « di acqua salata. Ne abbiamo formato una colonna nel seguente ordine: Zinco, argento e car- « tone, come nell’annessa figura; X-X è una boccetta di vetro chiusa da un turacciolo di su- « ghero, in cui penetrano due fili metallici G-G-T-T senza toccarsi, come nella pistola ad aria in- « fiammabile. La boccia X-X è piena di acqua distillata. Al momento che l’estremità del filo « metallico T-T tocca la superficie dell’ultima lastra, si vedono formarsi dalla superficie del filo « metallico S-S nella parte immersa nell’acqua delle minutissime bollicine di aria, le quali vanno « a poco a poco crescendo, e formano un getto continuo di aria, la quale si raccoglie nella parte

« superiore della boccia X-X. Esaminata quest’aria si trova essere aria infiammabile. La superficie « dei fili metallici è a capo di pochi minuti calcinata. Nelle sperienze che sono state fatte questa « mattina dal Prof. JACQUIN, si sono adoperati de’ fili d’oro, d’argento, di ferro, di platina, « d’ottone. Tutti questi fili hanno decomposto l’acqua, ed hanno fornito molto gas infiam- « mabile.

« Fra l’estremità del filo G-G, ed il pezzo di cartone B-B abbiamo interposto delle lastre « di cobalto privato di tutto il ferro che egli suol contenere, di nickel, della piombaggine, del « ferro, dello stagno, del piombo, della platina. L’acqua è sempre stata decomposta con tutti « questi fili metallici e corpi interposti. Sarebbe curioso di vedere se la scomposizione dell’acqua « si fa più celeremente, o più lentamente secondo la diversa qualità de’ metalli interposti; e si « potrebbe determinare facilmente la quantità dell’acqua decomposta dalla quantità di gas « infiammabile che si è svolto per esempio in capo di un’ora. Forse con questo metodo si potrà « giungere a scoprire la maggiore o minore attitudine de’ corpi, che tolgono l’equilibrio al fluido « elettrico e per conseguenza a conoscere quali sono li più proprj alla costruzione del vostro « bellissimo e sorprendente apparato. Se avrò ozio abbastanza di occuparmi di questa ricerca, « ve ne scriverò. A me pare che sia importantissimo il determinare questo punto; ed il metodo « che io vi propongo mi pare il più opportuno.

« Frattanto posso assicurarvi, che la lusinga ch’io aveva, che il cobalto in istato regolino, « e di somma purezza fosse impervio al supposto fluido Galvanico, è del tutto vana. Anzi a tutti « noi è parso, che questo semimetallo adoperato nelle accennate sperienze fosse quello, che « eccita il meglio l’ elettricità ».