LETTERA
DEL CITTADINO A. VOLTA
AL CITTADINO N. N.
SULL’IDENTITA' DEL FLUIDO ELETTRICO
COL PRETESO FLUIDO GALVANICO
« Lorsque j’eus le plaisir, il y a quattre ans, de faire votre connoissance
personnelle à Côme ma patrie, où vous m’honorates d’une visite, et que je
vous mis sous les yeux quelques unes de mes nouvelles experiences, par
lesquelles je montrois directement l’électricité produite par le simple con-
tact de deux métaux de differente espece, ou d’autres conducteurs aussi
differents, la rendant sensible cette électricitè à l’electrometre, notamment
celle de deux plateaux appliqués l’un à l’autre et separés un moment après;
lorsque je faisois voir par ces expériences aussi simples que décisives, qui
alloient droitement au but, et dont vous parutes très-satisfaits, que j’avois
eu raison d’attribuer tous les phénomenes du
excitée par le contact mutuel des conducteurs différents, sur-tout métalliques,
et nullement à une électricité animale dans le vrai sens, c. à. d. propre et active
des organes, de l’appeller enfin plûtôt qu’électricité animale,
que
entre moi et les partisans de GALVANI étoit donc decidée en ma faveur, et que
néanmoins vous m’encouragiez tous les deux à les poursuivre, j’esperois bien
qu’en les multipliant et variant de plusieurs manieres, comme je me proposois,
elles me meneroient plus loin; mais je ne me serois pas attendu à des succès
aussi surprenants que ceux que je viens d’obtenir, et que je m’empresse de
vous communiquer, pour que vous en fassiez part, si vous le jugez, à l’Institut
NationalIl y a plusieurs mois, que je contois envoyer ce Memoire, comme j’en fis part aux me-
decins BIRON et TOUDDES, qui vinrent me trouver à Côme au commencement de l’été dernier;
mais le defaut d’occasion favorable, et quelques accidents m’ont fait differer jusqu’à présent.
C’est dans le fond le même Memoire, que j’énvoyai en morceaux detachées les mois de Mars
et d’Avril au president de la Société Royale de Londres; mais il a ici plus d’étendue, et j’y ai
ajouté des notes.
Le present ecrit, ou Memoire, ne contiendra encore que quelques resul-
tats frappants, auxquels je suis arrivé il y à près d’une année; car il seroit
trop long de les rapporter tous; et d’ailleurs j’en obtiens tous les jours des
pour plusieurs autres Memoires. Tous ces nouveaux faits sont au reste des
consequences du principe que j’établis, ou de cette nouvelle loi d’Electricité
que je decouvris dès mes premieres recherches sur le Galvanisme, et par la-
quelle j’ai toujours expliqué les phenomenes de ce genre sçavoir que les con-
ducteurs sont aussi des
marquées.
Avete dunque veduto, amico, il mio nuovo Apparato, il quale avvegnachè
composto unicamente di metalli e sostanze umide, a contatto fra loro, epperò
di tali corpi, che furon sempre tenuti per non elettrici, e semplicemente con-
duttori, ossia deferenti, inerti per sè stessi, e passivi soltanto, composto,
dico, di questi soli denominati
quelli, che si credettero possedere esclusivamente la virtù elettrica originaria,
e furon chiamati perciò elettrici,
o motori di elettricità, o con altre simili denominazioni, pur mostrasi attivo
di per sè, senza che gli venga eccitamento altronde senza soccorso di elettr.
straniera, senza confricazione od altro, e dà con sorpresa e maraviglia di tutti,
massime degli intelligenti, delle scosse più o men gagliarde, che devon dirsi
elettriche, per ciò almeno che rassomigliano alle scosse, che si hanno dalle
boccie di Leyden. Rassomigliano tanto quanto quelle, che ci fa sentire la
Torpedine, e gli altri pesci, cui non si è dubitato di chiamare elettrici, e i quali
ritengono a buona ragione, e senza contrasto tal nome; delle scosse, che ad
imitazione appunto di queste della Torpedine, ecc. anzi più costantemente
e immancabilmente si ripetono ad ogni congruo toccamento, sia pur frequente
quanto si voglia; scosse, che come le anzidette e le altre elettriche, si trasmet-
tono soltanto dai buoni conduttori dell’elettricità, e in niun modo dal vetro,
solfo, resine, od altri coibenti, e neppure da deferenti imperfetti, come legni,
ossi, carte, panni, ecc. a meno che siano questi corpi molto umidi, anzi bagnati;
scosse insomma, che se non sono elettriche, non si sa comprendere, anzi nep-
pur immaginare quali mai esser possano. Avete veduto codesto Apparato,
di recente mia invenzione ed ammirata cotal sua azione energica e indeficiente;
e gli effetti del medesimo vi parvero altresì aver molta relazione con quelli
del così detto
alto grado di forza: e in ciò avete benissimo giudicato. Ma non contento an-
cora, e mostrandovi non so come e perchè tuttavia perplesso (per i dubbj
forse, e le difficoltà mosse da altri Fisici rispettabili) mi domandate qual sia
luto già chiamare, e continua puranco a chiamarsi da taluni
o più generalmente agente
sia il vero e proprio fluido elettrico comune a tutti i corpi, oppure altro fluido
od agente non ben conosciuto, come si è preteso da molti; onde, e in qual par-
ticolar altra maniera venga esso fluido, qualunque ei siasi, sbilanciato e messo
in moto ossia posto in attività in tali sperienze; se i fenomeni del Galvanismo
che si otteneano già coi suoi artifici, e quelli tanto più vigorosi e cospicui che
si ottengono ora col mio nuovo Apparato siano veramente della stessa specie,
e affatto identici, procedano cioè dal medesimo principio; cosa propriamente
e immediatamente dimostrino, e con tutta evidenza gli effetti di esso apparato,
e a quali altre conclusioni non ancora evidenti possano condurre ecc. Tutte
queste cose mi domandate in una volta; amico caro, ma singolarmente se e
in qual modo decidano codeste nuove sperienze e fatti la sopraindicata que-
stione che si agita or più che mai, dell’identità, o diversità del fluido Gal-
vanico ed elettrico; e se non lascino sopra ciò più alcun dubbio.
In risposta a tali vostre domande, per ciò che concerne particolarmente
l’apparato, di cui si tratta, potrebbe bastare il dirvi, che oltre alle accennate
scosse, le quali come ho già fatto osservare si annunciano per elettriche almeno
tanto quanto quelle della Torpedine, dell’Anguilla tremante ecc., vi offre esso
apparato altri segni elettrici non equivoci, quali non si sono ancora potuti
ottenere dalla Torpedine; de’ segni sensibilissimi all' elettrometro, e fino la
scintilla, e tutto ciò non solamente ricorrendo ad un buon Condensatore e
adoperandolo nel modo il più conveniente (col favore del qual istromento
parimenti di mia invenzione, cotanto utile ed istruttivo nelle sottili ricerche
di elettricità, son persuaso, che otterrei simili segni elettroscopici pur anche
dalla Torpedine); ma eziandio senza di un tal soccorso, sol che sia detto Ap-
parato abbastanza grande, e ben in ordine e si osservino nello sperimentare
le dovute attenzioni.
Riguardo all’opinione de’ Fisici molti sicuramente debbono essersi alla
fine disingannati del preteso fluido galvanico diverso dall’elettrico, e avere
ormai riconosciuto esser questo solo, che viene messo in giuoco nelle sperienze
di cui si tratta e che produce tutti gli effetti, che dianzi attribuivano a quel-
l’altro fluido od agente immaginario: pur ve ne sono ancora non pochi, che
persistono tuttavia in tale strana opinione, malgrado le tante prove dirette,
e fatti palpabili, che stanno e attestano per il fluido elettrico. Trovansi fra
questi non anco convertiti oltre alcuni Fisici e Chimici tedeschi, i celebri
Chimici Francesi FOURCROY e VAUQUELIN, i quali in una recente Memoria so-
stengono essere il fluido Galvanico un fluido particolare diverso dall’elettrico.
Leggo ancora nel Giornale
le seguenti parole: « la plupart de ceux qui s’occupent de ce fluide pensent,
In generale
scorgesi anche negli altri, che non si decidono, e in quelli pure che propendono
ad attribuir tutto, o quasi tutto, al fluido elettrico, una certa qual pertinacia,
ed affettazione di ritenere anche per le sperienze che si fanno col nuovo ap-
parato i nomi e le espressioni di sperienze galvaniche, principio od agente
galvanico, fluido galvanico, corrente galvanica, nomi ed espressioni incongrue,
ma favorite, e di moda. Non mancano però di quelli, che preferiscono aperta-
mente, senza esitazione, e fuori d’ogni ambiguità, i nomi di fluido elettrico,
corrente elettrica, e che formalmente hanno deciso e dichiarato francamente
esser questo, e non altro il fluido in questione. Fra questi, che chiamar po-
tremmo elettricisti ortodossi, merita d’essere distinto il cel. Fisico e Chimico
Inglese GUGLIELMO NICHOLSON, il quale ha pubblicato il primo nel suo esimio
Giornale (Journal of Natural Philosophy, Chemistry, and the Arts) al mese
di Luglio 1800 l’estratto di una mia Memoria diretta alcuni mesi avanti alla
Società R. di Londra, aggiugnendovi egli del suo molte nuove sperienze su
certi effetti elettrico-chimici, che produce lo stesso mio apparato de’ quali
effetti chimici non avea io peranco parlato in essa Memoria, che fui obbligato
di mandare per lettere non intera, in mancanza di altra miglior occasione
(son questi principalmente una pronta ossidazione dei fili metallici pescanti
nell’acqua, colla comparsa di molte bolle di gas idrogeno, ossia aria infiamma-
bile, ed anche in alcuni casi di gas ossigeno, ossia aria vitale). Egli dunque
il sig. NICHOLSON dopo aver riferite le principali sperienze contenute in detta
mia Memoria imperfetta, e averle in generale verificate, specialmente quelle
dei segni ottenuti all’elettrometro, conchiude non poter più dubitarsi, che tutti
tali effetti del nuovo mio apparato, e quelli analoghi del Galvanismo, non sieno
dovuti all’agente elettrico. «
ne doit etre mis au nombre des phenomenes électriques
Tom. XV. n.° 114). Gli altri Fisici, Medici, Chimici, che in Inghilterra, in
Francia, in Germania hanno fatto giustizia, non dirò a me, di lui avvocato
e costante ed impegnato, ma al fluido elettrico riclamante i suoi diritti, che
abjurando, per esprimermi in quest’altra maniera, l’eresia di quell’altro fluido
vanamente supposto, professano una piena credenza ai dogmi dell’elettricità
(fra i quali dogmi è pur questo, che il fluido, il quale vien mosso nelle spe-
rienze, di cui si tratta, e produce tutti i fenomeni, che vi si osservano, non è
che il puro, semplice, e genuino fluido elettrico), codesti Fisici leali, e buoni
credenti, sono pochi, sebbene molti abbiano scritto sopra il soggetto, che ci
occupa, e ne vadan continuamente riempiendo i Giornali: pochi almeno son
quelli, che si spieghino apertamente senza esitazione, od ambiguità, e coi ter-
mini, con cui s’esprime un Giornale Francese, nel quale leggo = Institut
National. Physique experimentale =
« expériences relatives au Galvanisme, qui ont été repetées, et faites pour
« general est
« tricitéCon eguale decisione e franchezza parla, esprimendosi sempre coi
termini di fluido elettrico, corrente elettrica, ecc. il Citt. DESORMES in una sua
bella ed istruttiva Memoria inserita negli Annali di Chimica, che si stam-
pano in Parigi (Annales de Chimie, etc.: 30 Ventose an IX), la quale Memoria
s’intitola =
miques que presente l’appareil électrique de Volta-Così egli tralascia (e ragion
vorrebbe, che si tralasciassero una volta da tutti) le denominazioni spesso
erronee pel senso che loro si attacca, e sempre ambigue di sperienze Galvaniche,
e di Galvanismo, non che quelle di fluido galvanico, principio galvanico, ecc.
Neppure approvar posso l’espressione di
adottato da un Giornale Tedesco (
Tom. e segu.) per conciliare in certo modo le diverse opinioni; e che lascia
perciò la medesima ambiguità.
Le cose fin qui esposte soddisfanno già in gran parte alle vostre domande.
Ma per soddisfare più compitamente a tutte, ed informarvi altresì in qualche
maniera della serie delle mie idee e sperienze, dietro il nuovo principio da me
introdotto in elettricità fin dal 1792, e stabilito quindi sopra fatti sempre più
decisivi; per darvi una tal quale notizia storica dei progressi di cotali mie sco-
perte, (giacchè sembra, che non abbiate lette le molte mie Memorie sopra un
tale argomento pubblicate da quel tempo fino a questi ultimi anni in alcuni
giornali, specialmente in quello del Professore BRUGNATELLI che si stampa già
da un pezzo in Pavia col titolo anch’esso di
tuno di trascrivervi quì alcuni paragrafi di altra mia lunga Memoria, che non
ho terminata ancora, crescendomi ogni giorno la materia tralle mani; un ri-
stretto della quale però mandai ha più d’un anno alla Società R. di Londra,
come già dissi. Questo ristretto, oltre d’essere comparso più ancora in com-
pendio nel Giornale sopra lodato di NICHOLSON, deve essere stato pubbli-
cato tal qual è, anche nelle
sortito colle stampe d’Italia per delle ragioni che è inutile ch’io vi dica. Pochi
paragrafi di tal mia Memoria con una lunga nota aggiuntati fin d’allora baste-
ranno per il presente.