Volta, Alessandro Lettera del Cittadino A. Volta al Cittadino N. N. sull'Identita del fluido elettrico col preteso fluido galvanico 1801 Pavia it volta_letteraNN_940_it_1801.xml 940.xml

LETTERA DEL CITTADINO A. VOLTA AL CITTADINO N. N. SULL’IDENTITA' DEL FLUIDO ELETTRICO COL PRETESO FLUIDO GALVANICO

Pavia: 29 Floréal. an IX (18 Maggio 1801).

FONTI.

STAMPATE.

Mons Journ. T. I, cahier 15 brumaire an X (6 novembre 1801) pg. 167, T. II, ca- hier 15 pluviose an X (4 febbraio 1802) pg. 158.

MANOSCRITTE.

Cart. Volt.: E 44; J 58; J 59; J 79.

OSSERVAZIONI.

TITOLO: tradotto da Mons Journ. DATA: da Mons Journ.

E 44: testo italiano dell’articolo di Mons Journ. completo e migliore del testo francese e per ciò scelto per la pubblicazione. J 58: brano di una prima minuta scritta in francese dello stesso articolo. J 59: brano scritto in francese che comprende parte della lunga nota storica. J 79: principio ai una Memoria diretta ad uno scienziato francese per comunicare l’in- venzione della pila allo Istituto Nazionale di Francia.

Se si confronta l'introduzione, di forma epistolare, tratta da questo manoscritto, coll’accenno (che più avanti s’incontra nella lunga nota al testo di E 44) alla dimo- strazione fatta dal V. delle sue esperienze ai «celeberrimi Monge e Berthollet » vien fatto di pensare che probabilmente il Cittadino N. N., destinatario della lettera con- tenuta nel presente numero XXV sia eppunto Gaspare Monge.

Il Prof. A. Volta iunior suppone che il V. abbia lasciato interrotta questa minuta (J 79) perchè delegato col Prof. Brugnatelli a presentare gli omaggi della Università di Pavia al Primo Console. In quella occasione per le molte sollecitazioni ricevute fece personalmente, come è noto, in Parigi la comunicazione dell’invenzione.

Si pubblica il principio del Mns J 79 per mettere in rilievo lo scopo originario del Mns stesso; la rimanente parte di esso coincide col testo pubblicato.

da J 79:

« Lorsque j’eus le plaisir, il y a quattre ans, de faire votre connoissance personnelle à Côme ma patrie, où vous m’honorates d’une visite, et que je vous mis sous les yeux quelques unes de mes nouvelles experiences, par lesquelles je montrois directement l’électricité produite par le simple con- tact de deux métaux de differente espece, ou d’autres conducteurs aussi differents, la rendant sensible cette électricitè à l’electrometre, notamment celle de deux plateaux appliqués l’un à l’autre et separés un moment après; lorsque je faisois voir par ces expériences aussi simples que décisives, qui alloient droitement au but, et dont vous parutes très-satisfaits, que j’avois eu raison d’attribuer tous les phénomenes du Galvanisme à une telle électricité excitée par le contact mutuel des conducteurs différents, sur-tout métalliques, et nullement à une électricité animale dans le vrai sens, c. à. d. propre et active des organes, de l’appeller enfin plûtôt qu’électricité animale, électricité metalli- que; lorsqu’à la vue de ces expériences BERTHOLLET prononça, que la question entre moi et les partisans de GALVANI étoit donc decidée en ma faveur, et que néanmoins vous m’encouragiez tous les deux à les poursuivre, j’esperois bien qu’en les multipliant et variant de plusieurs manieres, comme je me proposois, elles me meneroient plus loin; mais je ne me serois pas attendu à des succès aussi surprenants que ceux que je viens d’obtenir, et que je m’empresse de vous communiquer, pour que vous en fassiez part, si vous le jugez, à l’Institut National

Il y a plusieurs mois, que je contois envoyer ce Memoire, comme j’en fis part aux me- decins BIRON et TOUDDES, qui vinrent me trouver à Côme au commencement de l’été dernier; mais le defaut d’occasion favorable, et quelques accidents m’ont fait differer jusqu’à présent. C’est dans le fond le même Memoire, que j’énvoyai en morceaux detachées les mois de Mars et d’Avril au president de la Société Royale de Londres; mais il a ici plus d’étendue, et j’y ai ajouté des notes.

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Le present ecrit, ou Memoire, ne contiendra encore que quelques resul- tats frappants, auxquels je suis arrivé il y à près d’une année; car il seroit trop long de les rapporter tous; et d’ailleurs j’en obtiens tous les jours des nouveaux, et la matiere augmente entre mes mains au point, que j’en aurai pour plusieurs autres Memoires. Tous ces nouveaux faits sont au reste des consequences du principe que j’établis, ou de cette nouvelle loi d’Electricité que je decouvris dès mes premieres recherches sur le Galvanisme, et par la- quelle j’ai toujours expliqué les phenomenes de ce genre sçavoir que les con- ducteurs sont aussi des moteurs du fluide electrique dans les circonstances marquées.

da E 44:

Avete dunque veduto, amico, il mio nuovo Apparato, il quale avvegnachè composto unicamente di metalli e sostanze umide, a contatto fra loro, epperò di tali corpi, che furon sempre tenuti per non elettrici, e semplicemente con- duttori, ossia deferenti, inerti per sè stessi, e passivi soltanto, composto, dico, di questi soli denominati anelettrici o simperielettrici, senza alcuno di quelli, che si credettero possedere esclusivamente la virtù elettrica originaria, e furon chiamati perciò elettrici, idioelettrici, ossia elettrici per sè, eccitatori, o motori di elettricità, o con altre simili denominazioni, pur mostrasi attivo di per sè, senza che gli venga eccitamento altronde senza soccorso di elettr. straniera, senza confricazione od altro, e dà con sorpresa e maraviglia di tutti, massime degli intelligenti, delle scosse più o men gagliarde, che devon dirsi elettriche, per ciò almeno che rassomigliano alle scosse, che si hanno dalle boccie di Leyden. Rassomigliano tanto quanto quelle, che ci fa sentire la Torpedine, e gli altri pesci, cui non si è dubitato di chiamare elettrici, e i quali ritengono a buona ragione, e senza contrasto tal nome; delle scosse, che ad imitazione appunto di queste della Torpedine, ecc. anzi più costantemente e immancabilmente si ripetono ad ogni congruo toccamento, sia pur frequente quanto si voglia; scosse, che come le anzidette e le altre elettriche, si trasmet- tono soltanto dai buoni conduttori dell’elettricità, e in niun modo dal vetro, solfo, resine, od altri coibenti, e neppure da deferenti imperfetti, come legni, ossi, carte, panni, ecc. a meno che siano questi corpi molto umidi, anzi bagnati; scosse insomma, che se non sono elettriche, non si sa comprendere, anzi nep- pur immaginare quali mai esser possano. Avete veduto codesto Apparato, di recente mia invenzione ed ammirata cotal sua azione energica e indeficiente; e gli effetti del medesimo vi parvero altresì aver molta relazione con quelli del così detto Galvanismo, anzi essere in fondo li medesimi portati a un più alto grado di forza: e in ciò avete benissimo giudicato. Ma non contento an- cora, e mostrandovi non so come e perchè tuttavia perplesso (per i dubbj forse, e le difficoltà mosse da altri Fisici rispettabili) mi domandate qual sia il mio sentimento sopra le indicate sperienze ed effetti; se quello, che si è vo- luto già chiamare, e continua puranco a chiamarsi da taluni fluido galvanico o più generalmente agente Galvanico sia lo stesso che l’agente elettrico, cioè sia il vero e proprio fluido elettrico comune a tutti i corpi, oppure altro fluido od agente non ben conosciuto, come si è preteso da molti; onde, e in qual par- ticolar altra maniera venga esso fluido, qualunque ei siasi, sbilanciato e messo in moto ossia posto in attività in tali sperienze; se i fenomeni del Galvanismo che si otteneano già coi suoi artifici, e quelli tanto più vigorosi e cospicui che si ottengono ora col mio nuovo Apparato siano veramente della stessa specie, e affatto identici, procedano cioè dal medesimo principio; cosa propriamente e immediatamente dimostrino, e con tutta evidenza gli effetti di esso apparato, e a quali altre conclusioni non ancora evidenti possano condurre ecc. Tutte queste cose mi domandate in una volta; amico caro, ma singolarmente se e in qual modo decidano codeste nuove sperienze e fatti la sopraindicata que- stione che si agita or più che mai, dell’identità, o diversità del fluido Gal- vanico ed elettrico; e se non lascino sopra ciò più alcun dubbio.

In risposta a tali vostre domande, per ciò che concerne particolarmente l’apparato, di cui si tratta, potrebbe bastare il dirvi, che oltre alle accennate scosse, le quali come ho già fatto osservare si annunciano per elettriche almeno tanto quanto quelle della Torpedine, dell’Anguilla tremante ecc., vi offre esso apparato altri segni elettrici non equivoci, quali non si sono ancora potuti ottenere dalla Torpedine; de’ segni sensibilissimi all' elettrometro, e fino la scintilla, e tutto ciò non solamente ricorrendo ad un buon Condensatore e adoperandolo nel modo il più conveniente (col favore del qual istromento parimenti di mia invenzione, cotanto utile ed istruttivo nelle sottili ricerche di elettricità, son persuaso, che otterrei simili segni elettroscopici pur anche dalla Torpedine); ma eziandio senza di un tal soccorso, sol che sia detto Ap- parato abbastanza grande, e ben in ordine e si osservino nello sperimentare le dovute attenzioni.

Riguardo all’opinione de’ Fisici molti sicuramente debbono essersi alla fine disingannati del preteso fluido galvanico diverso dall’elettrico, e avere ormai riconosciuto esser questo solo, che viene messo in giuoco nelle sperienze di cui si tratta e che produce tutti gli effetti, che dianzi attribuivano a quel- l’altro fluido od agente immaginario: pur ve ne sono ancora non pochi, che persistono tuttavia in tale strana opinione, malgrado le tante prove dirette, e fatti palpabili, che stanno e attestano per il fluido elettrico. Trovansi fra questi non anco convertiti oltre alcuni Fisici e Chimici tedeschi, i celebri Chimici Francesi FOURCROY e VAUQUELIN, i quali in una recente Memoria so- stengono essere il fluido Galvanico un fluido particolare diverso dall’elettrico.

Leggo ancora nel Giornale de l’Ecole Politechnique 1.er Floreal an. IX le seguenti parole: « la plupart de ceux qui s’occupent de ce fluide pensent, comme les Physiciens de Berlin, qu’il differe du fluide électrique ». In generale scorgesi anche negli altri, che non si decidono, e in quelli pure che propendono ad attribuir tutto, o quasi tutto, al fluido elettrico, una certa qual pertinacia, ed affettazione di ritenere anche per le sperienze che si fanno col nuovo ap- parato i nomi e le espressioni di sperienze galvaniche, principio od agente galvanico, fluido galvanico, corrente galvanica, nomi ed espressioni incongrue, ma favorite, e di moda. Non mancano però di quelli, che preferiscono aperta- mente, senza esitazione, e fuori d’ogni ambiguità, i nomi di fluido elettrico, corrente elettrica, e che formalmente hanno deciso e dichiarato francamente esser questo, e non altro il fluido in questione. Fra questi, che chiamar po- tremmo elettricisti ortodossi, merita d’essere distinto il cel. Fisico e Chimico Inglese GUGLIELMO NICHOLSON, il quale ha pubblicato il primo nel suo esimio Giornale (Journal of Natural Philosophy, Chemistry, and the Arts) al mese di Luglio 1800 l’estratto di una mia Memoria diretta alcuni mesi avanti alla Società R. di Londra, aggiugnendovi egli del suo molte nuove sperienze su certi effetti elettrico-chimici, che produce lo stesso mio apparato de’ quali effetti chimici non avea io peranco parlato in essa Memoria, che fui obbligato di mandare per lettere non intera, in mancanza di altra miglior occasione (son questi principalmente una pronta ossidazione dei fili metallici pescanti nell’acqua, colla comparsa di molte bolle di gas idrogeno, ossia aria infiamma- bile, ed anche in alcuni casi di gas ossigeno, ossia aria vitale). Egli dunque il sig. NICHOLSON dopo aver riferite le principali sperienze contenute in detta mia Memoria imperfetta, e averle in generale verificate, specialmente quelle dei segni ottenuti all’elettrometro, conchiude non poter più dubitarsi, che tutti tali effetti del nuovo mio apparato, e quelli analoghi del Galvanismo, non sieno dovuti all’agente elettrico. « Il ne reste donc plus de doutes que le Galvanisme ne doit etre mis au nombre des phenomenes électriques » (V. Bibl. Britan. Tom. XV. n.° 114). Gli altri Fisici, Medici, Chimici, che in Inghilterra, in Francia, in Germania hanno fatto giustizia, non dirò a me, di lui avvocato e costante ed impegnato, ma al fluido elettrico riclamante i suoi diritti, che abjurando, per esprimermi in quest’altra maniera, l’eresia di quell’altro fluido vanamente supposto, professano una piena credenza ai dogmi dell’elettricità (fra i quali dogmi è pur questo, che il fluido, il quale vien mosso nelle spe- rienze, di cui si tratta, e produce tutti i fenomeni, che vi si osservano, non è che il puro, semplice, e genuino fluido elettrico), codesti Fisici leali, e buoni credenti, sono pochi, sebbene molti abbiano scritto sopra il soggetto, che ci occupa, e ne vadan continuamente riempiendo i Giornali: pochi almeno son quelli, che si spieghino apertamente senza esitazione, od ambiguità, e coi ter- mini, con cui s’esprime un Giornale Francese, nel quale leggo = Institut National. Physique experimentale = « Le Citoyen HALLÉ a rendu compte des « expériences relatives au Galvanisme, qui ont été repetées, et faites pour « la 1.re fois à l’ecole de Medecine au moyen de l’appareil VOLTA : leur resultat « general est une demonstration de l'identité du principe Galvanique avec l’elec- « tricité ». Con eguale decisione e franchezza parla, esprimendosi sempre coi termini di fluido elettrico, corrente elettrica, ecc. il Citt. DESORMES in una sua bella ed istruttiva Memoria inserita negli Annali di Chimica, che si stam- pano in Parigi (Annales de Chimie, etc.: 30 Ventose an IX), la quale Memoria s’intitola = Experiences, et Observations sur les phénomenes physiques et chi- miques que presente l’appareil électrique de Volta. -Così egli tralascia (e ragion vorrebbe, che si tralasciassero una volta da tutti) le denominazioni spesso erronee pel senso che loro si attacca, e sempre ambigue di sperienze Galvaniche, e di Galvanismo, non che quelle di fluido galvanico, principio galvanico, ecc.

Neppure approvar posso l’espressione di Elettricità galvanica, termine adottato da un Giornale Tedesco (Annalen der Physik.... herausgegeben Gilbert Tom. e segu.) per conciliare in certo modo le diverse opinioni; e che lascia perciò la medesima ambiguità.

Le cose fin qui esposte soddisfanno già in gran parte alle vostre domande. Ma per soddisfare più compitamente a tutte, ed informarvi altresì in qualche maniera della serie delle mie idee e sperienze, dietro il nuovo principio da me introdotto in elettricità fin dal 1792, e stabilito quindi sopra fatti sempre più decisivi; per darvi una tal quale notizia storica dei progressi di cotali mie sco- perte, (giacchè sembra, che non abbiate lette le molte mie Memorie sopra un tale argomento pubblicate da quel tempo fino a questi ultimi anni in alcuni giornali, specialmente in quello del Professore BRUGNATELLI che si stampa già da un pezzo in Pavia col titolo anch’esso di Annali di Chimica), stimo oppor- tuno di trascrivervi quì alcuni paragrafi di altra mia lunga Memoria, che non ho terminata ancora, crescendomi ogni giorno la materia tralle mani; un ri- stretto della quale però mandai ha più d’un anno alla Società R. di Londra, come già dissi. Questo ristretto, oltre d’essere comparso più ancora in com- pendio nel Giornale sopra lodato di NICHOLSON, deve essere stato pubbli- cato tal qual è, anche nelle Transazioni Filosofiche; ma nulla ancora ne è sortito colle stampe d’Italia per delle ragioni che è inutile ch’io vi dica. Pochi paragrafi di tal mia Memoria con una lunga nota aggiuntati fin d’allora baste- ranno per il presente.