Volta, Alessandro Dell'elettrizzazione per sminuzzamento 1792 it volta_eletSmin_829_it_1792.xml 829.xml

DELL’ELETTRIZZAZIONE PER SMINUZZAMENTO

ED ACCENNI RIGUARDANTI IL CONTATTO COME CAUSA CAPACE A SMUOVERE IL FLUIDO ELETTRICO IN DUE CONDUTTORI DIVERSI

Posteriore al 1788 ed anteriore al 1792.

FONTI.

Stampate.

Manoscritte.

Cart. Volt.: I 38.

Osservazioni.

Titolo: Data: Il fatto che in I 38 il V. non attribuisce ancora al contatto la proprietà di mantenere lo sbilancio elettrico in opposizione alla conducibilità dei corpi de- ferenti posti a contatto, fa ritenere questo Mns. anteriore alla questione galva- nica (1792), e cioè di poco posteriore alla scoperta dell’elettrizzazione del ghiaccio per raspamento (1788), alla quale il V. fu condotto dalle sue esperienze sullo strofinio e sminuzzamento dei corpi, che sono pure oggetto di considerazione inI 38.

I 38: è una minuta autografa ripetutamente corretta: si pubblica per intero.

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Cart. Volt. I 38.

mento vi dura più o men tempo dopo di esso, onde possano comparirne segni, non rimane già confinata ai punti strofinati, ma a tutto il corpo di lui vien tosto estesa; e da qualunque punto del medesimo può tutta ricavarsi facilmente e ad un tratto, con un sol toccamento ( ).

Pr. Spiegando in qual guisa si comporta l’elettricità in un idioelettrico, e in qual altra in un conduttore, che si strofinano fra loro, ho supposto l’uno e l’altro perfetto nel suo genere. Quando non lo siano, e partecipino di questa e di quella proprietà, ciò che succede nella maggior parte de’ corpi, nel loro stato naturale (Pr. ) è necessario che l’andamento dell’elettricità si modi- fichi in essi in modo, che nè s’arresti tutta ai soli punti stropicciati, come avviene ai coibenti perfetti, nè scorra e si estenda in un istante a tutto il corpo, come nei buoni conduttori. Molti pertanto mezzo tra coibenti, e conduttori si elet- trizzano più o meno all’atto dello strofinamento in que’ punti che lo soffrono, come si è detto; ma non venendo ivi ritenuta l’elettricità per un tempo sen- sibile, attesa la poca coibenza di essi corpi, e via scorrendo con troppa faci- lità, subito si dissipa, e perde, tantochè non se ne hanno segni un momento dopo. Vi è però un mezzomodo di ottenerli, ed è di limare tali corpi, raschiarli con coltello, od altro, o stritolarli: giacchè le raschiature, i minuzzoli e frammenti staccandosi dal corpo all’atto medesimo che han concepita l’elettricità, e trovandosi isolati tosto nell’aria, la ritengono; e se poi nel cadere passin vicino ad un sensibile elettrometro, o meglio si raccolgano in una picciol coppa, o piattello unito ad esso, gli fanno dare de’ segni non equivoci. Succede così e assai bene colle raschiature di cera anche un poco molle, che in tale stato mostrasi pochissimo coibente, di sego che lo è ancor meno, e che strofinati al modo solito non danno alcun segno elettrico, di canfora, benissimo ancora con quelle di cioccolatte, e non male con raschiature di zuccaro, di salgemme, di allume, di crosta di pane, e varie altre croste, e paste friabili, di legni ed ossi, di gesso, di pomice, ed altre pietre friabili, di mattone, di calcinaccio, ecc.: lo stesso con minio, sabbia, farina, ed altre polveri, che cadano soffregandosi fra loro, o contro le pareti di un imbuto, o per le strettezze dei fori di un cri- vello, o d’uno staccio, ecc. Che più? fino le raschiature di ghiaccio, anche non secco, anche già fondentesi, il quale in tale stato massimamente mostrasi con- duttore passabilmente buono, e nulla affatto coibente (richiedendosi perchè lo sia, e divenga buon idioelettrico a pari del vetro, che trovisi estremamente duro e secco, per un freddo di molti gradi sotto il punto della congelazione (Pr. ), come ha trovato Achard) fino tali raschiature di ghiaccio nè fred- dissimo, nè sodo ho trovato io, che si spiccano e cadono elettrizzate abbastanza per darne segni ad un sensibile elettrometro. Tralles ha trovato che anche l’acqua che spruzza e si sparpaglia nelle grandi cadute, o cataratte, dà segni di elettricità per difetto; ed io l’ho verificato anche nelle picciole cadute, e fontane, e sopra le correnti di valli più o men profonde ove la spruzzaglia non esisteva, o era così poca, che niente ne appariva.

Pr. Son dunque molti più i corpi, che si elettrizzano per istropiccia- mento, percossa, ed anche semplice pressione (giacchè a questa finalmente, si riducono gli altri, che son tutti modi di pressione), son dico, molti più i corpi, che si elettrizzano ancorchè non secchi, di quelli che compajono a prima giunta. Perchè non compajono tali quelli che tosto acquistata l’hanno persa. Anzi v’è fondamento di credere, ed io ne sono persuaso, che anche i migliori conduttori all'urtarsi, premersi, ed anche solo toccarsi, massime se siano fra loro diversi, smuovano in qualche modo il fluido elettrico ne turbino l’equi- librio ed uno ne dia all’altro, chi più, chi meno; ma che tosto si rimetta esso fluido sensibilmente in equilibrio per la loro grande conducibilità. Questa fa, che dai punti di quello dei due corpi deferenti su cui si è detto fluido con- densato

A questo punto nel Mns. trovasi, attraversato da due tratti di penna, quanto segue: « scorra tosto liberamente a tutte le parti di quel corpo; e se v’è continuazione di defe- « renti, se esso corpo non è isolato, vada a perdersi nel suolo; e similmente che accorra tosto « ai luoghi dell’altro corpo, in cui venne diradato ». [Nota della Comm.].

ritorni tosto indietro a quelli dell’altro, nei quali venne diradato, prima cioè che si separino essi corpi; o forse nella collisione di queste due forze l’una che spinge il fluido elettrico da un corpo all’altro, l’altro che lo ritira rimane esso inoperoso.

Se così è, come io avviso, che tutti quanti i corpi o coibenti che siano o deferenti perfetti o imperfetti, posseggano quali più quali meno la virtù d’in- citare il fluido elettrico, in vero mirabile ed arcana

Un accenno alla possibilità che il solo contatto senza pressione possa essere causa di sbi- lancio elettrico, trovasi nella nota (d) del Mns. Cart. Volt. I 1, pubblicato al No XLV(I) del Volume III. [Nota della Comm.].

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