DELL’ELETTRIZZAZIONE PER SMINUZZAMENTO
ED
ACCENNI RIGUARDANTI IL CONTATTO
COME CAUSA CAPACE A SMUOVERE IL FLUIDO ELETTRICO
IN DUE CONDUTTORI DIVERSI
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mento vi dura più o men tempo dopo di esso, onde possano comparirne
segni, non rimane già confinata ai punti strofinati, ma a tutto il corpo di lui
vien tosto estesa; e da qualunque punto del medesimo può tutta ricavarsi
facilmente e ad un tratto, con un sol toccamento ( ).
Pr. Spiegando in qual guisa si comporta l’elettricità in un idioelettrico,
e in qual altra in un conduttore, che si strofinano fra loro, ho supposto l’uno
e l’altro perfetto nel suo genere. Quando non lo siano, e partecipino di questa
e di quella proprietà, ciò che succede nella maggior parte de’ corpi, nel loro
stato naturale (Pr. ) è necessario che l’andamento dell’elettricità si modi-
fichi in essi in modo, che nè s’arresti tutta ai soli punti stropicciati, come avviene
ai coibenti perfetti, nè scorra e si estenda in un istante a tutto il corpo, come
nei buoni conduttori. Molti pertanto mezzo tra coibenti, e conduttori si elet-
trizzano più o meno all’atto dello strofinamento in que’ punti che lo soffrono,
come si è detto; ma non venendo ivi ritenuta l’elettricità per un tempo sen-
sibile, attesa la poca coibenza di essi corpi, e via scorrendo con troppa faci-
lità, subito si dissipa, e perde, tantochè non se ne hanno segni un momento
dopo. Vi è però un
coltello, od altro, o stritolarli: giacchè le raschiature, i minuzzoli e frammenti
staccandosi dal corpo all’atto medesimo che han concepita l’elettricità, e
trovandosi isolati tosto nell’aria, la ritengono; e se poi nel cadere passin vicino
ad un sensibile elettrometro, o meglio si raccolgano in una picciol coppa, o
piattello unito ad esso, gli fanno dare de’ segni non equivoci. Succede così
e assai bene colle raschiature di cera anche un poco molle, che in tale stato
mostrasi pochissimo coibente, di sego che lo è ancor meno, e che strofinati al
modo solito non danno alcun segno elettrico, di canfora, benissimo ancora con
quelle di cioccolatte, e non male con raschiature di zuccaro, di salgemme, di
allume, di crosta di pane, e varie altre croste, e paste friabili, di legni ed ossi,
lo stesso con minio, sabbia, farina, ed altre polveri, che cadano soffregandosi
fra loro, o contro le pareti di un imbuto, o per le strettezze dei fori di un cri-
vello, o d’uno staccio, ecc. Che più? fino le raschiature di ghiaccio, anche non
secco, anche già fondentesi, il quale in tale stato massimamente mostrasi con-
duttore passabilmente buono, e nulla affatto coibente (richiedendosi perchè
lo sia, e divenga buon idioelettrico a pari del vetro, che trovisi estremamente
duro e secco, per un freddo di molti gradi sotto il punto della congelazione
(Pr. ), come ha trovato
dissimo, nè sodo ho trovato io, che si spiccano e cadono elettrizzate abbastanza
per darne segni ad un sensibile elettrometro.
l’acqua che spruzza e si sparpaglia nelle grandi cadute, o cataratte, dà segni
di elettricità
fontane, e sopra le correnti di valli più o men profonde ove la spruzzaglia non
esisteva, o era così poca, che niente ne appariva.
Pr. Son dunque molti più i corpi, che si elettrizzano per istropiccia-
mento, percossa, ed anche semplice pressione (giacchè a questa finalmente,
si riducono gli altri, che son tutti modi di pressione), son dico, molti più i
corpi, che si elettrizzano ancorchè non secchi, di quelli che compajono a prima
giunta. Perchè non compajono tali quelli che tosto acquistata l’hanno persa.
Anzi v’è fondamento di credere, ed io ne sono persuaso, che anche i migliori
conduttori all'urtarsi, premersi, ed anche solo toccarsi, massime se siano fra
loro diversi, smuovano in qualche modo il fluido elettrico ne turbino l’equi-
librio ed uno ne dia all’altro, chi più, chi meno; ma che tosto si rimetta esso
fluido sensibilmente in equilibrio per la loro grande conducibilità. Questa fa,
che dai punti di quello dei due corpi deferenti su cui si è detto fluido con-
densato
« scorra tosto liberamente a tutte le parti di quel corpo; e se v’è continuazione di defe-». [
« renti, se esso corpo non è isolato, vada a perdersi nel suolo; e similmente che accorra tosto
« ai luoghi dell’altro corpo, in cui venne diradato
prima cioè che si separino essi corpi; o forse nella collisione di queste due forze
l’una che spinge il fluido elettrico da un corpo all’altro, l’altro che lo ritira
rimane esso inoperoso.
Se così è, come io avviso, che tutti quanti i corpi o coibenti che siano o
deferenti perfetti o imperfetti, posseggano quali più quali meno la virtù d’in-
citare il fluido elettrico, in vero mirabile ed arcana
lancio elettrico, trovasi nella nota (d) del Mns. Cart. Volt. I 1, pubblicato al No XLV(I) del
Volume III