ELETTROMETRIA
ESPERIENZE SULLA CAPACITÀ E CONDENSAZIONE ELETTRICA
E STUDI ELETTROMETRICI SULLA COMPARABILITÀ
DELL’ELETTROMETRO A QUADRANTE E DEL MICROELETTROMETRO
Aprile-Maggio 1787.
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Il disco di legno inargentato (del diam.
bastone orizontale similmente inargentato lungo 18. poll. portante all’estre-
mità il quadrante elettrometro di legno: isolato perfettissimamente in un
tempo ventoso fresco e secchissimo (22. Aprile 1787.), cosicchè impiegava
l’elettrom.
Quando marcava gr. 40., toccato col piattello del Condensatore di 7 poll.
di diametro, s’abbassò di 5. gradi.
Una seconda volta ancora di 5. gr.
Quando marcava 33. s’abbassò 4 1/4. s’abbassò 4. un poco meno quando
marcava 27.
Quando marcava 24. in 25. s’abbassò 3. o poco più.
Inversamente il piattello eletr.
a gr. 6. 5 1/2.
Si ricava e dalla grandezza dei due piatti, e dalle prove fatte, che la capa-
cità del grande disco è 6. in 7. volte più grande di quella del piattello del
Condensatore.
Il piattello posato sul suo piano di marmo si toccò col pomo di una boccia
di Leyden carica 2. gradi dal Quadr. Elettr. (senza correzione: colla corre-
zione dell’Elettrom.
l’elettricità nel disco, cui venne a toccare, sorse l’elettricità a 26: 30. gr. Sic-
come dunque il piattello compartì la sua e1et.
capace, sarebbe stata in esso piattello solo di 208 gr., perciò sputa egli da
tutte le parti, quando si leva in alto ecc.
Con un buon condensatore pertanto si ponno rendere i segni della debole
elett.
Ripetuta la prova la boccia di Leyden avendo gr. 1 1/2 (senza
correz. colla correz. quasi 2) si ebbe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
Ripetuta quest’ultima prova . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 1/2.
La boccia di Leyden 1. gr. (senza correz.
Ripetuta la prova . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 1/2.
Invece del piano di marmo, il piatto dell’Elettroforo per
condensatore.
Il disco di legno inargentato avendo elet.
il piattello posato sul marmo cadde a segno, che il Quadrante
Elettrom. non marcava più alcun grado, facendogli però toccare
l’elettrom
linea. Alzato il piattello diede una scintilla al disco di legno inar-
gentato, e vi portò il quadr. elettrom. a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . gr. 7.
Il disco inargent.
il piattello del condensatore, potè far divergere le pallottoline del-
I’Elettrom. di Il piattello alzato e portato in
contatto del gran disco vi fece salire il Quadran. Elettrom. a. . . . . . . . gr. 21.
Il disco ec. a 40. gr. col toccare ec. cade ec. e apre solo il piccolo
Elettrom.Il piattello toccando il disco al
solito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . gr. 24.
Il disco come sopra gr. 50. decade ecc. solo il piccolo Elettrom.
marca 3. lin.
Il piattello ec. porta l’elettrom. del disco a . . . . . . . . . . . . . . . . gr. 38.
Credo di essermi scordato di estinguere nel disco l’elet.à antecedentemente infusagli.
Ripetuta la prova: l’elettrometro di
« senza correzione dell’Elettrometro ». [Nota della Comm.].
Ripetuta ancora . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 1/2 circa 24.
Il disco ec. Elet.
Il disco ec. gr. 6. picc. Elettrom. lin. 1/4 . . . . . . . . . 2 1/2.
Il disco ec. gr. 16.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3/4 . . . . . . . . 12.
Il disco 20 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 . . . . . . . . . 14.
Una linea del picc. elettrom. di
1. grado del Quadr.Si conchiude per tanto, che la forza col giuoco
del condensatore è più che centuplicata.
26. Apl
Divisi del Quadr. Elet. gr. 16. per metà giusta sei volte di seguito, onde
non potea sussistere più d’ 1/4.; e il detto Quadr. non marcava nulla, e appena
si movea il pendolino verso il dito a 2. linee. Il Microelet., facendolo toccare,
marcò 2. gr. ossia una linea.
Divisi una volta meno i 16. gr. per metà non più sei ma sol cinque volte,
onde restava gr. 1/2. il Microel. lin. 1 1/2. ossia gr. 3.
Maggio 21. circa.
Un Microelettrometro in boccia quadrata larga poll. 2 1/2 colla grada-
zione di mezze linee.
Il gran Condutt.
restassero gradi 4. (benchè non li marcasse il Quadran. Elettrom. per ecc.).
Le paglie del Microelettr. si aprirono di lin. 10. circa.
Dividendo que’ gr. 4. onde restassero 2. il Microelettr. marcò lin. 5.
Dividendo ancora, onde restassero gr. 1. Microelet. lin. 2 1/2.
Il gran Condut.
3. veri: microelet. lin. 7 1/2.
La graduazione pertanto del Microelettrom. non ha bisogno sensibil-
mente di correzione.
NB. Aprendosi più di 10. lin. oscillano, e vanno le paglie a toccare le
pareti del vetro.
26. Apl
Una boccetta di 7. in 8. poll. quadrati di superficie armata, carica 27.
gr. (come lo mostrava il Quadrante Elettrometro annesso all’estremità d’un
cilindro d’ottone lungo 10. piedi, grosso 1. pollice, cui il pomo della boccetta
stava in contatto) si portò a dare la scintilla all’istesso cilindro, spoglio prima
d’ogni elettricità; ed ecco vi sorsero 24. gradi. La boccetta pertanto non avendo
perso che 1/9. della sua carica per tal toccamento, mostra aver 8. volte mag-
giore capacità di quel gran cilindro; ossia che questo dovrebbe essere 8. volte
più grande per avere eguale capacità alla boccetta, cioè di piedi 80.
(La prova fu ripetuta collo stesso successo, cioè del sol decadimento da
27. gr. a 24.).
Un tal cilindro d’un pollice di diametro, ossia più giusto di 3 poll. di
circonferenza, lungo 80. piedi, di superficie 2880. e più poll. quadrati: non
computati i due Quadr. Elettrometri, che stavano alle estremità. Or 8. poll.
quadrati della boccetta (equivalenti in capacità, come s’è provato) si con-
tengono in 2880 = 360. volte. Però 360. volte maggiore è la capacità di una
boccia armata di quella di un conduttore cilindrico isolato solitariamente, a
superficie eguali.
Se il vetro sia più sottile sarà maggiore ancora, es. gr. 400. e più.
Non
potrò però giungere mai a quanto si giunge col
oltre; per la ragione, che il compenso per quantunque picciola sia la spessezza
della lamina di vetro, lungi è ancora dall’essere tale, quale può farsi dal piano
senza interposizione di alcuno strato isolante.
Se 8. pollici quadr. ti di superficie armata hanno eguale capacità al ci-
lindro d’ottone, che fosse lungo 80. piedi, un piede quadrato di armato vetro
(cioè 144 poll. quad.) equivalerà a un cilindro similmente grosso, lungo 1440 .
piedi. Prenderemo il num.
per aver contati 8. poll. quadr. della boccetta, quando non eran che 7 1/2 circa.
Inoltre rifletter si dee, che due cilindri contigui collocati anche punta
a punta, hanno notabilmente minor capacità, che stando separati. Siano
ambedue elettrizzati separatamente es. gr. a 35 gr. indi si vadano accostando
punta a punta si vedranno nell’uno e nell’altro gl’elettrometri a salire e tenersi
così alti giunti a toccarsi es. gr. a 40. per l’attuamento reciproco delle loro
atmosfere omologhe: or questo innalzamento mostra di quanto la capacità,
si è diminuita. Quello, che succede coll’unire al p.
parimenti nell’unione di un 3.
di 10. piedi l’uno, per formare la lunghezza di 80. piedi di sopra richiesta,
risulterà una capacità considerabilmente minore di quella, che ci proponiamo
di avere. Perciò sarà poco ancora di dar al cilindro la lunghezza di 1500 piedi
per renderlo d’una capacità eguale a quella di un Quadro Frankliniano, o
di una boccia di Leyden d’un piede quadrato di armatura. Teniamoci però a
quel numero che è già grande abbastanza per darci un’idea della prodigiosa
capacità delle lamine isolanti armate, assicurandoci di non punto esagerare. Del
resto se non è tale per tutte le lastre, come esser non lo può attese le diverse
loro spessezze, circostanza che contribuisce moltissimo (le più sottili lastre es-
sendo le più capaci), egli vi sarà di certo tale spessezza di vetro e questa tra
le mediocri, che ci darà appunto quel rapporto di 1500. e tanto basta
3. Maggio. Tempo temperato e piuttosto secco per vento di Nord del giorno
prima.
Dando colla boccia
tava a 46 gr. ; l’altro
cadde intieramente; e cadde similmente quasi del tutto 1’Elettr. di
ritenuto soltanto la tensione di 4. mezze lin. del Microelettrom.
Coll’ìstessa boccia un’altra scintilla ad
trometri poco meno di prima: cavata la scintilla da
circa della prima.
3.
ma ambedue egualmente presso a poco: spogliato
1. gr. nel suo Elettrom.
4
gliato Così nel manoscritto: evidentemente però, A e B qui devono essere scambiati di posto.
[Nota della Comm.].
5.
6.
7.
Adesso si procede alla scarica toccando alternativamente
Fatti quattro toccamenti ad
cora 6.
Con altri 4. e 4 toccamenti alterni come sopra ritiene 5.
Con altri 4 e 4 ritiene
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 3 1/4.
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 3. quasi
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 2 1/4 buoni
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 2.
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 2.
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1 3/4
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1 1/2
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1 1/4
Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1.
Si sente ancora un picciolissimo scroscio di scintilletta: per estenuar la
quale fino a divenir insensibile al mio orecchio ci andarono da 40. altri tocca-
menti alternati. Lasciando un po’ di tempo in riposo l’apparato rinacquero
ancora le scintillette, risuscitandosi un pochette la carica della boccia.
La boccia
Toccato
ternati toccamenti di
Tenendo allora toccato col dito
gerissima commozione al dito, e vi fu scintilletta, che portò da 25. a 26.
Maggio 20. circa.
Carica, ossia tensione dell’Elettrom. 33. tocco
rialza
tanto, che si è smorzata la tensione di
ponendo, che
Il quale attuamento negativo di 32 1/3 compensando altrettanto di
positiva elett.
nata, che si toglie appunto ad Se è così, l’elettr.
tuante reale di
trovò corrispondente: perocchè cavando alternatamente 4 scintille da
4 da
24 3/4
reale attuante di
Elettroforo.
2 Maggio. Vento asciutto e freddo di Tramontana.
Elettrizzata con una boccia la faccia resinosa d’un Elettroforo, vecchio,
sudicio, e screpolato, che però riteneva pochissima carica. Coperto del suo
scudo, e fatta la scarica.
Tale scudo rialzato sputò, e diede scintilla tale al gran cilindro 7 volte
più capace, che il Quadr. Elettr. marcò, così la prima, come altre successive
volte, 18. 19. e 20. gradi: sicchè lo scudo ne avea per sè solo da 150. Avendo,
senza più ravvivarlo, cavate varie scintille, la scintilla si mostrò sì poco in-
debolita, che portò ancora il Quadr. Elettr. del gran cilindro a gr. 17.
Condensatore.
Lo stesso fu dello stesso piattello posto sul piano di marmo.
Ritenendo
quivi toccato dalla boccia circa 3. mezze linee del Microelettr. sputò ecc. e
innalzò il Quadr. Elettr. del gran cilindro circa 20. gr.
Facea poi troppo bene da elettroforo, dando scintilletta non tanto picciola.
Adoperando invece del marmo un piano coperto di rozza e vecchia tela
incerata, fu minore l’effetto: il Quadr. elettrom. 15. gr. circa. La tensione
che rimane nel piattello posato è minima 1/4. di linea del Microelettr. 0 1/2
lin. al più.
NB. Conviene fare in fretta.
Facendo servire per piano condensatore il piatto dell’Elettroforo; con
molto maggior tensione che ritiene il piattello, porta solamente a 10. gr. il
Quadr. Elettr. del gran cilindro; e con la stessa tensione lo porta appena a
4. o 5. gradi.
Dico coll’
la boccia dopo toccato il piattello giacente sul marmo; e ritornando dopo a
toccare l’istesso piattello posato di nuovo sul marmo. Tutte due le volte,
che si fece sul marmo, il piattello sputò e diede forte scintilla, e levò il Quadr.
elett. a circa 20. gradi. La volta di mezzo che si toccò l’istesso piattello posato
sulla faccia resinosa, non sputò, diede piccola scintilla al gran cilindro, e
levò il Quadr. Elettr. come s’è detto a soli 4. in 5. gradi.
Dunque l’Elettroforo condensa molto meno, che il piano di marmo ecc.
la debole Elet.Ma in iscambio serve a condensare anche la men debole, la-
sciando che il piattello ritenga assai più forte tensione: cioè anche allora
condensa molto meno in proporzione ; ma voglio dire, che si possono ot-
tenere dal piattello effetti più intensi; che questo può farsi, che spruzzi
dippiù ecc.
2. Maggio 1787.
Annotazioni.
Spirando vento asciutto e freddo di tramontana: nella mia camera con
Sole alle finestre di mezzodì, ed una finestrella aperta nell’alcova comuni-
cante, l’Igrom. di Saussure a 66 gr. la carta da lettere stropicciata con farne
passare una lista tra l’indice, e il dito medio, si elettrizza; così però, che sva-
nisce tosto la sua elettricità, o ne ritiene appena un’ombra per pochi secondi.
Ma facendosi l’indicato stropicciamento in faccia al cappello dell’Elettrom.
di
2. o 3. lin. per ogni colpo di sfregamento, cioè al momento che la carta sorte
dai diti stropiccianti, e ricadendo tosto. L’elet.
tiva, perocchè se le pallottole divergano già per tale specie di elett.
lazione comincia da maggiore allargamento, e tutt’al contrario comincia da
ristringimento, se esse tengansi divergenti per elet.La carta un
po’ grossetta, e già usata mi è riuscita meglio della nuova fina
1787. 23. Aprile. Tempo secchissimo.
L’elettricità si sostiene benissimo.
Essendo l’Elettrom.
da poter contare comodamente sino a cento, cioè minuti secondi 45. in 50.
lato
Notisi che la capacità di
l’elettricità di
26 Ap
Igr. 80. L’elettr.
Il piatto di marmo, perchè tenuto
nel gabinetto non è ancora imbevuto molto d’umido, fa ancora l’officio
di condensatore, e un pocolino ancora di elettroforo. Se toccato il piattello
colla boccia si aspetta un momento, non ritiene alcuna tensione sensibile
neppure al Microelett. nè levato in alto dà scintilla, o la dà piccolissima.
Ma toccandolo e levandolo subito, la dà bella e buona, e innalza il Quadr.
Elettr. del gran cilindro gr. 3 in 4.
Le prove massimamente di questi due giorni fatte colla massima possibile
accuratezza meritano tutta la confidenza.
Con un Quadr. Elettrom. di cui il pendolino era di sottil filo di rame
lungo lin. 51. compresa la pallottola, la parte superiore della quale distava
dal cerchio maggiore lin. 24. circa.
Accorciato il pendolino di 10. lin. sicchè non distava più dal cerchio
mag.
Ma il pendolino s’alza dippiù, e disperde un po’ meno.
Uno dei conduttori cilindrici precedenti avendo elett.
Ritirando prontamente il piano di marmo, risale a gr. 10. replic. 10.
Il cilindro, è 7. volte più capace, dico 7. epperò l’elettr.
di gr. 80.
Il condut. cilindrico avendo gr. 10. il piattello come sopra diede 8 1/2.
replic. 8. repl. 9. repl. 9.
Il cilindro dopo il toccamento del piattello posato sul marmo, che non
mostra più alcun grado di elevazione nel quadrante Elettrometro, dà però
segno di elettricità, il pendolino essendo attratto dal dito in distanza di 5.
o 6. linee, e aderendo al medesimo dito, che ritirandosi lo leva in alto. E comu-
nicando la sua elettricità ad un Elettrometro di
ne fè diverger le pallottole di 5. gradi, ossia 5. mezze linee. Altre volte le
pallottole si allargarono sol 4. 3.2.1. gr. Credo che il più giusto sia 3. gr. o 3 1/2.
Il piatto di marmo non era ben purgato di elett.
Il cilindro avendo 10 gr. toccato da lui il piattello, e da questo toccato il
microelettr.
Ma il cilindro toccato poi dal piattello levato levò il Quadr. Elettr.
sol gr. 6 1/2.
Ho dato ad uno de’ Cilindri sopradetti 1. gr. di Elettricità (calcolandolo
nel modo, che dirò sotto), il Quadrante Elettrometro non alza i pendolini,
se non accostando il dito a circa mezzo pollice. Ma facendovi toccare il Micro-
elettr.
Ho dato gr. 1/2. Il pendolino del Quadr. Elet. si move verso il dito a
3. lin. circa, e il Microelet. marca circa 3. gradi. (Ripetuta la prova un altro
giorno con maggiore esattezza 5. gradi buoni ossia mezze linee).
Ripetuta la prova con 1. gr. il pendolino è attratto dal dito a 4. in 5.
lin.: le pallott. del Microelet. marcano gr. 2 1/2.
Ripet. con gr. 1/2. il pendolino a 2. in 3. lin. il Micr. a gr. 1. o 1 1/4.
Una gran boccia di Leyden toccando il Microelettr.
toccando il piattello del Condensatore, tal piattello levato in alto e fatto
toccare al gran cilindro, vi alzò il Quadr. elettr. gr. 10.
La stessa boccia, gr. del Microelet. 4. il resto ec. gradi del gran cilindro 9.
Ripetuta con gr. 3 1/2. prodotti nel Quadr. Elettr. del gran cilindro gr. 7.
Ripet. con gr. 2. prodotti nel ec. gr. 5.
Ripet. con gr. 1 1/2. prod. ec. . . . 2 1/2.
Ripet. con gr. 1. . . . . . . . . . . . . . . 1.
Ripet. men che 1. prodot. nel cilindro tale elettricità che ridotta a un
quarto, dividendola due volte sopra l’altro cilindro, mosse ancora il Micro-
elettr. di gr. 4.
24. Aprile. Continua il sereno, ma più dolce, e senza vento.
L’elettricità
si sostiene meno.
Il gran cilindro capacità = 5. il piattello del Condensatore capacità
= 1. giacchè il cilindro caricato a gradi 36. toccando il piattello scende a
30. giusti; e il piattello caricato anch’egli a 36. toccando il cilindro vi porta
gr. 6. (4. circa; che colla correzione del Quadr. Elet. son giusto 6.); repli-
cando vi porta quasi 12., e colla terza scintilla poco meno di 18.
Si elettrizzò un gran cilindro a gr. 32., si divise per metà giusto sopra
l’altro cilindro. Distrutta l’elettricità in questo, si tornò a dividervi sopra
l’elet.
non potè rimanere nell’uno e nell’altro, che 1. grado. Era questo impercetti-
bile nel Quadr. Elettrom. se non che il dito attraeva il pendolino a 4. o 5.
linee. facendo toccare il Microelettr. si aprirono le pallottole di gr. (mezze
linee) 4.
Ripetuta la prova 3 1/2.
Ripetuta . . . . . . 4.
Spartita ancora per metà con un altro toccamento, onde il residuo era
di gr. 1/2. il Microelettr. gr. 2.
N. B. Come l’elett.à si sosteneva ancor bene ma non come ne’giorni prec.
si dee credere, che nelle successive divisioni, sia andato perso qualche cosa,
senza di che il Microelettr. avrebbe forse marcato 5. mezze linee invece di 4.
Un grado dunque del Quadr. Elettrom. corrisponde a circa 5. mezze lin.
del Microelettr. Un mezzo grado a più di 2.
Il pendolino del Quadr. Elet.
non sta già elevato, ma si move soltanto verso il dito a 5. lin. circa per un
grado, e a 2. in 3. per mezzo grado.
Una boccia caricava il Microelettr. a gr. 5. circa (1. gr. cioè del Quadr.
Elettrom.): toccando quella il piattello del Condensatore posato, e rialzando
d.
trom.
o 10.). Moltiplicando dunque per 6. si ha
La boccia ecc. a 1. gr. scarso.
Il piattello scintilla al cilindro, e porta il
Quadr. Elettrom. a gr. 1 1/2 (senza correz.e). Il pendolino vien attratto dal
dito a circa 2. pollici.
La boccia a 3. gr. -il piattello scintilla al cilindro, che porta 3. gr. del
Quadr. Elettrom. il pendolino attratto a più di 5. pollici.
La boccia a 2. scarsi, mediante ecc. nel Quadr. gr. 2 (senza correz.
la mano attrae il pendolino a più di 6. pollici.
La boccia a 1 1/2. ha levato il Quadr. a 1 1/2 (senza correz.
La boccia a gr. 3. scarsi -levato il Quadr. a 5. (colla correzione a 8).
La boccia a 2. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5. (senza corr.)
La boccia a 1. . . . . . , . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2 (senza corr.)
25. Apl
molto meno.
Il piattello posato del Condens. toccato dalla boccia leva il Microelettr.
gr. 1/2. (cioè 1/4 di linea). Levato in alto da scintilla al cilindro, il di cui Quadr.
elet. s’innalza 5. gr. (La cap.
piattello).
Il piattello ec. leva ec. insensibilmente.
Il Quadr. ec. s’alza gr. 3.
Il piattel. 1. gr. scarso, leva ec. gr. 3 1/2.
Il piattello pos. 1. gr. elettrom. alzato ec. gr. 5. del Quadr. (sempre senza
correz.e del Quadr. Elettrom.)
Ripet. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.
Il piatt. il Microelett. a 1 1/2 a 6. il Quadrante elett.
Il marmo era sì poco coibente, che la boccia carica fino a dar scintilletta
non lasciava di tensione al piattello, che 1. gr. di Microelettr. quando, i giorni
prima ve ne lasciava 4. 5. e più. Ad ogni modo era coibente abbastanza,
perchè restasse affissa alla sua faccia un poco di elett.
di Elettroforo di gr. 14. 15. e più nel Microelettr.
Anche il solo strofinamento del marmo facea lo stesso ma a gr. 8. 10. 12.
solamente.
In questo stato di minor coibenza il marmo, come si vede, è men atto .
a condensare un’elett.
il dippiù passa dal piattello metallico, e penetra nel marmo medesimo. In
contraccambio è molto più atto a condensare un’elett.
tensione, o che sia minore, mercecchè ritirandosi più facilmente il fuoco dalla
faccia del marmo, compensa più a dovere l’elett.
così più capace, che quando esso marmo è troppo coibente. In questo giorno
pertanto si può dire, che il marmo fosse nella sua miglior disposizione. L’Igrometro
a capello marcava 70. gr. circa.
Anche al dissotto d’ogni percettibile scostamento delle pallottole del
Microelet. si ottenevano scintillette.
Fatto asciugare il marmo al sole, ritenne il piattello 8. 9. 10. gr. di tensione
al Microelettr. Balzato il piattello in alto, sputò, e levò il Quadran. a circa
20. gr.
Poco dopo ritenne tanto, che andarono le pallottole a battere ec. toccandolo
col dito si debilitò fino a 6. gr. alzato sputò e produsse come sopra 20 gr.
Come sopra, 6. gr. del piccolo elettr. produssero 22. del grande. Gr. 2.
del picc. 8. gr. del grande.