Volta, Alessandro Elettrometria 1787 it volta_elettrome_823_it_1787.xml 823.xml

ELETTROMETRIA

ESPERIENZE SULLA CAPACITÀ E CONDENSAZIONE ELETTRICA E STUDI ELETTROMETRICI SULLA COMPARABILITÀ DELL’ELETTROMETRO A QUADRANTE E DEL MICROELETTROMETRO

Aprile-Maggio 1787.

FONTI.

Stampate.

Manoscritte.

Cart. Volt.: I 22; I 23.

Osservazioni.

Titolo: I 22 porta sulla copertina soltanto il titolo autografo: « Elettrometria ». Data: da I 22, ove però le date non si susseguono ordinatamente.

I 22: è parte degli studi elettrometrici che iI V. intendeva pubblicare, come ripetuta- mente risulta dalle prime lettere del V. al Lichtenberg sulla Meteorologia Elettrica, comparse in « Br. Bibl. », T. I e T. II, 1788: questo manoscritto I 22 si pubblica per intero, salvo note ed appunti sull’elettricità naturale, che compaiono sulla sua copertina e che si pubblicheranno nel volume successivo. I 23: contiene risultati numerici riferentisi ad esperienze sull’attuazione, sulla divisione delle cariche, e sul comportamento del piattello d’un condensatore: non si pub- blica essendo questo Mns. completamente assorbito da altri già pubblicati.

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Cart. Volt. I 22.

Il disco di legno inargentato (del diam.o di 7 2/3 pollici) con annesso un bastone orizontale similmente inargentato lungo 18. poll. portante all’estre- mità il quadrante elettrometro di legno: isolato perfettissimamente in un tempo ventoso fresco e secchissimo (22. Aprile 1787.), cosicchè impiegava l’elettrom.o più d’un minuto primo, a discendere di un sol grado.

Quando marcava gr. 40., toccato col piattello del Condensatore di 7 poll. di diametro, s’abbassò di 5. gradi.

Una seconda volta ancora di 5. gr.

Quando marcava 33. s’abbassò 4 1/4. s’abbassò 4. un poco meno quando marcava 27.

Quando marcava 24. in 25. s’abbassò 3. o poco più.

Inversamente il piattello eletr.o a 40 gr. toccando il disco, vi alzò l’elettrom. a gr. 6. 5 1/2.

Si ricava e dalla grandezza dei due piatti, e dalle prove fatte, che la capa- cità del grande disco è 6. in 7. volte più grande di quella del piattello del Condensatore.

Il piattello posato sul suo piano di marmo si toccò col pomo di una boccia di Leyden carica 2. gradi dal Quadr. Elettr. (senza correzione: colla corre- zione dell’Elettrom.o gr. 3); alzato indi detto piattello in modo, che sputasse l’elettricità nel disco, cui venne a toccare, sorse l’elettricità a 26: 30. gr. Sic- come dunque il piattello compartì la sua e1et.à ad un conduttore 8. volte più capace, sarebbe stata in esso piattello solo di 208 gr., perciò sputa egli da tutte le parti, quando si leva in alto ecc.

Con un buon condensatore pertanto si ponno rendere i segni della debole elett.à più forti da 80. in 100. volte.

Ripetuta la prova la boccia di Leyden avendo gr. 1 1/2 (senza correz. colla correz. quasi 2) si ebbe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21

Ripetuta quest’ultima prova . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 1/2.

La boccia di Leyden 1. gr. (senza correz.e) . . . . . . . . . . . . . . 19.

Ripetuta la prova . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 1/2.

Invece del piano di marmo, il piatto dell’Elettroforo per condensatore.

La carica della boccia gr. 2.

........................... gr. 26. senza correz.e

........................... gr. 1.

........................... 17 1/2.

Il disco di legno inargentato avendo elet.à di 20 gr. toccando il piattello posato sul marmo cadde a segno, che il Quadrante Elettrom. non marcava più alcun grado, facendogli però toccare l’elettromo di Cavallo, si aprirono le pallottole di una buona linea. Alzato il piattello diede una scintilla al disco di legno inar- gentato, e vi portò il quadr. elettrom. a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . gr. 7.

Il disco inargent.o elet.o a gr. 30. toccato avendo come sopra il piattello del condensatore, potè far divergere le pallottoline del- I’Elettrom. di Cavallo di 2. linee. Il piattello alzato e portato in contatto del gran disco vi fece salire il Quadran. Elettrom. a. . . . . . . . gr. 21.

Il disco ec. a 40. gr. col toccare ec. cade ec. e apre solo il piccolo Elettrom.o di lin. 2. circa. Il piattello toccando il disco al solito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . gr. 24.

Il disco come sopra gr. 50. decade ecc. solo il piccolo Elettrom. marca 3. lin.

Il piattello ec. porta l’elettrom. del disco a . . . . . . . . . . . . . . . . gr. 38.

Credo di essermi scordato di estinguere nel disco l’elet.à antecedentemente infusagli.

Ripetuta la prova: l’elettrometro di Cavallo lin. 1 1/2. gr. 23.

Riferendosi a questo risultato ed ai tre successivi, il Mns. presenta la seguente nota: « senza correzione dell’Elettrometro ». [Nota della Comm.].

Ripetuta ancora . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 1/2 circa 24.

Il disco ec. Elet.o gr. 10. Il picc. elettrom. 1/2 lin. circa 7.

Il disco ec. gr. 6. picc. Elettrom. lin. 1/4 . . . . . . . . . 2 1/2.

Il disco ec. gr. 16.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3/4 . . . . . . . . 12.

Il disco 20 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 . . . . . . . . . 14.

Una linea del picc. elettrom. di Cavallo appena può corrispondere a 1. grado del Quadr.te Elettrom. Si conchiude per tanto, che la forza col giuoco del condensatore è più che centuplicata.

26. Aple. Igrom. circa 80.

Divisi del Quadr. Elet. gr. 16. per metà giusta sei volte di seguito, onde non potea sussistere più d’ 1/4.; e il detto Quadr. non marcava nulla, e appena si movea il pendolino verso il dito a 2. linee. Il Microelet., facendolo toccare, marcò 2. gr. ossia una linea.

Divisi una volta meno i 16. gr. per metà non più sei ma sol cinque volte, onde restava gr. 1/2. il Microel. lin. 1 1/2. ossia gr. 3.

Maggio 21. circa.

Un Microelettrometro in boccia quadrata larga poll. 2 1/2 colla grada- zione di mezze linee.

Il gran Condutt.e Elettr. gr. 16. dividendola per mezzo due volte, sicchè restassero gradi 4. (benchè non li marcasse il Quadran. Elettrom. per ecc.). Le paglie del Microelettr. si aprirono di lin. 10. circa.

Dividendo que’ gr. 4. onde restassero 2. il Microelettr. marcò lin. 5.

Dividendo ancora, onde restassero gr. 1. Microelet. lin. 2 1/2.

Il gran Condut.e gr. 12. divisi due volte per metà, e ridotti così a gradi 3. veri: microelet. lin. 7 1/2.

La graduazione pertanto del Microelettrom. non ha bisogno sensibil- mente di correzione.

NB. Aprendosi più di 10. lin. oscillano, e vanno le paglie a toccare le pareti del vetro.

26. Aple. Dopo pranzo, tempo piovoso.

Una boccetta di 7. in 8. poll. quadrati di superficie armata, carica 27. gr. (come lo mostrava il Quadrante Elettrometro annesso all’estremità d’un cilindro d’ottone lungo 10. piedi, grosso 1. pollice, cui il pomo della boccetta stava in contatto) si portò a dare la scintilla all’istesso cilindro, spoglio prima d’ogni elettricità; ed ecco vi sorsero 24. gradi. La boccetta pertanto non avendo perso che 1/9. della sua carica per tal toccamento, mostra aver 8. volte mag- giore capacità di quel gran cilindro; ossia che questo dovrebbe essere 8. volte più grande per avere eguale capacità alla boccetta, cioè di piedi 80.

(La prova fu ripetuta collo stesso successo, cioè del sol decadimento da 27. gr. a 24.).

Un tal cilindro d’un pollice di diametro, ossia più giusto di 3 poll. di circonferenza, lungo 80. piedi, di superficie 2880. e più poll. quadrati: non computati i due Quadr. Elettrometri, che stavano alle estremità. Or 8. poll. quadrati della boccetta (equivalenti in capacità, come s’è provato) si con- tengono in 2880 = 360. volte. Però 360. volte maggiore è la capacità di una boccia armata di quella di un conduttore cilindrico isolato solitariamente, a superficie eguali.

Se il vetro sia più sottile sarà maggiore ancora, es. gr. 400. e più. Non potrò però giungere mai a quanto si giunge col Condensatore, a 500. cioè, ed oltre; per la ragione, che il compenso per quantunque picciola sia la spessezza della lamina di vetro, lungi è ancora dall’essere tale, quale può farsi dal piano di marmo ecc. cui si applica l’armatura o piattello metallico a combaciamento senza interposizione di alcuno strato isolante.

Se 8. pollici quadr. ti di superficie armata hanno eguale capacità al ci- lindro d’ottone, che fosse lungo 80. piedi, un piede quadrato di armato vetro (cioè 144 poll. quad.) equivalerà a un cilindro similmente grosso, lungo 1440 . piedi. Prenderemo il num.o 1500. giacchè siam restati addietro nel calcolo, per aver contati 8. poll. quadr. della boccetta, quando non eran che 7 1/2 circa.

Inoltre rifletter si dee, che due cilindri contigui collocati anche punta a punta, hanno notabilmente minor capacità, che stando separati. Siano ambedue elettrizzati separatamente es. gr. a 35 gr. indi si vadano accostando punta a punta si vedranno nell’uno e nell’altro gl’elettrometri a salire e tenersi così alti giunti a toccarsi es. gr. a 40. per l’attuamento reciproco delle loro atmosfere omologhe: or questo innalzamento mostra di quanto la capacità, si è diminuita. Quello, che succede coll’unire al p.o un 2o. cilindro, succede parimenti nell’unione di un 3.o, di un 4.o ecc. di maniera che unendo gli 8. di 10. piedi l’uno, per formare la lunghezza di 80. piedi di sopra richiesta, risulterà una capacità considerabilmente minore di quella, che ci proponiamo di avere. Perciò sarà poco ancora di dar al cilindro la lunghezza di 1500 piedi per renderlo d’una capacità eguale a quella di un Quadro Frankliniano, o di una boccia di Leyden d’un piede quadrato di armatura. Teniamoci però a quel numero che è già grande abbastanza per darci un’idea della prodigiosa capacità delle lamine isolanti armate, assicurandoci di non punto esagerare. Del resto se non è tale per tutte le lastre, come esser non lo può attese le diverse loro spessezze, circostanza che contribuisce moltissimo (le più sottili lastre es- sendo le più capaci), egli vi sarà di certo tale spessezza di vetro e questa tra le mediocri, che ci darà appunto quel rapporto di 1500. e tanto basta

Nel Mns. seguono tre pagine in bianco. [Nota della Comm.].

.

3. Maggio. Tempo temperato e piuttosto secco per vento di Nord del giorno prima.

Dando colla boccia C una scintilla ad A tanto che l’Elettrometro mon- tava a 46 gr. ; l’altro B sorse anch’egli a più dì 45 circa, cioè 46: toccato B cadde intieramente; e cadde similmente quasi del tutto 1’Elettr. di A. avendo ritenuto soltanto la tensione di 4. mezze lin. del Microelettrom.o

Coll’ìstessa boccia un’altra scintilla ad A, che leva ambedue gl’Elet- trometri poco meno di prima: cavata la scintilla da B, la tensione di A doppia circa della prima.

3.a scintilla ad A come sopra, si alzano gli Elettrom. un pochetto meno, ma ambedue egualmente presso a poco: spogliato B, A tensione sensibile di 1. gr. nel suo Elettrom.o

4a scint. I Quadr. Elettr. s’alzano ancora ambedue a più di 40. gr., spo- gliato A come sopra, B

Così nel manoscritto: evidentemente però, A e B qui devono essere scambiati di posto. [Nota della Comm.].

ritiene gr. 1 1/2.

5.a scint. Gl’EIettrom. 40. gr. Spogl. B ritiene A 1 3/4.

6.a scint. Elettrom.i gr. A 39. B 38. spogl. B - A 2 1/4.

7.a scint. Elet.o A. 38. B 37 1/2 spogl. B - A gr. 2 1/2 3/4.

8.a A gr.

37. B gr.

36. spogl. B, A gr.

3.

9.a

37.

34.

3 1/2.

10.a

36.

32 1/2

4 1/4.

11.a

35 1/2

31.

5.

12.a

35

30 1/2

5 3/4.

13.a

35

30

6 1/4.

14.a

34

29

6 3/4.

15.a

33 3/4

28

7

16.a

33 1/4

27 1/4

7 1/2.

17.a

33

27

8.

18.a

32

25

8 1/4.

19.a

31 1/2

24

8 1/2.

20.a

31

22 1/2

9.

Adesso si procede alla scarica toccando alternativamente A e B.

A 9. gr. toccato cade, e sorge B gr. circa 9

B 9. toccato . . . . . . . . . . . . A 8 1/2 un po’ meno.

A 8 1/2 spogliato . . . . . . . . . . B 8. un po’ più

B 8. spogl. . . . . . . . . . . . . . . . A 7.

A 7

B 7 3/4

Notisi che l’elettrom. B era più agile.

B 7 1/2

A 7.

A 7

B 7 1/2.

B 7 1/2

A 7.

A 7

B 7 1/2 quasi

B 7 1/4

A 7.

A 7

B 7 1/4

B 7 1/4

A 6 3/4

Fatti quattro toccamenti ad A e quattro a B alternando. A ritiene an- cora 6.

Con altri 4. e 4 toccamenti alterni come sopra ritiene 5.

Con altri 4 e 4 ritiene A 4. buoni

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 3 1/4.

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 3. quasi

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 2 1/4 buoni

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 2.

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 2.

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1 3/4

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1 1/2

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1 1/4

Con altri 4. . . . . . . . . . . . 1.

Si sente ancora un picciolissimo scroscio di scintilletta: per estenuar la quale fino a divenir insensibile al mio orecchio ci andarono da 40. altri tocca- menti alternati. Lasciando un po’ di tempo in riposo l’apparato rinacquero ancora le scintillette, risuscitandosi un pochette la carica della boccia.

La boccia C carica gr. 50. dando la scintilla A gr. 50. - B 50. quasi.

Toccato B e data la 2.a scintilla ad A, poi la 3.a 4.a 5a. medianti gl’al- ternati toccamenti di B. A ritenne la tensione di 3. gr. poco meno.

Date

5. altre scintille, come sopra, A gr.

7.

Altre

5. .............................

11 poco più.

Altre

5. ................

13 1/2. .....

13 1/2

Altre

5. ................

16 1/4

5. ................

18 scarsi

5. ................

19.

5. ................

20.

5. ................

21

5. ................

22 scarsi

5. ................

22 1/2.

10. ................

23 1/4

10. ................

24. Fin qui vi furon scintillette.

10. ................

24 1/2 Ancora scintillette, le quali innalzano A di 2. gradi.

Tenendo allora toccato col dito B, e colla Boccia toccando A, ebbi leg- gerissima commozione al dito, e vi fu scintilletta, che portò da 25. a 26.

Si procede alla scarica alternando i toccamenti come sopra.

A gr.

25

..........

B 25 1/2

Col toccare A poi B, poi A ancora

B

25

..........

A 23 1/2.

A 19

..........

B 20

A

23

..........

B 24 1/2.

Col toccare B poi A poi B

B

24

..........

A 22 1/2

B 20

..........

A 17 3/4

A

22

..........

B 23 1/2

Tre toccamenti come sopra.

B

23

..........

A 22.

A 17 1/2

..........

B 18 1/4

A

22

..........

B 23.

B 18

..........

A 16 3/4

B

23

..........

A 21 1/4

A 16 1/2

..........

B 17 1/2

A

21

..........

B 22 1/2

Con 5. toccamenti cioè B A B A B.

B

22 1/4

..........

A 21

B 17

A 15

A

20

..........

B 21 3/4

A 15

B 15

B

20

..........

A 19

B 14 1/2

A 13

A 12 1/2

B 12 1/2

B 12

A 11 1/2

A

52

..........

B 46

B

46

A 11

B 11

A

45

..........

B 43

B 10

A 9 1/2

B

42

..........

A 43

A 9

B 9

A

43

..........

B 44

In questo punto I 22 presenta un richiamo (*) al quale manca nel Mns. la corrispondente nota. [Nota della Comm.].

B 8 1/2

A 8

B

40

..........

A 41

A 8

B 7 1/2

A

41

..........

B 40

B

40

..........

A 41 1/2

A

41 1/2

..........

B 40

B

40

..........

A 40

A

40

..........

B 39

B

39

..........

A 38

A

38

..........

B 37 1/2

B

37 1/2

..........

A 27

con tre toccamenti

A

36

..........

B 35 1/2

B

36

..........

A 35

A

35

..........

B 34 1/2

Con 5. toccamenti

B

35

..........

A 32 1/2

A

32 1/2

..........

B 32

B

32

..........

A 30

A

30

..........

B 30

B

29

..........

A 27 1/2

A

27 1/2

..........

B 27

B

26 1/2

..........

A 24 1/2

A

25

..........

24 1/2

B

24 1/2

..........

A 22 1/2

A

22 1/2

..........

B 22 1/2

B

22 1/2

..........

A 20 1/2

A

20 1/2

..........

B 20 1/4

B

20

..........

A 18

A

18

..........

B 18

B

18

..........

A 16 1/2

Tirando 10. scint. 5. e 5.

A

16 1/2

ridotto a

15

A

15

..........

12 3/4

A

12 3/4

..........

11 1/2

A

11 1/2

..........

10

Maggio 20. circa.

Carica, ossia tensione dell’Elettrom. 33. tocco A s’abbatte; tocco B, si rialza A; ritocco A, poi B, poi A, poi B ancora: A gr. 30. Ogni volta per- tanto, che si è smorzata la tensione di B. A. ha perso gr. 2/3: il che s’intende ponendo, che A 33. attuasse B 32 2/3. e questo con 32 2/3. di negativo attuasse A 32 1/3. Il quale attuamento negativo di 32 1/3 compensando altrettanto di positiva elett.à, restava ad A la tensione di 2/3, che è quella tensione non fre- nata, che si toglie appunto ad A col toccarlo. Se è così, l’elettr.à accidentale attuata di B, ossia la sua tensione, è minore solamente di 1/100 circa dell’at- tuante reale di A. Rifatta la sperienza con 27. gr. di carica della boccia, si trovò corrispondente: perocchè cavando alternatamente 4 scintille da A e 4 da B, perdette A 2 gr., dunque 1/2 gr. per volta: dunque 27 di A attuano 24 3/4 B, e questi 24 1/2 A : dunque 1/100 di differenza tra la tensione dell’elet.à reale attuante di A, e l’attuata accidentale di B. ecc.

Elettroforo.

2 Maggio. Vento asciutto e freddo di Tramontana.

Elettrizzata con una boccia la faccia resinosa d’un Elettroforo, vecchio, sudicio, e screpolato, che però riteneva pochissima carica. Coperto del suo scudo, e fatta la scarica.

Tale scudo rialzato sputò, e diede scintilla tale al gran cilindro 7 volte più capace, che il Quadr. Elettr. marcò, così la prima, come altre successive volte, 18. 19. e 20. gradi: sicchè lo scudo ne avea per sè solo da 150. Avendo, senza più ravvivarlo, cavate varie scintille, la scintilla si mostrò sì poco in- debolita, che portò ancora il Quadr. Elettr. del gran cilindro a gr. 17.

Condensatore.

Lo stesso fu dello stesso piattello posto sul piano di marmo. Ritenendo quivi toccato dalla boccia circa 3. mezze linee del Microelettr. sputò ecc. e innalzò il Quadr. Elettr. del gran cilindro circa 20. gr.

Facea poi troppo bene da elettroforo, dando scintilletta non tanto picciola.

Adoperando invece del marmo un piano coperto di rozza e vecchia tela incerata, fu minore l’effetto: il Quadr. elettrom. 15. gr. circa. La tensione che rimane nel piattello posato è minima 1/4. di linea del Microelettr. 0 1/2 lin. al più.

NB. Conviene fare in fretta.

Facendo servire per piano condensatore il piatto dell’Elettroforo; con molto maggior tensione che ritiene il piattello, porta solamente a 10. gr. il Quadr. Elettr. del gran cilindro; e con la stessa tensione lo porta appena a 4. o 5. gradi.

Dico coll’istessa tensione servendomi cioè del residuo di carica, che ha la boccia dopo toccato il piattello giacente sul marmo; e ritornando dopo a toccare l’istesso piattello posato di nuovo sul marmo. Tutte due le volte, che si fece sul marmo, il piattello sputò e diede forte scintilla, e levò il Quadr. elett. a circa 20. gradi. La volta di mezzo che si toccò l’istesso piattello posato sulla faccia resinosa, non sputò, diede piccola scintilla al gran cilindro, e levò il Quadr. Elettr. come s’è detto a soli 4. in 5. gradi.

Dunque l’Elettroforo condensa molto meno, che il piano di marmo ecc. la debole Elet.à. Ma in iscambio serve a condensare anche la men debole, la- sciando che il piattello ritenga assai più forte tensione: cioè anche allora condensa molto meno in proporzione ; ma voglio dire, che si possono ot- tenere dal piattello effetti più intensi; che questo può farsi, che spruzzi dippiù ecc.

2. Maggio 1787.

Annotazioni.

Spirando vento asciutto e freddo di tramontana: nella mia camera con Sole alle finestre di mezzodì, ed una finestrella aperta nell’alcova comuni- cante, l’Igrom. di Saussure a 66 gr. la carta da lettere stropicciata con farne passare una lista tra l’indice, e il dito medio, si elettrizza; così però, che sva- nisce tosto la sua elettricità, o ne ritiene appena un’ombra per pochi secondi. Ma facendosi l’indicato stropicciamento in faccia al cappello dell’Elettrom.o di Cavallo, in distanza di 6. pollici, le pallottole oscillano, allargandosi di 2. o 3. lin. per ogni colpo di sfregamento, cioè al momento che la carta sorte dai diti stropiccianti, e ricadendo tosto. L’elet.à della carta si mostra nega- tiva, perocchè se le pallottole divergano già per tale specie di elett.à, l’oscil- lazione comincia da maggiore allargamento, e tutt’al contrario comincia da ristringimento, se esse tengansi divergenti per elet.à di eccesso. La carta un po’ grossetta, e già usata mi è riuscita meglio della nuova fina

Nel Mns. segue mezza pagina in bianco. [Nota della Comm.].

.

1787. 23. Aprile. Tempo secchissimo. L’elettricità si sostiene benissimo. Essendo l’Elettrom. A a 40. gradi, impiega a decadere d’un sol grado il tempo da poter contare comodamente sino a cento, cioè minuti secondi 45. in 50.

A. gr. 48. spartendo tale elettr. sopra B per mezzo del conduttore iso- lato C, si è ridotta a 24. in ambedue.

Notisi che la capacità di C è tale, ch’esso solo fa decadere di 1/8 o di 1/7 l’elettricità di A.

facendo la correzione rapporto a C ..............

B.

16 1/2.

con C non elettrizzato ..........................

4 1/4.

unitamente a C, e fatta dopo la correzione ........

12.

C non elettr.o ..................................

16.

C Elettr.o similmente ...........................

20.

Facendo la correzione col toccare A e B con

C diselettrizzato .................................

18.

ripet. 18.

con C non elettr.o .............................

5.

con C elettriz.o ................................

6 3/4.

e ritoccando con C diselettr.o per far la correz.e ...

6 .

coi due toccamenti di C per la correzione ........

B

10.

colla solita correzione di C ......................

10 1/2.

colla solita correz.e .............................

come sopra ...................................

15.

come sopra ...................................

8.

come sopra ...................................

come sopra ................................... giustissimi

come sopra.

come sopra.

ripet. .....

31.

come sopra.

Oltre i 55 gli elettrometri sputavano, e oscillavano, e la boccia di Leyden pur essa sputava.

come sopra. ripet. 22 1/2

come sopra.

A. 34

............... 17.

Queste ultime prove fatte il 25. ApIe. C unito a B aveva l’istessa capacità di A solo elettrizzato.

Ripetut. 20.

42 40

............... 22 1/2 ............... 21.

come sopra.

50

............... 27 1/2.

55

............... 31.

item.

32

............... 16. 15.

15

............... 6 scarsi 6.

item.

5

............... 1 1/2.

ripet. 28.

18.

............... 7.

item.

7

2. rip. 2.

12

4. 4.

item.

4

............... 1.

item.

5

............... 1 1/2

A. 16

........................................

6 1/2. ripet. 6 1/4.

A. 4

........................................

1 1/2. ripet. 1 1/4.

A. 16

........................................

6.

A. 6 1/2

........................................

2.

A. 20

................................. 8. ripet. a 8 1/2. ripet. 8.

A. 8

........................................

2 1/4. 2 1/2. 2 3/4.

A. 18

........................................

7 1/4.

A. 19

........................................

7 1/2.

A. 17

........................................

6 1/2.

A. 22

........................................

8 3/4. 8 1/2.

A. 21

........................................

8 1/2.

A. 13

........................................

5. ripet. 4 1/2.

A. 11

........................................

3 3/4.

A. 6

........................................

1 1/2. rip. 1 3/4.

A. 44

........................................

23 1/4.

A. 14

........................................

5 1/2.

26 Aple. dolce, e nuvolo.

Igr. 80. L’elettr.à si sostiene poco. Il piatto di marmo, perchè tenuto nel gabinetto non è ancora imbevuto molto d’umido, fa ancora l’officio di condensatore, e un pocolino ancora di elettroforo. Se toccato il piattello colla boccia si aspetta un momento, non ritiene alcuna tensione sensibile neppure al Microelett. nè levato in alto dà scintilla, o la dà piccolissima. Ma toccandolo e levandolo subito, la dà bella e buona, e innalza il Quadr. Elettr. del gran cilindro gr. 3 in 4.

Le prove massimamente di questi due giorni fatte colla massima possibile accuratezza meritano tutta la confidenza.

Con un Quadr. Elettrom. di cui il pendolino era di sottil filo di rame lungo lin. 51. compresa la pallottola, la parte superiore della quale distava dal cerchio maggiore lin. 24. circa.

A. 12

.......

5.

A. 21

...........

9.

A. 24

.......

11. 10 3/4. 10 1/2.

A. 20

...........

8 1/2. giustissimi.

A. 28

.......

13. 13. 13.

A. 25

...........

11 1/4.

A. 27

.......

12 3/4

A. 8

.......

3. 2 1/2. 2 3/4. 2 3/4.

A. 10

.......

3 1/2. 3 1/2. 3 1/4.

A. 26

.......

12 1/2. repl. 12 1/2.

A. 25

.......

11 1/2.

A. 32

.......

16.

A. 30

.......

15. 14.

A. 3 1/2

.......

1 1/4.

Accorciato il pendolino di 10. lin. sicchè non distava più dal cerchio mag.e che di lin. 14. circa, ritornarono le correzioni ad essere come sopra. Ma il pendolino s’alza dippiù, e disperde un po’ meno.

Uno dei conduttori cilindrici precedenti avendo elett.à di gr. 12. e toc60 cando il piattello posato sul piano di marmo, cade l’Elettrometro affatto. Ritirando prontamente il piano di marmo, risale a gr. 10. replic. 10.

Il cilindro, è 7. volte più capace, dico 7. epperò l’elettr.à del piattello è di gr. 80.

Il condut. cilindrico avendo gr. 10. il piattello come sopra diede 8 1/2. replic. 8. repl. 9. repl. 9.

Il cilindro dopo il toccamento del piattello posato sul marmo, che non mostra più alcun grado di elevazione nel quadrante Elettrometro, dà però segno di elettricità, il pendolino essendo attratto dal dito in distanza di 5. o 6. linee, e aderendo al medesimo dito, che ritirandosi lo leva in alto. E comu- nicando la sua elettricità ad un Elettrometro di Cavallo (Microelettrometro) ne fè diverger le pallottole di 5. gradi, ossia 5. mezze linee. Altre volte le pallottole si allargarono sol 4. 3.2.1. gr. Credo che il più giusto sia 3. gr. o 3 1/2.

Il piatto di marmo non era ben purgato di elett.à purgato avendolo. Il cilindro avendo 10 gr. toccato da lui il piattello, e da questo toccato il microelettr.o, diede questo sol 2. gr. ossia 2. mezze linee.

Ma il cilindro toccato poi dal piattello levato levò il Quadr. Elettr.o sol gr. 6 1/2.

Ho dato ad uno de’ Cilindri sopradetti 1. gr. di Elettricità (calcolandolo nel modo, che dirò sotto), il Quadrante Elettrometro non alza i pendolini, se non accostando il dito a circa mezzo pollice. Ma facendovi toccare il Micro- elettr.o le pallottoline di queste divergono circa 6. gradi.

Ho dato gr. 1/2. Il pendolino del Quadr. Elet. si move verso il dito a 3. lin. circa, e il Microelet. marca circa 3. gradi. (Ripetuta la prova un altro giorno con maggiore esattezza 5. gradi buoni ossia mezze linee).

Ripetuta la prova con 1. gr. il pendolino è attratto dal dito a 4. in 5. lin.: le pallott. del Microelet. marcano gr. 2 1/2.

Ripet. con gr. 1/2. il pendolino a 2. in 3. lin. il Micr. a gr. 1. o 1 1/4.

Una gran boccia di Leyden toccando il Microelettr.o vi marcava gr. 5 1/2. toccando il piattello del Condensatore, tal piattello levato in alto e fatto toccare al gran cilindro, vi alzò il Quadr. elettr. gr. 10.

La stessa boccia, gr. del Microelet. 4. il resto ec. gradi del gran cilindro 9.

Ripetuta con gr. 3 1/2. prodotti nel Quadr. Elettr. del gran cilindro gr. 7.

Ripet. con gr. 2. prodotti nel ec. gr. 5.

Ripet. con gr. 1 1/2. prod. ec. . . . 2 1/2.

Ripet. con gr. 1. . . . . . . . . . . . . . . 1.

Ripet. men che 1. prodot. nel cilindro tale elettricità che ridotta a un quarto, dividendola due volte sopra l’altro cilindro, mosse ancora il Micro- elettr. di gr. 4.

24. Aprile. Continua il sereno, ma più dolce, e senza vento. L’elettricità si sostiene meno.

Il gran cilindro capacità = 5. il piattello del Condensatore capacità = 1. giacchè il cilindro caricato a gradi 36. toccando il piattello scende a 30. giusti; e il piattello caricato anch’egli a 36. toccando il cilindro vi porta gr. 6. (4. circa; che colla correzione del Quadr. Elet. son giusto 6.); repli- cando vi porta quasi 12., e colla terza scintilla poco meno di 18.

Si elettrizzò un gran cilindro a gr. 32., si divise per metà giusto sopra l’altro cilindro. Distrutta l’elettricità in questo, si tornò a dividervi sopra l’elet.à del primo; così si fece la terza volta, la quarta, e la quinta; cosicchè non potè rimanere nell’uno e nell’altro, che 1. grado. Era questo impercetti- bile nel Quadr. Elettrom. se non che il dito attraeva il pendolino a 4. o 5. linee. facendo toccare il Microelettr. si aprirono le pallottole di gr. (mezze linee) 4.

Ripetuta la prova 3 1/2.

Ripetuta . . . . . . 4.

Spartita ancora per metà con un altro toccamento, onde il residuo era di gr. 1/2. il Microelettr. gr. 2.

N. B. Come l’elett.à si sosteneva ancor bene ma non come ne’giorni prec.ti si dee credere, che nelle successive divisioni, sia andato perso qualche cosa, senza di che il Microelettr. avrebbe forse marcato 5. mezze linee invece di 4. Un grado dunque del Quadr. Elettrom. corrisponde a circa 5. mezze lin. del Microelettr. Un mezzo grado a più di 2. Il pendolino del Quadr. Elet. non sta già elevato, ma si move soltanto verso il dito a 5. lin. circa per un grado, e a 2. in 3. per mezzo grado.

Una boccia caricava il Microelettr. a gr. 5. circa (1. gr. cioè del Quadr. Elettrom.): toccando quella il piattello del Condensatore posato, e rialzando d.o piattello diede una scintilla al gran cilindro, e fece salire il Quadr. Elet- trom.o a gr. 7. (senza correz.e dell’Elettrom.o Colla correz.e più di 8. forse 9. o 10.). Moltiplicando dunque per 6. si ha

La boccia ecc. a 1. gr. scarso. Il piattello scintilla al cilindro, e porta il Quadr. Elettrom. a gr. 1 1/2 (senza correz.e). Il pendolino vien attratto dal dito a circa 2. pollici.

La boccia a 3. gr. -il piattello scintilla al cilindro, che porta 3. gr. del Quadr. Elettrom. il pendolino attratto a più di 5. pollici.

La boccia a 2. scarsi, mediante ecc. nel Quadr. gr. 2 (senza correz.e): la mano attrae il pendolino a più di 6. pollici.

La boccia a 1 1/2. ha levato il Quadr. a 1 1/2 (senza correz.e).

La boccia a gr. 3. scarsi -levato il Quadr. a 5. (colla correzione a 8).

La boccia a 2. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5. (senza corr.)

La boccia a 1. . . . . . , . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2 (senza corr.)

25. Aple. Continua il sereno, più dolce ancora; e l’elettr.à si sostiene molto meno.

Il piattello posato del Condens. toccato dalla boccia leva il Microelettr. gr. 1/2. (cioè 1/4 di linea). Levato in alto da scintilla al cilindro, il di cui Quadr. elet. s’innalza 5. gr. (La cap.à del cilin. è ora 6. volte maggiore che quella del piattello).

Il piattello ec. leva ec. insensibilmente. Il Quadr. ec. s’alza gr. 3.

Il piattel. 1. gr. scarso, leva ec. gr. 3 1/2.

Il piattello pos. 1. gr. elettrom. alzato ec. gr. 5. del Quadr. (sempre senza correz.e del Quadr. Elettrom.)

Ripet. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.

Il piatt. il Microelett. a 1 1/2 a 6. il Quadrante elett.

Il marmo era sì poco coibente, che la boccia carica fino a dar scintilletta non lasciava di tensione al piattello, che 1. gr. di Microelettr. quando, i giorni prima ve ne lasciava 4. 5. e più. Ad ogni modo era coibente abbastanza, perchè restasse affissa alla sua faccia un poco di elett.à, che produceva effetti di Elettroforo di gr. 14. 15. e più nel Microelettr.

Anche il solo strofinamento del marmo facea lo stesso ma a gr. 8. 10. 12. solamente.

In questo stato di minor coibenza il marmo, come si vede, è men atto . a condensare un’elett.à che superi in tensione 1. gr. del Microelettr., perchè il dippiù passa dal piattello metallico, e penetra nel marmo medesimo. In contraccambio è molto più atto a condensare un’elett.à che non superi detta tensione, o che sia minore, mercecchè ritirandosi più facilmente il fuoco dalla faccia del marmo, compensa più a dovere l’elett.à del piattello, e lo rende così più capace, che quando esso marmo è troppo coibente. In questo giorno pertanto si può dire, che il marmo fosse nella sua miglior disposizione. L’Igrometro a capello marcava 70. gr. circa.

Anche al dissotto d’ogni percettibile scostamento delle pallottole del Microelet. si ottenevano scintillette.

Fatto asciugare il marmo al sole, ritenne il piattello 8. 9. 10. gr. di tensione al Microelettr. Balzato il piattello in alto, sputò, e levò il Quadran. a circa 20. gr.

Poco dopo ritenne tanto, che andarono le pallottole a battere ec. toccandolo col dito si debilitò fino a 6. gr. alzato sputò e produsse come sopra 20 gr.

Come sopra, 6. gr. del piccolo elettr. produssero 22. del grande. Gr. 2. del picc. 8. gr. del grande.