Volta, Alessandro Piano didattico di lezioni sull'elettricita e sul magnetismo 1795 it volta_piaDida_835_it_1795.xml 834.xml

PIANO DIDATTICO DI LEZIONI SULL'ELETTRICITÀ E SUL MAGNETISMO

(verso la fine dell’anno scolastico 1795 ).

FONTI.

Stampate.

Manoscritte.

Cart. Volt.: D 60; D 62; 0 55; E 56.

Osservazioni.

Titolo: Data: Autografa in Cart. Volt.: D 60.

D 60: è un manoscritto di 20 grandi pagine autografe, nelle quali il V. risponde a domande, rivoltegli dall’I. R. Consiglio di Governo, riguardanti lo stato della scuola, delle macchine, i libri di testo, lo svolgimento del programma ecc. Alla do- manda: « Se abbia fatto il prof.re di Fisica particolare regolarmente le sue sperienze: ed in quali rami della Fisica: », il V. risponde con un ampio piano didattico, del quale si pubblica la parte che riguarda l’elettricità ed il magnetismo.

D 62: è una minuta autografa che porta una particolareggiata esposizione di lezioni sperimentali tenute all’Università ai Pavia: la parte che interessa l’elettricità ed il magnetismo è completamente assorbita da D 60.

O 55: è la minuta autografa, senza data, di una traccia di lezioni sul magnetismo; si pubblica per, intero.

E 56: è un brano di una lettera, non anteriore al 1802, riguardante la natura ed il com- portamento delle sostanze assoggettate all’azione della calamita. Copia autografa di questo brano trovasi pure su una pagina di H 49, che è una lettera scritta dal Tingry al V., in data « 29 Vent. A. X. » (20 marzo 1801). Per la natura dell’argo- mento, si pubblica E 56 in appendice a questo No, per quanto non riguardi la didattica.

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Cart. Volt. D 60.

L’ELETTRICITÀ SÌ ARTIFICIALE CHE NATURALE ATMOSFERICA ED ANIMALE.

5o.

E cominciando dall’artificiale soglio dimostrare prima tutti i segni, onde si manifesta, attrazioni, adesioni, ripulsioni, odore fosforico, saporetto acido, aura elettrica o venticello, pennoncelli di luce, scintille pungenti, scuotenti, fulminanti, secondo i gradi di forza; indi le varie maniere di eccitarla origi- nariamente, fralle quali la più efficace lo strofinamento, la sua comunicazione e trasfusione a corpi in contatto, ed anche solo vicini; la distinzione de’ corpi in idioelettrici, coibenti, ed anelettrici, deferenti o conduttori; l’isolamento per mezzo de’ coibenti; le varie specie di Elettrometri; la quantità e forza dell’Elet- tricità in ragion composta della sua tensione (marcata appunto dagli ordi- narj Elettrometri), e della capacità del corpo, o sistema di corpi elettrizzati; passando poi alla teoria delle due contrarie elettricità positiva, e negativa, ossia per eccesso, e per difetto, con tutte le prove sperimentali, che stabi- liscono tali opposte elettricità, e i criterj onde si contraddistinguono; alle leggi de’ movimenti elettrici, che somministrano appunto il più sicuro e co- modo di tai criterj. In seguito progredisco all’azione delle Atmosfere elettriche in varie maniere dimostrandola con apparati da me immaginati, e riducen- dola a chiari e semplici principj, l’estensione ed applicazione de’ quali è divenuta molto maggiore presso di me, principj ormai adottati da’ migliori Fisici; colla qual azione seguendo tali miei principj, si spiega una classe am- plissima di fenomeni elettrici parte non conosciuti prima, parte non ben in- tesi, come la virtù mirabile delle punte, tanto di disperdere, che di tirare da lontano l’elettricità; la Teoria del Condensatore di mia invenzione e del Dupli- catore di Bennet fondato sopra gl’istessi principj; quella delle cariche e sca- riche delle lamine isolanti (a cui appartengono le sperienze della Boccia di Leyden, del Quadro Magico, delle Batterie elettriche ec.); e dell'Elettroforo final- mente, anch’esso di mia invenzione. Da ultimo facendo diverse sperienze colle d.e boccie di Leyden, Quadri, e Batterie, mostro tralle altre cose, come le forti scariche producano tutti gli effetti del fulmine, abbronzamenti e fusioni di metalli, accensioni, fori e spezzature ne’ corpi coibenti, o poco deferenti, vaporizzazione, fumo, e dispersione degli umidi, odore abbruciaticcio, scosse, atterramento, uccisione di animali ec., come insomma sono veri fulmini arti- ficiali; non tralascio di far osservare all’occasione, anche altre somiglianze col fulmine, tralle quali singolarmente la forma guizzante e il fulgor abbagliante, delle forti e lunghe scintille elettriche tirate da’ capaci conduttori.

Quante sperienze vi vogliono scegliendo anche sole le principali e più necessarie per stabilire gl’indicati principj e leggi onde dare una compiuta idea scientifica dell’Elettricità artificiale! Però a queste generalmente mi limito mostrandone ben poche e di passaggio solamente di quelle, le quali più curiose e dilettevoli, che istruttive appartengono piuttosto alle ricrea- zioni fisiche; come sono i carilloni elettrici, la così detta danse des pantins, il ragno elettrico, il tournebroche electrique ed altre ruote giranti, le boccie di Leyden in varie guise nascoste e trasformate per eccitare delle scosse ina- spettate e sorprendere con scoppj e commozioni; la sperienza di Franklin detta dei congiurati, i bouquets lumineux con una serie ordinata di scintille elettriche, i fosfori elettrici, le tavolette rappresentanti caratteri cifre ed altre figure, ritratti impressi sulla carta da fogliette metalliche fuse dalla scintilla elettrica fulminante; e cento altri giuochetti, invero dilettevoli e meravigliosi che trovansi descritti in varie opere, e che formano gran parte di quelle sper.ze che con pompa si espongono al pubblico dai Comus o altri Ciarlatani fisici.

Riguardo all’Elett.à naturale, le congetture suggerite dalla sopra indicata intiera somiglianza sì nella comparsa che negli effetti tralle forti scariche e scin- tille elettriche e le abbaglianti folgori dentate, oltre ciò stabilita, dico, la reale esistenza di un’elettricità ne’ campi dell’Atmosfera sulle prove sperimentali che non sono praticabili nel Teatro nostro, ma che indico come sono state fatte, e si possono fare da ciascuno all’aperto, mi faccio a mostrare con espe- rienze dirette, e che tutti veggono; come si produce tal Elettricità anche dalla semplice evaporazione dell’acqua (giusta la scoperta da me. fatta molti anni sono), arricchendosi cioè i vapori che s’alzano di fluido elettrico a spese de’ corpi da cui s’alzano, e degli inferiori strati dell’aria, e deponendolo poi ne’ strati superiori man mano che vi si condensano; e come da debole e blanda che suol essere a ciel sereno, essa Elettricità atmosferica viene a concentrarsi, e quindi a manifestarsi più forte nelle nebbie, e nelle nuvole, in ragione che più si condensano i vapori, e finalmente diventa strepitosa e fulminante ne’ tem- porali: come da positiva o di eccesso, ch’ella è costantemente a ciel sereno, nelle nebbie, nella rugiada, ed anche a Cielo coperto da un semplice strato di nubi tranquille, cambiasi sovente in negativa o di difetto nelle piogge, nella neve, e massime ne’ complicati e romorosi temporali, passando nel corso di questi più volte or lentamente, or rapidamente, or ad un tratto, dall’una all’altra specie contraria; tutti i quali cambiamenti e salti rappresento io, ed imito al naturale con apparati di nuvole artificiali da me immaginati, e chia- ramente li spiego cogli istessi miei principj già esposti sull’azione delle at- mosfere elettriche. Passo poi ad indicare più particolarmente di quali apparati e strumenti si siano a principio serviti, per esplorare l’Elettricità atmosfe- rica, cioè alle spranghe metalliche isolate, Cervi volanti, ecc., e di quali più semplici si servano in oggi i Fisici, cioè piccioli Elettrometri portatili sor- montati da picciole astine alla maniera di Cavallo e di Saussure, canne leggere mandate fuori da una finestra ecc., coi quali pure si hanno segni di Elett.à atmosferica ad ogni ora e stato del Cielo (ciò che non si ottiene con quei primi apparati macchinosi che stanno sempre esposti e fissi in un luogo colle alte spranghe piantate sulla cima delle case ec.). Finalmente vengo a dimostrare (ciò che è la parte più interessante) l’utilità e i vantaggi de’ Con- duttori Frankliniani, o Parafulmini, mediante altre sperienze di elettricità artificiale eseguite con apparati rappresentanti nuvole più o meno cariche, o mancanti di fluido elettrico, più o meno fulminanti; con la così chiamata casetta del fulmine ora armata del conduttore acuto in cima e continuato fino a terra, ora non armata, or armata de’ conduttori non puntuti od interrotti, esposta in tutti questi stati diversi a forti scariche elettriche; e con altre prove analoghe: e termino con indicare le necessarie attenzioni e cautele generali e particolari, nella costruzione e adattamento di tai Conduttori, o Para-fulmini ad ogni sorta di edifizi, Case, Torri, Chiese, Magazzini di polvere, Navi.

Sarebbe una mancanza troppo notabile in un corso di Sperienze elettriche che si vuol compito, il tralasciare intieramente quelle che riguardano la così detta Elettricità animale, e l’Elettricità medica; però alcune anche di quest’e ho voluto mostrare, sebbene io tenga assai più ristretta l’influenza dell’Elet- tricità nell’economia animale, di quello facciano altri Fisici e Fisiologi, molti dei quali danno troppo facilmente in visioni. Adunque ho mostrato: 1o. La prodigiosa eccitabilità de’ muscoli volontarj per mezzo de’ loro nervi, onde si contraggono quelli fortemente e son presi da convulsioni gagliarde non solamente se vengono colpiti da una scintilla od attraversati come che sia da una corrente elettrica, ma ben anche se tal corrente sia pur debole passi per entro ai soli nervi anche per un breve tratto, debole dico, anzi debolis- sima, e così debole, che niun altro elettrometro il più delicato giunga a darne segno. 2o. Come (ed è questa scoperta affatto nuova, e mirabile ch’io credo avere stabilita e messa fuori d’ogni dubbio) una tal corrente elettrica viene eccitata e continua perenne in un circolo deferente compito, senza alcuna previa elettrizzazione o carica, senza sfregamento od altro artificio ove solo si combacino conduttori fra loro diversi, massime metallici; come, voglio dire, un tal combaciamento o contatto di conduttori dissimili è causa eccitante che muove incessantemente e determina a tal circolazione il fluido elettrico: al ohe si riducono tutte le sperienze fatte sulle rane ed altri animali, con cui Galvani e i suoi aderenti pretendono di provare una vera elettricità animale, propria cioè degli organi e che sia mossa da essi; quando, secondo io dimostro, con irrefragabili sperienze, sono questi organi semplicemente passivi, affetti in tutte quante le sperienze di questo genere da un’elettricità affatto estrinseca, artificiale, sono in una parola, semplici elettrometri animali, sensibili in vero oltre ogni credere. 3o. L’eccitabilità per gl’istessi mezzi (pel combaciamento cioè di due metalli diversi con conduttori non metallici e tra di loro) de’ nervi del gusto, della visione, e del tatto: scoperta intieramente mia; e con cui, confermandosi sempre più la spiegazione da me data, la pretesa elettricità animale in senso dei galvaniani, si mostra sempre più insufficiente.

Tali mie scoperte, e aggiunte considerabili alle sperienze di GALVANI, di Aldini, ed altri sostenitori della pretesadella vantata elettricità animale, tale mia spiega- zione di tutti questi fenomeni ohe attribuisco invece ad una elettricità estrinseca mossa dal combaciamento di conduttori dissimili; e le altre mie idee e viste, sono state comunemente applaudite anche fuori d’Italia, e mi hanno procacciato la Medaglia, con cui la Società R. di Londra premia annualmente la memoria che giudica fralle presentate in quell’anno la più importante

Vedasi Phil. Trans., parte I, 1795. [Nota della Comm.].

. Rivolgendomi finalmente all’Elettricità medica ho mostrato, brevemente, però colle necessarie spiegazioni e avvertenze, le varie maniere di applicare l’elet- tricità al corpo umano, cioè l’elettricità di semplice atmosfera, ossia di sola pressione; l’elettricità realmente indotta, ma stagnante tenuta in istato d’iso- lamento detta elet.à di bagno; e l’una e l’altra o positiva, o negativa; quella di soffio o venticello elettrico dalle punte de’ conduttori, contro l’occhio, od altre parti molto delicate per vellicarle ed irritarle dolcemente; di scintillette più o meno frequenti e pizzicanti attraverso le vesti, o sul nudo; di scintille vigorose e pungenti; di scosse deboli e gagliarde, dirette in varie maniere, e attraverso quelle parti del corpo che si vuole, ecc.: mostrando come facil- mente si praticano tutte queste maniere di elettrizzare, se ne moderano i gradi di forza ecc. colla macchina di Nairne, che ha ottenuta la patente in Inghilterra, e che porta l’impronta di Nairne’s Patent Medico-electrical Ma- chine, una delle quali macchine, di cui mi servo anche per altre sperienze, es- sendo comodissima, ho io stesso provveduta a Londra l’anno 1782. Con una sì grande estensione che ha la scienza elettrica sotto i Capi indicati, la quale altronde è tutta sperimentale, farà meraviglia come io possa scorrere un sì gran campo di sperienze in 8 o 10 Sessioni: eppure ci riesco, ordinariamente colla cura che mi dò di ben disporre e preparare preventivamente gli stro- menti, e di montare, dirò così, l’esperienze stesse in modo che son già mezzo fatte all’ora di mettervi la mano e mostrarle agli affollati spettatori, Quest’anno anzi le ho compiute in 7. sole Sessioni.

IL MAGNETISMO.

6o.

Mostrando prima le proprietà, delle Calamite naturali, Attrazione reci- proca col ferro, e adesione. Attrazione, che si estende a considerabili distanze; e sì non impedita, nè affievolita punto dall’interposizione di quasiasi corpo, che non sia, o contenga ferro: sulla quale proprietà si fondano moltissimi giuochi sorprendenti, per calamite nascoste. Diminuzione dell’attrazione magnetica, crescendo le distanze, in una ragione non ancora ben determinata. Poli magnetici, cioè attrazione più vigorosa in due punti, ordinariamente opposti diametralmente della calamita: asse ed equatore della calamita. Dire- zione di cotesti poli verso quelli del Mondo. Ripulsione tra poli omologhi di due Calamite, chiamati perciò poli nemici: attrazione molto da lontano tra poli di diverso nome, detti poli amici. Armature delle Calamite naturali: come e quanto ne accrescano gli effetti raccogliendo la forza di molta superficie attorno ai poli, in pochi punti.

Comunicazione della virtù magnetica al ferro, e all’acciajo; e quindi Calamite artificiali, aghi magnetici, e Bussole.

Declinazione, ed Inclinazione degli aghi magnetici : diverse nelle diverse regioni. Variazioni nella declinazione: annue, mensuali, giornaliere, periodiche, accidenteli. Mostra di un declinatorio di Brander molto atto a queste osser- vazioni (da me provveduto in Augusta l’anno 1784).

Diversi modi di calamitare il ferro, e l’acciajo, col tocco semplice, doppio (double touche), ecc. Avvertenze teoriche e pratiche su ciò. Quali poli risul- tino nel pezzo calamitato secondo l’applicazione de’ poli del pezzo calami- tante. Inversione de’ poli di una calamita debole, sia naturale, che artificiale, coll’applicazione conveniente di una più forte. Disposizione diversa a rice- vere e mantenere il magnetismo del ferro e dell’acciajo più o meno dolci o temprati. Metodi per calamitare delle spranghe d’acciajo di giusta tempera, e formare delle calamite artificiali di diverse forme, a ferro di cavallo, ecc., di una sola, o di più spranghe sovrapposte, incomparabilmente più attive delle calamite naturali anco armate.

Modo d’indurre nel ferro, e nell’acciajo la virtù magnetica,, e una decisa polarità, senz’opera di alcuna calamita naturale od artificiale, col tener cioè una spranga, un grosso filo o bastone di ferro nella direzione del Meridiano magnetico, od anche solo in una direzione che s’accosti alla perpendicolare, e in questa direzione batterlo, torcerlo, limarlo, o reso prima rovente farlo raffreddare, o colpirlo con forte scarica elettrica, insomma porre le sue parti in un gagliardo moto intestino. Mostrare, che ciò avviene naturalmente in que’ ferri, che stanno lungamente, o coll’istesso capo rivolto all’ingiù, e mas- sime se in tal posizione ricevono urti, e scosse frequenti; come accade nelle molle da focolare, che nell’estremità inferiore manifestano la virtù del polo boreale, ripellendo il polo omologo d’un ago magnetico, e tutto il contrario coll’estremità superiore; ne’ trapani e bulini, che fanno lo stesso colla punta, anzi giungono, se adoperati molto, a sollevare un ago ecc. Far vedere a rove- sciare il Magnetismo nelle dette molle da fuoco col solo capovolgerle, e bat- terle più volte bruscamente contro terra ecc. Intorno ai vari e sorprendenti giuochi, che si fanno colle calamite, e che hanno tanta parte nelle opere che trattano di Ricreazioni Fisiche, e ne’ spettacoli che presentano i Professori ambulanti di simili sperienze portentose, ossia Ciarlatani di Fisica, non amo io di spendere un tempo prezioso, e destinato alle sperienze istruttive; tanto più che coi principj e leggi spiegate, è facile di comprendere l’artificio e il meccanismo di tali giuochi; de’ quali uno o due al più ne soglio mostrare per esempio, e norma d’infiniti altri.

Accompagnando tutte le sopraindicate sperienze, come soglio anche delle altre, colle convenienti spiegazioni, ho fatto ad ogni incontro rimarcare l’analogia dei fenomeni magnetici cogli elettrici: non già con quelli dell’elettri- cità scintillante, o di trasfusione ; ma con quelli che si limitano all’azione delle atmosfere, ossia all’elettricità di semplice pressione. Nè già ho voluto insinuare che l’istesso sia il fluido elettrico, e il magnetico, tale identità non potendosi in alcun modo sostenere; ma bene che dentro l’indicata sfera agiscono l’uno e l’altro fluido coll’istesse leggi; di modo che niun fenomeno presenta il Ma- gnetismo, che non abbia il suo parallelo nell’Elettricismo; comechè poi ne presenti questo di un altr’ordine e sfera, che colpiscono dippiù, cioè tutti quelli prodotti dall’elettricità viva e di trasfusione: i quali fenomeni di reale trasfusione mancano, come dissi, intieramente al Magnetismo, avendo luogo soltanto quelli di turbato equilibrio interno, di smovimento e trasporto del fluido da parte a parte, da un capo all’altro dell’istesso corpo magnetico o magnetizzabile, gli altri corpi tutti, fuori delle Calamite e del ferro, essendo affatto coibenti.

Esposta così la teoria del Magnetismo, che dietro alle opere di Epino, Wilcke, Brugmans, Steiglehner, Lichtenberg, Gehler, Gren, e alcuni anche tra gl’Inglesi e i Francesi, è la più ricevuta, mi son contentato di dar un cenno solamente delle altre vecchie teorie dei vortici magnetici, e simiglianti, di gusto più o meno Cartesiano, che non hanno ormai più seguaci, almeno tra Fisici di nome.

Cart. Volt. O 55.

DEL MAGNETISMO.

Calamita. Sua natura mineralogica.

Idea preventiva di una grande analogìa tra il Magnetismo e l’Elettri- cità; però restringendoci ai fenomeni della sola elettricità di pressione, senza reale trasfusione.

Attrazione della calamita verso il ferro, e corpi ferrugginosi. Reciproca, e attraverso qualsisia corpo, che non sia ferro, o ne contenga.

Analogia in ciò coll’Elettricità, considerando tutti i corpi, eccetto il ferro, e le calamite, come coibenti assoluti del fluido magnetico.

Poli delle Calamite: cioè punti della massima forza attraente, la quale de- grada mano mano nelle parti più lontane da essi poli.

Direzione di questi Poli verso i Poli del mondo ; e quindi Polo magnetico Boreale o Settentr., e Polo Australe, o Merid.

Attrazione reciproca de’ Poli diversi, detti perciò amici.

Ripulsione de’ poli omologhi, o nemici.

Attrazione sì dell’uno che dell’altro polo verso il ferro non magnetico ossia indifferente; assai meno forte però, che tra’ poli amici. Reciproche tutte queste attrazioni e ripulsioni, e imperturbate non alterate attraverso qual- sisia corpo.

Analogia la più marcata di queste attrazioni e ripulsioni magnetiche colle attr. e rip. elettriche.

Armatura delle Calamite, per raccogliere concentrare la forza di molti punti, e la virtù per così dire sparsa su larghe faccie, in pochi punti di d.e armature.

Analogia colle armature delle lamine coibenti elettriche.

Comunicazione (a dir più giusto eccitamento) del Magnetismo nel ferro dolce, nel ferro duro e temprato, e nell’acciajo.

Analogia coll’elettricità supponendo il ferro dolce più deferente che coi- bente del fluido magnetico, il duro più coibente, che deferente, il temprato, e l’acciajo, coibente non però assoluto, come sono tutti i corpi non ferrug- ginosi.

Interposizione di una spranga di ferro dolce tra una calamita e un ago calamitato o no: quando, e in che modo accresce, e quando diminuisce l’at- trazione o la ripulsione di detto ago. Analogia anche in ciò coll’Elettricità.

Leggi dell’anzidetta comunicazione, o meglio eccitamento del Magne- tismo, riguardo al determinare i Poli, rovesciarli, ecc. Analogia coll’elet- tricità.

Aghi calamitati. Bussole.

Calamite artificiali forti. Metodi diversi per ottenerle. Analogia ecc.

Declinazione degli Aghi magnetici.

Variazioni della declinazione, riguardo a varie regioni, tempi ecc. De- clinatorio magnetico.

Inclinazione degli Aghi magnetici. Prove attorno ad una calamita sfe- rica. Applicazione al Globo terracqueo. Immagine ed esempio con una così detta Terrella.

Magnetismo indotto naturalmente in varie aste, e strumenti di ferro, come trapani, bulini, molle da fuoco.

AGGIUNTE

TRATTE DAI MANOSCRITTI DI A. VOLTA

Cart. Volt. E 56.

Je ne sçais si vous connoissez l’ouvrage d’un Physicien Hollandais nommé Brugmans, qui a paru il y a 25. ou 30. ans, sous le titre de Affi- nitatibus magneticis. Cet ouvrage contient un gran nombre d’expériences delicates, que l’auteur a faites soumettant à l’action magnetique une grande variété de substances des trois regnes. Pour decouvrir si elles obéiroient à l’attraction de l’aimant, il reduisoit ces substances en petits morceaux, ou en poudre, et les confioit à une très-petite nacelle de papier flottante sur l’eau, ou bien à la surface nette d’un petit lac de mercure. Par ce moyen simple il trouva, que toutes, ou presque toutes les substances étoient plus ou moins attirées par l’aimant; les bois, les os, et toutes autres matieres vegetales ou animales, les terres simples ou composées, les sels, les bitumes, et autres mineraux, la poussiere de chambre, et des habits, etc. etc. Cepen- dant comme cette attraction étoit plus marquée à mesure qu’on pouvoit decouvrir que les substances mises à l’épreuve receloient du fer, soit libre, et à l’état metallique, soit encore oxidé, ou autrement modifié, il fit voir assez, qu’on pouvoit juger avec fondement, que dans les cas même, où l’on ne sauroit decouvrir par aucun autre moyen l’existence du fer ou de la ma- tiere ferrugineuse dans les corps, qui étoient néanmoins un peu attirés par l’aimant, cette matiere s’y trouvoit pourtant masquée peut être et en une quantité extremement petite. Au reste qu’une quantité inappréciable de fer, telle qu’on ne sauroit la découvrir par les artifices chimiques les plus subtils, suffise pour rendre attirable à l’aimant un corps, qui par lui-même ne l’est pas, c’est une chose prouvée par mille autres expériences. Il suffit de frapper, ou de frotter une lame d’argent, ou autre, avec du fer, pour qu’elle mani- feste des signes de cette attraction. Et les expériences très-recentes de Che- nevix

« Sur la propriété magnétique du nikel e du cobalt [Ann. de Chim. XLIV, 1702]. [Nota della Comm.].

, Chimiste Anglois n’ont-elles pas montré que le nikel, auquel on avait attribué dans ces derniers tems la vertu de pouvoir devenir magnetique, et qui la manifestoit d’une manière si marquée, ne la possied pas en propre cette vertu; mais qu’il la doit à une petite quantité de fer, auquel il est melé; si petite, que Vauquelin, ne l’avoit pas pu decouvrir dans ses essays, et qui avoit échappé à toute autre recherche Le Chimiste surnommé étant parvenu à dépouiller le nikel de tout residu de fer, à le purger entierement, a vu, qu’il n’étoit plus susceptible de magnetisme; et il conjecture la même chose du Cobalt.

D’après ces faits il ne me paroit pas fort étonnant, que Mr. Coulomb, employant des moyens beaucoup plus actifs d’un coté, savoir faisant con- courir l’action des poles amis de deux barreaux fortement aimantés, et de l’autre procurant par sa maniere de suspension une extreme mobilité aux ma- tieres soumises à l’expérience, ait obtenu des mouvements magnetiques de toutes les substances. La moindre parcelle de fer, ou de matiere ferrugineuse attachée ou combinée à ces substances, a pu suffire. Au moins reste-t-il tou- jours un soupçon de cela, tant que Mr. Coulomb ne le detruise pas par des raisons et des expériences demonstratives: ce qu’il a peut-être deja fait, et sera mis au jour lorsqu’il publiera ses recherches, et ses observations. Ce qui me frappe, ce qui est une grande decouverte, due entierement à Cou- lomb est que ces corps acquirrent une polarité, sur-tout si cette polarité est durable. Une telle decouverte doit faire epoque dans la science.