Volta, Alessandro Risultati sperimentali elettrometrici di esperienze eseguite con Piattelli coniugati it volta_risuElet_822_it.xml 822.xml

RISULTATI SPERIMENTALI ELETTROMETRICI DI ESPERIENZE ESEGUITE CON PIATTELLI CONIUGATI

FONTI.

Stampate.

Manoscritte.

Cart. Volt.: I 14; I 4 β (2a parte).

Osservazioni.

Titolo: Data: I 14 è senza data; però risulterebbe del 1787, in quanto le misure sono riferite all’Elettrometro a paglie, con accenno ad una circostanza che èdefinita pienamente solo nella prima lettera sulla Meteorologia Elettrica comparsa in « Br. Bibl. », T. I, genn. febbr. 1788, lettera che verrà pubblicata nel vol. successivo a questo.

In questo N. e nei successivi si pubblicano risultati numerici di esperienze, che erano dal V. compiute e coordinate al preciso scopo di assoggettare a misura tutti i fenomeni elettrici. Per quanto riguarda la parte che si pubblica in questo N. vedasi la Nota di Commissione a pagina 29. I 14: è la prima minuta di una serie di appunti non ordinati: si pubblicano solo saggi e specchietti di risultati riannodantisi attorno a conclusioni enunciate. I 4 β (2a parte): le prime due pagine diI 4 β sono pubblicate al No LV (B): qui si pubblica parte delle ultime due pagine diI 4 β, per la natura degli argomenti trattati e pei raccordi che presenta con altri Mns.

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Cart. Volt. I 14

Per quanto riguarda il contenuto di questo gruppo di manoscritti, conviene fermare l’at- tenzione: 1° Sui vari tipi di esperienze. 2° Sulle avvertenze e precauzioni tenute. 3° Sulle conclusioni conseguite.

Le esperienze sono di due tipi.

Nel primo tipo, il V. elettrizza il piatto A solitario ad un certo numero di gradi, poi lo affaccia al piatto B isolato a determinate distanze: toccato B, ed indi isolatolo di nuovo, nota allora quanto segnano gli elettrometri di A e B.

Nel secondo tipo, il V. elettrizza A ad un certo numero di gradi, supposto A affacciato a determinate distanze dal piatto B non isolato: isolato poi B, allontana A da B e nota allora quanto segnano gli elettrometri di A e B.

In ambo i tipi ai esperienze, queste vengono eseguite nelle seguenti diverse condizioni: 1a condizione fra A e B vi sia uno strato di aria. 2a condizione: fra A e B vi sia un sottile strato isolante. 3a condizione: il piattello B è sostituito da uno strato semiconduttore sul quale A si posa.

Per quanto riguarda le avvertenze, il V. tien conto dell'aumento di capacità dovuto al por- tante dell’elettrometro, e così pure procede alla deduzione di un grado e dimezzo grado di cui stanno discoste le paglie dell’elettrometro scarico: quest’ultima circostanza permette di concludere che I 14 è anteriore alla prima lettera al Lichtenberg sulla meteorologia elettrica (Br. Bibl., T. I, genn. febbr. 1788) che verrà pubblicata nel volume successivo.

Per quanto riguarda le conclusioni del primo tipo di esperienze, risulta che le distanze alle quali B viene attuato (cioè elettrizzato) ad un determinato numero di gradi, sono direttamente pro porzionali ai quadrati delle cariche attuanti (cioè inducenti) di A : così pure risulta come in deter- minate condizioni di esperienze, duplicando la distanza, l’attuazione di B diminuisce di gr. 1 ½, o gr. 2.

Per quanto riguarda le conclusioni del secondo tipo di esperienze, risulta che l’attuazione di B cresce in ragione diretta della carica di A, ed in ragione inversa della sua distanza da A. [Nota della Commissione].

.

Gradi di Elettricità ± a cui si porta il piattello A solitario.

Distanza in linee a cui si affaccia A a B.

Gradi di El. omologa acci- dentale ossia di tensione che marca B finchè sta isolato,

Item. Gradi di EI. contra- ria ± che vi sorgono se toccato ecc. ai quali gra- di corrispondono poi al- trettanti di El. reale con- traria ∓ nell’istesso B tosto che sendo stato al- leggerito con acconci toc- camenti quella El. di pressione, si allontana affatto da A abbastanza per sortire dalla sua sfe- ra di attività.

1

A sol. El. + gr 4.

A

8

B gr.

1

A

4

B gr.

1 ½

A

2

-

2

A

1

-

2 ½

1

A sol. El. + gr 8.

A

16

B gr.

1 ¾

A

8

2 ¾ (*)

A

4

3 ¾ (*)

A

2

4 ¾ (*)

A

1

5 ¾ (*)

(*) Scarsi, cioè piuttosto ½ che ¾. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

lin

A . gr. 6 con accuratezza grande

:

A

1

gr.

2

B. gr.

4 .

A

2

3

3 .

A

3

3 ½

2 ½.

A

4

4

2 .

A

6

4 ½

1 ½.

A

8

5

1 .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

lin

A . gr . 12

:

A

1

gr.

4

B . gr.

7 ½.

2

5 ½

6 ½.

3

6 ½

5 ½.

4

7.8

5. 4.

6

8 ½

3 ½.

8

9 ½

2 ¾.

lin

A . sol. gr . 16

:

A

1

gr.

4 ½ .

B . gr.

11 ½.

A

2

7 ½ .

8 ½.

A

3

9 .

7 .

A

4

9.10 .

7. 6.

A

6

11 .

5 .

A

8

12 .

4 .

A

12

14 .

2 .

A

16

14 ½ .

1 ½.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

lin

A . sol. gr . 24

A

1

gr.

8 .

B . gr.

16 .

A

2

11

13 .

A

3

13.14

11.10.

A

4

15 .

9 .

A

6

16 .

8 .

A

8

18 .

6 .

A

12

20 .

4 .

A

16

21 .

3 .

Le sperienze di questa facciata

Alla « facciata » qui citata, appartengono i precedenti quattro specchietti di esperienze. [Nota della Comm.].

fatte con accuratezza, e replicate, sostenendosi bene l’elettricità per un tempo secco (68. gradi dell’igrometro a cappello) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Infusa l’Elettricità al piattello A mentre sta affacciato al . . . . . .

gr. ¾

lin.

allontanati

A .

½.

A . gr.

5 ½

:

B . gr.

4 ½.

A .

1 .

A

3 ½

:

2 ½.

A .

2 .

A

2 ½

:

1 ½.

gr. 6

lin.

A .

1 .

A . gr.

24

:

B .

17.18.

A .

2 .

A

13

:

9 .

A .

3 .

A

11

:

6 ½.

A .

4 .

A

10

:

5 .

A .

6 .

A

8

:

2 .

A .

8 .

A

7 ½

:

1 ½ .

gr. 8. 9.

lin.

A .

1 .

A . gr.

:

B .

24 .

A .

1 ½ .

A

24

:

16 .

A .

2 .

A

20

:

12 .

A .

3 .

A

16

:

8 .

A .

4 .

A

13

:

6 .

A .

6 .

A

12

:

4.4 ½ .

A .

8 .

A

11

:

3 .

A .

12 .

A

9 ½

:

1 ½.2.

gr. 20.

lin.

A .

3 .

A . gr.

:

B . gr.

21 .

A .

4 .

A gr.

:

B .

16.17.18.

A .

6 .

A gr.

29

:

10.12.

A .

8 .

A gr.

26. 28

:

9 .

A .

12 .

A gr.

23

:

6.6 ½.

A .

16 .

A gr.

21

:

4 ½.

A .

24 .

A gr.

21

:

2 ½.

N. B. L’El. infusa nel piattello eccedeva gli indicati gradi tanto, che anche detraendo 1 gr. rimaneva abbondante.

Osservisi inoltre, che il piattello B sorgeva agli indicati gradi, se si distruggeva l’El. di A contraria, senza di che restava men alto di 1. grado, 2. ecc.

Del resto queste sper.e furon fatte con tale accuratezza, che posson servire di norma per gli altri gradi di Elettricità sì maggiori che minori, principalmente per i minori; e per le distanze pure maggiori e minori.

A affacciato gr. 2

affacciato lin.

A

½.

A sol. gr. 17 ½.

B. gr.

15 ½ .

A

1.

A . . . . . 10 . 11.

8. 9 .

A

2.

A . . . . . 5. 6.

3 ½. 4.

A

3.

A . . . . . 4 ½.

2 ½.

A

4.

A . . . . . 3½.

1 ½. 2.

In margine alla pagina, il Mns. presenta la seguente nota: « Sperienze fatte con accuratezza, e colle necessarie correzioni. Solamente le linee sono un poco più abbondanti del dovere ». Sotto allo specchietto numerico dato in saggio, il Mns. ne presenta molti altri simili che non. si pubblicano. [Nota della Comm.].

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Applicato immediatamente al piattello A uno di metallo incrostato sottilmente di cera spagna; uno di legno coperto d’incerato nero e vecchio, ed uno di legno nudo vecchio di brasile. Igrom. 70 Ter. 17.

Col piattello B. incrostato di ceraspagna

Importa poco che si aspetti qualche secondo a staccare: dopo 10. o 15. 2.di si hanno ancora gr. 12.

. A. El. +

Leggasi: « in più ». [Nota della Comm.].

gr. ¼. monta a gr. 18. 16. 14. 13. 15.

Col piattello B d’incerato. A. El. + gr. ¼. ascende a gr. 16. 17.

Col piattello di legno nudo A. El. + ¼. ascende a gr. 16. 18. 18. 24. 24. ec.

ciò eseguendo il distacco prontissimamente; altrimenti tardando alcuni secondi si hanno soltanto gr. 15 o meno.

.

Con un piattello di marmo vecchio A. El. + gr. ¼. monta a gr. 8.

In margine al Mns. appare poi la seguente nota: « Elettrizzo cioè con una scintilla di Elettroforo piccolissimo e riposato una boccetta che richiami 16. di tai scintillette a caricarsi 4 gradi circa ». [Nota della Comm.].

A affacciato a B. in qualche distanza elettrizzato, indi rimosso B

A. dist.

1. ¼. gr. 1. va a gr. 15.

16 ----

B. gr.

13.

Si avverte che le lineette orizzontali, mentre generalmente indicano « elettricità in meno » quando si presentano nel testo, quando appaiono invece negli specchietti richiamano tratti di penna che si trovano nel Mns. e dei quali il V. si serviva per allineare i risultati numerici negli spec- chietti stessi. [Nota della Comm.].

1. ½. gr. 1. ----- gr.

9 ----

B. gr.

7 ½

1. 1. gr. 1. ----- gr.

4 ½ --

B. gr.

4

A. dist.

1. ½. gr. 2. -----

16. ----

B. gr.

13

1. 1. gr. 2. -----

10. --

B. gr.

9.

1. 1 ½ gr. 2. -----

6. --

B. gr.

5.

1. 2. gr. 2. -----

5. --

B.

4.

A. dist.

1. ½. gr. 3. -----

25. ----

B. gr.

20

1. 1. gr. 3. -----

13. --

B. gr.

10 ½.

1. 1 ½ gr. 3. -----

11. --

B. gr.

8 ½.

1. 2. gr. 3. -----

8. --

B. gr.

6.

1. 3. gr. 3. -----

6. --

B. gr.

3 ½.

1. 4. gr. 3. -----

5. --

B. gr.

3.

Anche qui i gradi della boccetta sono calcolati in ragione di ¼ di grado per ogni scintilletta ,dell’Elettroforo, richiedendosene 16. per 4 gradi, 24 per 6. gr., 32. per 8. gr., 40. per 10. gr., ecc. Verificato ciò accuratamente. Sola- mente le distanze di A da B non possono determinarsi accuratamente.

A. dist.

lin. 1.

El.

gr. 4

abbond. monta a gr.

20

--

B. gr.

15.

lin. 2.

gr. 4

--

10 ½

--

gr.

7 ½.

lin. 3.

gr. 4

--

7 ½

--

5.

lin. 4.

gr. 4

--

6 ½

--

3 ½.

lin. 6.

gr. 4

--

5

--

2 ½.

Condens. col piattello incrostato di cera spagna riposando orizzontalmente.

A. El. + gr. ⅕. sale a gr. 16. 12. Col piattello di brasile gr. ⅕ --- gr. 15. 13.

Igr. 75.

Il piattello A. elettrizzato a gr. 12. attua il piattello B. affaciatogli in dist di lin. 3. a gr. 6.

Toccato questo piattello, distruggesi intieramente cotal El. attuata e cade anche l’El. attuante di A., dai 12. a 6. gradi.

Rimosso poi esso B vi sorge El. contraria, reale, finchè allontanato egli abbastanza, arriva questa a gr. 6 = cioè alla prima di pressione, ed A risale ai suoi 12. gradi.

N. B. Questa sperienza ripetuta molte volte accuratamente è riuscita sempre a dovere e appuntino, quando l’aria e gl’isolamenti perfetti lasciavano, che si sostenesse bene l’elettricità.

N. B. Siccome il portante del piattello coll’Elettrometro accresce di ⅕ circa l’elettricità

Nel Mns. trovasi scritto « elettricità »; evidentemente deve leggersi « capacità ». [Nota della Comm.].

di quello; così B. vuol dirsi attuato alla metà di gr. 12. cioè a gr. 6. quando ne mostra sol 5. scarsi: il che accade affacciandolo in distanza non di 3. ma di 4. lin. circa.

Per l’elet. poi reale ed attuante di A. = 20. gr., egli è a 5. lin. di distanza, che B. viene attuato alla metà, cioè a gr. 10. mostrandone soltanto 8. e di 8. soltanto cadendo A, per la ragione sopr’indicata di ⅕ di capacità dippiù ch’essi piattelli hanno in grazia dell'annesso portante.

L’El. attuante del disco A crescendo del doppio, del triplo, del quadruplo estende la sua sfera d’attività 4. 9. 16. volte più lontano, ossia attua a un dato grado il disco B posto alle suddette distanze.

Cosi trovato che A el.to a 5 gr. attua B a 2 ½ circa in distanza di lin. 2., lo attua parimenti ancora a gr. 2 ½. in dist. di lin. 8. ove l’El. di esso A sia gr. 10. in dist. di lin. 18. ove l’El. di A. sia gr. 15. in dist. di lin. 32 ove l’El. di A. sia gr. 20.

Piat. A. gr. 8. esattamente a lin. 2¼ attua B. gr. 4 . 4. decade gr. 4. e li ripiglia poi lin. 4 ½ . . . . . . . gr. 2 ½. lin. 9 . . . . . . . gr. 1 ¼ . 1. lin. 1 ⅛ . . . . . . . gr. 5 ½.

Cominciando dunque dalla distanza di lin. 1 ⅛, in cui A 8. gr. attua B gr. 5 ½, col duplicare la distanza, diminuisce l’attuamento di 1 ½ gr. pros- simamente; poi duplicando ancora la distanza di altri gr. 1 ½; e così sempre gr. 1 ½. per ogni volta che si duplica la distanza. Dal che viene, che a lin. 15 circa:, diverrebbe 0 l’attuamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Portata e sostenuta l’El. nel piatt. A agl’indicati gradi mentre gli sta a fronte il piatt. B. nell’indic.te distanze.

A. El, gr. 20. stando B. in dist. di lin. 18.

B

rimosso,

gr. 4. 3.

. . . 9

B

. . .

gr. 8. 7.

. . . 4 ½

B

. . .

gr. 14. 14.

. . . 2 ¼.

B

. . .

gr. 28.

. . . 36.

B

. . .

gr. 1 ½. 2.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

El. gr. 12. in 13 1. 2. A gr. 32. B gr. 20. 1. 3. A -- 24. B -- 13. 1. 4. A -- 20. B -- 9 ½. 1. 6. A -- 17. B -- 6 ½. 1. 8. A -- 16. B -- 4 ½. 1. 12. A -- 14. B -- 3. 1. 16. A -- 13. B -- 2.

Istessa accuratezza.

N. B. Pare che dai gradi marcati dagl’Elettrometri se ne debba sempre dedurre 1., cioè quel grado di cui stan discoste le paglie quando pendono naturalmente senza elettricità

Il Volta nella prima lettera sulla Meteorologia Elettrica (Br. Bibl., T. I, genn. febbr. 1788), che verrà pubblicata nel sucessivo volume, determina in modo preciso come deve essere computato il tratto di cui stanno discoste le paglie nell’Elettrometro scarico: questa circostanza permette di stabilire senz’altro che I 14 è anteriore alla precitata lettera, cioè al genn.-febbr.1788. [Nota della Comm.].

. Con tal deduzione le sper.e corrispondono ancora meglio alle leggi. L’El. però infusa nel piattello A di gr. 12. 8. 6. ecc. eccedeva gli indicati gradi tanto, che anche detraendo similmente 1. rima- neva ancora abbondante. Era cioè quella, onde ciascuna scintilla dell’Elettro- foro caricava la boccetta = ⅞ di lin. piuttosto che = ¾. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Condensazione applicando al piattello A il piatt. B intonacato leggermente di ceraspagna: ed elettrizzando A con una boccetta di Leida di 21. poll. quadr. di armatura, caricata con un picciolo e stanco Elettroforo, ciascuna scintilla del quale le dà la carica di circa 2/10 di grado.

El. di A applicato a B.

gr. 2/10: staccatolo A gr. 9. 8. 10. Ripet. l’esper. 10 scarsi.

gr. 4/10 . . . . . . . . . 18. abbond.

gr. 2/10 El. contr. di B. gr. 8. 7. 8.

gr. 4/10 . . . . . . . . . 16 circa.

N. B. In queste ultime sper.e non si applicano molto bene i piattelli l’uno all’altro.

Applicati men bene ancora arriva l’el. condensata soltanto da gr. 2 /10 a gr. . . . . . . . . 6 in 7. ... 4/10 . . . . . . . . . . . . .12 in 14. tanto nell’uno quanto nell’altro piattello, colla differenza di 1/10 al più dal- l’attuante all’attuato.

Il piattello A riposando e pesando sopra il piattello incerato, sostenuto dalla mano.

Cioè con una sol scintilla

del picc. Elettrof.

da

gr. 3/20 A a gr. 10.

con

2. scint.

... 3/10 ........ 18. 20.

3. scint.

... 9/20 ........ 28.

4. scint.

... 12/20 ........ 41.

7. scint.

gr. 1. 1 ½0 .... 70. 72.

Adoperando invece del piatto incrostato uno di marmo asciutto al sole, ottengo presso a poco lo stesso, purchè la boccetta continui a toccare il sovrap- posto piattello A per varj secondi, cioè 6. 8. 10., secondo che la carica è di 3/20, di 6/20, di 12/20, di 1. grado.

Adoperando un piattello coperto d’incerato, si condensa l’El. circa un terzo dippiù, cioè colla carica della boccetta di 3/20 gr. si ottengono ben 15. gr., e colla carica di gr. 12/ 20. gr. 70. circa. Conviene però tener applicata la boccetta non più di 1. minuto secondo circa: giacchè se dura tal contatto 8. in 10. sec. non si ottiene, che la metà, ecc.

Adoperando un piattello di legno duro vecchio, e polito di brasile, e facendo durare il contatto un min. secondo, due o poco più (non meno) (ben inteso, che si tenga colla mano larga esso piatto pel disotto, per facili- tare ecc.), si ottiene ancora maggior condensazione, giacchè colla carica di 1/10 di gr. si ottengono fin gr. 14 in 15.; e colla carica di 2/1o e di 3/10 gr. si hanno gr. 28. e 44. Insomma si condensa più di 150. o più di 200. volte.

N. B. La carica della boccetta di 21. poll. quadr. di armatura compar- tendosi al piattello A di 3 poll. di diam.o applicato ecc. riducesi di ⅕. circa; onde invece e. gr. di 5/10, va calcolata soltanto 4/10; oppure calcolata la con- densazione di ¼ maggiore; la quale per conseguenza arriva col piattello di legno a circa 200 volte.

Essendo la carica soltanto 1/16 di grado la condensazione va fino a 240, e più ancora. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

gr. 2 abbondanti.

gr. 3.

a

lin. ½.

gr. 13. 12.

a lin.

½.

gr.

13.

lin. 1.

gr. 7 scarsi.

1.

8.

lin. 2.

gr. 4 ¾. 4 ½.

2.

6.

lin. 3.

gr. 4 scarsi.

4.

4.

lin. 4.

gr. 3.

6.

3 ½.

lin. 6.

gr. 3.

8.

3 ¼.

lin. 8.

gr. 2 ½.

10.

3.

lin. 10.

gr. 2 ¼.

Queste sperienze colle seguenti furon fatte in altro giorno umido: l’elet- trometro... condens....

N. B. Il portante del piattello col capellotto e pendolini dell’Elettro- metro accrescono la capacità di esso piattello di ⅕ circa. Quando dunque il piattello B rimosso mostra El. es. gr. = gr. 4. ec. deve valutarsi per gr. 5. quella di pressione sofferta dal medesimo affacciato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Condensatore con uno strato di aria frammezzo ai piattelli. Distanza lin. ½ circa.

El. della boccietta

gr. 5/10 scarsi, sorge A gr. 3 ½ circa.

gr. 1 . . . . . . . . . . . . A gr. 6

B gr. 5.

gr. 1 ½, . . . . . . . . . . A . . . 9

B . . 8.

gr. 2 . . . . . . . . . . A . . . 12 ½

B . . 11.

N. B. A distanza molto minore di ½ lin. non si ottiene ordinariamente nulla nell’apparato mio; forse perchè non possono avvicinarsi di tanto i piat- telli, senza che in qualche punto non vi sia comunicazione o immediata, o per qualche granulo, o pelo interposto.

E neppure alla distanza di ½ linea si ottengono segni ben marcati, se la carica della boccetta con cui si tocca il piattello A, è minore molto di ½ gr. es. gr. 1/10 solamente: essendo 3/10 gr. ho potuto ottenere

A gr.

2 ½

B gr.

2.

gr. 3 . . . . . .

A

18

B . . .

14.

gr. 4 . . . . . .

A

24

B . . .

19

Dist. lin. 1.

gr. 1 . . . . . .

A

3

B

2

gr. 2 . . . . . .

A

7 ½

B

6

gr. 3 . . . . . .

A

10 ½

B

8

gr. 4 . . . . . .

A

13

B

10

gr. 6 . . . . . .

A

21

B

16

gr. 8 . . . . . .

A

28

B

20

Nella pagina del Mns., successiva a quella che porta i dati sperimentali qui pubblicati, seguono i risultati di esperienze analoghe alle precedenti, corrispondenti alle distanze di lin. 2, lin. 3, lin. 4, lin. 6. [Nota della Comm.].

.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Osservazioni.

L’El. di A = 16. gr.

A dist. di lin. 6. da B non isolato;

rimosso questo,

A cresce a gr. 24

B gr. 8.

A dist. lin. 12.

A da gr. 16. a gr. 19

B da 0 a gr. 4.

Dist. lin 6. El. di

A gr. = 8.

cresce poi a gr.

11.

B. gr. 4.

12 . . .

A da gr. 8

a

9 ½

B. gr. 2.

Cresce dunque esattamente del doppio l’El. di B tanto per doppia ca- rica della boccetta che elettrizzò A, ossia per doppio numero di gradi di esso A affacciato a B, quanto per doppio accostamento, ecc. così:

A affacciato a B non isolato in dist. di lin. 3. ed elettrizzato per gr. 12. Rimosso B, A cresce a gr. 24. B sale a gr. 12.

A. Elettr.

gr. 12

lin.

6. cresce poi rimosso ecc. a gr. 16. 17.

B. gr. 5. 6.

In margine il Mns. porta, scritto una sol volta e riferendosi alle tre esperienze richia- mate, le seguenti parole: « Esatte, sostenendosi bene gli Elettrometri per tempo secco ». [Nota della Comm.].

gr. 12

l.

2. ................... gr.

B. gr. 18.

In margine il Mns. porta, scritto una sol volta e riferendosi alle tre esperienze richia- mate, le seguenti parole: « Esatte, sostenendosi bene gli Elettrometri per tempo secco ». [Nota della Comm.].

gr. 12

l.

8. ................... gr. 15.

B. gr. 4 ½.

In margine il Mns. porta, scritto una sol volta e riferendosi alle tre esperienze richia- mate, le seguenti parole: « Esatte, sostenendosi bene gli Elettrometri per tempo secco ». [Nota della Comm.].

gr. 12

l.

4. ................... gr. 20.

B. gr. 9.

gr. 12

l.

10 ................... gr. 15 14 ½

B. gr. 4. 5.

gr. 12

l.

12 ................... gr. 14.

B. gr. 3. 4.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

A. affacc. a B: gr. 4.

separati.

Come sopra.

lin. ½.

A gr. 24.

B gr. 20.

lin. 1.

A gr. 16.

B gr. 12.

lin. 1 ½.

A gr. 12.

B gr. 8 ¾.

lin. 2.

A gr. 9 ¾.

B gr. 6 ½.

lin. 3.

A gr. 7 ½.

B gr. 4 ½.

lin. 4.

A gr. 6 ½.

B gr. 3 ½.

lin. 6.

A gr. 7.

B gr. 2 ½.

lin. 8.

A gr. 5.

B gr. 2.

lin. 12.

A gr. 4 ½.

B gr. 1 ½.

N. B. Le progressioni vanno benissimo, se si deduce sempre da B ½ grado o ¾, per la distanza che hanno già le pagliette dell’Elettrometro privo di Elettricità; onde quando si segna p. es. 2 ½. egli è certo realmente di soli 2. gradi ecc.

Vedasi, sullo stesso particolare, nota [1] a pag. 35. [Nota della Comm.].

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Elet. +

Leggasi « in più ». [Nota della Comm.].

del disco fisso A gr. 16. E. -

Leggasi « in meno ». [Nota della Comm.].

del disco mobile B secondo le distanze a cui fu affacciato e toccato, indi ritirato.

dist. lin.

16.

gr.

2.

ripet.

2

-

2

-

2 ½

8.

-

3 ½.

-

3 ½

-

3 ¾

-

4

4.

-

5.

-

6

-

6 scarsi

-

5 ¾

2.

-

7 ½.

-

8 ½

-

8

-

9

1.

-

10.

-

11 ½

-

11

-

11 ½

Anche ritirato doveva risentirsi di 1. gr. circa, essendo la distanza di lin. 36.

Si ripeton pertanto le sperienze distruggendo ad ogni volta l’El. del disco A.

El. + gr. 16. Aria secca. Igr. gr. 55. l’Elettricità si sostiene discretamente bene.

dist. lin.

32.

gr.

1 ½

-

1.

16.

-

3

-

3.

8.

-

4 ½

-

5.

4.

-

7

-

7.

2.

-

9 ½

-

9.

1.

-

11

-

11 ½.

Sembra dunque che duplicando la distanza si diminuisca sempre egual- mente di 2. gradi circa l’El. di pressione, ossia l’azione dell’Elettricità + del disco A forte di 16. gradi. Risulterebbe quindi, che alla distanza un poco minore di ¼ lin. l’El. di press. od attuata verrebbe uguale circa all’attuante, e presso a poco come nel contatto, cioè circa 16. gradi: e che all’incontro svanirebbe intieramente alla distanza di 48. lin. circa, o divisioni segnate nell’istrom.to

N. B. Coteste divisioni segnate nell’istromento sono un poco maggiori delle vere linee: 10. di queste fanno 12. buone di quelle.

El. + gr. 12

El. + gr. 8.

dist. lin. 32.

gr. 1 scarsi.

dist. lin. 16.

gr. 1 ½. 1 ½.

16.

- 2.

8.

gr. 2 ½. 2 ¼.

8.

- 3 ½.

4.

gr. 3 ¼. 3.

4.

- 5.

2.

- 4.

2.

- 6 ½.

1.

- 4 ¾

1.

- 8.

El. + gr. 20.

dist. l. 16.

E. gr.

3 ¾

-

-

-

3

-

-

3 ½.

8.

gr.

5

-

6

-

5

-

5

-

6 ½

-

6.

4.

gr.

7 ½

-

8

-

7 ½

-

7

-

8 ½

-

8 ½.

2.

gr.

12

-

11

-

10 ½

-

10 ½

-

11

-

11.

1.

gr.

13 ½

-

13 ½

-

14

-

13 ½

-

14 ½

-

13 ½.

El. + gr. 14.

dist. l. 16.

gr.

3 ½

-

4

-

8.

-

6

-

7

-

6

-

4.

-

9

-

9

-

10

-

2.

-

12

-

12 ½

1.

-

15 ½

-

Accostando ad A il disco B, e toccando questo, discende l’Elettrometro di A tanto più, quanto più davvicino gli sta B nelle proporzioni suaccennate; ed esso B poi rimosso vedesi sorgere il suo Elettrometro di altrettanti gradi precisamente quanti s’abbassò A; ed altrettanti ne riacquista questi, quanti ne dispiega esso B rimosso alla maggiore distanza.

Appare anche, che ad eguali distanze, l’el. attuata corrisponda abbastanza esattamente alla forza dell’el. attuante: finalmente che crescendo la forza dell’el. attuante cresca la distanza a cui produce una data El. attuata in ragion duplicata di essa El. attuante, tanto che se 8. gr. di questa producono 4. gr. di quella alla distanza di 2. lin., 16. gr. produrranno similmente 4. ad una distanza 4. volte maggiore, cioè di 8. lin., 24 gr. ancora 4. attuati ad una distanza 9. volte maggiore cioè di lin. 18. ec.

N. B. Il portante del piattello col cappelletto e pendolini dell’Elettrometro, accrescono la capacità di esso piattello di ⅕ circa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Elettrizzato il piattello A a gradi 8. mentre sta di fronte al piattello B in distanze di linee 1 ¾. 3 ½. 7. 14. giuste; e rimosso indi intieramente l’un dall’altro, ed estinta l’El. di A, (innalzatasi ecc.) sorge in B un’elettricità contraria di circa gr. 16. 8. 4. 2. esattamente.

Elettrizzato l’istesso piatt. A. a gr. 4. a gr. 12. a gr. 16, ecc.; il piattello B. acquista El. alle stesse distanze nell’istessa proporzione, cioè ¼. ½. 1. 2 volte tanto dei gradi che aveva A, secondo fu avvicinato a lin. 16. 8. 4. 2.

Solamente per i gr. 4. le distanze devono essere alcun poco minori delle già dette, p. es. 13. in luogo di 14. ecc. per i 16. gradi alcun poco maggiori, cioè 13. in luogo di 14. ecc.

Valutando poi anche la capacità del pezzo portante il piattello B, come si dee, e valutando quindi d’ ⅕. dippiù l’El. mostrata dal suo Elettrometro, debbono le distanze per avere l’elettricità suddetta in B. = ¼. ½. 1. 2. a quella di A, essere lin. 18. 9. 4 ½. 1 ¾.

Elettrizzato il piattello A. gr. 16. solitario; indi affacciandogli il piat- tellon B alle seguenti distanze

lin. 16. vien attuato ecc. esso piattello

B a gr.

2 ½

lin. 8. cioè del doppio più vicino

-

4 ½

lin. 4. ancora del doppio

-

6 ½

lin. 2. ancora del doppio

-

8 ½

lin. 1. item

-

10 ½

cioè cresce l’attuamento di B (e quindi l’El. contraria, che toccato e rimosso indi dispiega), sempre di 2. gradi, diminuendosi del doppio la distanza.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Appare da queste sper.e e da altre ancora dirette, che una doppia elet- tricità produce l’istesso effetto a quadrupla distanza, ecc., ossia che per un dato grado di elettricità attuata di B le distanze crescono in ragion duplicata dell’el.à attuante di A solitario

Così dunque essendo la El. di A 14. gr. circa attua B a doppia distanza quanto lo attua con 10. gr. a distanza semplice, ecc.

.

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Cart. Volt. I 4 β (2a parte).

Piattelli di 5 poll. di diametro affacciati verticalmente nella macchinetta ecc....

Un piatttello A sta fisso comunicando con un elettrometro a pagliette, il quale coll’aggiunta di un pezzetto di conduttore ha capacità eguale al piat- tello medesimo.

L’altro piattello B riceve l’elettricità di 10. 12. 14. 16. 20. gradi, ecc. mentre sta affacciato al primo parallelamente alla distanza di 1. 2. 3. 4. linee ecc., e i gradi di elettricità a lui compartiti da una boccetta di Leyda si misurano da quelli, che la stessa dà ad un altro elettrometro eguale che sta a parte.

1o Infondesi ad un tratto elettricità di gr. 16 al piattello B affacciato ad A alla distanza di linee 1: con che l’elettrometro, cui comunica questo si alza al momento a gr. 14. buoni, e toccato in tale stato si scarica corrisponden- temente, onde poi allontanato affatto B, sorge in esso elettricità contraria di gr. 14 in 15.

2o Si ripete l’esper. stando i piattelli affacciati a lin. 2: coll’elettricità di B di gr. 16. l’elettricità di A andrà a gr. 10. in 11. 11. 11.

3o Si ripete sempre con la carica di gr. 16. portando la distanza de’ piattelli a lin. 3: l’elettrometro del piatto A si alza a gr. 9. 10. 9.

4o Come sopra la distanza fra i piattelli di lin. 4. A si alza a gr. 8. 7 ½. 8 ½. 9. 9 ½

5o Come sopra portata la distanza de’ piattelli a lin. 6: A si alza a gr. 7. 7 ½. 7 ½.

6o Come sopra dist lin. 8: si alza A. gr. 6. 7. 7.

7o Come sopra dist. lin. 10 = A gr. 5 ½.

8o Item. dist. lin. 12 = A gr. 4 ½. 4 ¼.

9o Item. dist. lin. 16 = A gr. 3 ¾. 3 ½.

10o Item. dist. lin. 20 = A gr. 2 ½. 2 ¾. 3.

11o Item. dist. lin. 24 = A gr. 2 ½. 2 ⅓. 2 ¼.

12o Item. dist. lin. 28 = A gr. 2.

13o Item. dist. lin. 14 = A gr. 4.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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