Jacopo Carlieri RISTRETTO DELLE COSE PIU' NOTABILI DELLA CITTA' DI FIRENZE 1767 Firenze it l217.xml

RISTRETTO DELLE COSE PIU' NOTABILI DELLA CITTA' DI FIRENZE SETTIMA IMPRESSIONE All'ILLUSTRISSIMO SIGNORE GIUSEPPE RICCARDI PATRIZIO FIORENTINO MARCHESE DI CHIANNI, E RIVALTO SIGNORE DI MONTE VASO, E MELA.

IN FIRENZE. MDCCLXVII. Nella Stamperia di Gio. Batiſta Stecchi, e Anton-Giuſeppe Pagani.

Per il Carlieri all'Inſegna di San Luigi. Con Licenza de' Superiori.

ILLUSTRISSIMO SIGNORE.

QUANTE VOLTE queſt'operetta ha avuta la ſor- te di comparire agli occhi del Pubblico, s'è veduta mai ſem- pre col nome luminoſo in fron- te di qualche illuſtre Perſo- naggio. In queſta ſettima com- parſa Ella ha il felice riſcon- tro mercè il favore, che le a- vete accordato, Illuſtriſs. Si- gnore di fregiarſi glorioſamen- te dell'inclito Nome Voſtro. Qual poteva ſperar mai più a- morevole Protettore? Voi di antica ſplendida famiglia, i cui ragguardevoli Antenati ſi ſo- no ſingolarmente diſtinti nel- la magnificenza delle Fabbri- che, nella ſontuoſità delle fu- pellettili, nella rarità delle pre- zioſe raccolte di pitture, di Sculture, d'intagli, avete qua- ſi col ſangue ereditata la no- biliſſima inclinazione a ſi fat- ti ineſtimabili Teſori. Voi na- to tra le grandezze d'un ma- gnifico Palazzo, ove dagli Eſteri non meno, che da' Cit- tadini s'ammirano due rare ſceltiſſime Biblioteche, e di belle edizioni, e di ſingolari Codici manoſcritti, avete por- tato fin dalla Cuna il bel ge- nio a quelle maraviglie, che rendono celebri le Città, ed attraggono la curioſità de' culti viaggiatori. Voi, nobil- mente educato avete con l' aſſidua applicazione alle bell' arti, e ſpezialmente al diſe- gno, e al tocco in penna au- mentata nel bell'animo voſtro la ſtima, e l'aſſetto verſo sì pregevoli Monumenti, in cui gareggiano mirabilmente la Natura e l'Arte. Degnate- vi dunque Illuſtriſſimo Signo- re, d'accoglierla benigna- mente ſotto gli auſpici favo- revoli della voſtra generoſa protezione, mentre io in atto d'offerirvela umilmente m' inchino.

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Di V. S. Illuſtriſſima Firenze 20. Giugno 1767.

Devotiſſimo Servitore Jacopo Carlieri

JACOPO CARLIERI AL LETTORE.

COmpariſce per la Settima volta alla luce il Riſtretto delle coſe più notabili di Firenze, il di cui primo eſemplare fù compoſto dal Dottor Raf- faello del Bruno per ornamento della Patria, e per comodo de' Foreſtieri. Egli traſſe dagli Scrittori più accre- ditati, e dalla viva voce de' Profeſ- ſori più pratici quanto ſcriſſe, e ſe nella preſente edizione ſi troverà coſa diſcrepante dalle altre, ſovvengavi, benigno Lettore, che nel variarſi de' tempi, ſi variano le coſe, onde alcu- ne ſone mutate di poſto, altre accre- ſciute, altre ſono tutte nuove, ed al- tre ancora meglio chiarite, al che fa- r non è mancato chi di buon genio ſi è aſſunto il peſo, per ſervire a queſta inclita Patria, ed a chi viene a ve- derla. Vero però è, che nel preſente accreſcimento non ſi è creduto di poter ſoddiſfare alle richieſte di molti, che averebbero deſiderato alcune più minu- te Notizie, ed una ſcelta delle In- ſcrizioni più ragguardevoli, perchè eſ- ſendoſi prefiſſo il primo Autore, e chi ha continuato, di non iſcrivere un am- pio Trattato, ma di fare un ſemplice Riſtretto delle coſe più notabili per di- rezione puramente de' Forestieri, è sta- to creduto, che altrimenti facendo, ſa- rebbe un troppo deviarſi dal principale iſtituto. Che per quelli, che amaſſero di meglio informarſi di quanto contie- ne queſta Città, copioſa in vero di co- ſe rare, poſſono ritrovarlo, benchè ſpar- ſamente nelle Opere de' due famoſi Bor- ghini: cioè ne' Trattati di Monſignor Vincenzio, e nel Ripoſo di Raffaello, nel Mini, nel Giambullari, nel Bocchi, nelle aggiunte del Cinelli in quanto ſcriße Ferdinando Leopoldo del Miglio- re nella ſua Fiorenza illuſtrata, e in quanto ne ha pubblicato modernamen- te il celebre Padre Richa nelle ſue Notizie ſtoriche delle Chieſe, ecc. non tralaſciando eziandio le Opere di Gior- gio Vaſari, di Filippo Baldinucci, e la ſcelta di Architetture antiche e mo- derne della Città di Firenze, di freſco ampliata, e pubblicata; ſiccome per quello, che riguarda la pietà, e il di- vin culto il Giamboni nel Diario ſacro che eſattamente diſteſe. Ma ciò non, oſtante credeſi, che ſia neceſſaria la preſente Operetta, dove ſi troveranno Notizie non più meße in luce, e quel- lo, che è effetto del tempo, il molto, che è ſtato aggiunto, e variato, dopo che ſcrißero i prenominati Autori. E perchè ſi è coll'eſperienza riconoſciu- to, che molti Foreſtieri gradiſcono di vedere le Fabbriche ſuburbane, e ſpe- cialmente le Reali Ville: a tale effetto ſi è ſtimato di far coſa grata lo aggiu- gnere per Seconda Parte una ſuccinta Relazione della vicina Campagna. Im- perciocchè ſe ſi voleße ſtendere la cu- rioſità di alcuno ad oſſervare le Fab- briche del Territorio Fiorentino, ve- drebbe forſe con maraviglia quanto è magnifico in queſto genere il genio del- la Nazione. Ed in ciò fare ci ha re- cato qualche giovamento il Compendio che ne compilò il Cavaliere Anton Fran- ceſco Marmi, al quale, come nelle co- ſe della Città, ſi è aggiunto non poco.

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Si è poi diviſo in tre ſole giornate quanto ſi propone a vederſi nella Cit- tà, non perchè non ſi creda, che vi voglia un tempo maggiore; ma per a- dattarſi a quelli, che di paſſaggio quà giungono; che per altro ognuno può ſpartire ſecondo che gli aggrada, e che eſige la propria convenienza, in quei giorni, che vorrà, quanto gradi- rà di vedere: conoſcendo però noi, che la ſola Real Galleria richiede per oſ- ſervarſi più tempo di quello, che ſi è diviſato per tutta l'intera Città: ap- punto come fanno i Foreſtieri più culti e che più guctano il buono; vivete fe- lici.

Molte gran coſe in piccol faſcio ſtringo.

Petrarca Trionfo della Fam. cap.. 2.

DEll'ORIGINE E DE' PROGRESSI DELLA CITTA' DI FIRENZE.

l'Origine di queſta noſtra Città per le diverſe opinioni degli Scrittori ſi è renduta incerta, e dubbioſa. Stimarono alcuni eſſer ella deri- vata da' Soldati di Silla; altri da' Triumvi- ri; altri da' Popoli Fieſolani. Nè vi man- cò chi credeſſe, Ercole Libico eſſerne ſta- to il Fondatore. Qualunque però di così varie opinioni ſia la più vera, a me per ora non è permeſſo d'inveſtigarlo. Certo è, che ſecondo L'autorità di Giulio Fron- tino, e di altri ſolenni Autori uniti alla comune ſicura credenza, a Firenze già fon- data fu dedotta anticamente da' Triumviri la Colonia de' Romani, popolata non dal- l'infima plebe, ma da' più ſcelti Soldati di Ceſare; e che da Floro è annoverata Firenze fra' più ſplendidi Municipi d'Ita- lia. Quindi è, che i Fiorentini nutrirono in ogni tempo ſpiriti nobili, e generoſi, e niuna impreſa, benchè difficile, e gran- de, intentata laſciarono, per acquiſtare a, ſe medeſimi gloria, ed alla Patria orna- mento, e ſplendore. Scoſſo il duro giogo di eſſere ad altri ſoggetti, dopo la caduta dell'Imperio Occidentale nel quinto ſeco- lo, procurarono di vivere in libertà; per conſervar la quale, non meno, che per di- latare i confini del proprio dominio, furo- no forzati ad abbattere l'audacia de' loro nemici, disfacendo Caſtella, eſpugnando Città, e riducendo ſotto il loro comando Popoli interi. Fatti pertanto potenti, non temerono di ſoſtenere oſtinatiſſime guerre, contra i primi potentati d'Italia, ripor- tandone bene ſpeſſo ſegnalate vittorie, le quali ſenz'alcun dubbio non ſarebbero così toſto ceſſate, ſe le diſcordie civili non ne aveſſero il corſo impedito. Queſte furono, che tolſero a' grandi il Governo, e 'l tra- mutarono di Ariſtocratico in Popolare, e di Popolare lo riduſſero a Principato: av- vegnachè la Repubblica ne' primi tempi, ſolamente dagli Ottimati ſi governaſſe, in- di dal Popolo, però nobile, e potente, e non già vile, e minuto, ſe non nella ri- voluzione de' Ciompi dell'anno 1378. che ebbe corta durata; e dipoi nel ſecolo deci- moſeſto per divina diſpoſizione, da Princi- pi ottimi, e clementiſſimi cominciò ad eſ- ſer governata. Ora ſiccome nel coraggio, e nel governo furono i Fiorentini ſomiglian- tiſſimi a' Romani; così procurarono in, ogni altra coſa d'imitarli. Ebbero come Roma, il Teatro, l'Anfiteatro, il Cam- pidoglio, il Foro, le Terme, gli Acqui- dotti, e fecondo alcuni anche Il Tempio di Marte. Dicono, che coſtumaſſero gli ſteſſi Giuochi, e l'iſteſſe Feſte pubbliche, e onoraſſero pure come lor tutelare il mede- ſimo Dio Marte. Così ne' tempi poſterio- ri, quando ebbero la felice ſorte di cono- ſcere, e di abbracciare la Religione Orto- doſſa, edificarono nobiliſſime Chieſe, ſon- tuoſi Palazzi, Giardini vaghiſſimi, che qua- ſi gareggiano con quei di Roma. Coltiva- rono, come i Romani, in ſommo grado le Armi, e le Lettere. Nelle Armi riuſci- rono valoroſiſſimi Soldati, e condottieri d'Eſerciti di gran nome. Sono innumera- bili quelli, che ne' tempi antichi, e mo- derni ebbero l'onore d'eſſer creati Cava- lieri da Imperadori, e Monarchi, per ri- compenſa del loro valore, e ad alcuni non ſon mancate Sovranità ragguardevoliſſime, ed anche Regie, e le dignità prime del Mondo. Moltiſſimi quelli, che nelle Re- gioni anche più barbare, e più lontane ſi renderono formidabili, e nel medeſimo tem- po glorioſi. Nè poſſiamo tacere, che tut- to il nuovo Mondo ha il ſuo nome da, un Fiorentino. Ma che diremo noi degli uomini letterati? Dopo l'invaſione de' Bar- bari nell'Italia, rimaſero le Scienze, e l' Arti più nobili ſepolte in una profonda, ignoranza: mercè però de' Fiorentini riſor- ſero a nuova vita, ripigliando il lor primie- ro ſplendore. Quindi ſi vedde, quaſi diſ- ſi, rinata la Poesia, e l'eloquenza Latina, e Greca, e prender vita la letteratura Toſ- cana. Rifiorì la Filoſofia di Platone, e, con eſſa ogni altra ſcienza più ragguarde- vole. Le Mattematiche, e le Filoſofie ſor- montarono al ſommo grado per mezzo del gran Galileo inventore del Teloſcopio, Microſcopio, ed altri inſtrumenti, mercè de' quali ampliò le cognizioni fino allora, limitate della Filoſofia, ed Aſtronomia an- cora per via delle nuove ſcoperte da eſſo fatte in cielo; e l'Jus Civile dall'interpe- trazione del noſtro Accurſio incominciò grandemente a riſorgere. Così fecero la Pittura, la Scultura, e l'Architettura, nel- le quali tant'oltre s'avanzarono i Fiorenti- ni, che a loro giuſtamente ſi dee la lode di primi maeſtri, e di reſtauratori di sì bell'Arti. E ſe nell'Armi, e nelle Lettere grandemenre fiorirono, quanto più ſi ſegna- larono nella pietà, e religione! Sopra il numero di dugento ſono quei, che già Cit- tadini di queſta Patria, ora del Cielo, col titolo di Beati, o di Santi s'adorano fu- gli Altari. Gran quantità di Chieſe ſi con- tano, buona parte delle quali ſono Parroc- chie, molti Monaſteri di Monache sì in Cit- tà, che Suburbani; non meno di Religioſi Clauſtrali, Conſervatorj di Fanciulle pove- re, e di uomini mendicanti, Spedali per l'uno, e l'altro ſeſſo d'Infermi, e Pelle- grini, Oratorj, e Confraternite di Secola- ri, alcune delle quali alla ſcarcerazione dei Prigioni, altre al ſovvenimento de' Poveri Vergognoſi, altre all'Eſercizio di varie Ope- re di Miſericordia, ed alcune ad inſegnare a' poveri Fanciulli la Dottrina Criſtiana con gran fervore attendono. Vi ſono Accade- mie di gran nome, e fra queſte la Sacra Accademia Fiorentina, e la tanto famoſa della Cruſca, Regina, e moderatrice della lingua Italiana. Quella degli Apatiſti, che per adunarſi ſempre pubblicamente, e dar- viſi ad ognuno ſacolta di recitarvi in qual- ſivoglia Idioma, è ſtimata il ſeminario de' belli ingegni. Vi è ancora la Società Bottanica eretta a comodo e benefizio di queſta utile Profeſſione. Finalmente per rendere una Città in ogni parte compita, hanno fatto a gara l'Arte, e la Natura; quella con tanti abbellimenti eſteriori, di ſtrade ſpazioſe, e ben laſtricate, di ſontuo- ſi Edifizj, di tante belle Pitture, e Statue di cui è ripiena la Città noſtra; queſta col- l'amenità del ſito, ov'ell'è collocata, e circondata da fertiliſſimi colli; irrigata dal Fiume Arno, in luogo d'aria ſottile sì, ma ſalubre, e producitrice di nobiliſſimi ingegni. Onde non è maraviglia s'ella meriti il giuſto encomio, che le hanno da- to gli Scrittori più nobili, di bella, e di magnifica, di fiore delle Città, e di mae- ſtra delle Scienze, e dell'Arti, qual nuo- va Atene in Italia. Ora diaſi comincia- mento alla Prima Giornata.

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PRIMA GIORNATA.

IN cui partendoſi il Foreſtiero dall'Al- bergo, potrà viſitare l'inſigne Chie- ſa Metropolitana, chiamata

SANTA MARIA DEL FIORE. Ed avvegna- chè queſta gran Chieſa vinca di pregio tut- te le Fabbriche della Città, fa di meſtie- re oſſervare in eſſa diſtintamente tutto ciò, che la rende ſopra d'ogni altra mirabile, e ſingolare. Primieramente s'eſtende la ſua lunghezza a braccia dugenſeſſanta, la larghezza delle Tribune a cenſeſſantaſei; e quella delle Navate a ſettantuna; l'altez- za dal piano della terra ſino alla ſommi- tà della Croce, a braccia dugentodue; poi- chè fino al piano della Lanterna, ella è al- ta cencinquantaquattro braccia; il tempio della Lanterna trentaſei, la Palla quattro, e otto braccia la Croce. Finalmente tutto il giro di queſto grand'Edifizio aſcende a braccia milledugentottanta. Per di fuo- ri è tutta incroſtata di marmi con bell'or- dine diviſati. La facciata ancora era qua- ſi per metà incroſtata di marmi, adornata di molte ſtatue, e baſſi rilievi, fatta con diſegno di Giotto; eſſa fu demolita l'anno 1586. ſenza ſaperſene il motivo, e fu dato principio ad un'altra di diſegno dell'Ac- cademia Fiorentina, la quale eſſendo ad una certa altezza condotta, fu di nuovo disfat- ta l'anno 1688., ed allora con l'occaſio- ne delle Reali Nozze del Gran Principe Ferdinando di Toſcana colla Gran Princi- peſſa Violante Beatrice di Baviera fu dipin- ta a freſco, come ritrovaſi di preſente. Le ſtatue, che erano nell'antica facciata Got- tica, parte altrove, ed una porzione den- tro la Chieſa in nicchie furono collocate; e tra queſte i quattro Evangeliſti alti più del naturale fatti da Donatello, i quali oggi ſi veggono nelle Cappelle della Tribuna di mezzo. Per ſette gran Porte vi ſi ha l'in- greſſo, tre delle quali nella facciata, e quat- tro lateralmente, abbellite di vaghi lavori, ed intagli, tra' quali è molto in pregio una Madonna di marmo alta più del vivo con due Angioli in atto riverente di Giovanni da Piſa, ſopra la Porta dirimpetto alla Ca- nonica; e la Nunziata di Moſaico di ma- no del Ghirlandaio ſopra la Porta del fian- co verſo la via de' Servi. Rileva ſopra que- ſto Edifizio la gran Cupola di figura otta- gona, la cui bellezza, e grandezza rende l'occhio di chi la mira per lo ſtupore at- tonito; nè per quanto ſe ne ragioni, ſi giun- ge mai a lodarne una parte. Queſta è la Cupola sì famoſa, della quale il divin Mi- chelagnolo ebbe a dire, poterſi appena imi- tare, non che ſuperare coll'arte. Finalmen- te l'Architettura di tutto queſto compoſto è oltremodo maraviglioſa; imperciocchè in quell'età coſtumandoſi di fabbricare alla Gotica, fu al certo mirabil coſa, che gl'in- gegnoſi Artefici ſi diſcoſtaſſero da una ma- niera sì barbara, ed all'ottima degli anti- chi Romani s'avvicinaſſero. Or quelto gran- de Edifizio ebbe cominciamento l'anno 1294. o come altri con maggior ragion vogliono l'anno 1296. eſſendo prima in queſto luogo una non piccola Chieſa molto divota, eretta in onore di Santa Repara- ta, per ricordanza dell'inſigne Vittoria ot- tenutaſi l'anno 407. nel giorno a lei dedi- cato, contra Radagaſio Re de' Goti. Il pri- mo Architetto fu Arnolſo diſcepolo di Ci- mabue, ſotto la direzione del quale inco- minciataſi queſta Fabbrica, in cencinquan- taquattr'anni fu da altri valenti uomini ſuoi ſucceſſori quaſi all'ultima perfezione con- dotta. Ma la gran Cupola fu parto dell'in- gegno maraviglioſo di Filippo di Ser Bru- nelleſco. Architetto, che ne' ſuoi tempi non ebbe uguale. La Lanterna di eſſa fu meſſa ſu da Baccio d'Agnolo, e la Palla, e la Croce da Andrea Verrocchio. Ammi- rata l'eſterior bellezza entreremo in Chie- ſa, il pavimento della quale è tutto di mar- mi di varj colori, diviſati con mirabil di- ſegno. Quello della Navata di mezzo è di Franceſco da San Gallo, e quello intorno al Coro è fatto col diſegno di Michel'An- gelo, ed il rimanente credeſi di Giuliano di Baccio d'Agnolo. Quivi prima d'ogn'al- tra coſa, potrà l'erudito Foreſtiero volger l'occhio alle varie Iſcrizioni, e memorie, che vi ſi trovano. A man deſtra evvi il Ritratto del menzionato Brunelleſco ſcolpi- to in marmo; a cui ſegue il Ritratto di Giotto reſtauratore della Pittura, con Epi- taffi, il primo di Carlo Aretino, il ſecon- do d'Agnolo Poliziano. Succedono altre memorie d'uomini illuſtri, come di Pier da Farneſe Capitano de' Fiorentini, di Fr. Luigi Marſilj eminente Teologo, del Car- dinal Pietro Corſini, e dopo queſto l'Effi- gie ſcolpita in marmo del gran Marſilio Fi- cino rinnovatore della Filoſofia di Platone. Cosi a mano ſiniſtra ſono dipinte due fi- gure, rappreſentanti Niccolò da Tolentino, che è di Andrea del Caſtagno, e Giovanni Acuto Opera di Paolo Uccello: e dirimpet- to al Farneſe è ſituato il Depoſito di Don Pietro di Toledo Vicerè di Napoli. Merita anche oſſervazione un quadro antico, in cui è dipinto il divino Poeta Dante di mano dell'Orcagna, quivi eſpoſto per Decreto del- la Repubblica Fiorentina, quale è l'unica memoria pubblica, che vi ſia di queſto Maeſtro della Toſcana Poeſta. E` queſta Chieſa diviſa in tre navate, alle quali cor- riſpondono tre Tribune di forma ottagona, e in ciaſcuna d'eſſe ſono cinque Cappelle. Nella Tribuna di mezzo prima ſi oſſervino nelle quattro Cappelle laterali i quattro Evan- geliſti di mano di Donatello, accennati di ſopra, e dipoi in quella di mezzo il Cena- colo di Giovanni Baldinucci con due altri laterali di mano di Bernardino Poccetti. Paſſando all'altra Tribuna detta della Cro- ce, può vederſi l'Immagine di S. Giuſep- pe nella Cappella ad eſſo dedicata di mano di Lorenzo Credi, e i due Quadri laterali; cioè il Tranſito di Mauro Soderini, e lo Spoſalizio di Gio. Ferretti. S'innalza ſopra le dette Tribune la gran Cupola, per di dentro tutta dipinta con maraviglioſa inven- zione da Federigo Zuccheri, e da Giorgio Vaſari. Corriſponde per di ſotto il Coro, diſegno di Filippo Brunelleſco, eſeguito da Giuliano di Baccio d'Agnolo, della mede- ſima forma d'ordine Ionico, e di marmi di varj colori. Reſta queſto coronato da, un belliſſimo fregio, ſoſtenuto da più colon- ne, l'imbaſamento delle quali è arricchito di baſſirilievi, parte de' quali ſono di Bac- cio Bandinelli, e parte di Giovanni dell'Ope- ra. In teſta del medeſimo Coro ſi vede un Criſto Crocifiſſo, di mano di Benedetto da Maiano Scultore antico e valente. Poſano ſopra l'Altare tre grandi Statue di mar- mo, ſcolpite da Baccio Bandinelli, rappre- ſentanti Iddio Padre in atto ſedere, ed a' ſuoi piedi un Criſto morto, ſoſtenuto da un Angiolo. Due figure in vero belliſſime, e condotte dal medeſimo Baccio a mag- gior perfezione delle prime, rappreſentanti Adamo, ed Eva col Serpente, erano col- locate dietro queſto Altare, in luogo delle quali ſtate rimoſſe, e poſte nella gran Sa- la di Palazzo Vecchio, fu meſſa una Pie- tà di mano del Buonarroti, che, ſebbene non condotta a fine, moſtra tuttavia l'ec- cellenza del Profeſſore. Ne' pilaſtri delle Tribune, come ancora nelle mura delle navate ſi vedono alcune nicchie, o taber- nacoli di marmo miſto fatti col diſegno di Bartolommeo Ammannati, entro de' quali ſono gli Apoſtoli, ſcolpiti in marmo da Maeſtri eccellentiſſimi, cioè: il S. Iacopo ſcultura di Iacopo Tatti Fiorentino, detto il Sanſovino, il S. Matteo di Vincenzio Roſ- ſi, il S. Andrea di Andrea Ferrucci, il S. Tommaſo di Vincenzio Roſſi, il S. Pie- tro del Bandinelli, il S. Giovanni Evange- liſta di Benedetto da Rovezzano, il S. Ia- copo Minore, e il S. Filippo di Giovanni dell'Opera. Ha queſta Baſilica due Orga- ni, che ſono di rariſſima perfezione, e la Porta di bronzo della Sagreſtia tutta ſtoria- ta di ſacre Immagini, inſigne lavoro di Lorenzo Ghiberti; ed altre opere degne di ſtima, le quali potrà il Foreſtiero da ſe medeſimo oſſervare. Una ſola coſa parmi neceſſario avvertire, ed è, che ſe per ſorte quivi non ſi vedranno in gran copia gli ab- bellimenti eſteriori, che a' noſtri tempi ſi co- ſtumano, ſi ſcorgerà nondimeno un bel compoſto, a cui tutte le parti nobilmente corriſpondono, ed una maeſtoſa bellezza, che, ſenz'altro ornamento, l'occhio ſom- mamente diletta. Oltre però il materiale, degna ſi è queſta Chieſa di ſomma venera- zione per le inſigni Reliquie di tanti San- ti, che vi ſi adorano. Sono tra eſſe le più coſpicue,una parte della Croce, un Chio- do, e una Spina della Corona di Noſtro Signore, ripoſte in Reliquiarj di gran pre- gio. Evvi il Corpo di S. Zanobi Veſcovo Fiorentino, e di molti altri ſnoi ſucceſſori, e diſcepoli; di S. Podio, di S. Stefano nono Pontefice, e de' Santi Martiri Abdon, e Sennen. Evvi inoltre un Pollice di S. Gio. Batiſta, con alquante ſue Ceneri; una par- te di Braccio di Sant'Andrea Apoſtolo, ed altre ancora ſenza numero deſcritte già dal- l'Arcidiacono Minerbetti. Ma non minor venerazione le rende il Divin culto, che da tanti ſacri Miniſtri religioſamente s'oſ- ſerva. Quarantadue Canonici, e fra que- ſti cinque Dignità; ſeſſanta e più Cappella- ni; cento Cherici Eugeniani, e nelle feſte e ſolennità accreſcendo il numero ſeſſanta altri Cherici del nuovo Seminario Fioren- tino, celebran quivi continovamente gli Ufizj Divini, con tal decoro, e ſplendore, che quello d'ogni altra Cattedrale d'Italia non ſolo agguaglia, ma ſupera di gran lun- ga. Oltre di ciò, che queſta Chleſa s'è renduta celebre per molti, e ſingolari av- venimenti quivi accaduti ne' ſecoli trapaſſa- ti. Fra queſti parmi notabile, che quivi Federigo Terzo Imperatore, inſieme col Re d'Ungheria, e il Duca d'Auſtria, creaſ- ſe più Cavalieri a Spron d'Oro, e molti di queſta Patria: che Carlo Ottavo vi ſta- biliſſe concordia co' Fiorentini: che due Som- mi Pontefici Martino V. ed Eugenio IV. ſolennemente vi celebraſſero. Che Pio II. e Leone X. v'aſſiſteſſero più volte alle ſa- cre funzioni: ma più d'ogni altro, che, quivi ſi celebraſſe l'anno 1439. il Concilio Eucumenico Fiorentino, famoſo per l'in- tervento del mentovato Eugenio IV. del- Imperator Paleologo, del Patriarca di Co- ſtantinopoli, e di tanti Primati della Gre- cia; ma più famoſo per l'unione ſtabilita- vi della Chieſa Greca colla Latina, ſicco- me dall'Inſcrizione in marmo preſſo alla Sagreſtia ſi può vedere. Per queſte, ed al- tre cagioni non è maraviglia, ſe queſta Chieſa gode inſigni prerogative, tralle qua- li è molto ſingolare, che tanti Cherici, dopo il ſervizio di nove anni preſtato alla medeſima, per Bolla d'Eugenio IV. e per conferma di detta Bolla fatta da S. Pio V. dopo il Concilio di Trento, vengano pro- moſſi al Sacerdozio, benchè non ſiano prov- veduti di alcun Benefizio, o d'altra rendi- ta Eccleſiaſtica. Uſcendo di Chieſa trovaſi appreſſo il

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CAMPANILE, la cui circonferenza è cento braccia, e l'altezza cenquarantaquattro. E' in iſola da ogni parte fino da' fondamenti, ed è incroſtato tutto di marmi di diverſi colori, con bel diſegno diſtinti. In quat- tro nicchie da ogni lato poſano quattro Statue, delle quali quelle che riguardano la Piazza, e l'altre due ſopra la Porta ſono di mano di Donatello. Fu condotta queſta gran Torre col diſegno di Giotto, ed è sì vaga, e sì mirabile la ſua ſtruttura, che certamente nel Mondo non ſi trova l'egua- le. Dirimpetto alla Chieſa del Duomo, è quella di

SAN GIOVANNI antico Battiſtero, e non, già come alcuni hanno creduto con inſuſſi- ſtenti ragioni Tempio di Marte; poichê ta- le da' più culti eſtimar non ſi può per gli errori che ravviſanſi nella ſua interna Architettura. Eſſo è di forma ottagona, ed in queſta guiſa ſi ſolevano in antico fabbri- care i Tempj per uſo del Batteſimo. Per di ſuora è iſolato, ed incroſtato di varj marmi. Per tre Porte vi ſi ha l'ingreſſo, l'impoſte delle quali tutte di bronzo, ſo- no di sì maraviglioſa bellezza, e con tal maeſtrìa lavorate, che Michelagnolo Buo- narroti ſoleva dire, che ſarebbero ſtate be- ne alle Porte del Paradiſo. Quella, che, riguarda la Chieſa del Duomo, e altresì quella dirimpetto all'Opera, ſono ambedue condotte da Lorenzo Ghiberti, ma la ter- za più antica fu fatta da Andrea Piſano. Sono effigiate in eſſe alcune Storie del Te- ſtamento Vecchio, e Nuovo, di baſſorilie- vo, fatte con tale eccellenza, che reſta l'occhio attonito per lo ſtupore. Sopra la Porta principale vi ſono tre Statue di mar- mo, che rappreſentano il Batteſimo di Criſto, incominciate dal Sanſovino, e per- fezionate da Vincenzio Danti, di cui ſono l'altre tre Statue di bronzo, rappreſentanti la Decollazione di S. Gio. Batiſta ſopra la Porta, che è dirimpetto al Bigallo. Ma ſopra la Porta verſo l'Opera ſono maravi- glioſe le tre figure di bronzo, che rappre- ſentano S. Gio. Batiſta, che diſputa con, un Fariſeo, e con un Dottore della Leg- ge antica, e ſono di mano di Giovanſran- ceſco Ruſtici. Poſſono ancora notarſi le due Colonne di Porfido, poſte avanti la Porta principale, donate già da' Piſani alla Città di Firenze: e le catene, che pendo- no, con altre, che ſi veggono ad alcune Porte della Città, ſono un trofeo del va- lor Fiorentino quando conquiſtarono il Por- to Piſano, che ſervivano a chiuderlo. En- trando in Chieſa ſi vedono ſedici groſſe Colonne di belliſſimo granito, con Capi- telli, e Pilaſtri, ſopra de' quali ricorre un terrazzino, che circonda quaſi tutta la Chieſa. Sotto l'Arco della Tribuna, ove è ſituato l'Altar maggiore, è ſtata ulti- mamente alzata la ſtatua di marmo del Precurſore, in atto d'eſſer portato allas celeſte Gloria, con più Angioli pur di marmo, opera tutta di Girolamo Ticciati, celebre Scultore, e Architetto de' noſtri tempi; di cui pure è lo ſpazioſo Presbite­ rio eretto davanti il predetto Altar mag­ giore, lavorato di finiſſimi marmi, ed ar­ ricchito di medaglioni, e di Baſſirilievi di marmo. La volta poi è tutta fatta a Mo­ ſaico, per opera d'Andrea Taſi, diſcepolo di Cimabue, che in quei tempi ebbe la ſua ſtima. Vi è, oltre varj ornamenti un Battiſtero molto vago, e di belliſſimi mar­ mi adorno, nella nicchia del quale vedeſi un S. Gio. Batiſta di marmo fatto da Giuſep­ pe Piamontini valente Scultore. Ed è da no­ tarſi, che un magnifico Battiſtero era prima nel mezzo del Tempio, della forma ottago­ na del quale n'è rimaſto il ſegno. Dirimpet­ to al detto Battiſtero vi è il ſepolcro orna­ to di varie Statue di Baldaſſar Coſſa, già Pa­ pa ſotto nome di Giovanni Vigeſimoſecondo, o come altri vogliono, Vigeſimoterzo, mor­ to in Firenze l'anno 1419. dopo aver ri­ nunziato il Pontificato avanti al Concilio di Coſtanza. L'intaglio di queſto Sepolcro è opera di Donatello celebre Scultore de' ſuoi tempi, di cui parimente è la Santa Maria Maddalena Penitente nell'Altare appreſſo. Finalmente in queſto Tempio ſono molte Reliquie inſigni, e ſpecialmente il Dito in­ dice di S. Gio. Batiſta, e un Braccio di S. Filippo Apoſtolo, che ſi tengono in ſom­ ma venerazione, come altresi molte ſupel­ lettili ſacre, e argenti d'ineſtimabil valo­ re. Uſcendo di Chieſa per la Porta dell' Opera, ſi trova una Colonna poco diſtan­ te, eretta in quel luogo l'anno di noſtra ſalute 408. per ricordanza di quell'inſi­ gne miracolo, che ſecondo alcuni operò S. Zenobi Veſcovo Fiorentino, alloraquan­ do trasferendoſi alla Chieſa di S. Salvatore il ſuo Corpo dall'inſigne Collegiata di S. Lorenzo, nel toccar quivi la Bara un Olmo ſecco incontanente divenne freſco, e verdeggiante. Si vede addirimpetto il

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ce-

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PALAZZO DELL' ARCIVESCOVO, fatto col diſegno di Gio. Antonio Doſi, che ha la ſua entratura nell'altra ſtrada, ed è oſſer­ vabile la magnifica Scala, e l'Atrio, che mette nella gran Sala, dipinto eccellente­ mente da Pietro Anderlini, collo sfondo di Vincenzio Meucci a ſpeſe di Monſig. Giu­ ſeppe Maria Martelli, a cui dobbiamo an­ cora il riſtoramento di

SAN SALVADORE, Chieſa tenuta da una, divotiſſima Congregazione di Sacerdoti uti­ li molto alla diſciplina Eccleſiaſtica, ed è ornata di Pitture a freſco de' migliori pro­ feſſori di queſti tempi. Andando per via de' Martelli s'incontrano le abitazioni de' Martelli, e degli Arnaldi, nella prima del­ le quali eravi una ſtatua di Donatello, la quale al preſente ritrovaſi nel Palazzo del Sig. Balì Martelli, ed è creduto il più ec­ cellente lavoro del ſuo ſcalpello: e nella, ſeconda vi ſono eſquiſite Pitture. Indi tro­ vaſi la Chieſa de' Geſuiti detta

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SAN GIOVANNINO dedicata aS. Giovanni Evangeliſta. Era queſta Chieſa aſſai picco­ la, prima che foſſe conceduta ai detti Pa­ dri, ma intorno all'anno 1580. coll'opera e col diſegno di Bartolommeo Ammannati celebre Scultore e Architetto Fiorentino, fu oltremodo accreſciuta e adornata. Im­ perciocchè quell'artefice molto pio e reli­ gioſo a niuna ſpeſa e fatica perdonò, per­ chè queſt'opera foſſe condotta al ſuo fine. Ammirano gl'intendenti l'eſquiſitezza dell' Architettura, ed il bell'ordine di tutte le parti di queſto ſacro edifizio. Ha la fac­ ciata aſſai vaga, tutta di pietre ſerene, e dentro vi ſono nelle Cappelle varj orna­ menti di ſtucchi, con belle Tavole, in una delle quali di mano d'Aleſſandro Allori, detto il Bronzino, è dipinta la Cananea; in un'altra, che è la prima a mano deſtra, la tavola dell'Altare è del Paſſignano, e nella Cappella degli Ammannati v'è un' altra tavola di Aleſſandro Allori rappreſen­ tante la ſtoria de' figli di Zebedeo. L'Altar maggiore è ſtato modernamente rinnova­ to, la di cui Tavola di un Crocifiſſo, è di mano di eccellente Profeſſore; lo sfondo del­ la volta fatta modernamente, è di mano di Agoſtino Veracini. Vicino a queſta Chie­ ſa, ed al principio di Via larga è il famoſo

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PALAZZO DE' MEDICI, oggi del Marcheſe Riccardi, fatto già fabbricare da Coſimo Padre della Patria, col diſegno di Miche­ lozzo. Non può ſpiegarſi abbaſtanza quan­ to ſia bello e magnifico, nè può compren­ derlo facilmente chi non lo mira. Vedonſi le due facciate tutte di pietre forti in tre ordini diviſate. Dal piano della terra fino alle prime fineſtre l'ordine è ruſtico, o Toſcano, con bozze aſſai rilevate. Sopra di queſto ſegue il Dorico, a cui ſuccede il Corintio; ma in fronte di sì nobile Edifi­ zio vedeſi un Cornicione d'incredibil va­ ghezza, che da per tutto lo circoada. Non meno vaghe ſono le fineſtre da baſſo, gli ornamenti delle quali, come altresì il Cor­ nicione, ſi credono fatti col diſegno del Buonnarroti. Entrando per la porta principa­ le trovaſi la prima Loggia, nel fregio della quale ſono alcuni tondi, entrovi figure di marmo di Donatello, e le pareti tutte fu­ rono fatte adornare l'anno 1715. dal Mar­ cheſe Franceſco Riccardi, di Baſſirilievi, di Statue, di Baſti, e d'inſcrizioni antiche Greche, e Latine, a foggia di Muſeo. A man deſtra vi è una Scala molto comoda, e nobile fatta col diſegno di Gio. Batiſta Foggini Scultore e Architetto Fiorentino. E' pure a man ſiniſtra una Scala belliſſima fat­ ta a chiocciola, che dal terreno conduce, fino alla ſommità del Palazzo. Penetrando poi nelle ſtanze, quanti ornamenti di pregio vi s'ammirano! Quante prezioſe ſupellettili degne di tanto Palazzo! Ve­ draſſi la belliſſima Galleria dipinta nella volta a freſco da Luca Giordano famoſo Pittore, e in eſſa una bella e copioſa rac­ colta di Cammei e d'intaglj di Medaglie, e altre prezioſe antichità; allato alla quale è una copioſa e ſcelta Libreria di mano­ ſcritti, e di libri impreſſi, parte della quale fu meſſa inſieme dal celebre Riccardo Ric­ cardi, e parte fu già del Senator Marcheſe Vincenzio Capponi, da cui l'ereditarono i preſenti poſſeſſori, i quali vanno ſempre aumentandola. Si mireranno inoltre i nuo­ vi accreſcimenti di ſervizj baſſi molto como­ di; e finalmente ſi vedrà creſciuta doppia­ mente la principal Facciata verſo la Via Larga, coll'iſteſs'ordine e Architettura dell' antica. E' famoſo queſto Palazzo non ſolo per la ſua bellezza, ma eziandio per eſſe­ re ſtato in ogni tempo ricetto di grandiſſi­ mi perſonaggi, eſſendoviſi trattenuti Som­ mi Pontefici, Imperadori, e Re, oltre un novero grande di Principi (di che ſi legge la memoria in un Cartello di marmo nei primo Cortile, fatta dal celebre Abate An­ tommaria Salvini) e per molti avveni­ menti accadutivi, e deſcritti largamente, dal Giovio e da varj Scrittori de' tempi an­ dati. Dirimpetto a queſto ſi vede il

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PALAZZO fatto fabbricare dal Cardinale Bandino Panciatichi, col diſegno del Ca­ valier Carlo Fontana, e appreſſo il

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PALAZZO del Marcheſe Pier Luigi Cappo­ ni, con bella facciata di Gherardo Silvani, che è ſtato internamente accreſciuto e ri­ modernato nel Cortile che è diſegno di Lui­ gi Orlandi, e di poi s' incontra il

PALAZZO del Marcheſe Prior Ruberto Capponi fatto col diſegno di Ferdinando Ruggieri. Quindi dalla medeſima parte ſi trova il

PALAZZO de' Marcheſi Coppoli eretto con vago e bel diſegno del Silvani Architetto Fiorentino, ultimamente accreſciuto e den­ tro e fuori quaſi della metà, dal fu Sena­ tor Camillo Coppoli. E ſeguitando il cam­ mino dalla parte oppoſta s' incontra la

LIBRERIA O BIBLIOTECA MARUCELLIANA fondata a pubblico vantaggio dal fu Fran­ ceſco Marucelli, ed anmentata da Monſi­ gnor Franceſco Marucelli, la quale ſtà a­ perta la mattina ne' giorni di Lunedì, Mer­ coledì, e Venerdì, ne' quali non è aperta la Biblioteca Megliabechiana. E paſſegian­ do tutta quella bella ſtrada piena di nobili abitazioni, ſi giunge alla Piazza, e Chieſa di

SAN MARCO de' Padri Domenicani dell' Oſservanza. Tra gli ornamenti più ſingo­ lari vi s'ammirano le belle Tavole, tutte di mano d'eccellenti Maeſtri. Nell'entrare a man deſtra, vi è una divota Madonna di Pietro Cavallini Romano, che per venera­ zione ſtà coperta. La ſeconda dov'è dipin­ to S. Tommaſo d'Aquino, è di Santi di Tito. La terza è del celebre Fr. Bartolom­ meo della Porta. Nella quarta ſi vede una Madonna lavorata a Moſaico. E finalmente la quinta, dov'è S. Domenico, è di ma­ no di Matteo Roſſelli. Parimente a man ſiniſtra la prima è del Paggi Lombardo, la ſeconda del Paſſignano, la terza del loda­ to Fr. Bartolommeo, e la quarta del Ci­ goli; dopo la quale ſegue la belliſſima Cap­ pella di S. Antonino Arciveſcovo di Firen­ ze, fatta fabbricare con ſomma magnifi­ cenza da Averardo, e Antonio Salviati. Ella è tutta di marmi nobilmente lavorati col diſegno di Giovanni Bologna. Tre bel­ le Tavole di Pittori eccellenti ne adornano vagamente le tre facciate; quella di mezzo è opera d'Aleſſandro Allori, quella che rappreſenta il Lebbroſo riſanato in cornu Evangelii, è di Franceſco Poppi, l'altra di Batiſta Naldini. In ciaſcuna di queſte facciate ſi mirano due belliſſime Statue di Marmo, che in tutto aſcendono al numero di ſei, di mano del Francavilla, diſcepolo del mentovato Giovanni Bologna, ed al­ trettanti Baſſirillievi di bronzo, di mano di Fr. Domenico Portigiani, fatti ſul diſegno del Maeſtro, da cui fu fatta la Figura di bronzo che è in Sagreſtia, quale rappre­ ſenta il Santo giacente; nell'urna ſotto l'Al­ tare ſta ripoſto il di lui ſacro Corpo. Fi­ nalmente corona queſta Capella una Cu­ poletta tutta adorna di ſtucchi, e di vaghe Pitture di mano del famoſo Poccetti. Avan­ ti a queſta Cappella ſon dipinte due Storie dell'Eſpoſizione e Traslazione di S. Anto­ nino di mano del Paſſignano. Ella ha me­ ritato d'eſſer deſcritta e pubblicata colla ſtampa dal celebre Antiquario Dottore An­ tofranceſco Gori. Allato a queſta vi è la Cappella de' Serragli, ancor eſſa ragguarde­ vole, nonmeno per la ſtruttura di finiſſimi marmi, de' quali ſino al pavimento è ri­ coperta, quanto per varj ornamenti di Statue, e di Pitture, che nobilmente l' adornano. La Soffitta è tutta intagliata, e riccamente dorata, collo stondo aſſai ben condotto, uſcito dal pennello di Gio. An­ tonio Pucci. Segue dipoi la Tribuna con un bello Altar maggiore corredato di ric­ chiſſimi argenti. E' degno di memoria, che quì furono ſepolti il Conte Giovanni Pico della Mirandola, che fu chiamato la Feni­ ce degl'ingegni, ed Agnolo Poliziano uo­ mo letteratiſſimo, e ſingolare. Non meno però della Chieſa è ragguardevole il Con­ vento, fatto fabbricare da Coſimo, e Lo­ renzo de' Medici, col diſegno di Micheloz­ zo. Nel primo Chioſtro ſono le lunette, tutte dipinte da eccellenti Maeſtri, e ſpe­ cialmente da Bernardino Poccetti, dal Roſ­ ſelli, dal Tiarini, e dal Boſchi. Bella e copioſa Libreria vi ſi conſerva, ove fra gli altri, ſono di pregio moltiſſimi Manoſcrit­ ti, alcuni de' quali è fama, che foſſero già di Niccolò Niccoli, che è da annove­ rarſi fra quelli, da' quali le Lettere Greche riconoſcono il loro riſorgimento. Fu queſto Convento ſempre tenuto in grande ſtima, non ſolo per l'oſſervanza reſtauratavi da Fr. Girolamo Savonarola, ma eziandio per avervi dimorato moltiſſimi Religioſi di ſan­ ta vita, in converſazione de' quali ſoleva Coſimo Padre della Patria ſpeſſe volte tratte­ nerſi, vedendoviſi ancora le ſtanze, ove abita­ va. Dirimpetto a queſta Chieſa per la Porta laterale è il Palazzo altrimenti chiamato il

a man

ta-

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CASINO da S. Marco, fatto fabbricare dal Gran Duca Franceſco I. intorno all'anno 1570. col diſegno del Buontalenti. E' ſer­ vito ne' tempi andati per abitazione de' Principi del Sangue, eſſendo provveduto di tutte le commodità, che a tali Perſonag­ gi ſi convengono, e preſentemente vi ſono poſte le Compagnie della Guardia Nobile, di S. A. R. Accanto a queſto Caſino è degna di eſſere veduta la

COMPAGNIA DI S. GIOVAN BATISTA, detta dello Scalzo, per le molte eccellenti Pit­ ture a freſco d'Andrea Vannucchi, detto Andrea del Sarto, e del Franciabigio, che ne adornano il Cortile. Siccome la Tavola, che rappreſenta San Giovanbatiſta in, atto di battezzare il Salvadore nel Giorda­ no, la quale è di mano di Lorenzo di Credi. Camminando per eſſa ſtrada a ma­ no deſtra ſi trova il

B no,

GIARDINO de' Semplici, che dal Gran Duca Coſimo Primo con regia ſpeſa fu fabbricato. Belliſſimo è queſto in tutte le ſue parti, e non minore è il pregio di eſſo per le piante delle più rare, e ſingolari, che nel Mondo ſi trovino; avvegnachè quel magnanimo Principe, acciocchè in Fi­ renze non mancaſſe a' Profeſſori di Medi­ cina la cognizione dell'Erbe, e Piante, medicinali, da ogni parte più remota le fe venire, e quivi con ſomma diligenza con­ ſervare. L'anno 1718. fu trasferita in que­ ſto Giardino, per benigno reſcritto di S. A. Reale l'Accademia di Bottanica nuova­ mente inſtituita all'uſo e cuſtodia della quale la felice memoria di Franceſco Pri­ mo lo concedette. Appreſſo vi è la

CAVALLERIZZA, ove ſono i Cavalli di maneggio e della Scuderia di S. A. Reale, che in gran numero, ed in un aſſai co­ modo luogo vi ſi mantengono. In queſto ancora ſi apprende dalla Nobiltà Fioren­ tina, e foreſtiera ſotto la direzione di un Cavallerizzo ſpeſato dall'S. A. l'Ar­ te di cavalcare, e di correr la lancia. A queſto effetto fu dal Gran Principe Ferdi­ nando fatto reſtaurare, ed accreſcere un bel loggiato, perchè nel tempo del crudo in­ verno, o di pioggia, ſi poſſa tuttavia con­ tinovare un eſercizio sì nobile. Contiguo è il

verno,

SERRAGLIO de' Lioni, dove da molto tempo in quà ſi ſon ſempre cuſtodite, e, mantenute molte Fiere indomite d'ogni ſorta, come Leoni, Orſi, Tigri, Pantere, Tori ſalvatici, ed altri ſimili; i quali di poi ſi eſercitano nelle Cacce, che dentro un ampio moderno Cortile, alla preſenza di molti ſpettatori, ſi ſogliono fare. Dirim­ petto a queſto è lo

SPEDALE di San Matteo, altrimenti det­ to di Lemmo, poichè intorno all'Anno 1290. fu fondato da Lemmo Balducci di Monte Catini, dove ſono curati molti in­ fermi con gran diligenza, e carità; e per la via detta del Cocomero ſi trova il

PALAZZO de' Marcheſi Gerini; ricco di ſingolari Pitture, accreſciuto, e rimoderna­ to magnificamente, ed il

PALAZZO de' Baroni Ricaſoli, fabbricato con buona Architettura moderna; ſicco­ me il

TEATRO per le Opere, appartenente all' antichiſſima Famiglia degli Ughi, rifabbri­ cato più magnificamente, e rinnuovato fino da fondamenti. E addirimpetto vi è la

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ABITAZIONE de' Gondi accreſciuta mo­ dernamente. E andando verſo la via de' Servi, è quivi vicina la

OPERA DEL DUOMO, dove ſi conſervano, oltre i ricchiſſimi Arredi Sacri, molte Sta­ tue, e Baſſirilievi di gran pregio, ed un Archivio di grande importanza. Quivi con­ tiguo è il

PALAZZO del Senator Filippo, e Fratelli Guadagni, che ha nobile facciata, fatta, nello ſcorſo ſecolo con diſegno del Silvani, e comodi, e vaſti appartamenti, accreſciu­ ti di freſco con una nuova magnifica ſcala dal Senatore Filippo Guadagni vivente. Ma nell'entrare in Via de' Servi s'incontra, prima a man dritta la

ABITAZIONE de' Naldini fabbricata in, queſti tempi; e di poi il

PALAZZO del Marcheſe Incontri, di mae­ ſtoſa Architettura Toſcana, in faccia al quale vi ſono i

PALAZZI di due rami della Famiglia de' Pucci; il primo de' quali d'ordine com­ poſito è di Aleſſandro, e Fratelli Pucci, diſegnato con bella, e vaga Architettura, dal famoſo Paolo Falconieri Cavaliere in­ tendentiſſimo; e l'altro accanto del Mar­ cheſe Emilio Pucci, che ha ſeguitato l'or­ dine del primo. Tenendoſi però per la Via de' Servi, a man dritta è la Chieſa di

dine

SAN MICHELE VISDOMINI, dove abitano Monaci Celeſtini. Sono in queſta da oſſer­ varſi alcune Tavole molto belle, e ſpe­ cialmente la natività di Noſtro Signore di mano dell'Empoli, accanto alla quale è una Vergine di mano di Jacopo da Pontor­ mo aſſai ſtimata; ſiccome due Tavole del Poppi, e una del Paſſignano. Dipoi vol­ gendo ſi trova il

PALAZZO del Senator Marcheſe Lorenzo, e Fratelli Pucci, che ha nobili appartamen­ ti, e ſi giugne all'Arciſpedale di

SANTA MARIA NUOVA, edificato dalla no­ bil Famiglia de' Portinari intorno all'Anno 1287. La facciata di queſto nobile Edifizio, a cui fu dato principio nel ſecolo decimo­ ſeſto col diſegno del Buontalenti, è oltre­ modo mirabile. Reſta nel mezzo del Log­ giato la Chieſa, nelle pareti della quale ſi vedono dipinte due Storie da Lorenzo Bicci, che rappreſentano la funzione della Sagra, che già ne fece Martino V. Sommo Pontefice. Quattro belliſſime Tavole ne adornano gli Altari. Dalla deſtra è la pri­ ma di mano del Ficherelli, detto Ripoſo, e la ſeconda del Paggi. A man ſiniſtra, la prima Tavola rappreſenta un San Lo­ dovico Re di Francia, che guariſce dalle gavine, ed è fattura del Volterrano; e la ſeconda, ov'è dipinta la Depoſizione di Croce, è opera del Bronzino. All'Altar maggiore fabbricato di marmi Carrareſi, in­ tarſiati di belliſſime pietre, vi è un Ciborio parimente di pietre, di pregio, e di bel­ lezza non ordinaria. Da un de' lati è lo Spedale degli Uomini, e dall'altro quel delle Donne, ambedue fabbricati colla medeſima Architettura. Ed avvegnachè mol­ tiſſimi infermi continovamente ci ſi riceva­ no, grandiſſime, e molte ſono l'abitazio­ ni con bell'ordine diſpoſte, acciò facile, rieſca agli Aſtanti il provvedere detti inſer­ mi di quanto loro abbiſogna. In queſto luogo convivono ancora moltiſſimi Giovani che da varie parti concorrono, per appren­ dere co' veri precetti la pratica della Medi­ cina e della Chirurgia, ſotto la diſciplina, degli ottimi profeſſori, che vi ſi ſtipendia­ no; e preſtando nel medeſimo tempo il loro ſervizio, ſempre lo rendono più ce­ lebre, non ſolo in Firenze ma per tutta, l'Italia, uſcendone Maeſtri eccellentiſſimi nell'Arte loro. Moltiſſimi ancora ſono i ſerventi, che aſſiſtono notte, e giorno; mol­ ti i Medici, che giornalmente intervengo­ no alla cura di queſt'infermi. Molti gli ſpirituali e temporali ajuti, che ſi ricevo­ no in queſto luogo, premendo alla Pietà ſingolare di S. A. Reale la ſalute del cor­ po, e il profitto degli ſtudenti, ma di lun­ ga mano aſſai più quella dell'Anima. Non deveſi però tralaſciare, come per render queſto Spedale in tutte le ſue parti ragguar­ devole, è ſtato nuovamente arrichito di una copioſa libreria pubblica, ripiena ſpecial­ mente di Libri alla Medicina ſpettanti, e di ogni ſorta di erudizione, ſiccome di un bel Teatro Anatomico; il tutto fabbricato con ſomma magnificenza, e ſpeſa non or­ dinaria. E dirimpetto all'abitazione delle Monache ſerventi lo Spedale, ſi vede la

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deve-

ABITAZIONE de' Bargigli fabbricata col di­ ſegno di Bernardino Ciurini. Ma proſeguen­ do per la via detta di Sant'Egidio fino al canto di via della pergola, e degno d'oſ­ ſervazione il

PALAZZO de' Martellini, grandemente lodato dal Bocchi, e preſſo a queſto trova­ ſi la detta Via della Pergola, dov'è la Chieſa e Oſpizio di

SAN TOMMASO D'AQUINO in cui ricevon­ ſi tutti i poveri Pellegrini Oltramontani, i quali con Patente del proprio Veſcovo, portanſi a viſitare i Luoghi Santi d'Italia. E' grandiſſima la Carità colla quale da perſone nobili, e pie ſon ricevuti, e ſervi­ ti, onde è, che ritornati alla Patria quei, che vi furono ammeſſi, non ſi ſaziano di commendarlo. Si eſercitano ancora in que­ ſto luogo tutte altre opere di Miſericor­ dia con ſingolar pietà, ed affetto non or­ dinario. La Chieſa è tutta incroſtata con buon guſto di ſcagliola, che fa bella moſtra, e maſſimamente le due Colonne dell'Al tare finte di verde antico. La Tavola è di mano di Santi di Tito; e la volta è tutta vagamente dipinta. Allato a queſto Oſpi­ zio è il

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TEATRO per le opere, più di prima ab­ bellito, in occaſione delle Nozze del Gran Principe Ferdinando di Toſcana, colla Prin­ cipeſſa Violante Beatrice di Baviera, e mo­ dernamente colla protezione di Franceſco Primo di felice memoria reſtaurato co' pal­ chetti nuovi di muraglia dipinti dentro dal Gianrè, e fuori dallo Stagi, le figure del­ la volta, e tendone dallo Zocchi, l'Archi­ tettura dal Mannaioni, e gli Scenarj nuovi dal Bibbìena. E proſeguendo per Via del­ la Pergola in quella di Cafaggiuolo, ſi ve­ de la

CHIESA, e MONASTERO de' Camaldolenſi. La Chieſa è ſtata rifatta di nuovo. La vol­ ta è tutta dipinta a freſco di mano di Aleſ­ ſandro Gherardini. Anche il Monaſtero è ſtato reſtaurato, e nella Libreria, ove ſi conſervano rari MSS., è uno sſondo di Luca Giordano. Nell'orto ſi vede il prin­ cipio del famoſo Tempio della Famiglia de­ gli Scolari, tanto lodato da Giorgio Vaſa­ ri, Architettura del Brunelleſco. Rimpetto a queſto Monaſtero corriſponde il PALAZZO de' Marcheſi Giugni, già de' Fi­ renzuoli, fatto col diſegno dell'Amman­ nato, edifizio in ogni parte ragguardevo­ le. Ed entrando in via de' Servi, evvi il

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PALAZZO de' Marcheſi Niccolini, fatto con buon diſegno; e adorno di molte ſtatue antiche, oltre uno ſtudio copioſiſſimo di Medaglie. E verſo la Nunziata ſi trova la Chieſa della

CONCEZIONE, Congrega di Sacerdoti nobi­ litata di fabbrica in queſti tempi. E quaſi addirimpetto il

PALAZZO de' Grifoni molto nobile, e ſi­ gnorile, che i Padroni dicono eſſerne ſta­ to l'Architetto il Buontalenti. Eſſo intro­ duce in una Piazza, che ha preſo il nome dalla vicina Chieſa della Nunziata. E' que­ ſta da due lati chiuſa da due gran Logge, il diſegno delle quali è del famoſa Brunel­ leſco. Nel mezzo di eſſa ſopra una Baſe, di marmo ſi erge un bel Cavallo, ſopra il quale è la Statua di Ferdinando Primo Gran Duca di Toſcana, gettato in bron­ zo da Giovanni Bologna Fiammingo, ce­ lebre Scultore. Sono bensì di Pietro Tac­ ca le due Fontane di bronzo, che adorna­ no la medeſima Piazza. Sotto una di que­ ſte due Logge vi è lo

SPEDALE degl'Innocenti, aſſai celebre per l'inſigne carità, che vi ſi eſercita di alle­ vare moltiſſimi fanciulli eſpoſti, che ſenza un tal ajuto, facilmente perirebbero. Fu fondato queſto Spedale intorno all'Anno 1420., e ne diede il diſegno il poc'anzi nominato Brunelleſco. Le ſue abitazioni ſono aſſai comode, e ben diſpoſte. Nelle due Chieſe, che una è per gli Uomini, e l'altra per le Donne, molte belle Pitture ſi trovano; come altresì nel loggiato di mano di Bernardino Poccetti ſi vedono al­ cune Pitture a freſco. E' governato queſto Spedale da perſone nobili. Preſeggono que­ ſte al governo di moltiſſime Perſone preſſo al numero di tremila, oltre la ſoprinten­ denza di altri Spedali ad eſſo ſubordinati. In faccia poi alla medeſima Piazza ſi trova la Santiſſima

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NUNZIATA; nella deſcrizione della quale mi ſia lecito, che per breve ſpazio di tem­ po io mi dilunghi fuor dell'uſato. Era queſta Chieſa ne' tempi antichi un piccolo Oratorio poſto fuor di Firenze, in queſto luogo, che era detto il Cafaggio. Or ta­ le piccolo Oratorio con alcuna parte di ter­ reno ivi contiguo, fu conceduto a quei ſet­ te nobili Fiorentini, che abbandonata la Patria ſi erano ritirati nell'aſpro Monte Se­ nario, ove menando vita eremitica, e ſo­ litaria, avevano fondata la Religione de' Ser­ vi di Maria, ed il motivo fu, acciò quei buoni Religioſi, che da per tutto aveano ſparſa la fama della lor ſantità, più da vi­ cino ſantificaſſero col loro eſempio i loro Concittadini. Ma perchè troppo anguſto era quel luogo, in riguardo alle molte per­ ſone, che vi erano venute ad abitare, fu di biſogno fabbricar nuovo Convento, e nuova Chieſa; al che fare, la povertà di quei Religioſi baſtante non era. Perciò ad un'opera sì buona e ſanta, furono dal Som­ mo Pontefice tutt'i Fedeli eſortati, tra' qua­ li ſopra di ogni altro ſi ſegnalò Chiariſſimo Falconieri nobiliſſimo Cittadino di queſta Patria, creduto Padre di Santa Giuliana, e Fratello del Beato Aleſſio; imperciocchè a niuna ſpeſa, o fatica perdonando, ſom­ miniſtrò qualunque ſoccorſo più opportuno, perchè tal opra toſſe al ſuo fine condotta. Terminata la fabbrica, avvenne quel gran prodigio, per lo quale è celebre queſta Chieſa per tutto il Mondo. Avevano quei buoni Padri dato a dipingere a freſco ad un Pittore (di cui ancora è incerto il no­ me; altri chiamandolo Bartolommeo, al­ tri Giovanni, altri credendolo Pietro Caval­ lini Romano) un'Immagine di Noſtra Signora in atto di eſſere dall'Angiolo An­ nunziata. Il buon Pittore, che la figura dell'Angiolo avea compita, e rimanevagli ſolo ad effigiare della gran Vergine il Vol­ to, ſtava tra ſe ſteſſo dubbioſo, con qual arte poteſſe eſprimere quell'Aſpetto Divi­ no, che i Seraſini innamora. In queſto mentre fu ſopraffatto dal ſonno, da cui ſvegliatoſi,mirò toſto con ſuo ſtupore co­ lorito il bel Sembiante della gran Vergine Madre di tal bellezza, e tanta divozione ſpirante, che ſolo doveſſe crederſi coſa di Paradiſo. Attonito dunque, e ſorpreſo da maraviglia incredibile, ad alta voce gridò più volte: Miracolo, Miracolo. Il che ſen­ tito da' circoſtanti, e dipoi ſparſoſi per la, Città, cagionò ſubitamente un tal concorſo di Popolo, che ben toſto ne fu la Chieſa ripiena; e perchè niuno di queſto fatto du­ bitar poteſſe, operò Iddio per mezzo di queſta Immagine infiniti miracoli, che tut­ tavia, mercè della Divina bontà, vanno creſcendo in gran numero. Ora venendo noi alla deſcrizione della Chieſa: vedeſi al primo ingreſſo un bel Loggiato con belle e ben proporzionate Colonne, fatto fabbri­ care dalla Famiglia de' Pucci con diſegno del Caccini ſcultore. Sotto il Loggiato ſono tre Porte. Quella a man deſtra conduce nella Cappella di San Baſtiano dell'iſteſſa Fami­ glia Pucci, eretta ancor eſſa con diſegno del ſopraddetto Caccini, adorna di tre, belle Tavole, colorite da Maeſtri eccellenti, e ſpecialmente quella di San Baſtiano di mano di Antonio del Pollaiolo, ed altresì di alcune Statue di marmo di mano del Novelli Scultore. Vi ſono ancora molte memorie di uomini illuſtri di queſta nobil Famiglia, e ſpecialmente di Lorenzo, Ro­ berto, e Antonio Pucci tre inſigni Cardi­ nali, che viſſero quaſi in un tempo mede­ ſimo. L'altra Porta a man ſiniſtra condu­ ce in un Ricetto dov'è la Sagreſtia, ed in un Chioſtro aſſai grande e vago. In fac­ cia di queſto Chioſtro ſi vede ſopra la por­ ta, che va in Chieſa, la famoſa Madonna del Sacco, dipinta da Andrea del Sarto con tutta la perfezione dell'arte. E' fama fra gl'intendenti, che queſta ſia la miglior'o­ pera, e più perfetta, che quel famoſo Ar­ tefice conduceſſe. E in vero chiunque at­ tentamente la mira, reſta fuor di modo at­ tonito per lo ſtupore; ond'è, che Michel Agnolo Buonarroti, ed il celebre Tiziano non ſi ſaziavano mai di rimirarla, e di com­ mendarla in eſtremo. L' altre Lunette del medeſimo Chioſtro ſono ancor eſſe dipinte da buoni Artefici. Il Poccetti, e il Roſſel­ li grandemente vi faticarono, e molto an­ cora il Salimbeni Saneſe. Sono in queſte effigiati i fatti più ſingolari de' ſette Fonda­ tori, e ne' peducci delle volte i Ritratti de­ gli Uomini più inſigni dell'Ordine de' Ser­ vi. In queſto Chioſtro è una gran Cappel­ la in volta, eretta già dalla Famiglia Ma­ cinghi, della quale reſtano le Armi negli angoli, che paſſata dipoi in quei Religioſi, ſerviva loro di Capitolo; ma adornata da eſſi modernamente, ed abbellita di pitture a freſco per ogni parte; è ſtata deſtinata al culto delle ſante Immagini de' ſette Beati Fondatori del loro Ordine, dipinte in Tavo­ le di aſſai antica, e ſemplice maniera; e perchè ſono oggi le dette Immagini aſſai ſcolorite dal tempo, a fine di meglio con­ ſervarle, ſono ſtate unite tutte inſieme in un Quadro, che poſa ſull'Altare, ma ſpar­ tite una dall'altra da un nuovo ornamen­ to riccamente dorato, e coperte di criſtalli. La terza Porta del loggiato, che è la prin­ cipale, nel mezzo conduce in un piccol Cor­ tile, o Chioſtro tutto dipinto da' più rari artefici di quei tempi. Queſti ſono Andrea del Sarto (il ritratto del quale ſcolpito in marmo coll'iſcrizione vedeſi a mano ſini­ ſtra) Aleſſio Baldovinetti, il Roſſo, Jacopo da Pontormo, il Franciabigio, e Coſimo Roſſellini. D'Andrea è la Storia de' Magi, la Natività della Madonna, quella ove ſi porge a baciare a' circoſtanti la Reliquia di San Filippo, con tutte l'altre a man ſini­ ſtra, che i fatti più ſegnalati di San Filippo Benizi mirabilmente rappreſentano. D'A­ leſſio Baldovinetti è la ſtoria della Natività del Signore: del Roſſellini è quando San Filippo ha la viſione di Maria Vergine: del Roſſo è l'Aſſunzione della Madonna: del Pontormo la Viſitazione della medeſi­ ma: e del Franciabigio lo Spoſalizio della Vergine con San Giuſeppe. Parimente in queſto Cortile ſi vedono innumerabili Voti, altri dipinti in tavole, altri eſpreſſe in fi­ gure al naturale. Entrando in Chieſa, ve­ deſi al primo aſpetto la ſoffitta tutta d'in­ tagli dorati ſopra fondo bianco, nel mezzo della quale è un gran quadro, rappreſen­ tante l'Aſſunzione della Vergine al Cielo, di mano del Volterrano. Nelle pareti, tra 'l fregio della ſoffitta, e il cornicione, ſono dodici quadri dipinti a freſco dell'Ulivelli, dove ſi rappreſentano alcuni Miracoli più ſingolari, operati per interceſſione di Maria. A man ſiniſtra nell'entrare in Chieſa ſi trova la Cappella della Santiſſima Nunziata (nel muro della quale è dipinto il di lei Volto miracoloſo) latta di marmi vagamen­ te intagliati col diſegno di Michelozzo. Quanto ſia ricca, e adorna queſta Cappel­ la non ſi può ſpiegare abbaſtanza. E' l' Altare d'argento maſſiccio nobilmente la­ vorato, il gradino parimente d'argento, e tutto diviſato di gioie, e pietre prezioſe. In un belliſſimo Tabernacolo è una teſta del Salvadore mirabilmente dipinta da An­ drea del Sarto. Sopra due gran pilaſtri po­ ſa un ricco architrave, o cornicione d'ar­ gento, da cui pende una cortina di lavoro eccellente, ſotto la quale una mantellina, parimente d'argento, che tien coperta la Sagra Immagine. Inoltre tanti e tanti ſono gli ornamenti di queſta Cappella, che è ma­ lagevole il poterli diſtintamente deſcrivere: perchè i vaſi, i doppieri, le lampane tutte d'argento ſono moltiſſime; ſenza numero ſono i Voti, che vi ſi vedono appeſi; in contraſſegno delle grazie, che dalla Vergi­ ne ſi diſpenſano giornalmente. Contiguo al­ la detta Cappella è un Oratorio di forma quadrata nobilmente arricchito. Ha le pa­ reti incroſtate di pietre prezioſe, e ſpecial­ mente d'agate, calcedoni orientali, e dia­ ſpri, che rappreſentano alcuni ſimboli di noſtra Signora. Allato a queſta Cappella vi è quella fatta fabbricare dal Marcheſe, e Senatore Franceſco Feroni, col diſegno di Giovan Batiſta Foggini tutta incroſtata di marmi, e adorna di varie Statue; la Ta­ vola dell'Altare è dipinta da Carlo Lotti Pittor Veneziano con ſingolar diligenza; di mano di Giuſeppe Piamontini ſono le due Statue rappreſentanti il Penſiero, e la Fortuna marittima, e di mano dell'An­ dreozzi ſono l'altre due, che figurano la Fedeltà, e la Navigazione. Di Carlo Mar­ cellini è il San Domenico, e del Cateni il San Franceſco, e le Medaglie di bronzo do­ rato ſono di Maſſimiliano Soldani Benzi; le due Iſcrizioni, che ſi vedono ſotto i due Depoſiti, ſono dettate dall'erudite penna del celebre Anton Maria Salvini. Seguitano appreſſo, benchè con ordine aſſai diverſo, altre Cappelle adornate di belle tavole, tral­ le quali è molto ragguardevole quella del Giudizio d'Aleſſandro Allori, detto il Bron­ zino; quella della Crocifiſſione dello Stra­ dano: e la quarta di Pietro Perugino, o come altri vogliono, dell'Albertinelli. Sic­ come nella Croce della Navata è aſſai vaga la Cappella de' Tedaldi, eretta ad onore di San Filippo Benizi, colla Tavola dipinta dal Volterrano, e con altre pitture a freſco dell' Ulivelli. Da un ricetto quivi accanto ſi per­ viene alla grandioſa Sagreſtia ultimamente reſtaurata, e quaſi del tutto rinnovata, a ſpeſe di particolari, come ſi legge da una Iſcrizione ſotto l'Altare. Oſſerviſi in eſſa la Pittura della Volta, della Tribuna delle parti laterali, e della facciata interna rile­ vata a foggia di Stucchi da Pietro Giarrè, e la Tavola dell'Altare opera di Ceſare Dandini. Il diſegno de' nuovi comodi Ar­ marj è di Filippo Ciocchi Architetto, eſe­ guito da Fr. Andrea Caſciani per i legna­ mi; e per i ferramenti da Fr. Gio. Poggi ambedue Laici di queſto Convento. Ritor­ nando a man deſtra, nella prima Cappella della Famiglia del Palagio adorna di varj marmi, è una tavola dell'Empoli, che è ſtimata la miglior opera da eſſo fatta. Nel­ la ſeconda vi è una Tavola dipinta da Pier Dandini Profeſſore di molto pregio. Ma la terza Cappella tutta incroſtata di marmi con bel diſegno intagliati, e nobilmente arric­ chita, fu fatta fabbricare dal Marcheſe Fab­ brizio Colloredo del Friuli, col diſegno del Nigetti: la Tavola è di mano del Vignali, e la Cupola del Volterrano. Ognuna delle ſeguenti Cappelle ha qualche coſa di ſin­ golare, e ſpecialmente quella de' Bandinel­ li, prima de' Pazzi, dov'è di marmo un Criſto morto, ſoſtenuto da Dio Padre, o­ pera inſigne di Baccio Bandinelli. In faccia a queſta, è in luogo poco oſſervato la Cap­ pella di Santa Barbera; ove ſi vedono mol­ te memorie ſepolcrali di Signori di conto di varie Provincie Oltramontane, tra le quali v'è il Ritratto dello Stradano Pittore aſſai celebre in marmo. Degna non di minore oſſervazione è la Cappella de' Falconieri, che fa Croce alla Navata deſtra. Conſe­ crata era alla Immacolata Concezione di Maria Vergine, e dal 1760. in cui i com­ padroni ſi determinarono di reſtaurarla, come è al preſente, è conſecrata a Ma­ ria Santiſſima Addolorata, al Beato Aleſſio ed a S. Giuliana Falconieri. Il diſegno di queſta Cappella riſtabilita quaſi da' Fonda­ menti è di Filippo Ciocchi Architetto, la Tavola dell'Altare, e lo sſondo è di Vin­ cenzo Meucci, ed i due Quadri Laterali di Giuſeppe Griſon. Gli altri bene inteſi ador­ namenti, come la Scalinata, Balauſtro, Menſa, e Ciborio dell'Altare, la Caſſa, o ſia Cancellata di Bronzo dorato, in cui ſtà ripoſto il Corpo di S. Giuliana, contribuiſ­ cono a renderla più vaga, e fanno riſalta­ re l'ottimo guſto e diſcernimento del Sig. Mar­ cheſe Abbate Antonio Niccolini, alla di cui aſſiſtenza e direzione i Signori Falconieri di Roma appoggiorono il reſtauramento di eſſa Cappella. Al fine della Navata, ſi trova una Tribuna aſſai grande di figura ro­ tonda con bella Cupola, e rilevata, fatta col diſegno di Leon Batiſta Alberti nobile Fiorentino, a ſpeſe di Lodovico Gonzaga ſecondo Marcheſe di Mantova. E' in oggi queſta Tribuna tutta adornata di ſtucchi, come altresì la Cupola, dipinta da Baldaſ­ ſar Franceſchini, detto il Volterrano. Ha queſto inſigne Pittore dipinto la Vergine, quando Aſſunta in Cielo vien coronata dal­ la Santiſſima Trinità. Intorno intorno ha dipinti i Patriarchi, i Profeti, e i Santi del Teſtamento Vecchio, con alcuni altri del Nuovo, che prima della Vergine erano paſ­ ſati alla Gloria, recedendo in queſto dall' uſo di quaſi tutti i Pittori, che nel dipi­ gnere Storie antiche, meſcolano ſpeſſe vol­ te perſone, che viſſero molti ſecoli dopo. Finalmente in queſta grand'opera è lau­ dabile non meno l'invenzione, e il diſe­ gno, che la vaghezza del colorito. Corri­ ſponde alla cupola il Coro de' Frati, i qua­ li, oltre al numero di cento, con ſommo decoro, e con eſquiſitezza di canto, vi ce­ lebrano gli Ufizi Divini. Nove Cappelle ſi trovano intorno al Coro, molte delle quali ſono adorne di marmi, e di belliſſime Ta­ vole. Nella feconda Cappella a man deſtra vi è una Tavola del Bilivelti, nella quale è dipinto lo Spoſalizio di Santa Caterina. Nel­ la terza la Tavola del Cieco nato è di ma­ no del Paſſignano. Nella quarta, che fu fabbricata a proprie ſpeſe di Giovanni Bo­ logna, oltre l'eſſer tutta incroſtata di pie­ tre ſerene, e marmi, ſono di ſtima gran­ de le Statue, i Baſſirilievi di bronzo, e le tre Tavole, una del Paggi, l'altra del Li­ gozzi, e la terza del Paſſignano. Siccome è ammirabile il Crocifiſſo di bronzo, fatto ſopra un modello dello ſteſſo Giovanni Bo­ logna. Nella ſeſta la Tavola della Reſurre­ zione è d'Agnolo Bronzino. Nell'ottava il San Michele di mano del Pignoni pittor celebre; e nella nona la Natività di Maria Vergine, fatta da Aleſſandro Allori, il cui figliuolo Criſtofano dipinſe uno de' quadri la­ terali, che è tenuto in gran pregio. L'Al­ tar maggiore è molto ricco e magnifico. Ha il Ciborio grande d'argento, di bellez­ za, e di pregio conſiderabile; ſiccome un Paliotto parimente d'argento con figure di baſſorilievo, che ſolamente adopraſi nelle feſte ſolenni, nelle quali, tanti ſono i va­ ſi, i doppieri, le ſtatue, e gli ornamenti prezioſi, che vi ſi vedono, che certamente non hanno pari. Sul piano del Presbiterio poſano due magnifici Depoſiti di marmo, uno del Veſcovo Angelo Marzimedici colla Statua al naturale di mano di Franceſco da Sangallo; e l'altro del Senatore, e poi Sa­ cerdote Donato dell'Antella inſigne benefat­ tore della Chieſa, ove la ſtatua è di Gio­ van Batiſta Foggini, e l'Iſcrizione del Se­ natore e Auditore Filippo Buonarroti. Que­ ſta Chieſa verſo la fine del paſſato ſecolo ſu adornata di ſtucchi, e pilaſtri incroſtati di marmi con diſegno di Pier Franceſco Sil­ vani, del quale pure è l'Altar maggiore e la Soffitta; e i medaglioni furon dipinti a freſco da Piero Dandini per legato del detto Senatore dell'Antella. In ſomma ella è in tutte le ſue parti ragguardevole, nè vi è foreſtiero, che non ſi porti a viſitarla. Il convento poi è molto comodo e magni­ fico per lo notabile accreſcimento fattovi ul­ timamente; ed ivi pure ſon degne d'eſſer vedute sì la Libreria nuovamente fabbrica­ ta, perchè, oltre alla copia de' Libri, vi ſi aggiungono molti ornamenti, che la ren­ dono ſingolare; come anco nel Chioſtro in­ teriore la Cappella della famoſa Accademia del Diſegno, per la Tavola dell'Altare, che è del Paſſignano, e per due quadri a freſco, che ſono opera di Giorgio Vaſari, e di San­ ti di Tito. Partendoſi da queſto Santuario per la ſtrada dietro la Chieſa ſi trova il

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PALAZZO del Marcheſe Franceſco Cappo­ ni, che e ſtato alzato in queſto ſecolo col diſegno del Cavalier Carlo Fontana. E' que­ ſto Palazzo uno de' maggiori della Città, con facciata molto nobile, e di lunga di­ ſteſa. Entrati dentro ſi vede la grande e magnifica ſcala aperta, e ornata di ſtatue, e di ſtucchi, e colla gran Volta dipinta da Matteo Bonechi: vi ſono nobiliſſimi appar­ tamenti con Pittore, e addobbi ricchiſſimi, e d'ottimo guſto. Nella Sala ſono dipin­ te dal medeſimo tre Storie di fatti illuſtri operati da alcuni de' Capponi, che ſono molto celebri, e ſi può ſcendere la detta Scala molto comoda e bella, che di giù conduce fino alla ſommità del Palazzo, a cui è unito un vaſto e delizioſo Giardino con un bel Salvatico, e uccelliera nobiliſ­ ſima. Quaſi in faccia vi è il PALAZZO de' Marcheſi Guadagni aſſai va­ go, e di bella Architettura, e fornito di copioſa Libreria. Nel Ricetto della Sala terrena v'è uno sfondo dipinto a freſco dal Volterrano, opera ſingolare, che rap­ preſenta San Martino a cavallo. E andan­ do per la ſtrada, che conduce verſo la, Porta a Pinti ſi vede il

PA-

PALAZZO de' Conti della Gherardeſca, che ſu già di Bartolommeo Scala Storico Fiorentino, ma creſciuto, ed abbellito aſ­ ſai da queſti Signori, e di contro il

GIARDINO del Duca Salviati molto deli­ zioſo, e poco lontano il

GIARDINO de' Padri Geſuiti, appreſſo al­ la lor Caſa, dove fanno il terzo anno di Noviziato i Padri della Provincia Romana, ed accanto il

PALAZZO de' Marcheſi Ximenes d'Ara­ gona ancor eſſo di buona capacità, e con delizioſo Giardino, e non molto lungi il Monaſtero, e Chieſa di

SANTA MARIA MADDALENA DE' PAZZI. Nell' ingreſſo di queſta Chieſa ſi vede a man deſtra la belliſſima Cappella de' Neri, che ben può dirſi tale per le Pitture di Ber­ nardino Poccetti, il quale, ſe in ogni o­ pera ſua ſi moſtrò ſingolare, in queſta ſpe­ cialmente ſuperò ſe medeſimo. Ammirano gl'intendenti, ſopra d'ogni altra coſa, la bella Cupoletta, ove è dipinto il Paradiſo perchè in eſſa ſono innumerabili le figure de' Santi, ma così bene, e con tal arte diſpoſte, che la moltitudine non genera confuſione, ma reca diletto, e vaghezza. All'Altare di detta Cappella è una Tavola del Paſſignano; e finalmente non vi man­ ca ornamento, che la poſſa render più va­ ga. Paſſando per un Cortile ſi entra in Chieſa, la Soffitta della quale è tutta dipin­ ta da Jacopo Chiaviſtelli. Ha una ſola Na­ vata, ma però ripartita in varie Cappelle, in ciaſcuna delle quali ſi vedono Tavole di Pittori aſſai ragguardevoli. Ma di gran lun­ ga ſuperiore in bellezza, ed in pregio è la Cappella maggiore, nella quale ſta ripoſto il Corpo di Santa Maria Maddalena de' Paz­ zi Nobil Fiorentina. Ella è tutta incroſtata di marmi miſti de' più nobili, e de' più vaghi, che in tali Edifizj s'adoprano. So­ no fra gli altri ornamenti molto ammirabi­ li, dodici Colonna di diaſpro di Sicilia, i capitelli, e imbaſamenti delle quali fon di bronzo dorato. In alcuni ovati ſi vedono Baſſirilievi parimente di Bronzo, eſprimen­ ti i fatti più ſegnalati della Santa, e que­ ſti ovati fon retti da alcuni Angioletti di marmo del Marcellini. Nelle quattro nic­ chie ſono quattro Statue di marmo, che figurano le quattro Virtù più ſingolari, che riſplendono in queſta Vergine. La Tavola dell'Altar maggiore è di Ciro Ferri, di cui è il diſegno, e l'Architettura della Capella. L' altre due Tavole laterali ſono di mano di Luca Giordano, e la Cupola è opera di Pietro Dandini, ambedue Pitto­ ri famoſi. In ſomma non vi è coſa che non ſia ragguardevole, e di gran pregio, avendo fatto a gara, per abbellire queſto Sacrario, l'eſquiſitezza dell'opere, e la ricchezza e nobiltà de' materiali. Il Mo­ naſtero abitato da nobili Vergini è ampio e magnifico, con un vaſto e vago Giardino. Ripigliando il cammino, troviamo il Mo­ naſtero di

cial-

dell'

SANTA MARIA DI CANDELI, colla Chieſa tutta rifatta di nuovo di ſtucchi dorati, col diſegno di Gio. Batiſta Foggini, ove merita di eſſere oſſervata la Tavola dell'Altar mag­ giore mirabilmente condotta dal celebre Anton Domenico Gabbiani, oltre le altre tutte di valenti Pittori. Quindi per la ſtra­ da detta di Pinti, è oſſervabile l'ampia

ABITAZIONE già de' Caccini, oggi del Vernaccia, a cui è unito un delizioſo Giar­ dino. E andando avanti s' incontra la

ABITAZIONE del Balì Roſſia, che ha la facciata di vago diſegno di Gio. Batiſta Fog­ gini. E poi per Via di mezzo ſi giugne, alla parocchiale

CHIE-

CHIESA DI SANT'AMBROGIO, dove abita­ no Monache dell'Ordine di San Benedet­ to. Una delle coſe da oſſervarſi in queſta, è la Cappella del Miracolo, detta così, perchè in eſſa conſervaſi parte del Sangue congelato di Noſtro Signore, ritrovato in un Calice, dove da un Sacerdote per inav­ vertenza era ſtato laſciato del Vino conſa­ grato, che in Sangue ſi vide miracoloſa­ mente convertito, eſſendo ciò accaduto l' anno di noſtra ſalute 1230. Vicino a que­ ſta Chieſa ſi trovano nove Conventi di Mo­ nache, ed uno di Religioſi Clauſtrali dell' Ordine di San Franceſco di Paola, ma per non iſtraccare il Foreſtiero colla viſita di queſte Chieſe, benchè in eſſe ſi poteſſero oſſervare alcune Pitture di pregio, e ſpe­ cialmente in quella di Monte Domini la Tavola di Santo Stefano del Cigoli, ſtima­ ta dagli intendenti una delle più belle Pit­ ture della Città; in quella delle Murate, nel cui vaſtiſſimo Monaſtero fabbricato dall' antica Famiglia de' Benci, ſu già educata Caterina de' Medici Regina di Francia, al­ cune Pitture di Fra Filippo Lippi; ed al­ cune del Grillandajo in quella di San Jaco­ po. Appreſſo ſi può oſſervare la

ABITAZIONF de' Gabburri, ove ſono Pit­ ture, Stampe, e diſegni ſingolariſſimi, e per Via Ghibellina la

ABITAZIONE de' Buonarroti, celebre per eſſere ſtata del Divin Michelagnolo, di cui conſervano alcune opere, e per la Galle­ ria fatta da Michelagnolo il giovane di lui pronipote tanto inſigne letterato, che l' arrichì di Pitture, e di coſe rariſſime. Ed in faccia il

C eſſere

PALAZZO della Famiglia Del Sera edifica­ to col diſegno di Pietro Giovannozzi. E poco dopo dall'iſteſſa parte il

PALAZZO de' Baldinucci, che nel Corti­ le ha una fonte colla ſalubre acqua di San­ ta Croce. Indi ſi trova il

PALAZZO de' Conti Strozzi, che ha l'in­ greſſo principale nella ſtrada detta il Mer­ cato di

SAN PIFR MAGGIORE, la facciata, e Log­ gia della qual Chieſa tutta di pietre ſere­ ne, è molto vaga, e di belliſſima Archi­ tettura, ideata da Matteo Nigetti. Sono in queſta Chieſa molte Tavole di Pittori eccel­ lenti, e ſpecialmente una Nunziata aſſai bella, di mano del Franciabigio, la prima nell'entrare a man deſtra. La ſeconda di Raffaellino del Sarto eſprime Maria Santiſ­ ſima col Bambino, S. Franceſco, e San Giovan Gualberto; nella quinta conſer­ vaſi con gran venerazione un Crocifiſſo di Baccio da Montelupo. Nella Cappella Pal­ mieri, è di mano di Sandro Botticelli la, Tavola, dove è dipinto il Paradiſo, con moltitudine di Angeli. Nella prima Cap­ pella a mano ſiniſtra al nuovo Altare del Cattani, è una Tavola di Aleſſandro Ghe­ rardini. Più di tutte però è mirabile la bella Tavola dell'adorazione de' Magi fatta dal Cigoli, una delle opere migliori di queſt'inſigne Pittore. Preſſo a queſta è una delle Cappelle della Famiglia de' Mar­ cheſi Albizzi, ov'è una Tavola, rappre­ ſentante il Martirio di Santa Lucia, di ma­ no del Volterrano. Un'altra ſimile a quella del Cigoli ſu dipinta dal Paſſignano, ed è accanto alla Sagreſtia, la quale, ſeb­ bene è di gran pregio, ſtimaſi nondimeno dagl'intendenti interiore alla ſuddetta. Nel­ la Cappella della Famiglia da Filicaja è il Depoſito del famoſo Senator Vincenzio da Filicaja con un'Iſcrizione fatta da Bene­ detto Averani. Il Criſto di rilievo che ſi vede in queſta Chieſa è di Baccio d'Agno­ lo. Poco diſtante da queſta Chieſa per il Borgo degl'Albizzi è il

Ta-

PALAZZO de' Signori Aleſſandri moder­ namente accreſciuto ſull'antico diſegno, e decorato di ricchi appartamenti, e dalla, parte oppoſta vedeſi il

PALAZZO del Marcheſe Albizzi, e di poi il

PALAZZO Valori, paſſato già ne' Guicciar­ dini, ed oggi negli Altoviti; nella facciata del quale ſopra varj Pilaſtri ſi vedono ſcol­ piti in marmo i Ritratti di quindici Uomi­ ni illuſtri di queſta noſtra Città a foggia de' Termini degli Antichi. Gli uomini il­ luſtri ſono gli appreſſo, cioè; nel primo or­ dine da baſſo l'Accurſio, il Torrigiano, Marſilio Ficino, Donato Accjajuoli, e Pier Vettori: nell'ordine di mezzo, Amerigo Veſpucci, Leon Batiſta Alberti, Franceſco Guicciardini, Marcello Adriani, e Don Vincenzio Borghini: Nel ſuperiore, Dante, Petrarca, Boccaccio, Monſignor Giovanni dalla Caſa, e Luigi Alammanni. Quivi in mezzo della Via è una laſtra di marmo, poſta in memoria dell'inſigne miracolo da San Zenobi operato in queſto luogo, nell' aver riſuſcitato un Fanciullo. Appreſſo ſo­ no le

C 2 dini,

ABITAZIONI de' Montalvi, e de' Pazzi, ambedue diſegno dell'Ammanato, e dipoi vi ſono i

PALAZZI, l'uno dirimpetto all'altro, ambedue di ſtraordinaria bellezza, e am­ bedue pure della Famiglia degli Strozzi. Quello di più antica maniera ſi crede già alzato col diſegno del Brunelleſco, e ſu per l'avanti della Famiglia de' Pazzi; e facendo ivi angolo, colla loro Arme in fronte, ſi appella perciò da remotiſſimo tem­ po il Canto de' Pazzi. Il più bello però è quello, che per anco non è terminato. Fu fabbricato col diſegno dello Scamozzi, nelle opere del quale pubblicate colla ſtam­ pa, vedeſi delineato. Le fineſtre a terreno ſono del Buontalenti, e del Caccini è il Portone principale. La Facciata di verſo il Borgo degli Albizzi è fatta col diſegno del Buontalenti, ed è così bene inteſa, che i Profeſſori non ceſſano di lodarla. Il Cor­ tile del medeſimo Palazzo è fatto con di­ ſegno di Lodovico Cigoli: dal qual poco diſtante ſi trova

è

SANTA MARIA IN CAMPO, divotiſſima Chieſa ricca d'Indulgenze, Cattedrale del Veſcovo di Fieſole, che abita nel Palazzo contiguo, e quantunque nel mezzo della Citta, è Dioceſi Fieſolana. D'ivi poco lungi ſi giunge alla Via detta dello Studio, poichè eſſa vi è lo

STUDIO FIORENTINO, ove di continuo leg­ gono pubblicamente varj Profeſſori di diver­ ſe Scienze, come di Teologia, di Storia Sacra, e Profana, Giuriſorudenza, Mat­ tematica, Filoſofia, Umanità, Lingua Gre­ ca, Ebrea, e Toſcana. Quivi ancora han­ no la loro Reſidenza le celebri Accademie Fiorentina, della Cruſca, e degli Apatiſti a cui confina il

COLLEGGIO de' Padri delle Scuole Pie, deſtinati ad ammaeſtrare la gioventù nelle Lettere, e nella Pietà, e poco diſtante ſi vede un

C 3 Let-

PALAZZO del Duca Salviati molto agiato, e comodo. Quindi avanzandoſi col viaggio verſo della Badia, ſi laſcia da mano deſtra l'

ORATORIO DI SAN MARTINO, ove ſoglio­ no congregarſi i Buonuomini. E' celebre queſt'Oratorio non ſolo per eſſere ſtato ſondato al tempo di S. Antonino Arciveſ­ covo di Firenze, ed a ſua perſuaſione, e conſiglio, ma eziandio per le opere inſigni di miſericordia che di continuo vi ſi eſer­ citano. Ed in vero è prodigio mirabile, della Provvidenza Divina, che queſta Ca­ ſa ſenza fondo, o ferma rendita annuale, ma ſolamente provveduta di elemoſine, e di laſciti pii, giornalmente ſoccorra del ne­ ceſſario tante povere famiglie onorate. La­ ſciaſi a man ſiniſtra la Chieſa di

SAN PROCOLO, dove ſi poſſono oſſer­ vare alcune Tavole di pregio, e ſpecialmen­ te la Nunziata di mano dell'Empoli, quel­ la dell'Altar maggiore di Gaetano Piat­ toli, in luogo di quella che vi fu una vol­ ta d'Andrea del Caſtagno, la quale è paſ­ ſata nel Reſettorio de' Padri di Badia, ſic­ come del medeſimo è quella di S. Luigi, e l'altra del Pontormo, dov'è dipinta la Vergine con Santa Barbera, e S. Antonio; qui dirimpetto vi è un'altro

PA-

PALAZZO del Duca Salviati, e di ſua, propria abitazione, che è l'antico del ſuo proprio Ramo, poichè il primo, di cui po­ co ſopra ſi è fatta menzione, lo ha eredi­ tato dal Ramo finito di Roma ſul princi­ pio del corrente ſecolo. In faccia ad eſſo per la Via detta del Palagio ſi ritrova la

ABITAZIONE de' Baroncini, condotta da Bernardino Ciurini molto pulitamente. Al­ la fine di queſta ſtrada v'è il

PALAZZO del Podeſtà molto vaſto, in cui ſo­ no le pubbliche carceri, e nel proſpetto di queſta ſtrada riſalta la Porta della Chieſa della

BADIA FIORENTINA, dove abitano Mona­ ci Caſinenſi dell'Ordine di San Benedetto così chiamata per antonomaſia, per eſſere ſtata la prima Badia di Monaci ſondata in Firenze. La Conteſſa Villa Madre del Conte Ugo Marcheſe di Brandemburgo, e Vicario d'Ottone Terzo Imperatore in Toſcana, moſſa da inſpirazione divina, a proprie ſpeſe fecela fabbricare, ed ella, ed il Figliuolo la dotarono di richiſſime rendi­ te. Onde, in ſegno di gratitudine verſo il detto Conte Ugo loro Benefattore, intro­ duſſero poi quei Monaci da gran tempo ad­ dietro, e continovano tuttavia il coſtume di far celebrare ogni anno da un Giovane nobile l'Orazione in ſua lode dopo la Meſſa grande nella mattina di Santo Steſa­ no Protomartire, antichiſſimo Contitolare di detta Badia, già fondata ſotto il princi­ pal Titolo di Santa Maria. Il ſuo principio fu intorno al 990. fu poi nell'anno 1285. col diſegno d'Arnolfo, grandemente re­ ſtaurata, ma nel paſſato ſecolo, col diſe­ gno di Matteo Segaloni rinnovata quaſi da fondamenti, ſi è renduta vaga, quantun­ que molto vi reſti da fare, per ri­ durla a perfezione. Quella parte però, che terminata ſi vede molto bella appariſce, e magnifica. Alla nobiltà dell'Architettura corriſponde l'eleganza degli ornamenti. Dalle due parti laterali vedonſi due Terraz­ zini di pietra, con vaghi intagli dorati. Sopra di quello a man deſtra è ſituato l' organo, e ſopra l'altro a ſiniſtra, una Tavola, dove è dipinta Maria Vergine Aſ­ ſunta di mano di Giorgio Vaſari, la qua­ le al tempo del Bocchi era poſta ſull'Al­ tar maggiore. E' parimente di molte pre­ gio la Soffitta, tutta fatta di finiſſimo in­ taglio. La Tribuna, ſotto la quale è il Coro de' Religioſi, è dipinta da Giovanni Ferretti. Le Tavole delle Cappelle ſono ancor eſſe di bellezza, e valuta. Quella di San Mauro a man deſtra è fatta da O­ norio Marinari Pittore ſtimatiſſimo; ſiccome ſon oſſervabili le pitture di tutta la Cap­ pella colorite da Vincenzio Meucci. Segue l'altra di Giovambatiſta Naldini, ove ſi rappreſenta la venuta dello Spirito Santo. A man ſiniſtra, di mano di Franceſco Sal­ viati ſi vede dipinto un Criſto, che porta la Croce al Calvario, e nella Cappella di­ rimpetto a queſta evvi una Tavola di ma­ no di Fra Filippo, in cui vedeſi un San Bernardo effigiato con ſingolar diligenza. Sono eziandio conſiderabili tre Sepolcri d' uomini ſegnalati; il primo ſi è del mento­ vato Conte Ugo principal benefattore di queſta Chieſa. Furono ſcolpiti i marmi di queſto Sepolcro da Mino da Fieſole, e riu­ ſcì tutta l'opera di ſingolare artifizio: il ſecondo è del Cavaliere Bernardo Giugni: e il terzo di Giannozzo di Agnolo Pan­ dolfini, Cavaliere, di gran nome in tempo di Repubblica la cui Famiglia è padrona, della Cappella, o Tribuna, ſituata preſſo il Veſtibolo di queſta Chieſa nella quale oſſer­ viſi il Quadro ſopra la Porta interiormente di mano di Fra Bartolommeo Domenica­ no. Poco diſtante da queſta trovaſi la

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viati

CHIESA NUOVA DE' PADRI DELL' ORATORIO DI SAN FILIPPO NERI, la quale dee ſervi­ re per Oratorio, quando ſarà fabbricata la Chieſa grande. Fu queſta fatta col diſegno di Gherardo Silvani, e modernamente è ſtata arrichita di varj ornamenti di Pittura, e di Scultura di eccellenti Profeſſori, ſra' quali d'Antonio Puglieſchi è la Tavola, dell'Altare maggiore, la Pietà di Aleſ­ ſandro Cherardini, la Cupola di Niccolò Franceſco Lapi, e lo sſondo di Giovanni Sagreſtani. La Tavola, che oggi ſi vede all'Altare del Santo, è di mano di Anton Domenico Gabbiani, ſtatavi collocata non molti anni ſono, in luogo di altra, che vi era di Onorio Marinari. la quale fu a­ dattata all'Altar maggiore della Chieſa di San Firenze ivi contigua, ufiziata da' Padri di detto Oratorio. I Baſſirilievi di marmo ſono parte di Antonio Montauti, e parte di Giovacchino Fortini, di cui ſono anche le Statue. In Sagreſtia è un Quadro mol­ to ſtimato di Giovan Maria Morandi. La facciata di queſto Oratorio, che è tutta lavorata di pietra forte, e adornata di al­ cune Figure di marmo, è ſtata ultima­ mente condotta a fine col diſegno di Fer­ dinando Ruggeri. Vedeſi avanti la mede­ ſima il

C 5 all'

PALAZZO de' Gondi, che ha la Facciata di pietre a bozza molto nobile, con diſe­ gno di Giuliano da San Gallo, che nella Sala vi fece un Cammino di baſſirilievi di gran perfezione, che per quanto non uſino in sì fatti luoghi, merita di ſtarvi, e di eſ­ ſere ammirato. Di dove ſi paſſa alla

PIAZZA DEL GRANO, così chiamata, atte­ ſochè in un loggiato aſſai comodo, di Ar­ chitettura Toſcana, vendeſi il Grano pub­ blicamente, e di quì per ſtrada del Can­ to a' Soldani ſi giunge a

SAN JACOPO TRA' FOSSI dove non trovere­ mo già le belle Tavole d'Andrea del Sar­ to, che tanto eloquentemente furono cele­ brate dal Bocchi, e da varj Scrittori di pri­ mo grido, avvegnachè ſono già traſ­ portate nel Real Palazzo de Pitti, ſolo eſ­ ſendovi reſtato di eſſo Andrea che dipinſe da Giovane quella ove vedeſi l'apparizione di Criſto in forma d'Ortolano alla Madda­ lena. Troveremo bensì le copie delle me­ deſime, una delle quali è così bella, che ſebben copia, è nondimeno tenuta in gran pregio; e il quadro della Soffitta colorito dal Gherardini. Da queſta Chieſa ſi può andare per due ſtrade alla Piazza, e Chie­ ſa di Santa Croce, che una detta Via de' Benci, dove è l'antico Palazzo de' Peruz­ zi, ora de' Celleſi, dove abito l'Impera­ dore Paleologo, quando intervene al Con­ cilio Fiorentino, e l'altra detta Borgo San­ ta Croce, nella quale ſono buone Fabbri­ che, ed in ſpecie il

mo

PALAZZO de' Corſini, che ha molte belle Statue antiche nel Cortile; e quello de' Di­ ni ricco di Pitture, ſpecialmente di Santi di Tito, ed una ſingolariſſima d'Andrea del Sarto. Giunti in fondo alle quali, ve­ draſſi la Chieſa di

SANTA CROCE de' Frati Minori Conven­ tuali. Tempio aſſai grande e magnifico, lungo dugenquaranta braccia, e largo ſet­ tanta in cui ſi entra per porte, e ſu quella di mezzo oſſerveremo una Statua di bronzo, opera di Donatello, che rappre­ ſenta San Lodovico Arciveſcovo di Toloſa. Fu queſto Tempio fabbricato intorno all' Anno 1294. col diſegno d'Arnolfo, che fu l'Architetto del Duomo, benchè dipoi re­ ſtaurato col diſegno di Giorgio Vaſari. La maggior parte de' Foreſtieri concorre a queſta Ciheſa, tirata dal deſiderio di rimi­ rare le Tavole, che l'adornano, nelle qua­ li la Paſſione tutta di Noſtro Signore, e la ſua Morte, e Reſurrezione è ſtata rappre­ ſentata da' primi Artefici di quei tempi. Ora facendoci dalla Porta di mezzo, ben­ chè l'ordine dell'iſtoria richiedeſſe comin­ ciare d'altrove, nella prima Tavola, che ſi trova a man deſtra, allato alla ſuddetta Porta, è dipinta la Depoſizione di Croce di Noſtro Signore, di mano di Franceſco Salviati; la ſeconda dov'è la Crocifiſſione, è di Santi di Tito; appreſſo alla quale è il famoſo Sepolcro di Michelagnolo Buo­ narrotti, Gentiluomo Fiorentino, Poeta, Scultore, Pittore, ed Architetto di gran nome. Vedonſi a piè dell'Urna tre Statue di marmo, che rappreſentano la Scultura, l'Architettura, e la Pittura in atto com­ paſſionevole, e meſto: e ſopra l'Urna la teſta, e il buſto di marmo del Buonarroti. Fu queſt'opera fatta da tre Maeſtri, cioè Giovanni dell'Opera, Valerio Cioli, e Ba­ tiſta del Cavaliere, del primo de' quali è la Statua dell'Architettura, del ſecondo quella della Scultura, e del terzo quella della Pittura; e di lui è pure il Ritratto di Michelagnolo. Sono dipoi da oſſervarſi le memorie del dotto Antiquario Senator Fi­ lippo Buonarroti, e del noto Bottanico Pie­ tro Micheli. Segue la terza Cappella, dov' è dipinto da Giorgio Vaſari, quando Criſto porta la Croce al Calvario: la Tavola quar­ ta rappreſenta l'Ecce Homo, ed è fattu­ ra di Jacopo di Meglio. Aleſſandro del Bar­ biere dipinſe la quinta, in cui ſi figura la flagellazione alla Colonna; la ſeſta dov'è dipinto Noſtro Signore quando fa Orazione nell'Orto, è opera di Andrea del Minga; appreſſo la qnale è la Cappella de' Caval­ canti, ove ſi ammira ſcolpita in macigno la Vergine Annunziata dall'Angiolo, fat­ ta con ſingolare artifizio dal celebre Dona­ tello; ed allato vi è il Sepolcro di Leonar­ do Aretino, inſigne Scrittore d'Iſtorie. Finalmente la ſettima Cappella ha una Ta­ vola già cominciata dal Cigoli, e finita dal Bilivelti, in cui ſi rappreſenta l'entrata di Criſto in Geruſalemme. Nella Croce della navata trovaſi la Cappella de' Barbe­ rini, dov'è ſepolto in eſſa Franceſco da Barberino, Dottore, e Poeta, ed in eſſa è una Tavola dipinta dal Naldini, che rap­ preſenta quando San Franceſco riceve le Sacre Stimate; vi è anco la Cappella de' Calderini allato alla Sagreſtia tutta incro­ ſtata di marmi Carrareſi, e ornata di belle Pitture, la prima delle quali rappre­ ſentante S. Lorenzo è del Paſſignano, e le Pitture a freſco di Gio. da S. Giovanni. Paſſato l'Altar maggiore, in cui di preſen­ te conſervanſi le Sacre Oſſa della Beata Umiliana de' Cerchi nobil Matrona Fioren­ tina, Terziaria del medeſimo Ordine de' Minori Conventuali, chiara per ſantità, e per miraceli, viſſuta intorno agli anni 1240. e l'altre Cappelle di minor pregio, ſi tro­ va la Cappella, o Tribuna de Niccolini, d'ordine però diverſo dall'altro, eretta, col diſegno dell'Architetto Gio. Antonio Doſio. E' ella tutta incroſtata di marmi Carrareſi, bianchi e miſti, di diligente lavoro. Di mano del Francavilla Scultor Fiammin­ go, ſono le cinque Statue di marmo, che una figura Aron, e l'altra Mosè, e la terza rappreſenta la Verginità, la quarta la Prudenza, e la quinta l'Umiltà. Le due Tavole dipinte ſono di mano di Aleſſandro Allori, e le Pitture a ſreſco del Volterra­ no, con gran perfezione condotte, non laſciando quella, ove di mano del Cigoli è dipinto Criſto morto, ſiccome l'altra di Giacomo Ligozzi Veroneſe rappreſentante il Martirio di S. Lorenzo. Dopo avere oſ­ ſervato il Crocifiſſo di Donatello, che è nella Cappella in Teſta alla Crociata, paſ­ ſeremo dalle ſette Cappelle della Navata deſtra alle ſette della ſiniſtra, del iſteſs'or­ dine, e Architettura. La prima, per non tornare indietro, ma ſeguitare fino all' uſcir di Chieſa, ha una Tavola di mano del Vaſari, dov' è dipinta la Venuta dello Spirito Santo; nella ſeconda di mano dello Stradano è figurata l'Aſcenſione di Criſto al Cielo. Allato a queſto Altare, e dirim­ petto al Sepolcro di Leonardo Aretino, è quello di Carlo Aretino, Poeta, e Segreta­ rio della Repubblica. Del mentovato Va­ ſari è l'Apparizione agli Apoſtoli nella ter­ za Cappella; nella quarta, e quinta, di San­ ti di Tito ſono le due Tavole, che una, quando Gesù è a menſa co' due Diſcepo­ li, e l'altra, quando reſuſcita dal Sepol­ cro; nella ſeſta è di mano di Batiſta Nal­ dini quando Chriſto è nel Sepolcro; e nel­ la ſettima, quando Noſtro Signore và al Limbo de' Santi Padri, fu dipinta da Agno­ lo Allori, chiamato il Vecchio Bronzino. Rimpetto alla memoria del Senator Buonar­ roti ſi vede quella dell'Architetto Aleſſan­ dro Galilei, che è opera di Girolamo Tic­ ciati, e dipoi ſi trova il Sepolcro del famo­ ſo Galileo, dove è ancora il celebre Mat­ tematico Vincenzo Viviani, che ordinò que­ ſto Depoſito al ſuo Maeſtro, al che fu da­ to eſecuzione l'anno 1737. a ſpeſe della Famiglia Nelli erede di quella del Viviani. Il diſegno è di Giulio Foggini; la quadra­ tura di Anton Maria Fortini; il Buſto di Gio. Batiſta Foggini; l'Aſtronomia di Vin­ cenzio Foggini; e la Geometria di Girolamo Ticciati. Oltre a tante ſingolari pitture ſe ne trovano in queſta Chieſa alcune di Ci­ mabue, e di Giotto, le quali, quantunque ſiano dalle moderne pitture ſuperate in bel­ lezza, non è però, che non meritino di eſſer tenute in ſtima, per la venerazione a quei due primi Maeſtri, e reſtauratori della Pittura. E' anche da oſſervarſi il Per­ gamo tutto di marmo di Seravezza, inta­ gliato da Benedetto da Majano. Sono in eſſo cinque Storiette de' fatti più ſingolari di San Franceſco, ſcolpite in baſſorilievo, sì bene, e felicemente, che non hanno prez­ zo. Ne' vani, che ſono in mezzo de' bec­ catelli, ſi vedono cinque ſtatuette a ſedere di bellezza ſtraordinaria, che rappreſentano la Fede, la Speranza, la Carità, la For­ tezza, e la Giuſtizia. Mirabile però fu l' artifizio uſato nell'adattar queſto Perga­ mo ad una colonna, nella quale rimane incaſſato, eſſendochè la medeſima colonna ſia nel mezzo forata, e per una ſcala ac­ conciavi dentro vi ſi aſcenda. Alla grandez­ za della Chieſa corriſponde il Convento, di moltiſſime comode abitazioni ripieno, e continovamente abitato da più di ſeſſanta Religioſi, tra' quali in ogni tempo fioriro­ no Uomini ſegnalati, non ſolo in lettere, e in dignità più coſpicue, ma eziandio in ſantità di coſtumi. Sono in queſto Con­ vento molte Confraternite di Secolari, tra le quali quella detta del Gesù, compoſta tutta di Nobili, il di cui vaſo è ſtato di­ pinto vagamente da Lorenzo del Moro. In queſta Chieſa, e ne ſuoi Cimiterj è una quantità conſiderabile di Sepolture, e di memorie di Famiglie primarie, e d'inſi­ gni Soggetti di Firenze, e d'altrove. E' fama, che Siſto V. Sommo Pontefice, nel tempo, che fu Religioſo, per molti anni quivi abitaſſe, leggendo Filoſofia. Gode queſto Convento il Privilegio, che uno de' ſuoi Religioſi ſoſtenga il carico d'Inquiſi­ tore; dignità ragguardevole, ſoſtenuta in. Toſcana da' Minori Conventuali, e ſempre da Soggetti di gran valore. Il Noviziato fu fatto edificare con gran magnificenza a pro­ prie ſpeſe da Coſimo Padre della Patria, e nel Chioſtro appreſſo alla Chieſa vi è un' Atrio, e una gran Cappella fatta edificare dalla Famiglia de' Pazzi; mole di ſingolare Architettura, e ben degna di chi ne fece il diſegno, che fu il gran Brunelleſco. Dal­ la qual Chieſa ſi fa paſſaggio alla

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PIAZZA contigua, molto ampia, e rego­ lare, e deſtinata principalmente al Giuoco del Calcio, proprio della Nobiltà Fiorentina in tempo di Carnovale. Compariſcono fu queſta Piazza (quando accade, che queſto ſi faccia ſolennemente) cinquantaquattro Nobili Giovani riccamente veſtiti, e in due Squadre diviſi, l'una delle quali dal colore degli Abiti, e delle Inſegne ſi diſtingue dall'altra. Capi di queſte ſono due Alfieri, più degli altri nobilmente addobbati, e ſer­ viti da molti Paggi. Entrando in Campo preceduti da trombe, e da tamburi, a cop pia, e con bella ordinanza, giran dintorno il Teatro facendo moſtra di lor perſona; indi l'uno dall'altro diſpartendoſi, ſotto il proprio Padiglione ſi alloggiano. Intanto ſi dà il ſegno della Battaglia, e in un tempo medeſimo vedonſi dall'una, e dall'altra parte ſquadronati, a foggia di Eſercito. nite le Squadre, ſi getta in mezzo il Pal­ lone, ed in un ſubito cerca l'una di ſpin­ gerlo verſo l'altra, e dall'altra vien riſo­ ſpinto. Quei, che rimangon per retroguar­ dia, ripigliando il Pallone, proccurano con ogni sforzo di trarlo fuor degli ſteccati, per la parte ad eſſi contraria, e quando ciò rie­ ſca loro di poſta, s'intende vinta la caccia. Ben'è vero, che avviſtiſene gli Avverſarj, corrono addoſſo all'inimico, e afferratolo per le braccia, impediſcono, che più oltre s'avanzi. Il ſimile fanno quelli, che ſon rimaſti alla difeſa del poſto, i quali men­ tre non vengan ſorpreſi all'improvviſo, ri­ battono gagliardamente il Pallone, e riſo­ ſpingono indietro chi tenta inoltrarſi da quel­ la parte. Ora in queſta battaglia, mirabil coſa è il vedere, come ciaſcuno s'ingegni di ſuperare, e di abbattere il ſuo contrario, urtandolo per farlo cadere, lottando, e pu­ gnando ſeco, e varie ſtrattagemme uſando per vincere. Ma più mirabile ſi è il vede­ re una ſquadra, che impadronita del cam­ po nimico, e ſu' confini della vittoria, in un momento riſoſpinta fuggire, e ſpeſſe volte rimaner ſuperata. In ſomma è Giuo­ co queſto, dove fa pompa da una parte la vaghezza, e ricchezza di belle diviſe, col­ la ſplendidezza degli ornamenti, e dall'al­ tra la robuſtezza, e agilità di chi opera. Onde non è maraviglia, che vi concorra la maggior parte della Città, e rechi al pub­ blico allegrezza, e diletto. Prima di uſcire da queſta Piazza ſi oſſervi la facciata della Caſa de' Cocchi, che i Padroni dicono aver coſtante tradizione, che ſia diſegno di Bac­ cio d'Agnolo; ſiccome la Facciata della Caſa dell'Antella, dipinta dal Paſſignano, e da Giovanni da San Ciovanni, ambedue Pittori famoſi, e nella medeſima Piazza ev­ vi una Fonte, che meſce acqua perfettiſſi­ ma, che viene dalla Collina d'Arcetri, e paſſa il Fiume d'Arno ſul Ponte a Ruba­ conte. E volgendo a man deſtra trovaſi po­ co diſtante la

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CHIESA DI SAN SIMONE, la di cui Soffitta tutta d'intaglio indorato fa vaga moſtra. Nella teſtata ſopra la Porta ſi vede una Ta­ vola molto bella di Batiſta Naldini, ov'è dipinta la Depoſizione di Criſto dalla Cro­ ce. Il San Girolamo, che dall'Angiolo vien avviſato, è di mano del Marinari. Del Vi­ gnali ſono le due Tavole, una dov'è di­ piato un San Bernardo, e l'altra un San Franceſco. All'Altar maggiore ſono di pre­ gio le due Statue di marmo d'Orazio Mo­ ri. Preſſo a queſta Chieſa ſono le Prigioni delle Stinche, recinte da un'altiſſima, e for­ te muraglia, nelle cantonate delle quali vi ſono due Tabernacoli dipinti a freſco da Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da San Giovanni. Ma conſiderando, che la viſita di tante Chieſe, ed altre coſe notabili ave­ rà non poco defatigato il Foreſtiero, ſi cre­ de bene dar fine al paſſeggio della prima Giornata.

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SECONDA GIORNATA.

LA CHIESA DI SAN LORENZO darà principio alla ſeconda Giornata. Giunti dunque alla Piazza, oſſer­ veremo in faccia al Palazzo del Marcheſe della Stufa una Baſe di marmo, nel cui Baſſorilievo ſi rappreſenta, quando a Giovanni de' Medici, valoroſiſſimo Capi­ tano, e degno Padre del Granduca Coſi­ mo Primo, ſono condotti molti Prigioni con varie ſpoglie. E' queſta opera del Ca­ valier Bandinelli, di cui pur anco è la Sta­ tua, che ſulla Baſe dovevaſi collocare; la quale in oggi non ancora finita, nel Salo­ ne del Palazzo Vecchio conſervaſi. Ma ve­ nendo alla Chieſa; prima d'introdurvi il Foreſtiero, ho giudicato a propoſito il dar­ gli breve notizia di ciò, che avvenne nella ſua fondazione, zvvengachè ſia molto de­ gno di ricordanza quanto di eſſa laſciarono ſcritto San Paolino, il Baronio, ed altri gravi Scrittori. Al tempo dell'Imperador Teodoſio, Giuliana Vedova Fiorentina, non meno illuſtre per lo ſplendore del ſangue, che per l'inſigne Religione, e Pietà, ac­ ceſa di devozione verſo il glorioſo Martire San Lorenzo, volle colle proprie ſoſtanze fabbricar queſto Tempio, dedicandolo ad onore di quel Santo. Terminata appena la Fabbrica, giunſe per buona ſorte a Firen­ ze il grande Arciveſcovo di Milano Sant' Ambrogio; perlochè venne in penſiero a Giuliana di ricorrere al Santo Prelato, e in­ ſtantemente pregarlo, acciò voleſſe conſa­ crare la nuova Chieſa; e ciò ſec'ella ben toſto, e con tanto affetto, e con tali, e tante dimoſtrazioni del ſuo grande zelo, che il Santo Arciveſcovo, ammirando la di lei virtù, e grandemente commendandola, di buona voglia condeſceſe alle ſue giuſte di­ mande. Celebroſſi pertanto la Funzione della Sagra l'anno del Signore 392., o co­ me altri vogliono 393., e fu con tal ſod­ disfazione del Popolo ſolennizzata, che da quel giorno in poi, per memoria di tal fatto, chiamoſſi queſta Chieſa, Baſilica Ambroſiana. Quindi ebbe origine la ſingo­ lar venerazione, che a queſto Tempio por­ tarono gli antichi Veſcovi di Firenze, ſra' quali San Zanobi più d'ogni altro ſi ſegna­ lò, eleggendo quivi la ſepoltura, dove ſtet­ te lungo tempo ripoſto prima, che alla Cattedrale foſſe trasferito il ſuo Corpo. A sì felici principj corriſpoſero con maggiore avanzamento i ſucceſſi di queſta Chieſa. Im­ perciocchè eſſendo eretta in Collegiata in­ ſigne, e di ampliſſimi privilegj, e ſingolari prerogative arricchita, ha in ogni tempo tenuto ſopra dell'altre, dopo la Metropo­ litana il primato. Sono in eſſa diciaſſette Canonici, e trentatre Cappellani, e grandiſ­ ſimo numero di Cherici, che vi celebrano giornalmente i Divini Ufizi con non mi­ nor decoro di quello facciaſi nella Chieſa Metropolitana; ed a tutti queſti preſiede un Prelato, col titolo di Priore, che per iſpecial Privilegio, in varie Feſte dell'an­ no gode l'uſo de' Pontificali. Paſſando poi ad oſſervare la bellezza di queſto Tempio, che, di vero è grandiſſima, per la mi­ rabile Architettura di Filippo Brunelleſco, colla quale fu fabbricato, o piuttoſto vo­ gliam dire rinnovato (giacchè l'antico Tem­ pio, intorno all'anno 1420. rimaſe quaſi affatto deſolato dal fuoco) vedremo queſto Edifizio, che poſa ſopra un vago pavimen­ to di marmo in tre Navate diviſo, e ſoſte­ nuto di groſſe colonne di macigno, ſopra le quali poſano gli archi vagamente inta­ gliati, come altresì il cornicione, e il fre­ gio, che per tutta la Chieſa ricorrendo, vaga, e maeſtoſa la rendono. Ella è lunga braccia 144. Sopra la Porta del mezzo ſi vede l'Arme de' Medici, ſcolpita in pietra col diſegno del Buonarroti; di cui pari­ mente è il diſegno del Terrazzino, e Sa­ crario, dove ſi conſervano moltiſſime Reli­ quie inſigni, in prezioſi Reliquiarj d'oro, e d'argento, di criſtallo, e di altre ricche materie, tempeſtati di gioie. Belli ancora ſono i due Pergami nella Nave di mezzo, retti ciaſcuno da quattro colonnette di mar­ mo, nelle facce de' quali ſi vedono alcuni Baſſirilievi di bronzo, fatti da Donatello, con ſingolare artifizio, e ſommamente lo­ dati dagl'intendenti. Anco nelle Cappelle ſono di pregio alcune Tavole, tralle quali a mano deſtra molto ſi ſtima la Tavola dov' è dipinta la Natività del Signore, di mano di Raffaello del Garbo, e l'altra, che ſe­ gue appreſſo, fatta dal Roſſo, in cui di­ pinſe lo Spoſalizio di Noſtra Donna. Così a man ſiniſtra ſi vede la bella Tavola del Sogliani, dov'ê dipinto in Croce Sant'Ar­ cadio, quella dell'Empoli, che rappreſen­ ta il Martirio di San Baſtiano, quella del Macchietti, ove è dipinta la venuta de' Ma­ gi, e quella in chiaro ſcuro di Frate Bar­ tolommeo, ove ſi vede eſpreſſo al vivo il ſuo Ritratto, con altre appreſſo, che per brevità ſi tralaſciano. Più d'ogni altra co­ ſa però degne ſono d'ammirazione le due Sagreſtie, ma ſpecialmente la nuova, detta altrimenti la Cappella de' Principi, fatta col diſegno, e Architettura di Michelagno­ lo Buonarroti. Quivi l'arte ſendo giunta al colmo di ſua perfezione, chiaramente di­ moſtra, quanto ſublime, e mirabile foſſe l'ingegno di queſto divino Artefice. Ed in vero non può lodarſene abbaſtanza la mae­ ſtà, e la vaghezza. Sia in conſeguenza con­ tento il Foreſtiero, che tralaſciando il di­ viſare de' ſuoi pregj, accenni ſolo il primo Sepolcro all'entrare di Giuliano de' Medici Duca di Nemours, e Fratello di Leone X., ſopra di cui v'è il ſuo Simulacro di mano del Buonarroti, e le due Statue appreſſo che una il Giorno, l'altra la Notte figura­ no: il ſecondo fatto per Lorenzo de' Medi­ ci Duca d'Urbino, di cui pure ſopra v'è il ſuo Simnlacro della medeſima famoſa mano, l'altre due Statue rappreſentano il Crepuſcolo, e l'Aurora. Si vede ancora di mano di Michelagnolo una Madonna col bambino in braccio. E perchè fuori delle ſette Statue di mano del Buonarroti ſi ve­ dono due Figure de' Santi Coſimo, e Da­ miano, ſappiaſi, che la prima è del Mon­ torſoli, e la ſeconda di Raffaello da Mon­ telupo, ambedue Scultori eccellenti. Di quì uſcendo oſſerveremo nella ſeconda Cappel­ la l'adorazione de' Magi, opera di Giro­ lamo Macchietti, e proſeguendo entreremo nella vecchia Sagreſtia, fabbricata col diſe­ gno di Filippo di Ser Brunelleſco, di cui pur anco fu tutta l'Architettura di queſto grande Edifizio, ſi oſſervino i quattro ton­ di ne' peducci della Volta di mano di Do­ natello, le due piccole porte del medeſimo, in alcune nicchie San Lorenzo, Santo Ste­ fano, San Coſimo, e San Damiano del medeſimo, e nel doſſale dell'Altare un Baſſorilievo in bronzo del Brunelleſco. Quin­ di ſi vede un belliſſimo Sepolcro di porfido, per Piero, e Giovanni figli di Coſimo Pa­ dre della Patria, adornato ne' lati di ſoglia­ mi di bronzo, fatti col diſegno d'Andrea Verrocchio. Corriſponde queſto in una Cap­ pella dedicata a Maria Santiſſuna, la di cui Immagine antica reſta coperta. Tornando verſo la Porta vedeſi dipinto a freſco nella Parete il martirio di San Lorenzo di ma­ no d'Agnolo Bronzino. Paſſata la Por­ ta Laterale trovaſi il martirio di San Ba­ ſtiano di mano dell'Empoli. Nè laſcere­ mo di dire, che la vaga Soffitta, la ricca, e nobil Cupola dipinta da Vincenzio Meuc­ ci, il Campanile edificato da' fondamenti, ed il riſtoramento della Chieſa ſotterranea, ſono opere fatte in queſti tempi dalla pietà della Gran Principeſſa Anna Maria Luiſa de' Medici Elettrice Vedova Palatina del Re­ no. Nell'uſcir della porta, onde ſi va nella Canonica, ſi trova la Statua di Paolo Giovio Veſcovo di Nocera, e fa­ moſo Scrittore d'Iſtorie, ſcultura di Fran­ ceſco da San Gallo; indi ſalendo per una Scala, che guida al Chioſtro di ſopra, tr­ veremo la celebre, e per tutto il Mondo tanto rinomata

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LIBRERIA MEDICEO - LAURENZIANA, il cui vaſo lungo braccia ottanta, largo diciotto, e due terzi, e alto quattordici e mezzo, è così nobile, e maeſtoſo, e di sì rara, e perfetta Architettura, che molti valent'uo­ mini, come il Bezelio, il Senator Nelli, Ferdinando Ruggieri, e Giuſeppe Ignazio Roſſi l'hanno diſegnato, e pubblicato colle ſtampe. Fu alzato col diſegno di Michela­ gnolo, ſervendo ciò per un degniſſimo en­ comio. Prima dunque di penetrare là den­ tro, trovaſi un bel ricetto in forma quadra nel quale è ſituata la Scala poſta ſu da Giorgio Vaſari e dal Tribolo per ben di­ ciotto volte, e non mai per un miſterioſo ſilenzio di Michelagnolo potuta collocarſi nella ſua proporzionata ſituazione. Bella è la Porta, e belli ancora ſono gli orna­ menti delle fineſtre, vaghiſſimo il cornicio­ ne, l'architrave, ed il fregio, e tutto in­ ſieme è con nobil ſimetria diviſato. Alla bellezza del materiale corriſponde il pregio, e il valore de Manoſcritti, che ſopra certi banchi di noce, quarantaquattro per ban­ da, in gran numero vi ſi conſervano. Ol­ tre gli altri quattro nuovi ſcaffali poſti nel Corridore aggiunto da S. M. C. Franceſco I. di glorioſa memoria, ripieni ancor queſti di Manoſcritti. Sono queſti di lingue diver­ ſe, e ſpecialmente Ebrea, Greca, Latina, Cineſe, Arabica, Caldea, Sitiaca, Toſca­ na, Schiavona, Provenzale, e Franceſe antica, ne ſolo per la rarità, ma eziandio per l'ornamento di Pitture e miniature ſingolariſſimi. Da queſti, come da rari e­ ſemplari ſogliono i Letterati, e in ſpecie gli Oltramontani, diligentiſſimi oſſervatori, riſcontrare, o emendar quei difetti, che ſpeſſe volte ſcorrono nelle ſtampe, o che non furono da altri oſſervati, e pubblicare intereſſanti anecdoti. Or queſti Libri, parte da Coſimo Padre della Patria, Lorenzo ſuo fratello, Piero ſuo figliuolo, e parte da Lorenzo il Magnifico, da varie parti, e con grandiſſime ſpeſe procurati, ſpecialmente dalla Grecia, e all'Aſia, furono poſcia ripoſti in queſto luogo da Clemente VII. che fondò la Libreria, e che indi nell'an­ no 1571. fu dal Granduca Coſimo I. ordi­ nato che ſi teneſſe pubblicamente aperta a comune benefizio de' Cittadini. Chi poi bramaſſe ſaperne il numero, e la lor qua­ lità potrà comodamente appagare il ſuo de­ ſiderio, mediante l'Indice Generale ſtam­ pato dal P. Montfaucon, e meglio da' Bi­ bliotecarj Antommaria Biſcioni, e Dottor Giulianelli. L'erudito viaggiatore informa­ toſi dalla perizia del Bibliotecario del Prin­ cipe troverà ad ogni Pluteo qualche raro Manoſcritto. I più ſingolari per l'antichità ſono il Codice Siriaco al Plut. I. Quello del Vergilio al Plut. XXXIX. Al XLII. il Decamerone del Boccaccio. Quello dell' Oroſio al LXV. Quello del Tacito al LXVIII. Per la vaghezza dell'ornato il S. Ambro­ gio, il Lirano, Il Tolomeo, il Giulio Ce­ ſare, la Vita di Lorenzo de' Medici, Do­ mizio Calderino, e l'Argiropilo, e molti altri. Il ſopranominato Signor Dottor Giu­ lianelli ha tradotta in volgare la Storia eſte­ ſa di detta Libreria, da cui potrà aver mag­ giori notizie il viaggiatore. Da queſto luo­ go ci porteremo a viſitare la

mi-

D 2 ſpeſſe

giori

CAPPELLA, che deve riuſcire nel Coro, ma di preſente ha l'ingreſſo dietro la Chieſa. Or queſta è la Cappella cotanto ce­ lebre, che ſenza ingrandimento iperbolico, vien riputata nel Mondo unica, e ſingola­ re. E in vero, ſe in altri Edifizj s'am­ mira la ſquiſitezza dell'arte, in altri la ricchezza de' materiali, ed in alcuni qual­ che coſa di ſingolare, in queſta ſola Cap­ pella tutte unite concorrono le prerogative più nobili: magnificenza d'Architettura, pregio de' materiali, bellezza, e perfezio­ ne dell'arte in ſommo grado. Per darne adunque alcuna breve notizia, diremo, che la circonferenza di tutta queſta maeſtoſa Cappella è braccia cenquarantaquattro, l' altezza della Cupola braccia centoquattro, e il diametro quarantotto. L' incroſtatura è di diaſpri, agate, calcedonj, lapislazzu­ li, ed altre pietre prezioſe. Beliſſimi ſono i pilaſtri co' capitelli di bronzo dorati. Mae­ ſtoſi ſono i Sepolcri di granito orientale, ſopra ciaſcuno de' quali poſa un guanciale di diaſpro tempeſtato di gioje, e ſopra quel­ lo una corona reale, ancor eſſa ricca di gemme. In alcune nicchie di paragone ſon collocate altrettante Statue di bronzo dora­ te, maggiori del naturale, che rappreſen­ tano i Regnanti defunti. Di vaghiſſime com­ meſſure vedonſi effigiate le Armi delle Cit­ tà ſottopoſte al Dominio de' noſtri Reali Principi. In ſoma tali, e tanti ſono gli ornamenti di pregio, che vi ſi trovano, che non ci vuol meno della viſta per im­ maginarſi una bellezza sì rara. Fu comin­ ciata la Fabbrica l'anno 1604. al tempo di Ferdinando Primo, e per quanto da molti Maeſtri giornalmente vi ſi lavori, molto vi reſta ancora, per renderla in tutto compi­ ta, dovendo eſſere in eſſa collocato il pre­ zioſo Ciborio, che ſi conſerva in Galleria, e del quale parleremo a ſuo luogo. Apreſ­ ſo la Cappella è la

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CASA de' Nelli, nella quale eſiſte una co­ pioſa raccolta di diſegni d'Architettura di mano de' più eccellenti profeſſori d'Italia, ſiccome una raccolta di Manoſcritti de' Ce­ lebri Mattematici Galileo Galilei, Evange­ liſta Torricelli, e Vincenzio Viviani. Da queſto luogo paſſeremo nella Via de' Gino­ ri, dov'è il

PALAZZO del Marcheſe Ginori, ripieno di nobili arredi, Pitture, ed altre rarità, e quello de' Giraldi, che ha una copioſa e ſcelta Libreria. In eſſa ſtrada riſpondono gli Appartamenti fabbricati dal Marcheſe, Riccardi, e uniti al ſuo Palazzo in Via lar­ ga, e da quella ci porteremo nella Via di San Gallo, oſſervando la Vaga facciata del

PALAZZO de' Marucelli Architettura di Gherardo Silvani, e le due Arpie ſoſtenen­ ti il Terrazzino di Raffaello Curradi entro vi ſono cinque grandi Camere dipinte dal Ric­ ci Pittore Veneziano. In eſſa Via ſi tro­ vano moltiſſimi Conventi, e Chieſe di Mo­ nache, ciaſcheduna delle quali ha qualche coſa di ſingolare, e ſpecialmente quella di S. Appollonia la Volta della Tribuna della quale fu dipinta da Bernardino Poccetti; e quella di Sant'Agata, dov'è la bella Ta­ vola di Aleſſandro Bronzino, nella quale ſon dipinte le Nozze di Cana Galilea. Noi però tralaſciando per minor briga del Fore­ ſtiero il ragionare di quelli, nel paſſare dal Canto de' Preti, oſſerveremo la nuova, e vaga Fabbrica dello

Ghe-

SPEDALE DI GESU' PELLEGRINO detta la Con­ grega maggiore in cui ſi ricevono ſolamen­ te Religioſi pellegrini; e dipoi ſeguitando il viaggio, giugneremo alla

COMPAGNIA DI SAN MARCO detta del Melani di varj ornamenti abbellita, con moltiſſime Pitture, intaglj dorati, ed altre coſe di pre­ gio. Unito a queſto Oratorio è uno Spedale, fabbricato per ricevere i Pellegrini Oltra­ montani, ſimile a quello di S. Tommaſo d' Aquino, ma di più comode abitazioni ada­ giato. Poco diſtante da queſto ſeguono lo

SPEDALE DEGL'INCURABILI molto capace, e adattato al biſogno, e lo Spedale o

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CONSERVATORIO de' Poveri queſtuanti, do­ ve debbono raccettarſi, o tutti, o gra parte delle perſone dell'uno, e dell'al­ tro ſeſſo, che per vivere neceſſitano dell' altrui ſoccorſo; il qual luogo è chiamato di Bonifazio dal ſuo Fondatore Bonifazio Lupi nobiliſſimo Parmigiano, già Podeſtà di Firenze nel Secolo XIV. Dirimpetto al quale è il

PALAZZO de' Pandolfini, fatto fabbricare col diſegno di Raffaello da Urbino da Mon­ ſignor Giannozzo Pandolfini Veſcovo di Tro­ ja. Volgendo per la via delle Ruote, può oſſervarſi la piccola facciata della Caſa, che per propria abitazione ſi fabbricò il ce­ lebre Pittore Santi di Tito. In teſta di eſſa ſi vede il

CONSERVATORIO de' Fanciulli Orfani, e Abbandonati. Ci conduremo per la Via di San Zanobi alla Via dell'Acqua, dalla quale ſi paſſa a vedere la

FORTEZZA DA BASSO, detta il Caſtello San Giovanbatiſta, nella quale conſervaſi una copioſa Armeria, oltre le coſe ſingolari, che vi ſi ammirano, faremo ſolamente menzione della nuova fonditura de' Canno­ ni che vi ſi eſercita, e che tanto facilita la manifattura, e ne aſſicura la riuſcita. Di quì paſſeremo al

CA-

CASINO del Marcheſe Riccardi in Gual­ fonda, pieno di Statue antiche, e moder­ ne, e di pitture eccellenti, tra le quali nella Cappella è la Volta a freſco del Vol­ terrano, con un Giardino molto vaſto, e delizioſo, in cui ſi vede la ſtatua di Boni­ fazio VIII., che prima era alla facciata del Duomo, eretta da' Fiorentini per la be­ nevolenza, che queſto Pontefice avea dimo­ ſtrata alla loro Nazione. AIP uſcir di Gual­ fonda, voltando a man ſiniſtra per la Piaz­ za vecchia di Santa Maria Novella, e en­ trando in via dell'Amore, oſſerveremo la

CASA fatta fabbricare con gli onorifici do­ nativi di Luigi il grande Re di Francia, da Vin­ cenzio Viviani primo Mattematico del Gran­ duca Coſimo III. ultimo Scolare del Gali­ leo. Nella facciata di queſta Caſa eretta, con diſegno del Senator Gio. Batiſta Nelli, alla qual famiglia di preſente appartiene, con raro eſempio, ed in ſegno evidente d'Uomo grato al Maeſtro, ed a' generoſi Benefattori, vedremo ſopra la porta mag­ giore, eſpoſta al pubblico la viva Effigie di bronzo in rilievo, gettato da Gio. Batiſta Foggini, di queſt'immortale Eroe Fioren­ tino: e dall'eſpreſſo ne' Cartelloni laterali, come da un Compendio di Vita, ci verrà indicato parte delle notizie delle di lui ge­ ſta. Soddisfattici d'aver quì veduto una, memoria sì bella, tornando ſulla detta Piaz­ za oſſerveremo il PALAZZO de' Cerretani, dove è ſtata fab­ bricata di nuovo una Galleria di antiche Statue, e dipinta vagamente da Vincenzio Meucci; e dipoi per corta ſtrada paſſeremo al Giardino, e Palazzo de' Gaddi, ricchiſ­ ſimo di Statue ſingolari, di pitture, e di medaglie; ed oſſervando il

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PALAZZO detto del Mondragone, ed in appreſſo quello de' Venturi, diſegno del Buon­ talenti, giugneremo alla Chieſa di

SANTA MARIA NOVELLA de' Padri Dome­ nicani, una delle più belle di Firenze, lo­ data da Michelagnolo Buonarroti, che co­ me è fama tra noi, ſolea chiamarla la Spo­ ſa. Promoſſe la Fabbrica di queſto Tem­ pio Aldobrandino Cavalcanti Religioſo Do­ menicano, e di gran credito, il qual dipoi fu Vicario di 5. Pontefici in Roma, e Ve­ ſcovo d'Orvieto. Morì in Firenze l'anno 3279. avanti che ſi deſſe principio alla, nuova Fabbrica, che ſeguì adì 18. Ottobre 3279. Gli Architetti furono Fra Siſto, e Fra Riſtoro da Campi Converſi Fiorentini intendentiſſimi d'Architettura, e perfezio­ nata circa l'anno 1350., governando il Con­ vento Fra Jacopo Paſſavanti, celebre, ed eloquente Scrittore. Fondatore del Conven­ to ne ſu il B. Giovanni da Salerno, di cui è oſſervabile la bella Statua fatta da Giro­ lamo Ticciati, e collocate nel mezzo del maggior Chioſtro. Era queſti Diſcepolo di San Domenico, mandato dal ſuo Maeſtro a Firenze per fondarvi la Religione, la quale ben preſto allignatavi, produſſe a que­ ſta Città molti Uomini inſigni, che l'una, e l'altra illuſtrarono. Or queſto Tempio magnifico è diviſo in tre Navate, ſoſtenute da pilaſtri, e colonne, ſulle quali poſano gli archi delle volte, così ben rilevate, che oltre la maeſtà, e vaghezza, rendono mol­ ta luce alla Chieſa. Nelle pareti delle Na­ vate ſono le Cappelle tutte d'un ordine. In ciaſcuna di eſſe è una Tavola di Pittore eccellente. Incominciando dalla porta del mezzo, la prima a man deſtra, dov'è di­ pinta la Vergine Annunziata dall'Angiolo, è di Santi di Tito. Segue il Martirio di San Lorenzo mirabilmente effigiato da Gi­ rolamo Macchietti, e dopo queſto, la Na­ tivita del Signore dipinta da Batiſta Naldini, di cui ſono l'altre due ſeguenti, cioè quel­ la della Purificazione di Maria Vergine, e l'altra della Depoſizione di Croce di No­ ſtro Signore. E' anco di Santi di Tito il Lazzaro riſuſcitato, ſiccome del Ligozzi è la Tavola di S. Raimondo, che riſuſcita da morte un fanciullo. La Cappella degli Stroz­ zi dipinta dal Lippi è ſtata di freſco reſtau­ rata, e ornata. All'Altar maggiore belliſ­ ſime ſono le pitture del Coro fatte dal Gril­ landajo. In ſette Storie da una parte ſi rap­ preſenta la vita di Maria Vergine, ed in altre ſette dall'altra, quella di San Gio­ van Batiſta, ed in ciaſcuna furono ritratte da quel Pittore molte perſone di quei tem­ pi, così bene, ed al vivo, che la natura vien ſuperata dall'arte. Ripigliando l'or­ dine delle Cappelle, nella ſeconda a man ſi­ niſtra nell'entrar della porta, è dipinta la Samaritana, mirabilmente effigiata da Aleſ­ ſandro Bronzino. Quelle, che ſono appreſ­ ſo, ſono ambedue del Vaſari. Nella prima furono dipinti i Miſteri del Roſario, e nel­ l'altra la Riſurrezione di Criſto. In teſta poi della Croce è la Cappella de' Gaddi d' Architettura di Gio. Antonio Doſio, con u­ na Tavola di mano d'Agnolo Bronzino, nella quale ſi rappreſenta quando Criſto ri­ ſuſcita la figliuola dell'Archiſinagogo; e ac­ canto è la Cappella de' Gondi incroſtata di varj marmi, dov'è il famoſo Crocifiſſo di legno, ſcolpito con ſingolare artifizio da Fi­ lippo di Ser Brunelleſco, il quale fu non meno nella Scultura, che nell'Architettu­ ra il più eccellente Maeſtro di quanti viſſe­ ro ne' ſuoi tempi. Ne' due Tabernacoli di marmo, di architettura di Pier Franceſco Silvani, l'uno rincontro all'altro, ſituati alle colonne di mezzo, ſi vedono due bel­ le Tavole, quella di San Pier Martire di­ pinta dal Cigoli, e la ſeconda dall'Empoli. Nè ſi laſci di vedere la magnifica Sagreſtia, e chi guſta della pittura, l'antica Tavola di Cimabue, che è la più famoſa opera di quel primo Padre, e riſtoratore di queſt'ar­ te, la quale è nella Cappella de' Rucellai. Dalla Chieſa paſſeremo nel Convento, ada­ giato di comode abitazioni, ed in cui ſon molte coſe degne d'eſſer vedute da ciaſche­ dun Foreſtiero. Primieramente ſi trova un Chioſtro aſſai grande, le cui Pareti furono dipinte tutte a verde terra di ſacre Iſtorie da Paolo, detto degli Uccelli, Pittore anti­ co. E' quivi ſituata la Cappella della Na­ zione Spagnuola, già eretta dalla Famiglia Guidalotti per Capitolo di quei Padri, con pitture nelle pareti, e nella volta di mano di Taddeo Gaddi, e di Simone Memmi, fatta reſtaurare, ed abbellire ultimamente dal Padre Maeſtro Fra Salvadore d'Aſcanio Spagnuolo, Miniſtro del Re Cattolico, il quale avendo commeſſo alla diligenza di Agoſtino Veracini il ripulimento delle ſud­ dette antiche Pitture, le ha queſti ravviva­ te mirabilmente. La Tavola di San Jacopo Apoſtolo, Tutelare della Cappella, è di mano del Bronzino; e il Crocifiſſo di mar­ mo, collocato oggi ſull'Altare, è opera del Pierotti. Paſſando al ſecondo Chioſtro, egli è lungo centodieci braccia, e largo no­ vanta, e diviſo in cinquanta lunette, in molte delle quali per mano di Maeſtri ec­ cellenti, e ſpecialmente di Santi di Tito, e del Poccetti, ſono eſpreſſi in pittura i fatti più ſingolari di San Domenico, e di Sant' Antonino Arciveſcovo di Firenze, con alcu­ ni Ritratti d'Uomini illuſtri per Santità, che mentre viſſero, ſantificarono coll'eſem­ pio loro queſto Convento. Vicino al Chio­ ſtro è ſituata la Spezieria, celebre in mol­ ti luoghi d'Italia, avveguachè in eſſa, al pari d'ogni gran Fonderia, ſi fabbrichino medicamenti chimici d'ogui ſorte, olj, quin­ teſſenze, e odori di ſingolar perfezione, come è ben noto a' Profeſſori di queſt'Ar­ te. Salendo nel Dormentorio nuovamente di pitture abbellito, colla ſerie di tutt'i Pontefici, e Cardinali di queſta inſigne Re­ ligione, trovaſi la Cappella detta del Papa, dipinta da Jacopo da Pontormo, e nella quale celebrarono quattro Sommi Pontefi­ ci, cioè Martino V. Eugenio IV. Pio II. e Leone X. Preſſo a queſta è una copioſa Li­ breria, dipoi il Noviziato fatto fabbricare dal Padre Aleſſio Strozzi inſigne Benefat­ tore di queſto Convento. Dal quale uſcen­ do s'entra in una gran Piazza, ed in fac­ cia di eſſa è ſituato lo Spedale di

San

D 6 da

gia-

ti

SAN PAOLO de' Convaleſcenti, dal quale paſſeremo in Via della Scala, dov'è poſto il

PALAZZO e GIARDINO del Marcheſe Ri­ dolfi, nel quale ſuccederono per eredità i Canonici nobili Ferrareſi, de' quali eſſendo eſtinta la famiglia, ſono ſtati ſucceſſori gli Stiozzi, che lo godono preſentemente; e da queſto giungeremo ſul Prato, dove ſan­ no viſta da una parte tutte le Caſe d'un ordine iſteſſo, e dall'altra il

CASINO e PALAZZO de' Principi Corſini, nell'atrio del quale, che conduce ad uno ſpazioſo Giardino è ſtata poſta una bella raccolta di antiche Inſcrizioni. Rimpetto a queſto luogo comincia il corſo de' Barberi, il quale va a terminare alla Porta alla Cro­ ce, per lo ſpazio di due miglia. Cammi­ nando pel Borgo, arriveremo alla Chieſa di

nell'

OGNISSANTI, dove abitano in gran nu­ mero Frati Minori dell'Oſſervanza di San Franceſco. Ha queſta Chieſa la facciata di pietre forti, con buon diſegno intagliate, per opera del Nigetti Architetto. Il baſſo­ rilievo di terra cotta, ſituato ſopra la por­ ta di mezzo, è di Luca della Robbia. Le Tavole degli Altari in gran numero, ſono tutte dipinte da buoni Maeſtri. Quelle pe­ rò, che ſi tengono in maggiore ſtima, ſo­ no l'Aſcenſione di mano del Butteri; la Madonna col figlio in braccio di mano di Santi di Tito; e l'altre due del Roſſelli; cioè, quella di Santa Eliſabetta Regina di Portogallo, e la ſeconda del Martirio di Sant'Andrea. Conſervanſi ancora in que­ ſta Chieſa molte Reliquie, e fra queſte la Cappa di San Franceſco, tenuta in ſomma venerazione. Dopo la Chieſa ne viene il Convento, in cui v'è un bel Chioſtro con tutte le lunette dipinte a freſco, cinque delle quali ſono di Giovanni da San Gio­ vanni; cioè, quella ove San Franceſco met­ te in pace gli Aretini, quella in cui riſu­ ſcita una bambina caduta in una caldaia, quella dove riceve in braccio il Bambino Gesù, quella in cui ſana una cieca, e l' altra ove predica ſopra un albero. Quella, che ſegue, è di Giovanni Garzia ſuo ſco­ lare. L'altre ſon dipinte dal Ligozzi, e dal Boſchi. Vi ſono in queſta contrada molte belle abitazioni, e la

ſcita

CHIESA e SPEDALE di San Giovanni di Dio, tenuto da quei Religioſi con ſingolar pulitezza, e carità. In queſto ſito vi era la Caſa di Amerigo Veſpucci ritrovatore del nuovo Mondo. Seguitando la via del Corſo ſi giunge al

PALAZZO de' Ricaſoli fatto col diſegno di Michelozzo. Dipoi ſi arriva al

PALAZZO e LOGGIATO de' Rucellai, fatti ambedue col diſegno di Leon Batiſta Alber­ ti. Ma uſcendo alquanto di ſtrada, a man deſtra ſi trova Parione, dov'è il

PALAZZO de' Principi Corſini, in ſua vi­ ſta magnifico, d'Architettura Toſcana, ſat­ to per la maggior parte col diſegno di Pier Franceſco Salviati. Egli è modernamente ſtato accreſciuto di appartamenti doppi, ſca­ le, gallerie, ed altre comode abitazioni; onde chi lo vede ha occaſione di ammira­ re una delle maggiori Fabbriche, e più con­ ſpicue di queſta Città. La Sala maggiore è lunga braccia quaranta, e larga venticin­ que, ed è ornata di varj colonnati, di ſta­ tue antiche, e di buſti di marmo di mano d'eccellenti Scultori. La volta è dipinta a maraviglia da Anton Domenico Gabbiani. Conduce a queſta Sala, ed al piano no­ bile del Palazzo una Scala fatta con bel diſegno da Anton Ferri, perchè comincian­ do con due grandi branche, che ſi uniſco­ no in un bel ricetto, va terminando in u­ na, che è arricchita di nobile Architettura, di pietre e ſtatue belliſſime. Nel mentova­ to piano nobile vi ſono otto appartamenti liberi, compoſti di camere, anticamere, e retrocamere, dipinte da più eccellenti Pro­ feſſori, che hanno fatto a gara nel dimo­ ſtrare l'eccellenza di lor pennello. Sono ancora arricchiti di ſcale ſegrete, gallerie, gabinetti, ed altri ſervizj; e per comodità de' medeſimi, evvi una Cappella dipinta tutta dal Gherardini, colla Tavola dell'Al­ tare di mano di Carlo Maratta. Il piano terreno è altresì dipinto da' migliori Mae­ ſtri. Ritornando nella medeſima ſtrada del Corſo, e laſciando a man ſiniſtra la

è lun-

CHIESA DI SAN PAOLINO de' Padri Carme­ litani Scalzi, ridotta alla moderna, di Ar­ chitettura aſſai vaga, e di buone pitture a­ dorna; ſiccome l'altra Chieſa di

SAN PANCRAZIO, nella quale ſi vede un Sepolcro di marmi, ſimile a quello di No­ ſtro Signore, che ſi trova in Geruſalemme, anzi fatto coll'iſteſſe miſure, e diſegno del­ la Famiglia Rucellai; e una magnifica Cap­ pella del Marcheſe Riccardi; paſſato l'atrio (in cui mediante una rinnovazione di que­ ſta Chieſa rimangono queſte due Cappelle) oſſerviſi nella ſeconda Cappella la Tavola del Paſſignano rappreſentante S. Gio. Gual­ berto, ſiccome all'Altare della Crociata quel­ la di Santi di Tito eſprimente S. Gio. Ba­ tiſta, che predica alle Turbe, non laſcian­ do di rimirare nell'atrio la Tavola del Gril­ landajo eſprimente i diecimila Martiri. Di qui perverremo al

ſtro

CANTO DE' TORNAQUINCI, dove è la bel­ la Loggia di queſta Famiglia fatta col diſe­ gno del Cigoli, oggi anneſſa al Palazzo de' Sigg. Marcheſi Corſi, e quivi s'incontra il lodato

PALAZZO degli Strozzi fatto fabbricare da Filippo Strozzi, con ſomma magnifi­ cenza. Il primo diſegno di queſta fabbri­ ca fu dato da Benedetto da Majano, ſebbe­ ne poi proſeguito dal Cronaca, il quale nel­ la parte interiore mutò ordine d'architet­ tura, avvegnachè per di fuori Toſcano, con bozze di pietra ſorte, di grandezza non or­ dinaria, per di dentro ſia Dorico, e Co­ rintio, come ſi vede nel Cortile. Rimane queſto Palazzo da ogni parte iſolato, ed ha nella ſommità un cornicione di raro ar­ tifizio. Le lumiere, o lanternoni di ſerro poſti ſu' canti, furono lavorati dal Caparra. Partendoſi dalla Via del Corſo, e cammi­ nando verſo Arno, troveremo ſulla Piazza di Santa Trinita una belliſſima

ti-

COLONNA di granito d'ordine Dorico, qui­ vi eretta l'anno 1564. da Coſimo I. con a­ vervi fatto collocare ſopra una Statua di por­ fido, rappreſentante la Giuſtizia, di mano di Romolo del Dadda, in memoria (co­ me ſi crede da molti) dell'avere il men­ tovato Granduca ricevuta in queſto luogo la nuova della preſa di Siena. Diceſi, che foſſe l'ultima Colonna levata dalle Terme Antoniane, e donata al Granduca Coſimo I. da Pio IV. Dirimpetto alla Colonna ap­ pariſce di vaga viſta il

PALAZZO de' Bartolini, fabbricato col di­ ſegno di Baccio d'Agnolo; dopo del qua­ le dall'iſteſſa parte ſi vede il gran

PALAZZO degli Spini, diviſo in più caſe, una parte delle quali abitato da' Sigg. Ba­ gnani, e incontro ad eſſo la Chieſa de' Mo­ naci Vallombroſani, chiamata

SANTA TRINITA, la quale benchè fabbri­ cata in tempo, che la buona Architettura non era per anco riſorta, è tuttavia da' Pro­ feſſori molto lodata. Sono in eſſa alcune Tavole di bellezza non ordinaria, e ſpecial­ mente nella Cappella degli Strozzi Pittura dell'Empoli. E' anco da lodarſi in queſta Cappella la volta dipinta a freſco da Ber­ nardino Poccetti, e le due Statue di mano del Caccini. Sono altresi ragguardevoli le Pitture di Aleſſio Baldovinetti nel Coro de' Monaci, dove furono effigiati al naturale, molti uomini illuſtri, che in quel tempo vivevano: ſiccome quelle del Grillandajo nel­ la Cappella de' Saſſetti. Anco la Tavola del Paſſignani, nella quale è dipinto un Cri­ ſto morto, è degna di molta lode. Nel Tabernacolo dell'Altar maggiore ſi conſer­ va il Crocifiſſo, che già era nella Chieſa di San Miniato preſſo alla Città, e di cui ſi favella nella ſeconda parte di queſto li­ bro. Il Presbiterio avanti il detto Altare, ſu diſegnato dal Buontalenti con maraviglioſo artifizio, del quale pur anco è il diſegno della bella Facciata di queſta Chieſa, tutta di pietre ſorti. Più d'ogni altro però s' ammira la Cappella degli Uſimbardi, incro­ ſtata di marmi Carrareſi, e d'altre pietre, con due Sepolcri di diaſpro nero, ſopra de' quali poſano due buſti di marmo, che ſono i ritratti di due Prelati di quella Caſa, ſcol­ piti da Felice Palma, famoſo artefice de' ſuoi tempi. Del medeſimo Palma è il Croci­ fiſſo di bronzo poſto all'Altare in una nic­ chia di nero diaſpro. Le due Tavole de' la­ ti ſon dipinte da Criſtofano Allori, e dall' Empoli; e le Lunette a freſco da Giovan­ ni da San Giovanni. Il baſſorilievo di bron­ zo, dov'è ſcolpito il Martirio di San Loren­ zo, è fattura di Tiziano Aſpetti da Padova, Maeſtro del Palma. Laſciando il Ponte a Santa Trinita, del quale ragioneremo nel­ la ſeguente Giornata, e camminando lung' Arno verſo il Ponte Vecchio, a man ſini­ ſtra poco fuori di ſtrada, viſiteremo la Chie­ ſa de'

men-

zo,

SANTI APOSTOLI, una delle più antiche di Firenze. Quatunque ella non ſia mol­ to grande, è nondimeno di nobile Archi­ tettura, e molto commendata dal Buonar­ ruoti. Vi è una Tavola dipinta dal Vaſari, per la Concezione di Maria Vergine. Sono lodati i due Sepolcri, e ſpecialmente quel­ lo preſſo la Sagreſtia, lavorato da Bene­ detto di Rovezzano. Anco nella Cappella del Sagramento ſonovi di Luca della Robbia vaghi ornamenti di terra cotta. Proſeguen­ do il cammino ſi vede il

PALAZZO già de' Borgherini ora de' Si­ gnori del Turco Roſſelli diſegno di Baccio d'Agnolo, e nella Sala vi è un Cammino di pietra ſerena di gran mole, lavorato a baſſirilievi d'eſquiſito lavoro da Benedetto da Rovezzano. Dipoi paſſato il Palazzo degli Acciajuoli, dopo qualche tratto di ſtrada ſi giunge alla grande

FABBRICA DEGLI UFIZJ, o Magiſtrati del­ la Città, la quale ordinata dal Granduca Coſimo I. col diſegno di Giorgio Vaſari, Pittore, e Architetto Aretino, riuſcì, come ſi vede, bella, e ragguardevole in ogni parte. L'Architettura di tutto queſt'Edi­ fizio è d'ordine Dorico, abbellito di con­ ci, e pietre, lavorate con pulitezza non ordinaria. Nelle nicchie, che per di fuori ſi mirano, avea diviſato il Granduca Coſimo di collocare le Statue de' più illuſtri Citta­ dini di queſta Patria: ma non potè adem­ pire il bel diſegno prevenuto dalla morte. Sotto il loggiato, che ſoſtenuto da colon­ ne e pilaſtri, gira tutta la Fabbrica, ſono le reſidenze di varj Magiſtrati, uniti inſie­ me per comodo univerſale, e di quivi con nobile ſcala fatta modernamente ſi ſale, alla pubblica

Co-

LIBRFRIA MAGLIABECHIANA fondata a be­ nefizio pubblico dal celebratiſſimo Antonio Magliabechi, la più copioſa di libri d'ogni ſorta che ſia nella Città, e che molto me­ rita d'eſſer veduta, ed oſſervata. Il primo appartamento ſopra il Loggiato a cui ſi ſa­ le per una ſcala ſotto detto Loggiato ſerve per lo più per Officine, e Botteghe di quel­ li artefici, che giornalmente lavorano per uſo della Galleria, e Guardaroba di S. A. R., e ſpecialmente di eccellenti quadri e altri lavori in pietre dure, condotti all' ultima perfezione. Sono i lavoranti di nu­ mero ſeſſanta in circa, e vengon diretti dal Signor Coſimo Siries, figlio di Mr. Luigi celebre Orafo, e Intagliatore in pietre du­ re. Il ſecondo appartamento, che ſu ag­ giunto qualche tempo dopo, col diſegno di Bernardo Buontalenti, ſerve per la celebre Imperiale

cele-

GALLERIA, la quale è diviſa in due cor­ ridori, lungo ciaſcuno 210. paſſi, che fra di loro ſi comunicano, mediante un altro corridore in faccia alla fabbrica, lungo 70. paſſi. Di verſo la ſtrada rieſcono i fineſtra­ ti di criſtalli, ſeparati l'uno dall'altro da varie colonne, e pilaſtri. La volta di queſti tre corridori è diviſa in tanti ſpazj quanti ſono i fineſtrati, e detti ſpazj ſono dipinti a freſco da diverſi Pittori. Nel corridore deſtro, facendoci dalla Facciata, ſono di­ pinte grotteſche di varie invenzioni: e nel ſiniſtro, con figure ſimboliche ſi rappreſen­ tano le Scienze, e le Arti, più nobili, in­ torno alle quali ſono i Ritratti d'uomini illuſtri di queſta Città, che in ſommo gra­ do le profeſſarono. Or queſta nobile in­ venzione può ſervire all'intendente Fo­ reſtiero d'una ſuccinta notizia de' più rari ſoggetti, che fiorirono in queſta Pa­ tria, perchè quivi vedrà quali ſiano ſta­ ti i Filoſofi, e i Mattematici più rino­ mati: quali i Poeti, e gli Oratori più celebri: i Legiſti, e i Medici più ſingolari: gli Scrittori di varia erudizione: gli uomi­ ni più accreditati nella prudenza, nel go­ verno: quei, che ſi ſegnalarono nell'armi: quegli, che negli onori, e dignità più coſ­ picue: i Santi, i Beati: i Fondatori di Re­ ligione: e così ſeguitando in ciaſcuna Pro­ feſſione, potrà appagare la ſua curioſità. Inoltre affiſſi alle pareti di ciaſchedun cor­ ridore ſi vedono moltiſſimi quadri, in cui ſono i Ritratti d'uomini in armi, o in lettere ſingolari, e ſpecialmente de' Princi­ pi della Real Caſa de' Medici. Appoggia­ ti alle pareti poſano nel piano ſopra baſi moltiſſimi buſti di marmo con teſte antiche trammezzate da Statue intere, con belliſſi­ ma ordinanza diſpoſte, di pregio, e di bel­ lezza non ordinaria. Tralle teſte è molto conſiderabile la ſerie degl'Imperadori Ro­ mani, cominciando da Giulio Ceſare ſino a Pupieno, compreſovi M. Agrippa, l'Anti­ noo, e l'Albino; tralle Statue è degna d' oſſervazione, e di ſtima il Bacco di Michel­ agnolo, che non ha da invidiare all'anti­ che. Molte ancora ſono le Teſte delle Don­ ne Auguſte, non meno ſtimabili di quelle de' Ceſari; ed inoltre ſono ammirate dagl' intendenti le due Teſte di Cicerone, e di Seneca, come altresì quella d'Aleſſandro Magno, ſcolpite con ſingolar maeſtria. So­ no ancora degne di particolare attenzione due Statue di bronzo antichiſſime, e d'ec­ cellente manifattura, delle quali una, che rappreſenta un Idolo, è di maniera Greca, e l'altra, che figura un Dittatore, o altro perſonaggio in atto di parlare al Popolo, dimoſtra a caratteri Etruſchi, che nel lem­ bo della veſte ſi ſcorgono, eſſere ſtata fatta dagli antichi Etruſchi. Oſſervate queſte coſe, che ſono eſpoſte alla viſta d'ognuno, paſ­ ſeremo alle ſtanze, dove non ſi ha l'in­ greſſo ſenza ſpecial commiſſione di chi vi ſopraintende, ed in una di eſſe, che a ri­ guardo della ſituazione, ſuol eſſere la prima troveremo gran numero di piccoli quadri di varj eccellenti Pittori, Idoletti, e Lucerne di bronzo antiche, e diverſe bizzarie pro­ dotte dalla natura; alcuni lavori di pietre dure, e prezioſe; una colonna d'alabaſtro orientale alta quattro braccia, tutta d'un' pezzo, e maeſtrevolmente lavorata, ed è queſta la maggiore delle molte, che ſi ve­ dono in varj luoghi d'Italia, e nella me­ deſima Galleria; e finalmente un Candela­ bro, o come da noi ſi chiama, una Lu­ miera d'Ambra, in cui ſono diſpoſte varie piccole figurette, e ritratti d'Ambra bian­ ca. Da queſta paſſeremo alla ſtanza, che ſeguitando l'ordine preſo, diremo ſeconda ove ammireremo infiniti quadri de' più fa­ moſi Maeſtri nell'arte. Ve ne ſono tra queſti in gran numero di Pittori Fiammin­ ghi, fatti con ſomma diligenza, propria di tutti gli Artefici di queſta nazione; vi ſo­ no ancora due lavori di pietre dure; un Gabinetto e una Tavola: nella terza ſi trovano diverſi ſtrumenti mattematici, la­ vorati con gran perfezione, e due Globi l' uno celeſte, e l'altro terreſtre di ſmiſura­ ta grandezza. Evvi ancora un pezzo di ca­ lamita orientale di tal forza, che oltre al tenere attaccate a ſe una dopo l'altra più chiavi, ſoſtiene 40. libre di ferro. E' pari­ mente degno di maraviglia un ſpecchio u­ ſtorio della maggior grandezza, che finora ſi ſia veduta in altro ſimile ſtrumento, col quale vanno tuttavia facendoſi belliſſime ſperienze. Nella quarta ſi vedono molti quadri non inferiori di pregio, e di bellez­ za a quelli, che avremo veduto finora, ed in gran parte della Scuola Fiorentina; ſic­ come alcuni vaſi d'avorio lavorati al tor­ nio; piccolo ſaggio di centinaja di pezzi che ne poſſeggono queſti Reali Principi. Vi ſo­ no ancora alcuni Stipi, o Scrigni prezioſi per la materia, ma più ammirabili per lo lavoro; ed in uno di queſti ſi oſſerva la Vita di Noſtro Signore effigiata in piccole figure dipinte ſopra pietre prezioſe; ma quel che rende maggiore ſtupore ſi è, il veder dentro del medeſimo una macchina mobile di più facce, in una delle quali vi è un lavoro di pietre commeſſe; nella fe­ conda la Depoſizione dalla Croce del Sal­ vadore in baſſorilievo di cera, tratto dal modello del Buonarroti; nella terza il Ce­ nacolo mirabilmente eſpreſſo in figurine pic­ cole d'ambra; nella quarta la Crocifiſſio­ ne parimente ſcolpita in ambra; e nella ſommità di queſto Stipo, v'è un Organo, e un Oriuolo, che maggiormente lo ren­ dono maraviglioſo. Vorrebbe adeſſo l'or­ dine, e la ſituazione delle ſtanze, che s' en­ traſſe a parlare della Tribuna; ma ſi con­ tenti il Foreſtiero, che ſoſpendendo per qualche poco di tempo di favellarne, ſi paſſi ad un' altra ſtanza, che diremo la quin­ ta. In queſta vedremo una grandiſſima quan­ tità di finiſſimi vaſi di Porcellana, di Bab­ bagauro, terra Egizia molto rara, e due grandiſſime Urne di Bucchero del Cile tut­ te terre che molto ſi ſtimano in queſti Pae­ ſi. Nella ſeſta s' ammirano, oltre a 200. Ritratti di Pittori eccellenti, procurati da varie parti d'Europa, con iſpeſa incredi­ bile, e diligenza non ordinaria. Quello però che gli rende maggiormente ſtimabi­ li ſi è, l'eſſer tutti di propria mano di quegli ſteſſi Maeſtri, di cui rappreſentano al vivo il ſembiante. Evvi ancora la Statua del Cardinale Leopoldo de' Medici di mar­ mo, fatta da Gio Battiſta Foggini, e qui­ vi collocata, per aver egli procurata cosi bella, e numeroſa raccolta di Quadri, e lo sfondo di eſſa è dipinto da Pier Dandini. Dipoi paſſeremo alla ſettima ſtanza, nella quale vi ſono dieci Scrigni di Granatiglia ove ſi conſervano Camei, e Medaglie an­ tiche, e moderne, ed alle pareti diverſi Quadri di eccellenti Pittori, la maggior parte di conſiderabile grandezza, colla vol­ ta dipinta da Giovanni Ferretti. Paſſando nella ottava ſtanza che volgarmente chia­ maſi Tribuna, ſi trovano compendiati in eſſa i maggiori pregi della natura, e dell' arte, i prodigi della Pittura, e della Scol­ tura, e tuttociò, che di bello di ricco, e di prezioſo può trovarſi nel Mondo. Ve­ donſi ſei Statue di marmo, le più perſet­ te, e più belle, al parere degli intendenti di quante mai ſi ſiano vedute ne' noſtri tempi, come di ciò fanno fedi l'infinite copie di eſſe, che in varie forme ſparſe vanno pel Mondo, ſervendo a' Profeſſori quantunque di primo nome, di perfetto modello, ed eſemplare alle loro opere in­ ſigni. Più dell'altre però ſi tiene in pre­ gio la belliſſima Statua di Venere, detta volgarmente la Venere de' Medici, che ne' paſſati ſecoli fu ſenza dubbio la maraviglia di Roma, ed ora ſi può dire uno de' pro­ digi di queſta Città; ed in vero chiunque, attentamente l'oſſerva ne reſta ſorpreſo di maniera che ſparſaſene la fama nel Mondo non vi è Foreſtiero che quà non giunga che non deſideri di vederla. Dopo aver eſami­ nata queſta puol dirſi famoſa Statua, e con eſſa due altre Veneri, anch'eſſe belliſſime benchè di non sì rara eccellenza come la prima, e inoltre il gruppo de' Lottatori, l' Arrotino, ed il Fauno, ci porteremo ad oſſervare una Tavola di pietre, e gioje commeſſa, di così bello, e così ricco lavo­ ro, che l'occhio non ſa diſtinguere, ſe l' eccellenza, e perfezione dell'opera vinca il valor delle gemme, e delle pietre pre­ zioſe, che nobilmente l'adornano, o dal valore di eſſe ſia vinta l'eccellenza, e per­ fezione dell'opera. Parimente di gioje, e di pietre dure è compoſto un Gabinetto, o Studiolo; ma queſte non ſon lavorate in piano di Tavola, ma di rilievo, moſtran­ do la lor grandezza, ed eccellenza. E' ſo­ ſtenuto il Gabinetto da quattordici colonne di lapislazzulo, con baſi, e capitelli d'oro maſſiccio, incroſtato di perle, e turchine. Tra una colonna, e l'altra vi ſono baſſi­ rilievi pur d'oro, e nella parte ſuperiore belliſſime laſtre de' più perfetti diaſpri, or­ nati intorno di topazzi, e ſmeraldi ba­ laſci, acque di mare, zaffiri, criſoliti, che a ſomiglianza di chiodi, moſtrano di tener lo Studiolo unito, ma nella parte più ec­ celſa, e più nobile di eſſo ſiede, qual Re­ gina di tutte l'altre gioje. una perla di ſmiſurata grandezza. Tutto queſto però non ſa il maggior pregio dello Scrigno, con­ ſervandoſi nelle parti interiori di eſſo quaſi tremila tra Cammei, ed intagli, la mag­ gior parte antichi, ed in pietre prezioſe, tutti legati in oro. Queſti come coſa tan­ to rara, ed altrettanto ſottopoſta a per­ derſi, non ſi ſanno vedere ſenza ſpecial permiſſione di S. A. R. All'intorno poi di queſta famoſiſſima Tribuna ricorre un pic­ colo palchetto, ſopra di cui poſano figuret­ te di marmo, di bronzo, e di porfido, tut­ te antiche, e della più eccellente maeſtria: e molti buſti, e teſte di criſtallo di rocca, di calcidonio, e d'agata, prezioſe per la materia, e per lo lavoro; ma ſopra tutte è mirabile una ſcolpita in turchina della vecchia rocca, rappreſentante l'effigie di Tiberio Imperatore. Ammirato, che avre­ mo tuttociò, che è ſtato da noi ſuccinta­ mente deſcritto, finora, proſeguiremo ad oſſervare attentamente i Quadri, che alle pareti ſi vedono appeſi. Sono queſti de' più famoſi Maeſtri nell'arte, e di lor ſapere il miglioramento: Raffaello, Tiziano, An­ drea del Sarto, e Paolo Veroneſe ve n'han­ no il maggior numero; poi ve ne ſono bel­ liſſimi pezzi di Michelagnolo, de' Caracci, del Vandich, del Rubens, del famoſo Ol­ bino di Baſilea, del Tintoretto, e tre pez­ zi del Gherardoun Olandeſe, che per la loro bellezza hanno meritato di ſtare a fron­ te coll'opere de' più rinomati Maeſtri. In alcuni Armadi ſegreti ſi conſervano molti vaſi di criſtallo di rocca terſiſſimi, e di no­ tabile grandezza, urne di lapislazzuli, ed altri gran pezzi d'agate, e di diaſpri tut­ ti maeſtrevolmente lavorati, e adornati d' oro e gioje. Nella nona ed ultima ſtanza, chiamata l'Armeria ſegreta, conſervanſi belliſſime armature d acciajo, e varj ſtru­ menti militari di ſingolare artifizio. Vi è ancora una ſtanza ſeparata dall'altre, do­ ve ſi vede il gran Ciborio, che deve ſer­ vire per la Cappella di San Lorenzo quando ſarà terminata. Egli è tutto di pietre, e gio­ je commeſſe, delle più rare, e prezioſe, che ſi poſſano in un tal lavoro conſiderare ammirandoſi ſopra ogni altra coſa la mae ſtria, colla quale fu condotta queſt'opera a quella maraviglioſa bellezza. Di ſimil la­ voro è la parte anteriore dell'Altare, o vogliamo dire il Paliotto, che pur ivi con­ ſervaſi. Quivi per ora finiſcono le nove ſtanze di queſta celebre Galleria, non eſſendo per anco terminate l'altre, che vanno prepa­ randoſi, in una delle quali ſaranno ripoſti i bronzi, conſiſtenti in alcune Statue, e Teſte in gran numero d'Idoletti, e di va­ rj ſtrumenti uſati ne' Sacriſizj de' Gentili, ed in altri frammenti dell'antichità erudi­ ta, raccolti da varie parti dal Mondo con grandiſſima ſpeſa, e diligenza non ordina­ ria; e in un altra circa 130. Volumi, do­ ve con ſommo ſtudio, e particolare aſſi­ ſtenza di celebri profeſſori, ſi vedono rac­ colti, ed a ſuo luogo diſpoſti innumerabili diſegni, e moltiſſimi penſieri, e capricci, come eſſi chiamano, de' più rari Artefici de' noſtri tempi; il tutto per opera del Car­ dinal Leopoldo. E quì non ſarà diſcaro al Foreſtiero il ſapere, che promoſſaſi l'Ope­ ra del Muſeo Fiorentino contenente inciſe in Rame le Statue, Pitture più ſingolari, Medaglie, e Cammei di queſta Imperial Galleria, per mano di eccellenti Profeſſori in quell'Arte, colla deſcrizione Iſtorica, e Filologica dell'eruditiſſimo Dottore Anton Franceſco Gori, Sacerdote, Teologo, e pub­ blico Lettore, d'Iſtoria in queſta Univerſi­ tà Fiorentina, e continovata per quello riguarda le notizie de' Profeſſori contenuti nella ſtanza de Pittori dipinti di lor pro­ pria mano dal ſu Franceſco Moüche la mag­ gior parte inciſi dal celebre noſtro Carlo Gre­ gori. Vedeſi al preſente per Illuſtrazione non tanto di eſſa Galleria, che della no­ ſtra Città, di tutto in nove Tomi compita. Preſſo alla Galleria ſi può paſſare ad un

ver-

per-

E uno

dono

E 2 eſſa

valore

E 3 ma-

ammi-

E 4 ri-

CORRIDORE coperto, fatto fabbricare dal Granduca Coſimo I. col diſegno di Giorgio Vaſari, o come meglio ha creduto uno Scrittore moderno, col diſegno del Buon­ talenti, il quale diede il modello per le ſtanze della Galleria, e ſpecialmente della Tribuna. E' queſto Corridore ſecento paſſi e cominciando dal Palazzo Pitti, conduce fino alla Galleria, e al Palazzo Vecchio. Dopo avere ammirate le molte coſe, che abbiamo finora deſcritte, dando un'occhia­ ta al

PALAZZO iſolato per la Ruota Fiorentina, ed altri Giudici delle cauſe civili, che ha per tutti appartamento ſeparato con gran comodo della Giudicatura, proſeguiremo il camino verſo la

PIAZZA DEI GRANDUCA, ove in primo luo­ go oſſerveremo il

PALAZZO VECCHIO, fabbricato col diſegno d' Arnolſo, quel famoſo Architetto di varie fabbriche di queſta noſtra Città, e ſpecial­ mente del Duomo. E dando prima un'oc­ chiata alla magnificenza di queſta Fabbri­ ca, oſſerveremo la bella Torre, o Cam­ panile alto braccia cencinquanta, ſoſtenuto da quattro colonne groſſiſſime, le quali tan­ to più rendono mirabile queſto Edifizio. Dipoi nell'ingreſſo, o ringhiera del Palaz­ zo ammireremo a man deſtra nell'entrare la grande Statua di marmo di mano del Bandinelli, che rappreſenta quando Ercole abbatte Cacco. Simile in bellezza, e di mag­ gior perfezione è quella di Davidde ſcolpi­ ta dal Buonarroti, e benchè fatta negli an­ ni ſuoi giovenili, è dagl'intendenti per o­ pera ſingolare celebrata. Dopo queſte due Statue, ſi trovano due Figure, o Termini parimente di marmo, uno di mano del Bandinelli, e l'altro di Vincenzo Roſſi ſuo ſcolare, amendue fatti con grandiſſima di­ ligenza. Entrando nel Cortile del Palazzo, vedeſi in mezzo una Fontana di Porfido, ſopra la quale ſcherza un Fanciullo ſcolpito di bronzo, di mano d'Andrea Verrocchio. Era queſto Cortile anticamente ſoſtenuto da Colonne di mattone, ma eſſendo quaſi del tutto guaſte, coll'acuto ingegno di Miche­ lozzo Michelozzi furono ſoſtituite quelle di pietra ſorte che lo ſoſtengono di preſente, lavorate con belle grotteſche, ſenza danno veruno della fabbrica. Tra le coſe degne di lode vi è una Statua di Ercole, che uc­ cide Cacco, di mano di Vincenzio Roſſi da Fieſole, non inferiore a quella del Bandi­ nelli ſuo Maeſtro. Salendo al primo appar­ tamento, trovaſi un magnifico Salone di non ordinaria grandezza, lungo braccia 90., e largo braccia 37., la Soffitta del quale, come altresì le pareti, ſon di­ pinte da Giorgio Vaſari con ſingolar mae­ ſtria; in trentanove quadri della Soffitta con belli intaglj, e ornamenti dorati, ſi rappre­ ſentano l'azioni, e i fatti più ſegnalati della noſtra Real Caſa de' Medici, madre ſccondiſſima d'uomini illuſtri, e di cele­ bratiſſimi Eroi. Nelle pareti ſi vede dipin­ to a freſco la guerra e preſa di Siena, la Battaglia fieriſſima di Marciano, l'aſſedio di Piſa; ed altre memorabili impreſe. E negli angoli del predetto Salone, ſi vedono quattro grandiſſimi quadri dipinti a olio, due de' quali ſon di mano del Ligozzi, e gli altri due del Cigoli, e del Paſſignano. In uno di quei del Ligozzi ſi rappreſenta quando S. Pio V. incorona Coſimo I. cre­ andolo Granduca di Toſcana, e ornandolo di Corona e Manto Reale. E nell'altro ſono figurati que' dodici Fiorentini, che da varj Potentati del Mondo, in un medeſimo tempo furono mandati Ambaſciadori a Bo­ nifazio VIII. Sommo Pontefice, de' quali cantò il Verino:

fab-

E 5 Fie-

Romanae merito Antiſtes Bonifacius Urbis, Cum Florentinos diverſis partibus Orbis Vidiſſet Romae, Regum mandata ferentes, Terrarum ſemen, tum quinta elementa vocavit.

In

In quello del Cigoli mirabilmente ſi rap­ preſenta quando Coſimo ancor giovanetto di 18. anni fu eletto Duca di Firenze, e da tutti i Senatori, che lo eleſſero inchinato per Principe, e Sovrano: e finalmente in quello del Paſſignani ſi dimoſtra la ſolenne funzione celebrata in Firenze, quando il medeſimo Coſimo preſe l'Abito della Re­ ligione di Santo Stefano Papa, e Martire, della quale fu egli primo Fondatore, e Gran Maeſtro. Sono in faccia di eſſa tre grandi Statue di marmo maggiori del naturale, cioè quella di Leon X. Sommo Pontefice nella nicchia del mezzo, quella di Giovan­ ni de' Medici Padre di Coſimo a man de­ ſtra, e quella del Duca Aleſſandro a man ſiniſtra, ſiccome da' lati ſi vede la Statua di Clemente VII. e a rincontro quella del Granduca Coſimo I. tutte di marmo del Cavalier Bandinelli. Bella ancora, anzi ſo­ pra tutte ammirabile è la Statua della Vit­ toria, che ha ſotto di ſe un prigione, di mano del Buonarroti, il quale deſtinata l'avea per lo Sepolcro di Papa Giulio II. ma non avendola affatto terminata, laſciol­ la in Firenze. Seguono a queſta i ſei grup­ pi di Vincenzio Roſſi, ne' quali ſi rap­ preſentano le forze d'Ercole, e ſpecial­ mente quando ſoffoga Anteo, quando uc­ cide il Centauro, quando getta Diomede a' Cavalli, che lo divorino, quando porta il Porco vivo in ſpalla, quando ajuta ad At­ lante reggere il Cielo, e quando vince la Regina delle Amazzoni; opere tutte degne di lode, e nelle quali, come ſcrive il Bor­ ghini, ſi veggono belliſſime, e fiere attitu­ dini, e gran diligenza nell'arte; tra queſte Statue fu collocato circa l'anno 1720. il gruppo di Adamo e di Eva, col Serpente, di mano di Baccio Bandinelli, rimoſſo, co­ me addietro ſi diſſe, dal Coro della Metro­ politana. Da queſta all'altre ſtanze paſ­ ſando del medeſimo appartamento, oſſer­ veremo molte belle pitture a freſco del men­ tovato Vaſari, col diſegno del quale fu queſto Palazzo in gran parte riordinato. Salendo agli appartamenti di ſopra, nella Sala chiamata dell'Oriuolo, troveremo una Figura di marmo, che rappreſenta un Da­ vidde di mano di Donatello, ed un'altra di San Gio. Batiſta ſopra la porta dell'U­ dienza di mano di Benedetto da Majano, ambedue grandemente lodate da' Profeſſori. Da queſta ſtanza s'entra nella richiſſima

E 6 Re-

GUARDAROBA di S. A. R. piena di coſe prezioſe, di vaſi d'oro, e d'argento, e di ſuppellettili, e ornamenti belliſſimi, nel­ la deſcrizione de' quali molto tempo ſi po­ trebbe impiegare, ed intero volume richie­ derebbeſi per chi voleſſe ad una ad una deſcrivere l'innumerabili coſe, che vi ſi trovano. Diremo ſolo, come di coſa più rara, trovarſi in queſto luogo le famoſe Pandette di Giuſtiniano, chiamate in oggi le Pandette Fiorentine, e ſtimate più d'un teſoro da chi riguarda la rarità, ed eccel­ lenza d'un manoſcritto sì celebre, ſiccome l'originale della Concordia della Chieſa Latina colla Greca, ſeguita in Firenze nel Concilio Ecumenico l'anno 1429. ſottoſ­ critta dal Pontefice Eugenio IV. e dall' Imperatore Giovanni Paleologo, e da tan­ ti illuſtri, e dotti Prelati. Ritornando nella medeſima ſtanza, o Sala dell'Oriuolo, paſ­ ſeremo nella

teſoro

SALA dell'udienza vecchia, in cui vedre­ mo dipinte a freſco alcune belle Storie di mano di Franceſco Salviati, che rappreſen­ tano alcuni fatti più ſingolari di Furio Cam­ millo, valoroſo Campione, che in tante gloriose impreſe a favor della Patria ſi ſe­ gnalò. E di poi oſſerveremo la

CAPPELLA tutta dipinta dal Grillandajo, nella quale conſervanſi molte Reliquie in­ ſigni. Vedute queſte, ed altre coſe nel Pa­ lazzo Vecchio, faremo ritorno nella mede­ ſima Piazza, per oſſervare in eſſa la bella

LOGGIA detta de' Lanzi veramente gran­ dioſa, fabbricata col diſegno d'Andrea Or­ cagna, Pittore, Scultore, e Architetto Fio­ rentino nell'età ſua valentiſſimo. Sotto gli archi di queſta loggia ſi vedono tre belle ſtatue, ciaſcheduna delle quali merita ſomma lode. La prima ſcolpita in bronzo per mano di Donatello, rappreſenta Giu­ ditta, appiè della quale giace Oloferne im­ merſo nel ſonno, ſopra cui queſta Amaz­ zone ſi vede vibrare il colpo per recidere il capo all'inimico. Nella ſeconda Statua, ancor eſſa ſcolpita in bronzo da Benvenuto Cellini, vien figurato un Perſeo, che ha nella deſtra il ferro, e nella ſiniſtra la te­ ſta di Meduſa reciſa dal buſto, tutta gron­ dante di ſangue, e ſenza ſpirito, giacente appiè dell'ucciſore. E' commendata queſta figura in ogni ſua parte, e ben dimoſtra il valore di Benvenuto, il quale per avviſo degl'intendenti, cosi felicemente conduſſe l'opera, che non un bronzo inſenſibibile, ma una figura viva, ed animata raſſembra. Degno ancora di molta lode ſi è il Baſſo­ rillievo di bronzo, che ſerve di ornamento alla baſe, nel quale ſi vedono Andromeda, e Perſeo, con aſte figure, che tutta l'I­ ſtoria compitamente dimoſtrano. Nella ter­ za, che è più d'ogni altra ſtimabile, e di maggior perfezione, per quello, che ne dicono i Proteſſori, s'ammira un gruppo di tre figure di marmo, mirabilmente ſcol­ pite da Giovanni Bologna, e denotante il Ratto d'una Sabina. Nel vecchio caduto a terra per l'impeto del ſuo nemico, vien figurato il Padre della fanciulla, in atto d' impedire la fuga al rapitore; nel giovane di corpo robuſto, e d'aſpetto fiero, e ri­ pien di furore, ſi rappreſenta un Soldato Romano, che in occaſione de' giuochi pub­ blici nella nuova Città di Roma celebrati, rapiſce al Padre una donzella Sabina; E nel­ la femmina tenera, e delicata, ma piena di timore, e ſpavento, ſi dimoſtra la don­ zella rapita, ſcorgendoſi a maraviglia in queſto gruppo rappreſentate le tre età, cioè la gioventù, la virilità, e la vecchiezza talmentechè in tutte tre le figure ſi ricono­ ſce una vivezza sì grande, che chiunque fiſſamente le mira, non ſi ſazia di com­ mendarle in eſtremo, non eſſendo di mi­ nor pregio un Baſſorillievo nella baſe fatto con ſomma induſtria, e diligenza, tutta l' Iſtoria del rapimento delle Sabine rappre­ ſentante. Camminando più oltre, ſul can­ to del Palazzo, e quaſi in mezzo la Piaz­ za ſi trova la

dit-

ra-

FONTANA fatta dal Granduca Coſimo I. col diſegno, e induſtria dell'Ammannati, e da Filippo Baldinucci negli eruditi ſuoi Decennali, deſcritta colle ſeguenti parole. Appariſce nel mezzo d'un gran vaſo pie­ no di limpidiſſime acque ſgorganti da molti zampilli, il qual vaſo è figurato per Mare, il gran Coloſſo del Nettun­ no, alto dieci braccia, ſituato ſopra un Carro, tirato da quattro Cavalli mari­ ni, due di marmo bianco, e due di mi­ ſtio, molto belli e vivaci; il Nettunno ha tra le gambe trè figure di Tritoni, che inſieme con eſſo poſano ſopra una gran conca marina in luogo di carro. Il vaſo è di otto facce di marmo miſtio, quattro minori. e quattro maggiori: Le quattro minori ſon vagamente arric­ chite con figure di fanciulli, ed altre co­ ſe di bronzo, come chiocciole marine, cornucopie, cartelle, e ſimili. S'alza­ no ſul piano delle medeſime certi imba­ ſamenti, ſopra ciaſcheduno de' quali po­ ſa una Statua di metallo maggiore del naturale, e ſono in tutte quattro: due fem­ mine, che rappreſentano Teti, e Dori, e due maſchi figurati per due Dei mari­ ni. All'una, e all'altra parte di cia­ ſcheduna di queſte face minori, ſono due Satiri di metallo in varie, e belliſſime attitudini. Le quattro facce maggiori ſon tanto più baſſe, quanto baſti per poterſi da chiccheſia godere la limpidezza dell' acqua, la quale ſtraboccando grazioſa­ mente, è ricevuta da alcune belle nic­ chie. Nel gran vaſo, ed in ſomma in tutto è così ben diſpoſta, e con tanta maeſtà ordinata, che è proprio una ma­ raviglia.,, Vicino alla Fontana, ſopra una gran baſe di marmo, è una belliſſima

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STATUA Equeſtre di bronzo, di mano di Giovanni Bologna fatta erigere l'anno 1594. dal Granduca Ferdinando I. alla glorioſa memoria di Coſimo ſuo Genitore: adorna­ no le facciate di queſta Baſe trè Baſſirilievi di bronzo, in uno de' quali ſi rappreſen­ ta la Coronazione del mentovato Grandu­ ca Coſimo, da eſſo meritata Ob zelum Re- ligionls, præcipuumque Juſitiæ ſtudium, come ſi legge nell'Inſcrizione. Nel ſecondo la glorioſa entrata nella Città di Siena, ub­ bidiente al ſuo commando, dopo la conſe­ guita Vittoria. E nel terzo, quando dal Senato Fiorentino, eſſendo egli ancor gio­ vanetto, ne fu creato Duca di Firenze, laſciando luogo nella quarta facciata ad una nobile, ed altrettanto erudita Iſcrizione del ſeguente tenore.

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Coſino Medici Magno Etruriæ Duci Primo Pio Felici Invicto Juſto Clementi Sacræ Militiæ Paciſq; In Etruria Authori. Patri & Principi optimo Ferdinandus F. Magnus Dux III. erexit A.M.D.L.XXXXIIII.

In queſta Piazza è da oſſervarſi preſſo la Statua Equeſtre di Coſimo la facciata del Palazzo degli Uguccioni, diſegno maravi­ glioſo per quanto credeſi di Michelagnolo, o pure di Andrea Palladio per eſſere ſimi­ le alla maniera dell'ultimo. Appreſſo ſi trova la Chieſa di S. Romolo, la cui por­ ta fu fatta col diſegno del Taſſo. Dirimpet­ to a Palazzo Vecchio ſi trova pure un'al­ tra Chieſa dedicata a S. Cecilia, nella qua­ le la Tavola dell'Altar maggiore è del Ca­ valier Curradi, ed il ritrovamento di eſſa Santa in due Quadri laterali, opera del Martinelli. Da queſta Piazza faremo paſ­ ſagio alla vicina Chieſa di

OK-

ORSAMMICNELE, la quale acquiſtò forma di Chieſa, o ſivvero Oratorio, dacchè nell' anno 1737. fu deliberato di chiuder le Log­ ge, che erano ſotto queſta gran Fabbrica, in venerazione maggiore di quella Imma­ gine di Maria Santiſſima, che collocata è ſull'antico Altare di marmi, che vi ſi ve­ de, lavorato colla direzione di Andrea Or­ cagna. E perchè è certiſſimo, che queſto luogo fu per avanti adoperato per Piazza, e per mercato del grano, e delle biade, che ſi traſportavano ſotto le dette Logge (lo che dette poi motivo di alzare queſta gran Torre per commodo di pubblico Gra­ najo intorno al 1337. col diſegno di Giotto, e proſeguito da Taddeo Gaddi) ſono anda­ ti immaginandoſi alcuni, che il nome di Orſammichele, ſia un volgare traportato da Horreum Sancti Michaelis voce, che non ſi vede uſata in veruna antica ſcrittura, che faccia di queſto luogo menzione; ma ſibbe­ ne Orto San Michele, per poſpoſizione ac­ cidentale da S. Michele in Orto. Atteſochè ſino dal 1100. era ivi una Chieſa Parocchiale, intitolata: San Michele in Orto, da cui pren­ deva la poſpoſta denominazione di Orto San Michele tutta quella aggiacente Contrada. In luogo della quale antica Chieſa, demo­ lita per farvi la ſuddetta Torre del grano, fu intorno a 120. anni dopo rifatta dalla parte oppoſta l'altra Chieſa ſotto lo ſteſſo titolo di San Michele in Orto, oggi detta di San Carlo, commecche vi ſi aduna la

Con-

Confraternita della Nazione Lombarda, la quale milita ſotto la protezione di San Car­ lo Cardinale Borromeo, nella qual Confra­ ternita ſi vede interiormente ſopra la Porta una Tavola di Buon-Amico Buffalmacco ce­ lebre nelle Novelle del Boccaccio. E' que­ ſto grande Edifizio da ogni parte iſolato, e con belliſſima proporzione, ed ottima Architettura condotto. Ha per di fuori quat­ tordici Nicchie, o Tabernacoli, in varie foggie intagliati, ed in cui furono colloca­ te diverſe Statue, alcune di bronzo, ed al­ cune di marmo, lavorate dai più rari, ed eccellenti Maeſtri, che fioriſſero in queſta noſtra Città. Sono adunque di Lorenzo Ghiberti celebre Scultore tre Statue di bron­ zo, cioè il San Matteo Apoſtolo, il Santo Stefano preſſo la porta principale, e il San Gio. Batiſta dalla parte oppoſta. Baccio da Montelupo fece la bella Statua di bronzo di San Giovanni Evangeliſta; e Donatello ne fece tre di marmo, le quali ſon tenute in gran pregio, come opere veramente mara­ viglioſe. La prima è il San Pietro Apo­ ſtolo, la ſeconda il San Marco Evangeliſta, la terza il San Giorgio, Statua, che non ha pari. Perlochè non è maraviglia, ſe le Repubbliche di Venezia, e di Genova, ed altri Principi dell'Europa più volte ne fe­ cero iſtanza, offerendo gran ſomma di de­ naro, perchè foſſe loro conceduta. Anco Nanni, o Giovanni d'Antonio, diſcepolo di Donatello ne fece tre, cioè i quattro San­ ti dentro un ſol Tabernacolo, il San Fi­ lippo Apoſtolo, ed il Santo Eligio Veſco­ vo, chiamato comunemente Santo Lo. d' Andrea Verrocchio è il San Tommaſo Apo­ ſtolo, che mette il dito nel Coſtàto di Cri­ ſto, opera molto ſtimabile, allato alla quale è la Statua di San Luca Evangeliſta di ma­ no di Giovanni Bologna, ſcolpita in bron­ zo con ſingolare artifizio. In Chieſa ſi ve­ de un Tabernacolo, o Cappella iſolata, tut­ ta di marmi vagamente intagliati, ed ab­ bellita di baſſirilievi, per opera, diſegno, e induſtria di Andrea Orcagna; e nel predet­ to Tabernacolo s'adora la detta di ſopra immagine di Maria Vergine molto antica dipiuta da Ugolino Saneſe, e tenuta ne' tem­ pi andati in ſomma venerazione, avvegna­ chè fino al tempo della terribile, e ſpaven­ toſa peſte del 1348. che infettò la maggior parte del Mondo, incominciaſſe grandemen­ te a fiorire il di lei culto, concorrendovi grandiſſimo popolo con larghe offerte, dal­ le quali in breviſſimo tempo ſi potettero ac­ cumulare più di trecentomila fiorini d'o­ ro, parte impiegati in ſovvenimento de' poveri, e parte nell'adornare queſta Chie­ ſa. Dietro l'Altare vi è un baſſorilievo dell' Orcagna, Architetto del Tabernacolo, ove ha egli eſpreſſo a maraviglia il ſuo ritratto. Sono ancora ſopra l'Altar maggiore tre Statue di marmo, cioè Sant'Anna, la San­ tiſſima Vergine, ed il Bambino Gesù, di mano di Franceſco da Sangallo; ſiccome ne' pilaſtri alcune belle pitture moderne, tralaſciando le antiche di Agnolo Gaddi, e di Jacopo del Caſentino, da cui fu dipinta la volta. Vi è inoltre un Criſto Crocifiſſo di legno, avanti al quale il grande Arci­ veſcovo Santo Antonino ſoleva da giovanet­ to giornalmente fare orazione. Nelle ſtan­ ze ſopra la Chieſa fu dal Granduca Coſimo I. l'anno 1569. eretto il pubblico e gene­ rale Archivio di Firenze, dove ſi conſerva­ no innumerabili Scritture, ed iſtrumenti pubblici, con grandiſſima fedeltà, e diligen­ za non ordinaria, eſſendo degno di ſpecial menzione il metodo, che vi ſi pratica. Tutti i Notai della Città, e dello Stato han­ no un termine prefiſſo, ſecondo la diſtan­ za, dentro del quale ſono obbligati di man­ dar quivi una copia autentica di ogni Con­ tratto, che rogano, oltre al porli, come è comune in tatti i Paeſi, ai lor Protocolli, e quando muore il Notaio, i ſuoi Proto­ colli ſi pongono in queſto Archivio, e le copie autentiche ne' vaſti ſaloni ſopra la fabbrica iſolata di Mercato Nuovo; ſicchè ognun vede la prudente cautela di eſſer ſem­ pre in due luoghi ſeparati tutti i Contratti. Proſeguendo il viaggio per la Via de' Cal­ zaiuoli, detta il Corſo degli Adimari, o pure per Calimala, chiamata in oggi cor­ rottamente Calimara, luogo un tempo fa­ moſo per l'abbondanza del traffico, o ne­ gozio, che quivi ſi eſercitava, ed anco di preſente ſi eſercita, arriveremo in MERCATO VECCHIO, che per iſcherzo chia­ maſi il Giardino di Firenze, per le molte delizie, che in abbondanza vi ſi trovano, e delle quali la Città noſtra al pari d'ogni altra è copioſa. Quivi ſi è veduta fino a' noſtri tempi, ſopra una Colonna di grani­ to una Statua di pietra di mano di Dona­ tello, rappreſentante la Dovizia; ma eſſen­ do divenuta aſſai lacera dal tempo, è con­ venuto rimoverla, e collocarvi altra Statua ſimile, ſcolpita da Gio. Batiſta Foggini; e più oltre una Loggia deſtinata alla vendita del peſce, fatta quivi fabbricare dal Gran­ duca Coſimo I., e dipoi modernamente ac­ creſciuta. Vi ſono ancora molte Torri di non ordinaria grandezza, in gran parte del­ le quali rieſcono le abitazioni degli Ebrei, riſtrette ad un luogo chiamato il

ti

ne'

MER-

GHETTO, ove per l'avanti era un'infame poſtribolo, di cui fanno menzione gli Scrit­ tori citati dal Baldinucci nella Vita del Buon­ talenti. Queſto Ghetto è ſtato ampliato con abitazioni aſſai comode. Laſciando di viſi­ tare alcune Chieſe, che nel riſtretto di Mer­ cato ſi trovano, giungeremo per la Via del Corſo al

PALAZZO de' Marcheſi Corſi, già de' Tor­ nabuoni, modernamente accreſciuto, degno per certo di eſſere oſſervato, principalmen­ re per l'ampia Galleria, che gli aggiugne comodo, e bellezza; dopo il quale ſi tro­ vano, quello de' Giacomini, la cui Archi­ tettura, opera di Gio. Antonio Doſi, è ſin­ golare; quello degli Antinori; quello de' Pa. ſquali con più altri. Preſſo ad eſſi è la Chieſa di

va-

SAN MICHELE BERTELDE, oggi detta agli Antinori, dove abitano Padri Teatini, fat­ ta da' fondamenti reſtaurare dal Cardinal Decano Carlo de' Medici, col diſegno di Matteo Nigetti Architetto, e di Gherardo e Pier Franceſco Silvani. Queſta ſi può annoverare tra le più vaghe, e più ador­ ne della noſtra Città. Ed invero comin­ ciando dalla Facciata di pietre forti, ne fa queſta giuſta Teſtimonianza. Sonovi in eſ­ ſa due Statue di marmo nelle nicchie, più grandi del naturale, come altresì ſopra la Porta due altre aſſai belle. Maggiori però, e di più vaga apparenza ſono gl'interiori ornamenti, imperciocchè diviſati con Archi­ tettura d'ordine compoſito, ed arricchiti di pietre ſerene, lavorate con ſingolar pulitez­ za. Procedendo adunque coll'iſteſs'ordine dell'alter coſe da noi finora deſcritte, oſ­ ſerveremo primieramente le Cappelle tutte incroſtate di marmi, e adorne di belle pit­ ture a freſco, e di Tavole molto ſtimate. Nella prima all'entrare a man deſtra, ve­ dremo la Tavola del martirio dell'Apoſto­ lo Sant'Andrea, di mano del Ruggieri. La ſeconda, dov'è dipinto l'Arcangiolo San Michele, è del Vignali. E nella terza Mat­ teo Roſſellini dipinſe San Gaetano, e Sant' Andrea Avellino ſuo Compagno, due lu­ mi chiariſſimi di queſta inſigne Religione. Accanto a queſta Cappella è il Sepolcro coll'Iſcrizione, e Ritratto dell'Avvocato A­ goſtino Coltellini Fondatore della celebre Accademia degli Apatiſti. In faccia poi del­ la Croce di mano d'Ottavio Vannini è di­ pinta l'adorazione de' Magi; e alla Cappel­ la che ſegue, di mano del Roſſellini vi è una Tavola della Natività di Noſtro Signo­ re. L'Altar maggiore, poſto nella Tribuna di mezzo, trall'altre coſe di pregio, ha un ricchiſſimo Ciborio d'argento, opera di Be­ nedetto Petrucci. Bello ancora, e grande­ mente ſtimato è il Criſto di bronzo di ma­ no di Franceſco Suſini, e vaga viſta rende la Cupola della Tribuna, dipinta dal Padre Galletti Religioſo dello ſteſſo Collegio, che ha pur dipinta tutta la volta della Chieſa. Seguitando dall'altra mano, nella Cappel­ la vicina all'Altar maggiore vi è una Tavola dipinta dal mentovato Roſſellini, e in fac­ cia alla Croce, un'altra ſimile del Bilivel­ ti di gran bellezza. Quì non diſpiaccia all' erudito Foreſtiero d'oſſervare alcune dotte Inſcrizioni ſopra la nobiliſſima famiglia de' Bonſi, che eſſendo da Firenze paſſata in Francia, non ſolo vi acquiſtò Titoli, e Do­ minj ragguardevoli, ma in breve tempo diede alla Chieſa di Biſiers ſei Veſcovi, e al Vaticano due Porporati. Nell'altra Cap­ pella Ignazio Hugford colorì Sent'Andrea Avellino in atto di eſſere colpito dall'acci­ dente apopletico. Nella Cappella di mezzo, Pietro da Cortona dipinſe la bella Tavola del Martirio di San Lorenzo. Adornano an­ cora queſta Chieſa quattordici Statue di mar­ mo, che dodici rappreſentano gli Apoſtoli, ed altrettanti Baſſirilievi a piè di quelle. Fi­ nalmente non vi è coſa, chè non accreſca vaghezza, e non iſpiri maeſtà, e decoro. Anco la Libreria, che è nel Collegio, è degna di eſſer veduta, non ſolo per la co­ pia de' Libri, ma eziandio per la rarità de' medeſimi. Siccome merita di eſſer veduta la Sagreſtia molto ornate, e pulita. Cam­ minando verſo il Canto de' Carneſecchi, ſopra di una gran baſe ſi vede la Statua chiamata comunemente il

teo

Avel-

CENTAURO, ſcolpita in marmo da Gio­ vanni Bologna, che rappreſenta Ercole in atto di uccidere Neſſo Centauro. Bella ſen­ za dubbio, e molto lodata dagl'intendenti è queſta Statua, cavata da un ſol pezzo; e chi contempla l'eſpreſſione della forza, che fanno amendue queſte figure, Ercole per abbattere, e ſuperare il Centauro, e quello per fuggirli di ſotto; come altresì, chi oſſerva le diſſicultà ſuperate da quell' Artefice, nel condurre a fine un lavoro sì grande, con quella perfezione, che vi ſi vede, ingenuamente confeſſa, eſſer queſta non ſolo una delle Opere migliori di que­ ſto raro Maeſtro; ma eziandio di quanti dopo di lui ſon viſſuti ne' noſtri tempi. Da queſto luogo paſſeremo a

F do-

SANTA MANIA MAGGIORE, dove ſtanno i Padri Carmelitani della Congregazione di Mantova, e nella quale vi ſono da oſſer­ vare molte Tavole di pregio. In primo luo­ go è da ſtimarſi grandemente la Tavola di mano del Cigoli, dov'è dipinto Sant'Al­ berto Carmelitano in atto di liberare dal naufragio uno, che già pericolava nell'ac­ qua; ed anco quella del Pugliani, che, rappreſenta la Maddalena Penitente in atto di comunicarſi. E' anco degna di lode la Cappella de' Carneſecchi, la volta della quale ſu dipinta da Bernardino Poccetti, e le due Statue di marmo furono lavorate dal Caccini: ſiccome quella degli Orlandi­ ni, dov'è la Tavola del Bilivelti, ed al­ cune Pitture a freſco di mano del Volter­ rano. Ragguardevoli ancora ſono le due Tavole, che appreſſo ſeguono, quella di Santa Maria Maddalena de' Pazzi di mano d'Onorio Marinari, e l'altra di San Fran­ ceſco dipinta da Matteo Roſſelli. Una ſin­ golar memoria era già in queſta Chieſa, oggi perita, cioè il Monumento ſtato fatto a Salvino di Armato degli Armati nel 1317. collo ſpecifico titolo d'Inventore degli Oc­ chiali. Nel Chioſtro del Convento ſi vede in un canto una delle quattro Colonne che reggevano il Sepolcro di Ser Brunetto La­ tini Maeſtro di Dante, la quale ha l'Ilcri­ zione, che lo dimoſtra chiaramente. Preſ­ ſo queſta Chieſa vi è il

zio-

PALAZZO,già de' Gondi, paſſato dipoi ne' Corſini Orlandini, ed oggi nella Famiglia del Beccuto Orlandini, ſtato modernamen­ te accreſciuto, e ridotto alla forma, che di preſente ſi vede. Per di dentro è così no­ bilmente adornato, e di comode abitazio­ ni arricchito, che può con ragione ugua­ gliarſi a' più ſplendidi Palazzi di queſta Città. La Sala non ſolo nella volta, ma anco nelle pareti è dipinta per mano di Pietro Dandini. Il Gherardini, il Gabbiani, ed altri Profeſſori più accreditati hanno di­ pinto l'altre ſtanze contigue, che adornate di ſtucchi, e di prezioſi arredi, rieſcono va­ ghe oltremodo. Sulla Piazza di eſſa Chieſa di Santa Maria Maggiore è ſituato il

PALAZZO Strozzi, oggi de' Martini, e non lontano da queſto è quello de' Marcheſi Malaſpina modernamente abbellito con buon diſegno. Proſſima è la Fabbrica del nuovo

SEMINARIO FIORENTINO, promoſſa, ed in­ camminata con buon guſto di Architettura dalla pia memoria del fu Monſignor Tom­ maſo Buonaventura de' Conti della Ghe­ rardeſea, Arciveſcovo di Firenze, e condot­ ta a buon ſegno, dopo la ſua morte, con aggiunta di comodi appartamenti per i Pre­ cettori, e per gli Studenti Cherici, che vi ſi allevano. All'ingreſſo della ſeconda Por­ ta è degno di eſſer veduto un belliſſimo Cro­ cifiſſo di Bronzo di Gianbologna, laſciato al Seminario in legato dal fu Agoſtino Cer­ retani, Canonico della Metropolitana, in memoria del Canto e delle Caſe de' Cerre­ tani, che furono quivi, e rimaſero ſerrate nella nuova Fabbrica di queſto Seminario, E quì faremo fine alla ſeconda Giornata per poter nella ſeguente ultimare l'inco­ minciato paſſeggio, ed oſſervare le altre coſe, che ci reſtano da vedere.

F 2 ſi al-

TER-

TERZA GIORNATA.

LA Città di Firenze, laſciato da parte quel che fu ne' tempi del­ la Gentilità, ebbe dipoi così piccol recinto d'abitazioni, che il primo cerchio, così chiama­ to dagli Scrittori, fu ſolamente riſtretto ad alquante contrade preſſo a Mercato vecchio: ma creſcendo gli abitatori in gran nume­ ro, e non potendo capire in un luogo co­ tanto anguſto, fu coſtretta a dilatare i con­ fini, i quali in più volte accreſciuti, giun­ ſero finalmente a quel ſegno, che a' no­ ſtri giorni ſi vede. In uno di queſti accre­ ſcimenti della Città è fama appreſſo gli Scrittori antichi, e moderni, eſſerſi dato principio a fabbricare in quella parte, che riman di là d'Arno verſo Mezzogiorno, alla quale dipoi furono aggiunti tutti i Sob­ borghi già fuori della Città, ed ora in eſſa compreſi. E perchè foſſe comodo il paſſag­ gio dall'una parte all'altra, furono in va­ rj tempi fabbricati quattro Ponti, i quali dipoi caduti nella rovinoſa inondazione, che feguì l'anno 1333. furono fatti reſtaurare coll'induſtria, e modello di Taddeo Gaddi, e in altri tempi rinnovati, come diremo a ſuo luogo. Di queſta parte adunque, che rimane di là d'Arno, ragioneremo nella preſente Giornata, con quella ſteſſa brevi­ tà, colla quale abbiamo finora proceduto nelle paſſate. Pertanto partendoci dall'Al­ bergo, c'invieremo verſo il Ponte Vecchio, e oſſerveremo la Loggia di

F 3 gio

MERCATO NUOVO,fatta fabbricare dal Gran­ duca Coſimo I. fin dall'anno 1548. col di­ ſegno di Bernardo Taſſo Architetto. Il prin­ cipale intento di queſto magnanimo Princi­ pe fu di provvedere al comodo de' Mercan­ ti Fiorentini, acciò nelle ore proporziona­ te, ridotti in queſto luogo poteſſero più fa­ cilmente i loro negozj concludere. Sopra alle ſcalee di queſta Loggia vi è un Cigna­ le di bronzo, che getta acqua per bocca, fatto da Pietro Tacca, ſul modello di quel di marmo, che ſi conſerva in Galleria, o­ pera molto ſtimata da' Profeſſori. E ſopra a queſto magnifico Loggiato evvi l'Archi­ vio delle copie autentiche, o piuttoſto pri­ mi Originali di tutti i Contratti, che ſi ro­ gano nello Stato, come ſi è detto in altro luogo. Camminando più oltre, ſi trovano molte Botteghe d'Arte di ſeta, che fu ſem­ pre eſercitata in Firenze con ſomma lode, e perfezione; onde da eſſa ſi ſogliono prov­ vedere molte Città d'Europa, e una gran parte dell'Aſia. Dopo queſte ſi trova la Chieſa, e Convento di

pre

SANTO STEEANO, dove abitano Religioſi Agoſtiniani della Congregazione di Lecce­ to, quale circa l'anno 1640. fu con gran­ diſſima ſpeſa reſtaurato dai Marcheſi Barto­ lommei, che ne godono il Padronato. Nel­ la Facciata vedonſi le veſtigia della prima opera a freſco di Giovanni da San Giovan­ ni. Entrati in Chieſa trovanſi molte Ta­ vole, e Pitture di pregio, fra le quali è da annoverarſi quella di Santi di Tito all' Altare della Madonna della Cintola, ove ef­ figiò Maria Vergine, Sant'Agoſtino, ed al­ tri Santi di queſt'Ordine. Siccome deve farſi menzione del bel Paliotto all'Altar maggiore di bronzo Corintio, dove in baſ­ ſo rilievo fece Pietro Tacca il Martirio di Santo Stefano Protomartire. Da queſto luo­ go ſi paſſa al

PONTE VECCHIO, rifabbricato nel 1345. come ſi legge nel Cartello affiſſo alla Log­ gia di eſſo a Ponente, nel muro che guar­ da Mezzogiorno, cioè:

Nel trentatre dopo il millcteccento Il Pente cadde per dilnvio d'acque Poi dodici anni come al Comun piacque Rifatto fu con queſto adornamento.

F 4 Ap-

Appiè di eſſo Ponte vi è una

STATUA di marmo, di maniera Greca aſſai bella, chiamata Aleſſandro Magno, o come alcuni vogliono, un Aiace grondan­ te di ſangue, e morto per le ferite dateſi di ſua mano. Da man ſiniſtra ſi trova la Via de' Bardi, in cui tra gli altri è il

PALAZZO del Marcheſe Tempi nobilmen­ te adornato, ampliato, ed abbellito dentro con ottimo guſto; in faccia al quale vede­ ſi la Chieſa di

SANTA MARIA SOPR'ARNO, nella quale è una bella Tavola dell'Empoli, rappreſen­ tante un miracolo di Maria Vergine; ed avanzando più oltre, ſi giugne al

PALAZZO del fu Senatore Conte Ferrante Capponi, fatto edificare dal famoſo Nicco­ lò da Uzano, col diſegno di Lorenzo di Bicci, entro del quale ſi vede il buſto di eſſo Niccolò, opera inſigne di Donatello con iſcrizione adeguata a così potente Con­ cittadino; ſiccome appiè della Scala un Leo­ ne di porfido, che è creduto opera ſingo­ lare degli antichi Etruſchi; e dipoi ſi paſ­ ſa alle

ABITAZIONI de' Canigiani, e quindi a ma­ no deſtra alle

ABI-

ABITAZIONI de' Mozzi. Queſte eſſendo ſtate alzate nell'antico a foggia di Palaz­ zo, o ſia di Torre con merli, moſtrano quella magnificenza, che fu capace di dar ricetto nel 1273. al Pontefice Gregorio X. e dipoi nel 1279. al Cardinale Latino Orſi­ ni, Legato del Papa, a fermar la Pace tra i Guelfi, e i Ghibellini. Quindi proſeguen­ do il cammino per lo Fondaccio di San Nic­ colò, ſi vede ripieno anch'eſſo di Caſe aſ­ ſai comode, e ſignorili; tralle quali è il

PALAZZO de' Gianni, fabbricato all'anti­ ca, ma per entro rimodernato aſſai bene, internandoſi con un delizioſo Giardino, e, con bella grotta ſulla collina detta Monte­ cucco, che va fino alle mura della Città. Si paſſa poi dal

PALAZZO de' Marcheſi Vitelli, alla

CHIESA PRIORALE DI SAN NICCOLO', det­ to d'Oltrarno, nella cui facciata è collo­ cata una Cartella di pietra, con inſcrizione inciſa, degna di oſſervazione, contenendo la memoria della deplorabile inondazione, che fece l'acqua d'Arno per le Campagne adiacenti, e nella Città nell'anno 1557. ne' ſeguenti verſi Latini:

Fluctibus undivagis, Pelago, ſimiliſque procellis, Huc tumidis præceps irruit Arnus aquis, Proſiravitque ſuæ, ſpumanti gurgite, Floræ Oppida, agros, fontes, mœnia, Templa, viros.

F 5 In

In queſta Chieſa trovanſi alcune Tavole di merito, tra le quali l'Abramo di Aleſſan­ dro Allori, la Preſentazione al Tempio di Batiſta Naldini, la venuta dello Spirito San­ to di Jacopo del Meglio, e del Poppi lo Spo­ ſalizio di Maria Vergine. Preſſo ad eſſa è il

PALAZZO de' Serriſtori molto magnifico: di dove tornando indietro per i Renai, ſi vede in faccia il maeſtoſo

PALAZZO de' Baroni del Nero, alzato in parte col diſegno di Tommaſo del Nero; e accanto ad eſſo il

PONTE detto ALLE GRAZIE, per una Cap­ pella di grandiſſima devozione, che ha il ti­ tolo di Santa Maria delle Grazie di padro­ nato dei Signori Alberti, de' quali è il Pa­ lazzo oppoſto, di freſco rifatto, e amplia­ to ſommamente. Chiamaſi anche il Ponte a Rubaconte, dal nome di Meſſer Ruba­ conte da Mandella Podeſtà di Firenze che diè mano a farlo edificare. Si può an­ che oſſervare ſulla Piazza de' Mozzi la

CHIESA, e Caſa de' Padri Miniſtri degli Infermi di San Gregorio; e in faccia ad eſ­ ſa Caſa l'

ABITAZIONE degli Scarlatti, che è Archi­ tettura di Alfonſo Parigi. Tornando noi ver­ ſo il Ponte Vecchio, troveremo a man ſini­ ſtra la Chieſa di

SAN-

SANTA FELICITA; ſulla di cui Piazza eſi ſte una Colonna di granito, ſopra la quale vi è la Statua di San Pietro Martire, eretta quivi ad onor ſuo dall'antica famiglia de' Roſſi nel Secolo XIII. per aver eſſo in Fi­ renze colla ſua predicazione, ed eſempio fatto gran frutto, ed anco in ſegno delle vittorie avuteſi da' Cattolici contro gli Ere­ tici Manichei, propriamente padri degli Al­ bigenſi. La detta Statua del Santo Martire è ſtata non a molto rifatta in luogo dell' antica, che vi era, quaſi disfatta dal tem­ po; ed è di mano di Antonio Montauti. Entrando in Chieſa, troveremo alcune Ta­ vole dipinte da eccellenti Maeſtri, di alcu­ ne delle quali daremo brevemente notizia. La prima, che è in molta ſtima, è la Ta­ vola della Cappella de' Capponi di mano di Jacopo da Pontorme, che molto vi di­ pinſe, ed evvi un Ritratto ſomigliantiſſimo di San Carlo Borromeo d'eccellente pen­ nello, collocato in un ornamento di pie­ tre di gran pregio, fatto col diſegno del famoſo Vignola; ſiccome altresì la Tavola di Bernardino Poccetti nella Cappella de' Ca­ nigiani. E' anco mirabile un Ritratto d'A­ leſſandro Barbadori nella Cappella già de' Barbadori, ora del Principe di Paleſtrina, di moſaico, con ammirabile eccellenza con­ dotto, nè ſi dubita, che ſia opera del fa­ moſo Marcello Provenzale. Appreſſo ſegue la Cappella de' Cioli, dove di mano del Volterrano è dipinta l'Aſſunzione di Maria Vergine con le Sante Caterina da Siena, e Margherita da Cortona. Dipoi quella de' Guicciardini, ove ſi vede una belliſſima Ta­ vola di mano di Simone Pignoni, che rap­ preſenta un San Luigi Re di Francia, che ſerve a menſa alcuni Poveri da eſſo convi­ tati. Nel Coro vi ſono tre Tavole di Pa­ dronato pure de' Sigg. Guicciardini, quali ſono pure degli appreſſo autori, cioè: la Crocifiſſione del Carletti, la Reſurrezione del Tempeſta, e la Natività di Gherardo Vanhonhout Fiammingo, autore ſtato fino al preſente occulto. Dietro a queſta Chie­ ſa ſopra la Coſta a San Giorgio, reſtano due Conventi, e Chieſe di Monache; una di eſſe intitolata

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SAN GIROLAMO, ove vedonſi due antiche Tavole, una delle quali rappreſentante San Girolamo, e l'altra l'Annunziazione, am­ bedue di Ridolfo del Ghirlandaio, ſiccome di eſſo ſono i Tondi ſopra le medeſime; l'altra lo

SPIRITO SANTO, che è molto adorna di ſtucchi dorati. Vedeſi all'Altar maggiore la bella Tavola di mano di Anton Domeni­ co Gabbiani, e la Tavola di San Giovan Gualberto Opera del Paſſignano, come al­ tresì la

CHIESA de' Padri Agoſtiniani Scalzi mol­ to linda, fatta fabbricare dalla gl. mem. di Madama Criſtina di Lorena, moglie del Granduca Ferdinando I., e Principeſſa di gran prudenza, bontà, e vita eſemplare. Di quì dato uno ſguardo alla delizioſa ve­ duta della ſottopoſta Città, e delle adiacen­ ti Colline, proſeguendo il viaggio per la via de' Guicciardini, vedaſi il

Gran-

PALAZZO de' Franceſchi, al preſente del Conte Lorenzi, con diſegno di Anton Fer­ ri, ed il

PALAZZO de' Guicciardini, che include l' antica Abitazione, dove nacque San Filip­ po Benizi, del che è la memoria nella facciata, e ſi giunge al

PALAZZO de' Pitti, che è uno de' più fa­ moſi Edifizj, che ſi veggano in tutta l' Italia, e fuori, come affermano molti eru­ diti Scrittori, e maſſimamente Filippo Bal­ dinucci nella deſcrizione del nuovo model­ lo, e diſegno, che già fece di queſto Pa­ lazzo il virtuoſiſſimo Paolo Falconieri. Que­ ſto sì maeſtoſo Edifizio venne incomincia­ to col diſegno di Filippo di Ser Brunelleſco a ſpeſe di Luca Pitti Gentiluomo Fioren­ tino, e però è ſtato detto fino al dì d'og­ gi de' Pitti; quantunque fino al tempo del Granduca Coſimo I., e di Leonora di To­ ledo ſua moglie, che lo comprò, diveniſſe abitazione de' Granduchi Regnanti. Di que­ ſto Edifizio adunque dovendo noi ragiona­ re, difficilmente potremo in un breve ri­ ſtretto tutte le ſue parti deſcrivere, e ſpe­ cialmente le Statue, e le Pitture inſigni, che nobilmente l'adornano, e l'altre co­ ſe di pregio, che vi ſi trovano, e lo ren­ dono mirabile, e ſingolare. Primieramen­ te la Facciata di queſto Palazzo lunga brac­ cia 250. circa, ed alta a proporzione, e tutta incroſtata di bozze di pietre forti, d' ordine ruſtico; ma così ben diviſato, che vi riſplende una maeſtoſa bellezza. E' ſtato nell'anno 1765. accreſciuto dalla parte di Ponente di nuovi appartamenti, e comodi neceſſari per la venuta del Reale Sovrano Pietro Leopoldo, ed aggiuntovi ſulla ſcor­ ta della medeſima Architettura una loggia ove vi ſi trattengono i Soldati della Guar­ dia. In tale congiuntura è ſtata appianata, e reſa più agevole la ſalita della Piazza, e dal principio di quella oſſervaſi rutto il Palazzo, qual fa leggiadra comparſa. Più vaga però rieſce in viſta la Loggia, ed il Cortile, fatto col diſegno dell'Am­ mannato, perchè, mutato l'ordine del­ la prima Architettura, con tale avvedu­ tezza che non diſconviene all'opera già co­ minciata, ſi vede il primo Appartamento di forma Dorica, il ſecondo d'ordine Jo­ nico, ed il terzo di Corinto, tutti e tre adornati di varie Colonne, di belliſſimi Fre­ gi, e d'un richiſſimo Cornicione. In fac­ cia poi del Cortile, v'è una grotta, den­ tro la quale ſi trova una Peſchiera di for­ ma ovata, con varj zampilli d'acque, le quali pare, che ſcaturiſcano dalla terra, al cenno di Mosè, ivi rapprereſentato in una grande Statua di porfido. Adornano anco­ ra la Facciata due altre Pile con ſue Fon­ tane vagamente intagliate: come altresì due grandi Statue di marmo, che una rappre­ ſenta Paſquino, che ſoſtiene Aleſſandro, l' altra Ercole, che ha ſuperato Anteo, a­ mendue di maniera Greca molto ſtimate. Appariſce al pari del primo piano di queſto Regio Palazzo un gran Vivajo, nel quale ſcherzano alcuni Putti di marmo ſopra Cigni, e nel mezzo di eſſo s'alza una gran tazza di pozzolana, nella quale ver­ ſano in gran copia le acque da varie bande: perlochè grande è il diletto, che di ſubito arreca queſta Fontana a chi en­ tra nel mentovato Cortile. Paſſando poſcia ne' Reali Appartamenti, ſono le ſtanze dell' Appartamento Granducale, e moltiſſime, altre tutte dipinte, e adorne di ſtucchi di mano de' più rari Maeſtri, fra' quali prin­ cipalmente s'annoverano Pietro Berettini da Cortona, Ciro Ferri, Gio: da S. Gio­ vanni, il Volterrano, Bernardino Poccetti, Giordano, il Gabbiani, ed altri. Non ſtarò quì a deſcrivere ad una ad una tutte le ſtanze, e l'infinite coſe di pregio, che vi ſi trovano per non diſcoſtarmi dalla riſtret­ tezza prefiſſami, e baſterà ſolo accennare, che i più ricchi, e prezioſi addobbi, le più ſtimabili Pitture, che in qualunque gran Regia ſi poſſono deſiderate, quivi ſi tro­ vano in grandiſſima copia, come l'iſteſſo Foreſtiero potrà ocularmente conoſcere, aggiungendo ſplendore, ed ornamento le rimodernazioni fattevi con ottimo guſto a' principali Quartieri, ed Abitazioni in oc­ caſione della venuta del noſtro Auguſtiſſimo Sovrano Pietro Leopoldo. Ne deveſi tace­ re la numeroſa Libreria, che in queſto Pa­ lazzo ſi conſerva, dove non ſolo i Libri più ſcelti, ma eziandio i manoſcritti più ſin­ golari abbondano, fra' quali vi è una rara moltiplicità di Codici Orientali, che ha dato motivo ad un'Opera inſigne ſtampata di freſco, la quale ne fa un eſatto, e molto erudito Indice. Dal Palazzo faremo paſ­ ſaggio al contiguo

ſtret-

qua-

vano

GIARDINO DI BOBOLI, il più vago, e de­ lizioſo di quanti ſiano in queſta noſtra Cit­ tà, avvegnachè la magnificenza coll'ame­ nità, e l'abbondanza coll'induſtria nobil­ mente in queſto luogo gareggiano. La ſua circonferenza fino alle mura della Città per lunghiſſimo tratto ſi ſtende, nella quale il colle, e il piano, il domeſtico, ed il ſal­ vatico ſcherzano gentilmente. Egli è divi­ ſato, come ſi vede, in boſchetti, in pra­ ti, in lunghi viali, e fontane, Lo adorna­ no moltiſſime Statue, ed è ripieno di al­ beri, di fiori d'ogni ſorta, e d'infinite, piante d'agrumi. Vedeſi dunque in primo luogo un Teatro, che riſponde di faccia al Palazzo, circondato da mura in forma di mezzo ovato, nel quale, per i paſſati tempi, belliſſimi ſpettacoli, e feſte magni­ fiche ſono ſtate rappreſentate con grande applauſo. Intorno a queſto Teatro reſta una gran parte del ſelvatico, che lo rende più maeſtoſo; dopo il quale, per lunghi viali tutti coperti di piante, e per un largo, e ſpazioſo ſtradone, ſi giunge ad una Fon­ tana iſolata, di cui nè più vaga, nè più dilettevol coſa ſi può vedere. Ella è figu­ rata per l'Oceano, e perciò ſopra una Tazza di Granito, larga dodici braccia per ogni verſo, ſi vede una Statua di marmo maggiore del naturale, che rappreſenta Nettunno, e a piè di eſſo tre altre Statue a ſedere, ſignificanti i tre Fiumi Gange, Nilo, ed Eufrate, che verſano gran copia d'acqua nella Tazza, da cui per ſotterra­ nei condotti paſſa ad altre fonti, ed in va­ rj ſcherzi per lo Giardino ſi ſparge, opera inſigne condotta a fine dal celebre Giovan­ ni Bologna. Parimente in un gran vivajo ſi vede un altro Nettuno ſcolpito in bron­ zo, ſopra varj moſtri marini di marmo, di mano di Stoldo Lorenzi, da quei, che intendono molto lodato. Vi ſi trova anco­ ra una Grotta, ne' quattro angoli della quale, col diſegno ed invenzione del Buon­ talenti, furono collocate quattro Statue di marmo, di mano di Michelagnolo Buo­ narruoti, ma però ſolamente abbozzate, le quali doveano ſervire pel ſepolcro di Papa Giulio II. e che dal Nipote di Michelagno­ lo furono donate al Granduca Franceſco. Vi ſono inoltre alcune Statue d'altri fa­ moſi Maeſtri, che rendon più vaga la Grot­ ta, che adorna di ſpugne lavorate in varie forme, nella rozzezza di quei materiali di­ moſtra una bellezza non ordinaria. Ha la volta tutta dipinta di mano di Bernardino Poccetti, con sì leggiadre, e bizzarre in­ venzioni, che in un medeſimo tempo reca terrore, e diletto; avvegnachè quell'inge­ gnoſo Pittore, ajutato in parte da una na­ turale apertura, che reſta nella volta, finſe che la medeſima volta ſembraſſe di rovina­ re, e che da quelle feſſure uſciſſero varj animali, i quali non dipinti, ma veri, e na­ turali raſſembrano. Del reſto chi voleſſe deſcrivere tutte le Statue, che vi ſono ſenza numero (molte delle quali furono lavo­ rate da mano eccellente, come quella di Morgante, e Barbino, ritratti al naturale da Valerio Cioli ) e l'altre coſe più rag­ guardevoli, che adornano queſto Giardino, non così preſto terminerebbe, ma di gran tempo avrebbe biſogno, come appunto ri­ chiedeſi, a chi deſidera minutamente tutte le coſe oſſervare di queſto luogo. Dopo avere ammirato il Regio Palazzo, e Giar­ dino di S. A. R. ci porteremo alla Chie­ ſa di

di

lo

SAN FELICE IN PIAZZA, oſſervando prima la Colonna di marmo miſtio di Seravezza, eretta in queſto luogo dal Granduca Cofi­ mo I. per ricordanza della Vittoria ottenu­ ta nell'inſigne battaglia di Marciano. In Chieſa poi ſi trovano alcune Tavole di rag­ guardevoli Pittori. Primieramente alla Cap­ pella Baldocci, la prima a man ſiniſtra, ſi vede dipinto quando Criſto libera San Pietro dal naufragio, di mano di Salvador Roſa; e alla Cappella del Roſario ſi crede di ma­ no dell'Empoli effigiato San Pier Martire, e San Diacinto. Da Giovanni da San Gio­ vanni con belliſſima maniera fu dipinto San Felice Prete, Titolare di queſta Chieſa; e all'Altar maggiore di mano di Fr. Gio­ vanni ſi veggono figurati nella Tavola mol­ ti Santi. Così nelle Cappelle che ſeguono a man deſtra, v'è una Tavola dipinta da Ridolfo del Grillandajo, una del Vignali, e una di Pier di Coſimo. Uſcendo di queſta Chieſa, volgaſi a man ſiniſtra, dove poco diſtante ritroveremo una Piazza grande, e ſpazioſa; e in faccia di eſſa la Chieſa, e il Convento, dove abitano Religioſi Ago­ ſtiniani, chiamata

mo

SANTO SPIRITO, fabbricata col diſegno di Filippo di Ser Brunelleſco, quell'inſigne Architetto col modello del quale s'ammi­ rano fatte tante belliſſime Fabbriche in Fi­ renze, ed altrove. E' l'Architettura di queſto gran Tempio d'ordine Corintio, con ſomma perfezione condotta, e perciò vaga, e maeſtoſa appariſce al pari d'ogni altro Edifizio di queſta noſtra Città. La ſua lun­ ghezza a cenſeſſanta braccia ſi ſtende, e la larghezza a cinquantaquattro. Vien diviſo in tre Navate, ripartite da belliſſime Colon­ ne di pietra bigia tutte d'un pezzo, ſopra le quali l'Architrave, il Fregio, e il Cor­ nicione da pertutto nobilmente ricorrono. Con buona ordinanza diſpoſte le Cappelle ſi veggono, e adornate di belliſſime Tavo­ le, delle quali daremo ſuccinta notizia. Cominciando a man deſtra vi è una Ma­ donna di marmo, col Criſto morto in col­ lo, preſane l'imitazione da quella di Mi­ chelagnolo Buonarroti, che in oggi è poſta in San Pietro di Roma. Più oltre di ma­ no del Franciabigio fu colorita la Nunziata, e alla Cappella che ſegne ſi vede dipinto da Giovanni Stradano il Salvadore del Mondo, che diſcaccia i Profanatori dal Tempio, o­ pera invero grandemente lodata. Del Paſſi­ gnani è il Martirio di Santo Steſano eſpreſ­ ſo mirabilmente, e di Pier di Coſimo è la Tavola della Viſitazione con molti Santi, alla Cappella di Neri Capponi; Sandro Bot­ ticelli dipinſe i tre Arcangioli; e Aurelio Lomi l'Adorazione de' Magi. Dopo queſta ſi trova una Tavola alla Cappella de' Vet­ tori, dipinta da Giotto, a cui tanto dee la Pittura, che per ſua mano riſorſe. La Vergine nella ſeguente Cappella ſu dipinta da Ridolfo del Grillandajo, e la Nunziata dal mentovato Botticelli. Si vede appreſſo la Cappella del Santiſſimo Sagramento, tut­ ta incroſtata di marmi Carrareſi, lavorati con bel diſegno, e con varj ornamenti dal Sanſovino il vecchio. Alla Cappella degli Antinori il Salvatore condotto al Calvario, è opera del Grillandajo. Più oltre ſi vede nella Cappella de' Cavalcanti, adornata di marmi, la Tavola d'Agnolo Bronzino, dov' è dipinto quando Criſto in forma d'Orto­ lano appariſce alla Maddalena: e d'Aleſſan­ dro Allori ſuo Nipote ſono i Martiri, e l' altra Tavola in cui è effigiato il Salvadore, quando pronunzia la ſentenza dell'Adulte­ ra: e finalmente, il Criſto ignudo di mar­ mo, che tien la Croce, fu copiato da Tad­ deo Landini, da uno del Buonarroti che è nella Chieſa della Minerva di Roma. Reſta a dire della Cappella maggiore, quan­ to bella per l'Architettura, altrettanto per la materia magnifica, e ricca. E' eſſa ſitua­ ta in mezzo della Tribuna, da ogni parte Iſolata, ed ha la forma d'un piccolo Tem­ pio, imperciocchè ſopra varie belliſſime Co­ lonne s'erge una Cupoletta, ſotto la qua­ le è ſituato l'Altare, lavorato di pietre dure, e prezioſe, commeſſe con ſingolare artifizio, come altresì il Ciborio dell'iſteſſo lavoro. Reſta dietro all'Altare il Coro di marmi Carrareſi, e ornato di varie Statue di marmo ſcolpite da Giovanni Caccini, che diè il modello di tutta queſt'opera, nella quale dalla nobil Famiglia de' Michelozzi, che ne fu la fondatrice, grandiſſime ſomme di denaro furono impiegate. Dalla banda ſiniſtra rimane la Sagreſtia con un belliſſi­ mo ricetto avanti, fabbricata col diſſegno del Cronaca, in cui tra gli altri ornamenti vedeſi una bella Tavola di Fr. Filippo Lip­ pi, dove con vago colorito dipinſe la Ver­ gine col Figliuolo in collo, e con Angioli, e Santi d'attorno. Un'altra ſe ne trova di mano d'Aleſſandro Allori, con alcune Pitture a freſco di Bernardino Poccetti; e in ſomma è queſto luogo degno di molta lode. Ammirano ancora quei, che inten­ dono, il Campanile della Chieſa, condot­ to col modello di Baccio d'Agnolo; ſicco­ me i Chioſtri, ed il Convento, nel quale ſi trovano alcune Pitture di pregio. Ritor­ nando per l'iſteſſa via, cammineremo ver­ ſo il Canto alla Cuculia, che fa croce a quattro belle, e ſpazioſe contrade, e ſpe­ cialmente a quella detta de' Serragli, dove ſono molti Palazzi, fra' quali il

ghezza

con

mo

PALAZZO DE' CASTELLI aſſai commodo, e ſignorile; e l'

ABITAZIONE degli Antinori, nella quale, ſono ben diſpoſte molte Inſcrizioni Etruſche, Romane, e Greche, con altri ſtimabili mo­ numenti di antichità in marmi, e bronzi. E per fianco corriſponde il

PALAZZO de' Marcheſi Rinuccini adornato principalmente di lavori di Girolamo Tic­ ciati, e abbondante di ricchiſſimi arredi, con una copioſa Libreria. E' pur di fianco il

PA-

PALAZZO del Conte Pecori di vaga ſtrut­ tura. Chi ſi voleſſe alquanto dilungare per Via Chiara, una delle quattro ſtrade, paſ­ ſando dall'

ABITAZIONE del Balì del Roſſo, ricca di pitture ſingolariſſime, con un delizioſo Giardino; potrebbe viſitare la Chieſa, e Monaſtero di

SANTA CHIARA,dove ſono fra l'altre, due Tavole di molta ſtima. La prima di mano di Pietro Perugino, dov'è un Cri­ ſto morto colle Marie; la ſeconda di ma­ no di Lorenzo di Credi, in cui egli dipin­ ſe la Natività del Signore. Dirimpetto alla detta Chieſa è quella delle

CONVERTITE, dov'e di mano del Poc­ cetti una Natività del Signore, ed una Ta­ vola dipinta da Sandro Botticelli. Ma ſegui­ tando il viaggio incominciato, troveremo la Chieſa, ed il Convento dove abitano Fra­ ti Carmelitani, detta il

CARMINE, di grandezza conſiderabile. Eli' è di ſtruttura antica, benchè nel principio del Secolo paſſato foſſe in gran parte reſtau­ rata, e di belliſſime Pitture da Bernardino Poccetti arricchita. Vedeſi adunque nella prima Cappella a man deſtra una Tavola, creduta di mano di Bernardino Monaldi, dove ſi rappreſenta il Funerale celebrato a Sant'Alberto Carmelitano. Nella terza l' Adorazione de' Magi, figurata dal Paſſigna­ no: e nella quarta rappreſentò Giorgio Va­ ſari un Criſto morto in Croce, appiè del quale v'è la Vergine addolorata, e la Mad­ dalena piangente. Di Girolamo Macchietti è la Tavola dell'Aſſunzione di Noſtra Si­ gnora con gli Apoſtoli intorno al Sepolcro condotta con ſomma induſtria: e dopo queſta la Natività del Signore, è opera de­ gna dell'inſigne pennello di Santi di Tito. In teſta al lato deſtro della crociata ſi tro­ va la Cappella de' Brancacci, dove di pre­ ſente è la devozione della Madonna del Car­ mine. Nelle pareti di queſta ſono dipinte a treſco alcune Storie di S. Pietro Apoſto­ lo, le quali di vero meritano ſomma lode. Fu cominciata l'opera da Maſolino, e poi condotta a perfezione da Maſaccio ſuo di­ ſcepolo, il quale vinſe di gran lunga il Mae­ ſtro; e fu il primo, che apriſſe la ſtrada alla buona, e moderna maniera di dipigne­ re, levando in parte le durezze, e le altre imperfezioni dell'arte, e molto più fatto avrebbe, ſe la morte ſul fiore dell'età ſua non lo aveſſe tolto al Mondo. E' queſta Cappella un monumento, che ha dato re­ gola a tale arte nel Mondo, onde non ſi laſci d'oſſervare. Tralaſciando alcune Ta­ vole antiche, e di pregio minore, entrere­ mo nel Coro per rimirare un bel Sepolcro di marmi, fatto da Benedetto da Rovez­ zano pel magnifico Pier Soderini, che fu eletto Gonfaloniere perpetuo della Repub­ lica Fiorentina. Dirimpetto alla Cappella Brancacci nel ſiniſtro lato della crociata, ſi trova una belliſſima e ricchiſſima Cappella, fabbricata dalla Famiglia Corſini, nella qua­ le con ſoleniſſima pompa fu trasferito il Corpo di S. Andrea Corſini degniſſimo ram­ pollo di queſta Eccellentiſſima Proſapia, che ſu Religioſo, e Priore di queſto Conven­ to, e dipoi Veſcovo di Fieſole. E' queſta Cappella tutta incroſtata di marmi bianchi di Carrara, e di miſtj di Seravezza, con Pilaſtri, Fregi, e Cornicione d'Architettu­ ra compoſita. In faccia, e quaſi ſopra all' Altare, il quale rimane alquanto iſolato, è una Tavola di marmo bianco, lavorata con grande eccellenza da Giovambatiſta Foggini, che in queſte, ed in altre opere ſue ha dato ſaggio del ſuo vivace intendi­ mento. E' figurato il Santo fra le nuvole, in atto d'eſſer rapito al Cielo da varj An­ gioletti, parte de' quali poſano ſopra l'Ur­ na, dove è ripoſto il di lui ſacro Corpo, e parte ſi ſoſtengono per aria con belle attitudini, eſprimendo nel volto il giubbi­ lo, che ſentono nel portare quella grand' Anima alla Gloria celeſtiale. Sopra queſta gran Tavola ſi vede un Dio Padre, pari­ mente ſcolpito in marmo da Carlo Mar­ cellini Scultore ingegnoſo, ed in mezzo all' Urna un Baſſorilievo d'eccellente lavoro. Anche nelle due bande laterali ſono due Tavole di marmo, di mano dello ſteſſo Fog­ gini, in una delle quali è figurato il Santo diſceſo dal Cielo per aſſiſtere all'Eſercito Fiorentino, quando nella famoſa battaglia d'Anghiari meſſe in fuga, e ſuperò l'E­ ſercito di Filippo Maria Viſconti Duca di Milano, condotto da Niccolò Piccinino ſuo Generale: e nell'altra ſi rappreſenta, quan­ do nel celebrare la prima Meſſa gli com­ parve la Santiſſima Vergine con grandiſſimo ſtuolo di Angioli, proferendo verſo il San­ to quelle parole: Servus meus es tu, quia elegi te, & in te gloriabor. La Cupola è tutta dipinta da Luca Giordano. Belliſſima è l'invenzione, vago il colorito, e nelle tante figure, che vi ſi vedono, ſi conoſce l'eccellenza del Pennello di queſto veloce Autore. Non paſſeremo ſotto ſilenzio le memorie, che quivi ſi trovano degli Uomi­ ni illuſtri di queſta Famiglia, e ſpecialmen­ te de' due Porporati già defunti, la fama de' quali ſarà eterna nella memoria de' Po­ ſteri. Il primo ſu Piero Corſini, Veſcovo di Volterra, e poi di Firenze; l'altro ſu Neri Corſini, Veſcovo d'Arezzo, Zio del Sommo Pontefice Clemente XII. Nel vol­ tare verſo la Porta, ſi trova alla Cappella de' Carucci la Tavola dipinta da Batilta Naldini, in cui vien figurato Criſto, quan­ do riſuſcita il figliuolo della Vedova di Naim. Dipoi ſegue di mano del Butteri la Storia del Centurione, che chiede a Criſto la ſanità pel figliuolo, e l'ottiene. Del men­ tovato Naldini ſono le due Tavole appreſ­ ſo. In una è Criſto, che fa orazione nell' Orto, e nell'altra l'Aſcenſione del mede­ ſimo al Cielo, amendue ſtimate grande­ mente, perchè in vero ſon mirabili, ed in ogni parte perfette. Bella ancora è la Ta­ vola di Gregorio Pagani, dove ſi rappre­ ſenta il ritrovamento della Santa Croce: come altresi quella della Nunziata di ma­ no del Poccetti; di cui pur anco ſono gli Apoſtoli dipinti a freſco nelle pareti della Chieſa, e negli ſpazj tra l'una, e l'altra Cappella. Alla bellezza, e grandezza di queſta Chieſa corriſponde il Convento ca­ paciſſimo di gran numero di Religioſi, che di continovo vi dimorano. Ha due Chioſtri molto ſpazioſi, in uno de' quali è dipinta la vita del gran Proſeta Elia, e di varj Santi Carmelitani; e nel ſecondo vi è una lunetta belliſſima del lodato Poccetti, che rappreſenta il miracoloſo fuoco ſceſo dal Cielo per avvampare il Sacrifizio offerto da Elia al vero Dio. Alla Chieſa del Carmi­ ne è vicina quella di

Sant'

eletto

G gini,

ſo.

SAN FREDIANO, Chieſa ancor eſſa antica e Collegiata di Canonici, nella quale ſi tro­ vano alcune Tavole di ragguardevoli Mae­ ſtri; tra le quali la prima a mano dritta di Pier di Coſimo rappreſentante Maria San­ tiſſima col Bambino Gesù, che ſpoſa San­ ta Caterina, dopo quella del Paſſignano fi­ gurante Criſto, che riſana il Paralitico, ne ſegue del Ghirlandajo una Pietà con San Girolamo, e San Frediano, dipoí l'altra belliſſima di Lorenzo Lippi eſprimente il martirio di Sant'Andrea, e finalmente l' altra di Lorenzo di Credi, ove ſono e­ ſpreſſi altri Santi, e San Lorenzo ſulla Gra­ ticola. Poco diſtante è il

G 2 Gi-

PALAZZO del Marcheſe Scipione, e Fra­ telli Capponi, dove è anche oſſervabile un Muſeo copioſo di coſe naturali. Quindi i

MONACI CISTERCIENSI, i quali hanno fab­ bricato un bel Tempio alla maniera mo­ derna col diſegno del Colonnello Cerruti di Roma, giacchè l'antico era molto an­ guſto, e ſenza alcun'ornamento. Tutte le Cappelle ſono ornate di ſtucchi, e di belle e vaghe pitture, di mano del Dandini, del Gherardini, d'Antonio Franchi, e d'al­ tri valenti Profeſſori. La Cupola è dipinta con ſingolar maeſtria per mano di Anton Domenico Gabbiani eccellenre Pittore, alla riſerva de' Peducci, quali ſono di Matteo Bonechi, e nel Cortile, o Chioſtro conti­ guo alla Chieſa, è una Statua di marmo di San Bernardo, di Giuſeppe Piamontini. In queſto Convento abitavano già le Mo­ nache degli Angioli, che in oggi ſono nel Monaſtero di Ceſtello in Pinti, ed in que­ ſto preſe l'Abito, viſſe, e morì Santa Ma­ ria Maddalena de' Pazzi, la cui Cella tut­ tavia conſervata, ſi tiene in gran venera­ zione. Sulla Piazza di queſta Chieſa è ſta­ to dal Cranduca Coſimo III. fatto fabbrica re modernamente col diſegno di Giovam­ batiſta Foggini un

to

GRANAIO pubblico, edifizio in vero ma­ gnifico, e comodo per tal'uſo. Da queſto luogo faremo paſſaggio al

PONTE ALLA CARRAIA, e camminando lung'Arno, la cui viſta è belliſſima per molti Palazzi, che vi ſi trovano, arriveremo al vago, e comodo

PONTE A SANTA TRINITA, fatto fabbrica­ re dal Granduca Coſimo I., col diſegno di Bartolommeo Ammannati, Scultore, ed Architetto Fiorentino, dopo l'inondazione precipitoſa, che ſeguì l'Anno 1557. con danno univerſale della Città, e con rovina totale di queſto Ponte. Or tale induſtria adoprò l'ingegnoſo Architetto in queſta gran Fabbrica, che al parere degl'intenden­ ti è rieſcito il più bello, e più leggiadro Ponte, che dar ſi poſſa. Gli fece gli Ar­ chi di figura ovata, acciò ne' fianchi del Pon­ te riuſciſſe l'apertura più capace, e più vo­ ta, ed armò le pile di ſaldiſſimi ſcogli con angoli acuti, perchè fendendoſi l'acque nel taglio degli angoli, poteſſero con mag­ gior velocità, e ſenza punto di reſiſtenza paſſare. Vi divisò tre ſtrade, quella del mezzo più baſſa per i cocchi, e cavalli, e l'altre due per comodo de' paſſeggieri, che ſenza alcuno impedimento vi poſſono cam­ minare. E' adorno queſto Ponte di quattro Figure di marmo, che rappreſentano le quattro Stagioni dell'Anno. Il Verno nel­ la perſona di un vecchio ignudo, e treman­ te, è opera di Taddeo Landini. L' Autun­ no, e la State ſono di mano di Giovanni Caccini, e quella della Primavera fu lavo­ rata dal Francavilla Fiammingo. In faccia a queſto Ponte rimane la bella ſtrada detta Via Maggio, in cui fra gli altri riguardevo­ li, è molto conſiderabile il

G 3 ſen-

PALAZZO degli Zanchini, dove fra l'altre coſe di pregio vi è una Statua del ſoprad­ detto Francavilla, che rappreſenta Giaſone col Vello d'oro. Volgendo, è da vedere la Chieſa chiamata di

SAN IACOPO ſopr'Arno, dove abitano o­ ra i Padri della Miſſione, che ſebbene anti­ ca, è nondimeno di buona Architettura, e adorna in oggi di ſtucchi, e di nuove Tavole, rieſce molto vaga. Siccome ſono­ vene nella Sagreſtia alcune antiche, e pre­ giatiſſime. Poco diſcoſto evvi la celebratiſ­ ſima Libreria Strozziana, ſommamente co­ pioſa di rariſſimi Manoſcritti, ſpezialmente riguardanti la Città noſtra; nè degli ultimi ciuque ſecoli vi reſta molto da deſiderare. Vi è altresì quautità di cartapecore aſſai antiche, e uno ſcelto numero di libri ſtam­ pati, principalmente d'Iſtorie. Queſta è po­ ſta nella ſignorile abitazione del tanto be­ nemerito delle buone Lettere Carlo Tom­ maſo Strozzi, che non poco ha aggiunto in queſta Libreria, meſſa inſieme da' ſuoi illuſtri Antenati. E quì termineremo la terza, ed ultima Giornata, ſupponendomi, che il Foreſtiero appieno ſoddisfatto di quan­ to ha potuto ſinora oſſervare, ſtanco dal viaggio voglia far ritorno all'Albergo.

ſta

Ed eccovi, amico Lettore, un breve, e ſuccinto racconto delle coſe più notabili di Firenze in tre giornate diſtinto, che ſe di molte notizie lo troverete manchevole, ſovvengavi, che abbiamo nel principio ac­ cennato d'aver noi intrapreſa queſta fatica ſolamente per uſo, e comodo del Fore­ ſtiero, il quale ne' pochi giorni, che ſi trat­ tiene in queſta Città, proccura ſolo di ve­ dere, e d'intendere le coſe più ragguarde­ voli, e le meno importanti, e più difficili a vederſi non cura, o non ha tempo di a­ giatamente oſſervare.

G 4 PAR-

PARTE SECONDA CONTENENTE LE COSE PIU' NOTABILI DELLA CAMPAGNA SUBURBANA DI FIRENZE.

ALLA vaghezza, e nobiltà delle Contrade, e Fabbri­ che, che ſinora brevemen­ te ſi ſon fatte oſſervare al noſtro Foreſtiero dentro di Firenze, corriſponde la cir­ convicina Campagna, e il Diſtretto, che piuttoſto una continovazione dell'iſteſſa Cit­ tà ſi potrebbe con ragione chiamare, per le molte, e così ſpeſſe abitazioni, che da ogni parte, o ſia nella pianura, o nelle ameniſſime colline, che con diſcreta di­ ſtanza da Tramontana, Levante, e Mez­ zogiorno la circondano, alzate ſi vedono; meſcolate con tanti belli, e maeſtoſi Palaz­ zi, da' noſtri Cittadini. ove loro Tenute poſſeggono, edificati: onde il leggiadriſſimo Arioſto tutto ſtupcre, e ſenza veruna iper­ bole, in oſſervandole, cantò:

ame-

A veder pien di tante Ville i Colli, Par, che 'l terren ve le germogli, come Vermene germogliar ſuole, e rampolli.

Se dentro a un mur ſotto un medeſmo nome, Fuſſer raccolti i tuoi Palagj ſparſi, Non ti ſarien da pareggiar due Rome.

Or che dir ſi potrebbe in oggi, che dal tempo dell'Arioſto al preſente ſono tanto creſciute di numero, ed abbellite le fabbri­ che? La coltivazione poi de' terreni è sì re­ golata, e linda, che non cede a veruna dell'Europa, a tal che gli Oltramontani non hanno dubitato di credere i noſtri Poderi altrettanti Giardini, così ben coltivati ſi ve­ dono, e con tant'ordine fatte in eſſi le pian­ tate di Viti, Ulivi, Gelſi, e d'ogni altra qualunque ſorte d'Alberi, e Frutti, eſſen­ do ſempre mai ſtata non minor cura de' noſtri Cittadini in tenere ben cuſtodite le loro Tenute, di quel che ella ſia in tutte le più ſerie loro applicazioni; anzi molti della più fiorita Cittadinanza, ſi ſon gloria­ ti di laſciar precetti, e regole, che molto utili ſino a' noſtri tempi ſi provano. Un Lui­ gi Alamanni fece in verſo la ſua Coltiva­ zione Toſcana, e dedicolla al Re Franceſco I. E Giovanni Vettorio Soderini, con Ber­ nardo Davanzati, ci diedero proſittevoli ammaeſtramenti ſopra la poſta delle Viti. E il dotto Pier Vettori ſopra quella degli Ulivi, come primo Inventore dell'Uovola­ ie. E l'Agricoltura di Pier Creſcenzi fu tradotta nella Fiorentina favella, e il Te­ daldi, e l'Adriani, ed altri fecero parimen­ te opere di Agricoltura. Ma ritornando al noltro propoſito, in queſta ſeconda Parte per ſecondare il primo inſtituto, trattere­ mo, quanto ſi può brevemente del più ragguardevole, o ſia delle Chieſe, o delle Ville, che nel Diſtretto di Firenze ſi tro­ vano, e che per la facilità, o brevità del­ la ſtrada, ſuburbane poſſono chiamarſi; ri­ ſerbando a migliore occaſione di render ragguagliato il noſtro Foreſtiero, con mag­ giore eſtenſione di quanto può eſſer degno di vederſi nella Campagna Fiorentìna. On­ de conducendolo fuori di ciaſcheduna Por­ ta della Città, gli anderemo dimoſtrando quel che vi è da oſſervarſi per quella par­ te. Adunque per dar principio con queſto intrapreſo ordine dalla

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PORTA ROMANA, detta volgarmente a San Pier Gattolini; voltando a mano ſiniſtra, alla fine d'uno ſtradone coperto di Olmi, ſi trova la Chieſa della

MA-

MADONNA DELLA PRCE, di buona Archi­ tettura, già antico Oratorio delle Monache di Santa Felicita, le quali a contemplazio­ ne della Granducheſſa Criſtina, lo cedero­ no a' Monaci di San Bernardo della Nazione Franzeſe Riformati, detti Fuliacenſi, ovve­ ro Foglianti, da lei introdotti in queſto Sta­ to, fabbricando loro il comodo Convento, che vi è, e facendovi Loggiati attorno alla Chieſa, con eſſervi mantenuti i Religioſi di tutto il biſognevole dalla Caſa Reale. In oggi la Chieſa è ſtata del tutto mutata, e ſerrate le due Loggie laterali. La Cupolet­ ta dell'Altar maggiore è dipinta da Livio Meus Fiammingo, e il quadro della Soffitta, ove è la Madonna con Angioli, e San Ber­ nardo in atto di adorazione, con altre fi­ gure, fra le quali una rappreſentante la Pace, è di mano di Luca Giordano, Ope­ ra molto ſtimata, benchè preſentemente, alquanto denigrata, ſiccome la Cupola per fuoco, che abbruciò tutto il Coro. Ritor­ nando alla Porta ſuddetta della Città, ſi ve­ de quaſi incontro alla medeſima, nella ter­ minazione di un lungo Viale, la

VILLA IMPERIALE. Ma prima di giunger­ vi, ſi veggono nel ſuo ingreſſo ſopra due piediſtalli erette l'Aquile Imperiali, e nel corpo delle medeſime l'Arme della Caſa Reale de' Medici, con quella della Grandu­ cheſſa Maria Maddalena di Auſtria, e nell' altre due baſi alzate dalla patte ſuperiore di detti Vivai in quella a mano deſtra un Leone, che con una zampa tiene un glo­ bo, rappreſenta lo Stato Fiorentino, e nel­ la ſiniſtra la Lupa, che allatta, figura lo Sta­ to Saneſe. In poca diſtanza vi ſono due Vivai grandi, di ſemirotonda figura, nella parte ſuperiore de' quali ſi vedono di ſpu­ gne, e a grotteſca due figure proſteſe di proporzione giganteſca, rappreſentanti i Fiu­ mi dell'Arno, e dell'Arbia, i quali te­ nendo un vaſo, cade da eſſo l'acqua nel Vivaio. Vi ſono di pietra all'intorno, ſo­ pra a quattro piediſtalli, le Statue di Ome­ ro, e di Virgilio, di Dante, e del Petrar­ ca. Queſto ornato dà ingreſſo al Viale ſo­ praddetto a dolce ſalita poco meno di un miglio, ombroſo per i Lecci, e Cipreſſi, che dall'una e l'altra parte con bella or­ dinanza vi ſono ſtati poſti; alla fine del quale ſi entra in un grandiſſimo Prato di figura ſemirotonda, chiuſo da balauſtrate, di pietra, con Statue di ſimil materia; e nell'apertura di mezzo, ve ne ſono due di marmo di gran proporzione, che una rappre­ ſenta un Atlante col Globo ſugli omeri, e l' altra un Giove con fulmine alla mano. In teſta a detto Prato ſi erge li Imperial Villa di delizie della Granducheſſa di Toſcana, ampliata, e ornata dalla predetta Arcidu­ cheſſa Maria Maddalena, poi dalla Gran­ ducheſſa Vittoria accreſciuta da Mezzogior­ no di Appartamenti, e di due Saloni; e ripiena d'ogni ſorta di ricca ſupellettile, di Quadri, ed altre galanterie, di porcellane, buccheri, d'Idoletti, e ſimiglanti rarità antiche, che in diverſi Gabinetti, e Mez­ zanini con bell'ordine poſte s'ammirano. Ivi ſono anneſſi due Giardini con belli ſpartimenti di fiori, e fontane d'acqua, di­ viſato l'uno, e l'altro di piante d'Aranci domeſtici, vi ſono molte antiche, e mo­ derne Statue. Sopra il detto Palazzo in un Colle più rilevato in poca diſtanza, ſi vede un antico Monaſtero di Religioſe del­ l'Ordine di San Franceſco, detto di

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Qua-

SAN MATTEO IN ARCETRI; il qual Terri­ torio produce ottimi, e delicati vini, detti Verdee, e vi hanno le loro delizioſe Vil­ le i Mannelli, i Cattani, i Guicciardini, i Capponi, i Naldini, ed altri molti, ſicco­ me i Delci, i Ricci a Pozzolatico, i Tem­ pi al Poggio alla Scaglia; e quivi vicina è la Villa de' Covoni di magnifica Architet­ tura. De' Nerli è quella preſſo a Santa Margherita a Montici; e nel Colle delle Ro­ ſe ſono le Ville degli Antinoti, de' Conti Bardi, de' Grifoni, e d'altri. Tornandoſe­ ne il Foreſtiero per la Strada Romana, ve­ drà in primo luogo a man ſiniſtra altro Convento di nobili Religioſe dell'Ordine di Sant'Agoſtino, detto volgarmente di

SAN GAGGIO, ma in proprio ſigniſicato San Cajo, fondato dalla famiglia de' Corſi­ ni, ove ſi conſervano più inſigni Reliquie. La Tavola dell'Altar maggiore, ove è il Martirio di Santa Caterina, titolare di que­ ſto Monaſtero, è di mano di Lodovico Ci­ goli. Mezzo miglio avanzandoſi per la det­ ta ſtrada a mano deſtra, vedeſi altro Con­ vento di Monache dell'Ordine di Sant'A­ goſtino, detto il

La

PORTICO, ove è una bella Chieſa, eſſen­ do l'oggetto noſtro, che il Foreſtiero veda la nobil Fabbrica della

CERTOSA, fatta col diſegno dell'Orca­ gua, o come vuole il Vaſari, di alcuno de' ſuoi diſcepoli. Queſta è ſituata in una Col­ linetta da ogni parte iſolata. Vi ſi ſale dalla parte di Mezzogiorno per una lunga ſtrada, o ſcala fatta a baſtoni, in teſta al­ la quale vi è un Portone, che introduce in un primo Chioſtro, e di quivi in Chie­ fa, ove vedeſi un nobile pavimento, e ſof­ fitta, e bello Altare, e a man ſiniſtra ſi entra in altro grandiſſimo Chioſtro, il quale dà introduzione a molte Celle, colle ſue attenenze, ſecondo l'inſtituto di queſti E­ remiti. Nel Chioſtro vi ſono dipinte a fre­ ſco da Jacopo da Pontormo molte Figure della Paſſione. Nella ſtanza del Refettorio di mano del medeſimo vi è un Quadro a olio con Criſto a tavola, con Cleofas, e Luca, grandi al naturale, eſſendovi fra quei che ſervono, ſtati ritratti alcuni Converſi; e ſopra la Porta, che va nel Chioſtro di fuori, vi è una Pietà con due Angioli, e dalla parte di dentro un San Lorenzo di mano del Bronzino. Nella ſtanza del Ca­ pitolo vi e un Crocifiſſo colla Madonna, e la Maddalena appiè della Croce, e Angio­ li in aria di Mariotto Albertinelli Pittore ne' ſuoi tempi di credito. Vi ſi conſervano ſo­ pra centoventi Reliquie. Ve ne ſono mol­ te inſigni, una gran parte delle quali furo­ no donate dal celebre Niccola Acciajuoli, gran Siniſcalco de' Regni di Sicilia, e Ge­ ruſalemme, avutele egli pure in dono dal Re d'Aragona, e parte fattele venire di Grecia, come la Teſta di San Silveſtro Pa­ pa, e quella di San Giovan-Griſoſtomo, e parte del Cranio di San Dioniſio Areopagi­ ta. Fu queſto Niccola il Fondatore della Certoſa, intorno all'anno 1364. ed accreb­ be quella di Napoli; in una ſtanza ſotter­ ranea ſono le Sepolture di Caſa Acciaiuoli, la quale lontana di quivi ſette miglia in Valdipeſa poſſiede una gran Tenuta', e un magnifico Palazzo detto

fuo-

MONTE GUFONI riccamente addobbato, e di lunghi Viali, e di un Giardino con Fon­ tane e ſcherzi d'acqua, ornato, e reſo de­ lizioſo. Nel ritornarſene il Foreſtiero per l'iſteſſa ſtrada a Firenze, dalla parte di Tramontana quaſi incontro alla Certoſa, oſſervi la magnifica Villa, detta Collazzi, de' Dini, con nobile Architettura di San­ ti di Tito, che dipinſe la Tavola della Cap­ pella; ſiccome a man ſiniſtra prima di en­ trare in Città un bel Palazzo de' Miche­ lozzi, ma molto più il poſto, ove è fab­ bricato, che è ſenza comparazione il mi­ gliore, che ſia all'intorno di Firenze, go­ dendoſi di quivi quaſi tutta la Città, e nel­ la più pittoreſca veduta, onde è detto Bel­ loſguardo. Poco lontana è un'altra Villa de' Borgherini, e degli Strozzi un'altra, a San Vito, e nel colle vicino detto di Ma­ rignolle le Ville de' Corſi, de' Capponi, de' Gianfigliazzi, e di altri; ſiccome preſ­ ſo alle Campora le Ville del Principe di Forano, e de' Serſelli, e ſcendendo da queſti colli per Belloſguardo, vi è

pel-

SAN FRANCESCO DI PAOLA; ove abitano Frati del ſuo Ordine, Chieſa di gran de­ vozione. Fuor della

PORTA A SAN FREDIANO, il Monaſtero, che a man ſiniſtra ſi vede poſto ſopra una Collina, è intitolato San Bartolommeo, e vi ſtanno i Monaci di

MONTE OLIVETO. La Tavola dell'Altar maggiore, in cui è figurato l'entrare di Noſtro Signore in Geruſalemme, e di ma­ no di Santi di Tito, ed è una delle belle opere, che egli abbia fatto; quella ove è il Beato Bernardo Tolomei, è di mano del Pignoni, e una ve n'è del Paſſignano. Delle due Statue di marmo, la Vergine, Veſtale, che tiene in mano un vaglio per l'acqua Santa, è mano del Caccini, e l'altra alla ſiniſtra, che rappreſenta Clau­ dia, è di Scultore Fiammingo. Nella Cappella de' Capponi, che ſtà ſotto la Chie­ ſa, vi è una Tavola della Riſurrezione, di mano di Raffaellino del Garbo, ben man­ tenuta. In vicinanza di detto Monaſtero verſo Ponente, ſi vede un delizioſo Caſi­ no del Duca Strozzi, con un Salvatico che ſcende ſino alla ſtrada maeſtra, e dalla parte di Ponente vi è un Monaſtero detto

Ve-

SAN PIERO A MONTICELLI, di Religioſe della Regola di San Benedetto. Dilungan­ doſi per detta ſtrada, vedonſi in qualche lontananza a man ſiniſtra, molte belle Ville, fra le quali in ſpecie ſono degne d' eſſere oſſervate quella de' Torrigiani a San Martino alla Palma, quella de' Capponi, e l'altra, che diſcoſto cinque miglia in cir­ ca da Firenze ſulla ſiniſtra mano ſta ſitua­ ta in un rilevato poſto, del Macheſe Ric­ cardi, detta Caſtel Pulci, che per l'accre­ ſcimento della nuova magnifica Fabbrica fatta dal fu Marcheſe Coſimo Riccardi, è delle più belle e delle maggiori di Toſca­ na, alla quale vi ſi và per un lungo viale di Cipreſſi, che principia dalla ſtrade ma­ eſtra. Due miglia ſcoſtandoſi, quaſi ſull' Arno ſi vede l'antica

BADIA DI SAN SALVADORE DI SETTIMO, fabbricata, come vuole il Vaſari, col diſe­ gno di Niccola Piſano. Chi la ſondaſſe è incerto, e i noſtri Storici in ciò ſono di­ ſcordanti. Alcuni le danno per Fondatore il conte Ugo di Magdeburgo, ed altri un Conte Lotario, da cui ſi vuole che diſcen. dano i Contalberti, che poi donarono la Badia dello Stale nell'Alpi a queſto Mona­ ſtero. In antico è ſtata uſſiziata da' Mona­ ci neri di San Benedetto, che godevano grandiſſimi Privilegj, ed eſenzioni, conceſ­ ſi loro dagli Imperadori Ottone Terzo, dal Secondo, e Terzo Arrigo; ſimiglianti n' ebbero da' Pontefici Paſquale Secondo, Leo­ ne Nono, Urbano, e Calliſto Secondo, Gregorio Settimo, Clemente, e Aleſſandro Terzo. Gregorio Nono confermati loro i medeſimi Privilegj, l'anno 1236. la dette a' Monaci Ciſtercienſi, che vi ſono, come dimoſtra un'Iſcrizione poſta ſopra la por­ ta Maggiore di queſto Monaſtero, e un' altra più diſtinta ſe ne vede in marmo a­ vanti la ſtanza del Capitolo. L'Altar mag­ giore è tutto di pietre commeſſe, e vi ſo­ no due Tavole e Tempera di Domenico Grillandajo, e nel Chioſtro alcune Viſioni del Conte Ugo furono dipinte dal Puglio. E' memorabile queſta Badia per lo miraco­ loſo ſucceſſo di San Pietro Igneo, così detto dal fuoco, che ben due volte a piedi ſcalzi ſopra una gran pira acceſo, ſenza nocumento alcuno paſſeggiò il Santo, per convincere di Simonia un certo Pietro, Veſcovo Fiorentino, e vi ſe ne vede me­ moria in un antico marmo; ſiccome fuori della Porta principale della Chieſa ſe ne vede altra a un Sepolcro pure di marmo. che vien creduta d'Huilla, e Gaſdia, que­ ſta Madre di Ugo, e quella Moglie; ma Niccolò Baccetti Abate Ciſtercienſe nella ſua ſtoria di queſta Badia è di parere, che l'una foſſe Moglie di Bulgario, e Madre di Ugo Toſcano, e l'altra Moglie del me­ deſimo Ugo Pronipote di Lotario. In que­ ſta Chieſa vi è in Cornu Evangelii la Cap­ pella del Santiſſimo dipinta tutta a freſco da Giovanni da S. Giovanni, e dall'iſteſſa parte della Cappella, che ne ſuccede v'è una belliſſima Tavola di mano di Frate Bartolommeo di San Marco. In detta Chie­ ſa ſi conſerva con gran venerazione, fra l' altre Reliquie, il Corpo di San Quintino martirizzato ſotto l'Imperatore Maſſimia­ no, e miracoloſamente ſcoperto in detto luogo l'Anno 1157. in non molta diſtan­ za dal Monaſtero di Settimo, che così ſi chiama, quaſi Septimo ab Urbe lapide; pren­ dendo le miglia Romane antiche. Verſo Ponente ſi vedono ne'due Poggi di Signa molte e belle Ville, e così l'una all'altra unite, che ſembra un'altra Città. Quella di Caſtelletti de' Cavalcanti nel Poggio ver­ ſo Tramontana, che vien ſeparato dall' altro Colle pel Fiume Arno, è la più ma­ gnifica, onde ebbe il nome di Caſtello, ſiccome ancora alcun'altre. E nel Colle di quà dal Fiume quelle de' Pandolfini, che nell'anno 1494. dettero ricetto a Car­ lo VIII. e ad altri gran Perſonaggi; quella de' Salviati alle Selve, e de' Pucci, detta Belloſguardo, perchè reſta ſull'eminenza del Poggio, ed ha una veduta di Campa­ gna belliſſima, con nobili, e delizioſi din­ torni. In detto Poggio vi ſono due Con­ venti di Religioſi uno di

fab-

Ve-

di

SANTA MARIA DELLE SELVE de' Carmeli­ tani Riformati, detti della Congregazione di Mantova. L'altro detto

SANTA LUCIA è Chieſa de' Padri della Riforma di S. Franceſco da pochi meſi re­ ſtaurata e abbellita; nella quale vi ſono agli Altari di belle Tavole. Ma eſſendo noi quì diſcoſto da Firenze ſopra otto mi­ glia, per iſtare ſull'iſtituto noſtro, è or­ mai tempo, che per l'iſteſſa ſtrada dal no­ ſtro Foreſtiero facciaſi ritorno a Firenze, per la quale troverà Villa del Marcheſe della Stufa, e oſſerverà vicino alla Porta un'altra commoda Villa de' Tempi detta Verzaja, andando fuori la

PORTA AL PRATO. Veggaſi, uſcendo pri­ ma dalla Porticciuola delle Mulina, a man ſiniſtra, poſta alla fine del Borgo di Ogniſ­ ſanti, il

GIADINO, detto la Vaga Loggia, di S. A. R., che ſebbene non è terminato, vi è molta delizia nelle piante d'Agrumi, sì a boſchetto, quanto in gran vaſi collocate con buon ordine ſopra pilaſtri di un lun­ go foſſo, ove ſcorre l'acqua dell'Arno contigua, quivi voltata, e incanalata. Fuor di queſto Giardino, proſeguendo il viaggio per la ſtrada lungo la riva dell'Arno, s' entra in un diritto viale di Pini, che por­ ta alle

R.,

CASCINE, Poſſeſſione della Real Caſa di Toſcana, non più diſcoſta da Firenze di un miglio, ove ſono ſpazioſe Praterie, e ameniſſimi Boſchetti con più viali; il qual luogo è frequentato da' Cittadini, e Popo­ lo noſtro, ſpecialmente nella Primavera. Vedutoſi queſto luogo può oſſervarſi an­ che un antico Monaſtero di Monache Ci­ ſtercienſi, detto di

SAN DONATO IN POLVEROSA, o a Torri, po­ ſto in poca diſtanza dalle Caſcine per la parte di Tramontana. Fuori di queſta Por­ ta è da vederſi la magnifica Villa del

POGGIO A CAIANO di S. A. R. ſituata a man deſtra ſopra una piccola eminenza di terreno, che la ſolleva, e rende godi­ bile la pianura, che per le parti di Levan­ te, Ponente, e Tramontana la circonda, e da quella di Mezzogiorno è con buona diſtanza ſtaccata da' Poggi di Carmignano, rinomati per la bontà de' vini. Queſta, Villa fu principiata per lo Magnifico Lo­ renzo de' Medici Padre di Leon X. il qua­ le la non terminata Fabbrica volle finire, e ſpezialmente l'ornato, e le Pitture del Salone grande in parte, che poi il Grandu­ ca Franceſco fece condurre a fine, e ri­ durre tutta queſta gran Fabbrica alla perfe­ zione, che ella è, ſeguitando il primo mo­ dello di Giuliano da San Gallo. Queſta Villa ha in tutte le ſue parti del magnifico. Evvi un Salone con volta a mezza bot­ te, tutta riccamente ſtuccata, o per me­ glio dire, da Giuliano da San Gallo getta­ ta di materie, che veniſſero intagliate, in venzione da lui unicamente imparata a Ro­ ma. Tutto il detto Salone è dipinto da Andrea del Sarto, dal Franciabigio, e da Jacopo da Pontormo. L'Iſtoria quando Ce­ ſare è preſentato di varj donativi in Egitto da molte Nazioni, alludendo queſto fatto al Magnifico Lorenzo de' Medici, che fu di rari animali, e tra gli altri di una Gi­ raffa preſentato da Gaitbeio Soldano d'E­ gitto, nel 1748. e detta Giraffa è deſcrit­ ta dal Poliziano nelle ſue meſcolanze eru­ dite; fu laſciata imperfetta detta pittura da Andrea, e terminolla Aleſſandro Allo­ ri: Il Franciabigio vi dipinſe in altra Fac­ ciata, quando Cicerone, dopo l'eſilio, fu in Campidoglio chiamato Padre della Pa­ tria: alludendo queſta al ritorno di Coſi­ mo Medici il Vecchio in Firenze. Nell'al­ ra Facciata il Franciabigio medeſimo vi di­ pinſe, quando Tito Quinzio Flaminio Con­ ſolo Romano, orando nel Conſiglib degli Achei, contro l'Oratore degli Etoli, e del Re Antioco, diſſuaſe la lega, che diſegna­ vano concludere gli Oratori con gli Achei medeſimi. Queſto fatto pure allude alla Dieta di Cremona, in cui il Magnifico Lo­ renzo de' Medici diſturbò i diſegni de' Ve­ neziani, bramoſi di condurſi al poſſeſſo dell' Italia tutta. E Aleſſandro Allori fece la Pittura, che rappreſenta la Cena di Siface Re de' Numidi, fatta a Scipione dopo che egli ebbe rotto Asdrubale in Iſpagna, al­ ludendo al glorioſo viaggio del Magnifico Lorenzo al Re di Napoli, da cui fu gene­ roſamente convitato. Le due teſtate dove ſono gli occhi, che danno lume, furono dipinte da Jacopo Pontormo, e vi è un Vertunno, co' ſuoi Agricoltori, con un pen­ nato in mano bello e naturale, e l'Iſtoria di Pomona, e Diana con altre Dee, che per eſſer pitture fatte a concorrenza de' ſo­ prannominati Pittori, ſono delle più belle che uſciſſero dal ſuo pennello. Da quelle ſuddette teſtate del Salone ſi ha l'ingreſſo in due Gallerie, ordinate dal Gran Principe Ferdinando, per formare per mezzo di queſte riccamente ornate, la comunicazio­ ne alli quattro Appartamenti, de' quali vien compoſta queſta Real Villa. Dal detto Sa­ lone facendoſi paſſaggio in un altro di mi­ nor proporzione ornato a ſtucchi, è ſtata dipinta nella ſua volta da Anton Demeni­ co Gabbiani, la Toſcana, che conduce da­ vanti a Giove Coſimo Padre della Patria, rimoſtrando aver eſſo quietate le civili di­ ſcordie, ſcacciati dalla Patria i vizj, e in­ trodottavi la Pace, e le Virtù, e domanda a Giove, che lo collochi fra gli Eroi; e in molti medaglioni attorno vi ſono ritratti i glorioſi Antenati della Real Caſa de' Medici. La Tavola della Cappella, che è ſul Prato, ove è una Pietà, è di Giorgio Vaſari. In poca diſtanza dal Palazzo vi ſono belliſſi­ me ſtalle, lunghe ciaſcheduna più di cen­ toventi paſſi, e ſopra queſte ſi vede un Cor­ ridore alto, e lungo l'iſteſſo, per lo quale ſtanno ſcompartite Camere per alloggi del ſervizio baſſo. Scendendo il Foreſtiero dal­ la parte di Tramontana, paſſeggi per gli a­ meniſſimi viali, che dal Poggio a Caiano l'uno in un altro mettendo, conducono alle Caſcine, ove vedeſi una Fabbrica per uſo del Fattore, e del copioſo Beſtiame grande, e nel ſuo genere bella, e tutta cir­ condata da un largo foſſo d'acqua corren­ te. Vi ſono dentro un gran Cortile tutti i comodi neceſſarj. Quivi ſi fanno copioſe ricolte di ſquiſiti Riſi, co' ſuoi Edifizi per pulirgli. Proſeguendo verſo Tramontana per i viali coperti, che vi ſono, ſi giunge a un luogo ſopra tutti gli altri delizioſo, e ameno, detto le Pavoniere, e ſerve in og­ gi per far correre i Daini, i quali in un bar­ co murato con boſcaglia, e foſſi d'acque, ſon quivi nutriti in molta copia, conſiſten­ do in più viali lunghi ciaſcheduno circa a ottocento paſſi, e rimettendoſi in ſtrada maeſtra a mano dritta, che conduce ad altra Villa di S. A. R. detta

ri-

tra

di-

ſon

ARTIMINO, O VILLA FERDINANDA, da Fer­ dinando I. di queſto nome, e Terzo Gran­ duca di Toſcana, che da' fondamenti la fece fabbricare col diſegno di Bernardo Buonta­ lenti l'anno 1594. la quale è beniſſimo in­ teſa, sì nello ſcompartimento de' Quartie­ ri nobili, come per quelli della Famiglia. Non vi è Cortile, ma due belli Saloni po­ ſti in mezzo da un ricetto, illuminati per alti fineſtroni. E' ſituata in un'ottima emi­ nenza di un Colle volto a Levante, e il divertimento maggiore, che ſi ritrae in det­ ta villeggiatura, che per lo più ſi fa in tempo d'Autunno, ſi è la Caccia ſpecial­ mente de' Daini. Quelli di pelame bianco in un piccolo Barco, detto la Pineta, di due miglia di giro vi ſi conſervano. Ve n' è un altro di circuito di ſopra trentadue mi­ glia, detto il Barco Reale, diſtendendoſi dalle falde del Poggio d'Artimino, fino a' Poggi di Vinci nella Valdinievole. Sono fuori di queſta Porta altre due Ville di S. A. R. una detta la

PETRAIA, di gratiſſimo ſoggiorno ſpecial­ mente nel tempo della Primavera; il ſuo ingreſſo principale è a Tramontana, per un Prato chiuſo da ſolti Cipreſſi in difeſa de' venti; ha nel mezzo un Cortile tutto di­ pinto di fatti militari; vi ſono nelle due fiancate due Logge, che introducono negli appartamenti nobili; queſte ſono dipinte con ottimo colorito, e diſegno dal Volterrano, e rappreſentano alcune azioni di Coſimo I. e di Ferdinando II. Gran Duchi. A Mez­ zogiorno, Levante, e Ponente vi ſono tre altre Porte principali, che introducono in uno ſpazioſo ripiano di Giardino, di dove godeſi come in Teatro, con tutta quella belliſſima Campagna, la Città noſtra. Da queſta ſi diſcende in un altro, ove è un gran Vivaio; e quindi in un terzo, che ter­ mina con un ſalvatico. Da Tramnntana ſtendendoſi fino alla Villa del Cavalier Car­ lini, e ſeguitando verſo l'altra Villa di Ca­ ſtello, come ſi dirà ſotto, vi ſono vigne tutte circondate di muraglia, di ſopra due miglia di circonſerenza, con ordine, e ſe­ parazione di magliuoli venuti di diverſi Pae­ ſi, anche remotiſſimi, e nella ſommità del­ le medeſime vi è un Caſino di dove ſi go­ de una belliſſima veduta. In poca diſtanza di quivi ſul Poggio verſo Ponente, vi è un Convento di Carmelitani della Congregazio­ ne di Mantova, detto

H Pra-

SANTA LUCIA ALLA CASTELLINA, con No­ viziato, ove è un Quadro di Marla Vergi­ ne nel Coro, del ſuddetto Volterrano. Ve­ dutaſi dal Foreſtiero la Petraia, non laſci di vedere ancora

CA-

CASTELLO, altra Villa, come ſi è detto, del Granduca, antica della Famiglia de' Me­ dici, ma accreſciuta dal Granduca Coſimo I. dalla parte di Levante, col diſegno di Nic­ colò, detto il Tribolo. Queſta è poſta al­ le radici di Monte Morello; ha davanti u­ no ſpazioſo Prato, con due gran Vivai ſpar­ titi da un Ponte, che cammina a un viale piantato di Cipreſſi, il quale mette ſulla ſtrada maeſtra di Prato. Nella volta della Loggia a man ſiniſtra dentro il Cortile al­ cune Iſtorie degli Dei antichi e Arti libera­ li, lavorate a olio ſulla calcina ſecca, ſono di mano di Jacopo da Pontormo. Per gli Appartamenti vi ſono diſtribuite belle Sup­ pellettili, e Quadri, e vi è una pittura a ſreſco di Baldaſſarre Franceſchini nella volta del ricetto, ſalite le prime ſcale, di ottimo colorito. Da Tramontana, uſcendo di detto Palazzo, ſi entra in un vaſto e delizioſo Giardino, trovandoſi prima uno ſpazioſiſſimo Prato. La prima gran Fonta­ na, ove è l'Ercole di marmo, che ſcop­ pia Anteo, dalla cui bocca eſce in gran copia l'acqua, è di mano di Bartolom­ meo Ammannati, eſſendo il reſtante della Fonte diſegno, e ſattura del Tribolo, co­ me di lui ancora è l'altra Fontana in mez­ zo al Boſchetto de' lauri, piena di ſiniſſimi intagli, e Baſſirilievi; nella cima della qua­ le vi è una Statuetta di Femmina nuda di bronzo, rappreſentante una Venere, dalla cui chioma, che ſi tien raccolta entro le mani; cade acqua. Intorno alla detta Fonte vi è un imbrecciato in ſorma rotonda tutto chiuſo da un ſedere di pie­ tra bigia, e per lo medeſimo vi ſono oc­ cultate fiſtolette, dalle quali vengono zam­ pilli gentiliſſimi d'acqua. Queſta belliſſima Fontana è cinta d'ogn'intorno da un ſal­ vatico di alti e folti Cipreſſi, Lauri, e Mortelle, i quali girando intorno, danno forma di un Laberinto, facendo però proſ­ pettiva all'altra Fontana dell'Ercole, e per di ſopra, ad una Porta, ove pure ſo­ no rari zampilli d'acqua; queſta vien meſ­ ſa in mezzo da due bei Pili, o Fontane diſpoſte ne' mezzi tra la detta Porta, e le cantonate. Di quivi ſi ſa paſſaggio in un ampio e delizioſo Giardino, ripieno de' più nobili agrumi, e piante di fiori più pelle­ grine. Intorno alla detta Porta vi è una Grotta grande, e ricchiſſima di ſpugne, e per eſſe adattativi diverſi uccelli, condotta anch'eſſa dal Tribolo. Vi ſono tre grandiſ­ ſime Pile ſcavate, e intagliate d'un pezzo ſolo, una nella teſtata, e l'altre due per fianco all'entrare; ſopra le quali vi ſono ſcolpiti al naturale diverſi animali quad­ rupedi fieri, e domeſtici, fino ad un Ele­ fante, un Alce, un Unicorno, una Giraffa, ed altri molti intruppati con buona diſpo­ ſizione, e da alcuni de' medeſimi viene a cadere acqua nelle ſuddette pile, ove ſo­ no intagli di Peſci, e nicchi marini. La detta Grotta è chiuſa da cancellate di ſer­ ro, le quali aperte, quando ſi voglia dar l'acqua agli zampilli, che tra le ſpugne di ſopra, nel pavimento, e da' lati vi ſo­ no, ſerranſi con violenza anch'eſſi per forza d'acqua. Queſta Grotta è in mezzo a due Fontane nel medeſimo muro collo­ cate, che ribattono all'altre due del Giar­ dino, ove è il Boſchetto e Laberinto. Dal ſuddetto Giardino ſi ſale a un ſalvatico di Cipreſſi, Lecci, ed Allori con bell'ordine piantati, e quivi ſi vede un gran Vivajo, in mezzo al quale vi è un' iſoletta, e in eſſa un Vecchio tremante figurato il Monte Apennino di bronzo, fatto dall'Amman­ nato, dalle cui chiome cade acqua; diſe­ gno e lavoro del Tribolo, del quale ſi vede in un Pratello fuori del Giardino, dalla parte di Levante una Quercia molto artifi­ cioſa, e tutta giuochi d'acqua, fatti dal medeſimo. Molto più vi ſarebbe da veder­ ſi in detta Villa, e Giardini; ma avendo noi forſe troppo obbligato il Foreſtiero a, paſſeggiare per i medeſimi, rimettendolo ſul­ la ſtrada di Firenze, potrà tener quella per ricondurviſi, che paſſa ſotto la Villa della Petraja, ove vedrà di paſſaggio due

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ro,

CONVENTI, uno di Religioſe Camaldolen­ ſi, detto di Boldrone: e pochi paſſi inol­ trandoſi, un altro di Fanciulle Nobili, che vi s'introducono ſopra i ſette anni per edu­ cazione, alle quali è permeſſo, piacendo loro, non ſoddisfatte di quell'Inſtituto di vita, uſcire ſenza però potervi aver regreſ­ ſo, non facendo mai Voti, come le altre Religioſe. Queſto luogo era per l'addietro una Villa detta la Quiete, della Grandu­ cheſſa Criſtina. Pervenne dopo la ſua mor­ te in Donna Eleonora Ramirez di Montal­ vo, che fu la Fondatrice, e Inſtitutrice di quel vivere Religioſo, ed eſſendo ſtato lungo tempo queſto Conſervatorio ſenza propria Chieſa, valendoſi per un Corrido­ re di quella del ſopraccennato Convento delle Camaldolenſi, la Granducheſſa Vitto­ ria, fecevi la Chieſa, che vi è con la Fo­ reſteria, Rimeſſe, e Stalle, per renderlo comodo alle occaſioni di trattenerviſi, lo cui eſempio ſeguendo la Principeſſa Anna Maria Luiſa Elettrice Palatina, lo ha ulti­ mamente ampliato di nobile appartamento, e arrichito di delizioſo Giardino, chiaman­ doſi queſto luogo tuttavia coll'antico nome la Quiete. Molte altre belle e comode Ville reſterebbero quì da vederſi come quel­ la de' Paſquali al luogo detto Quarto, quel­ la de Lanfredini in oggi del Principe Corſi­ ni a Ranieri, ed a Quinto quelle de' Tor­ rigiani, Dragomanni, Bartolini, e Guardi­ ni, e del Marcheſe Ginori quella nominata

H vita,

DOCCIA, la quale ha delizioſi anneſſi, ove modernamente dal fu Marcheſe Senator Carlo Ginori è ſtata introdotta in poca di­ ſtanza da detta Villa la fabricazione non, ſolo di ogni qualità di Piatterie, Vaſi, ed altre Terraglie fine per uſo comune, ma di finiſſime Porcellane d'ogni ſorta con ſin­ golare induſtria, ed ottima riuſcita delle quali ſe ne vede una gran raccolta in una ſtanza, diſpoſte a forma di Galleria accre­ ſciuta notabilmente dal Senatore Marcheſe Lorenzo Figlio. A Seſto evvi quella del Marcheſe Corſi; a Colonnata quella del Conte del Benino, fabbricata dal Senatore Ferrante Capponi, ove ſi veggono in una vaga Galleria i diſegni di quella di Verſa­ glies del Re Criſtianiſſimo: a Querceto, del Balì del Roſſo, e nella Valle di Marina quella de' Conti Zefferini, che per il vaſto Giardino, per i molti ſalvatici, e per la ricchezza dell'acque è degna di eſſer ve­ duta; e in appreſſo quella del Duca Salvia­ ti. Tornando a rimettere in iſtrada il Fo­ reſtiero attenendoſi a mano ſiniſtra, paſſa­ to il Ponte a Rifredi, oſſervi le Ville de' Gondi, e de' Giorgi, de' Panciatichi, e d' altri, e ritornando alla Città per la

altre

PORTA A SAN GALLO, fuori della quale è ſtato alzato ultimamente un maeſtoſo Arco Trionſale di bella, e vaga architettura in onore del fu Noſtro Reale Sovrano Franceſ­ co I. di glorioſa memoria, ed in occaſione del ſuo ſolenne ingreſſo in queſta Domi­ nante ſeguito la ſera del dì 20. Gennajo 1729. E camminando fuori di eſſa Porta, oſſervi dalla parte di Tramontana la rino­ mata, ed antica Villa di

CAREGGI, cioè Campo Regio, pure di S. A. R. col diſegno di Michelozzo, fatta fabbricare da Coſimo Padre della Patria. Quivi il Magnifico Lorenzo de' Medici, e Giovanni e Piero ſuoi figli facevano le vir­ tuoſe Accademie con Marſilio Ficino, det­ to il novello Platone, ed Angelo Polizia­ no, Pico della Mirandola, l'Argiropolo, Ermolao Barbaro, lo Scala, ed altri dotti Uomini dell'età loro. Preſſo a Firenze a mano ſiniſtra, ſalendo per un'erta ſtrada, da quel Tabernacolo, che vi è dipinto da Livio Meus, s'arriva al

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CONVENTO de' Cappuccini a Montughi, i quali hanno all'uſo del lor rigido Inſtituto, una bella Chieſa, e un comodo Conven­ to, ed Orto. Quivi pure ſono belle, e nobili Ville, come quella del Marcheſe Ge­ rini, Riccardi, Capponi, e de' Corſi, e quella degli Strozzi, celebre per le tante Inſcrizioni antiche, Greche, e Latine, che vi ſono. Vi è anco un Convento di Reli­ gioſe detto

SANTA MARTA, che vivono ſotto la Re­ gola del Beato Giovanni da Como, o da Medda, Fondatore de' Frati umiliati, nella di cui Chieſa all'altare maggiore Batiſta Naldini vi eſpreſſe la Reſſurezione di Laz­ zaro; ſiccome mettendoſi ſulla ſtrada mae­ ſtra di Bologna, ſi vede altro

CONVENTO de' Padri della Madre di Dio, delle Scuole Pie, ove hanno il Noviziato. La Chieſa vagamente ornata, l'abitazione molto comoda, e la vigna ben coltivata, e pulita rendono queſto luogo aſſai gradito a chi lo vede. Quindi paſſando da diverſe Ville, e tornando ſulla ſtrada maeſtra tro­ vaſi

CON-

PRATOLINO, Villa di ſomma amenità nel tempo di State. Queſta gran Fabbrica, col diſegno di Bernardo Buontalenti, e di Fran­ ceſco ſuo Figliuolo, fu da' fondamenti per lo Granduca Franceſco I. fatta, e condot­ ta quaſi al finimento, che ha in oggi; ſic­ come lo teſtifica una bella Iſcrizione, che ſi legge nel mezzo della volta della gran Sala, del ſeguente tenore:

Fontibus, Vivariis Xyſtis has Ædes Franc. Med. Magn. Dux Etruriae II. Exornavit Hilaritatique Et ſui amicorumque ſuorum Remiſſioni animi dicavit Anno Dom. M.D.LXXV.

Per ſcale ſcoperte raddoppiate ſi ſale al primo, e nobil piano dalla parte di Tra­ montana, le quali mettono in un Teraz­ zino, o ripiano pure ſcoperto, e per una bella Porta in un ampio Salone in volta a mezza botte, e poi in un Salotto tutto dipinto a freſco; ſiccome il Salone è orna­ to in parte di ſtucchi, e di Pitture. Dall' uno e l'altro ſi ha l'ingreſſo per ogni parte in più Appartamenti; alcuni dipinti a freſco d'Architettura, altri abbigliati ric­ camente di buoni quadri, e ſtudioli, e d' ogni nobile qualità di ſuppellettili. Vi è un Organo in una di queſte Camere chiamato Hydraulico, che ſenza opera di vento dato­ gli a mano con mantici ha queſto uficio dall'acqua con volgere certa chiave. Nel ſecondo piano vi è un Teatro per Opere aſſai ſignorile. Sono poi innumerabili gli ſcherzi, e giuochi d'acque, e le copioſe Fontane, Grotte, e altro, che in un tal genere, sì dalla parte di mezzogiorno, co­ me da quella di Tramontana, e ſotto il Palazzo, e per lo Boſco ad ogni piccola diſtanza trovanſi grazioſamente diſpoſte, onde troppo lungo eſſendo il darne una giuſta, ed adequata idea, a chi perſonal­ mente non ſi porta a mirarle, meglio ſa­ rà conſigliare il foreſtiero ad ivi portarſi, il che agevolmente potrà fare ſpecialmente nei tempi eſtivi, e di Primavera. Due Eremi di gran devozione ſi trovano in, queſte parti, il primo detto

H 5 di-

MONTE SENARIO, ove ebbe miracoloſamen­ te principio da' ſette Beati Romiti Nobili Fiorentini la Religione de' Servi di Maria Vergine, l'anno 1233. e quivi S. Filppo Benizi noſtro Cittadino, lungo tempo ſtet­ te a far penitenza ſull'alto giogo di quel Monte, veſtito di una folta ſelva di Abe­ ti. In mezzo di eſſa ſta il Convento degli Eremiti dell'Ordine da eſſo ampliato de' Servi di Maria Vergine; e vedonſi nel re­ cinto le ſette Grotte de' Beati Fondatori, e quella del Santo Propagatore, ove fece­ ro lunga dimora; coſe, che muovono lo ſtupore inſieme, e la divozione. Il ſecon­ do a piè del Monte Senario è l'antico, e celebre

te

MONASTERO DI BUONSOLLAZZO, tutto rin­ novato dalla Real Munificenza di Conſimo III. ove abitano in oggi Monaci Ciſtercien­ ſi della ſtretta Oſſervanza, quivi riſtabilita da' Monaci fatti venire dal medeſimo dalla famoſa Badia della Trappa. Nel ritorno a Firenze, quaſi tre miglia diſcoſto da Pra­ tolino, ſulla mano diritta fuori della mae­ ra ſtrada, vi è un

CONVENTO di Cappuccini, detto la Con­ cezione di Maria Vergine, o i Cappuccini di ſopra, a diſtinzione di quelli di Montu­ ghi, che ſi chiamano i Cappuccini di ſotto. Dalla mano ſiniſtra, più inoltrandoſi verſo Firenze ſi vede la bella Villa del Duca Salviati di nuove delizie, ed ornamenti magnifici arricchita, al Ponte alla Badia, così detto, perchè quaſi in faccia, paſſato il Ponte di Mugnone, ſi ſale per una drit­ ta ſtrada alla

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BADIA DI SAN BARTOLOMMEO, ſervita lun­ go tempo per Cattedrale di Fieſole, poi ufiziata da' Monaci di San Benedetto: ma eſſendo quaſi dal tempo, e dalle guerre in poſitura di minacciar rovina, Coſimo de' Medici Padre della Patria, ſopra quaſi le rovine di quel Santuario, a proprie ſpeſe, col diſegno di Filippo di Ser Brunelleſco, fabbricò una bella Chieſa, e Monaſtero a' Canonici Lateraneſi, che già vi erano, a contemplazione di un tal Padre Don Ti­ moteo da Verona eccellente Predicatore di quell'Ordine, e per meglio godere la ſua converſazione, vi fece un appartamento per proprio uſo. Vi è una prezioſa Libreria con Manoſcritti, e Libri da Canto fermo molto ſingolari. Unita alla Chieſa vi è una Cap­ pella, ove ſu martirizzato il Santo Veſcovo di Fieſole Romolo, e ſi moſtrano alcune gocciole di ſangue ſparſo nel ſuo Martirio; vi è altresì un pozzo, che è una parte, di un antico Cimiterio di Santi Martiri. In detta Cappella vi ſi conſerva un miracoloſo Crocifiſſo, il quale ſi dice per antica tradi­ zione, che fu dato al Santo Veſcovo Ro­ molo dall'Apoſtolo San Pietro, e che par­ lò a San Filippo Benizzi con dirgli: Vade ad Fratres Matris meæ in Monte Senario. Nel Refettorio di queſti Padri vi è una pittura a freſco fatta da Giovanni da San Giovanni, in cui vien rappreſentato Noſtro Signore a Tavola ſervito da Angioli, molto curioſa per la ſemplicità, quivi uſata dal Pittore, per altro eccellentiſſimo. Non lun­ gi da queſta inſigne Badia, ſono le magni­ fiche Ville de' Palmieri, e de' Marcheſi Gua­ dagni. E poi tirando a Tramontana vi è una

Pit-

CHIESETTA, ove ſi conſerva una mira­ coloſiſſima Immagine d'un Crocifiſſo ritro­ vato modernamente; e detto luogo ſi chia­ ma Fonte Lucente, nominato dal Polizia­ no nella Lamia; ed a Levante vi è

SAN DOMENICO, Chieſa dell'Ordine ſuo più ſtretto, ove è Noviziato, e vivono con grandiſſima eſemplarità molti Religioſi, i quali hanno un comodo Convento fondato intorno all'anno 1406. dal Beato Fra Gio­ vanni Domenici a ſpeſe della nobiliſſima Famiglia degli Agli, e quivi Sant'Antoni­ no fu il primo, che veſtiſſe l'Abito di San Domenico. Sono in queſta Chieſa alcune Pitture buone: tra le antiche, ſi vede quel­ la alla Cappella de' Gaddi della Coronazio­ ne della Madonna di Fr. Giovanni Ange­ lico; quella della Natività di Pietro Perugi­ no; e un'altra del Sogliani; fra le moder­ ne quella della Nunziata di Jacopo da Em­ poli, e tutta la volta della Chieſa dipinta da Lorenzo del Moro. Poco ſopra ſalendo il Monte, ſi vede una bella Villa fabbrica­ ta già da Giovanni di Coſimo de' Medici col diſegno di Michelozzo, la quale è in oggi de' Borgherini; avendo l'iſteſſo Gio­ vanni fatto col diſegno del medeſimo Mi chelozzo fabbricare, poco ſopra alla ſua Villa, una

vanni

CHIESA, E CONVENTO A' FRATI DI SAN GIROLAMO; i quali ebbero prencipio in Fi­ renze da Carlo Conte di Montegranelli cir­ ca l'anno 1407. che ha culto di Beato; ma da Clemente IX, furono ſoppreſſi, ed è poſſeduto in oggi detto luogo da' Bardi. In detta Chieſa è degno di oſſervazione un Sepolcro di Franceſco Ferrucci Fieſolano eccellente e ſingolare Scultore in Porfido, nel quale ſi vede il ſuo ritratto da lui pure ſcolpito in Porfido. Finalmente ſi giunge ſopra la cima di Fieſole, ove è la

CATTEDRALE, la Canonica, ed il Palazzo del Veſcovo di Fieſole; e non molto vi ſi vede di antico, fuori che alcuni frammen­ ti della Rocca, e delle Mura; avendo l' anno 1010. i Fiorentini dato il ſacco, co­ me è noto per le Storie, e demolito tutto. La Chieſa è fabbricata l'anno 1028. dal Veſcovo Jacopo Bavaro, di diſegno Gotico. Nella Tribuna, o Altar maggiore, ſtata traſportata nella parete a ſiniſtra entrando in Chieſa, e collocata in un ornato di pietra ſerena, vi ſi conſervano le Reliqnie di San­ to Romolo in una caſſa di marmo miſchio, la Teſta del quale, con un braccio ſi eſpo­ ne il dì feſtivo di detto Santo. Vi ſono le Reliquie ancora di quattro ſuoi compagni martiri: buona parte della Teſta di San Donato di Scozia Veſcovo di Fieſole, e la Cattedra di Sant'Andrea Corſini, altro Veſ­ covo di queſto luogo, la quale e ſpecie di Reliquia, come ſtata di già occupata dal Santo nelle ſacre funzioni Veſcovili. La Tavola all'Altare di San Tommaſo della Famiglia Guadagni, e di mano del Volter­ rano; e l'intero, e baſſorillievo di mar­ mo alla Cappella di Monſignor Salutati, è opera di Mino da Fieſole, Scultore bene accreditato de' ſuoi tempi; e quelle all'Al­ tare di Mezzo tra le due ſcale ſono di ma­ no di Andrea Ferucci pure da Fieſole. Nel­ la Chieſa di

mar-

SANT'ALESSANDRO,che in antico chia­ mavaſi di San Pietro in Geruſalemme, vi è il Corpo di detto Santo, che fu Veſco­ vo di queſta Città, e martirizzato nel Bo­ logneſe intorno all'anno 502. Incontro al­ la Cattedrale ſi è il

PALAZZO del Veſcovo, che è Conte di Turicchi, ed ha vaſta Dioceſi, e vi è un molto ben regolato Seminario per i Che­ rici. Sopra il più alto di Fieſole evvi un

CONVENTO di riformati di San Franceſco aſſai grande, fondato dalla Famiglia del Palagio, ove anticamente era la Rocca de Fieſolani. La Tavola della Concezione in detta Chieſa è di mano di Pietro di Co­ ſimo, e ve ne ſono altre buone. Scen­ dendo è la Chieſa di

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SANTA MARIA POEMERANA, la quale ſe­ condo l'Ammirato, veniva ad eſſere qua­ ſi nel mezzo della Città di Fieſole. Ivi ſono molte Indulgenze come lo dimoſtra una Cartella di Marmo. Verſo Levante, qualche tratto diſcoſto dalla Cattedrale, vi è un altro

CONVENTO di Zoccolanti, detto alla Doccia, fondato da Giuliano Davanzati noſtro Cittadino: e tanto in queſto luogo, che per l'adiacenti Colline non più diſcoſte da Firenze di due miglia, vi ſono ſparſe Vil­ le molto commode, e grandioſe. Piglian­ do la ſtrada, che conduce alla ſopradetta Badia di Canonici Lateraneſi, ſi giunge ad altro Convento di Monache, detto

SANTA MARIA DEL FIORE DI LAPO, le qua­ li vivono ſotto la Regola di Sant'Agoſti­ no, ed in antico avevano il loro Conven­ to, dov'è oggi quello de' riformati a Fie­ ſole, circa l'anno 1334. Nella loro Chie­ ſa non vi è di conſiderabile, ſe non la Tavola di mano di Aleſſandro Allori, ove è la Madonna con alcuni Santi, ed il Pa­ dre Eterno. E di quivi ritornandoſene il noſtro Foreſtiero in Firenze, ſi troverà fuo­ ri della

POR-

PORTA A PINTI, ove nella Chieſa di San Gervagio è una Tavola di Santi di Tito; e ſi può oſſervare la Villa de' Guadagni di nobile Architettura, con altre molte. Quin­ di andando alla

PORTA ALLA CROCE. Tutto quel tratto di pianura, che vi è, paſſeggiando per la ſtrada diritta, che conduce al Caſentino, e in altri luoghi, è coltivata per la maggior parte a Orti. La prima Villa ſulla ſiniſtra mano è del Marcheſe del Monte. Poco più in fu voltando per quella parte ſi tro­ va un Convento di Monache detto

SAN SALVI, da cui piglia la denomina­ zione l'adiacente pianura. Queſto fu già uno de' primi Monaſterj de' Valombroſani, che lo cederono alle Monache dette di Fa­ enza l'anno 1529. nel dimolirſi un loro antico Convento, per piantarvi la Fortez­ za di S. Giovanbatiſta, volgarmente detta da Baſſo, che vi è al preſente. Nel Refet­ torio di eſſo Monaſtero di San Salvi, dall' immortal pennello di Andrea dal Sarto, ſi vide dipinto in un arco San Benedetto, San Giovan Gualberto, San Salvi Veſcovo, e San Bernardo degli Uberti Monaco, e Cardinale; e nel mezzo in un tondo è rappreſentata la Trinità. In faccia del me­ deſimo v'è un cenacolo di noſtro Signo­ re, che ſi reputa per la miglior pittura, che Andrea faceſſe a' ſuoi giorni; anzi con­ venendo rovinare per lo detto aſſedio con molti altri ſuburbani Conventi, e Caſa­ menti, anche la Chieſa di San Salvi, con ſue abitazioni, a contemplazione di così belle Pitture, fu il Refettorio laſciato in piedi; ma per l'introdotta Clauſura di Mo­ nache, non ſi poſſono vedere ſenza ſpe­ cial licenza. Nella Chieſa vi è una Tavo­ la con Criſto in Croce, e alcuni Santi di mano di Franceſco Morandini da Poppi. Meno d'un miglio diſcoſto da San Salvi ſi trova a piè di quegli ameni Poggi un altro Convento di Monache detto

ve-

SAN BALDASSARRE, che vivono ſotto la Regola di Sant'Agoſtino; e ſalendo ſulla ſiniſtra, ſe ne trova un altro dell'Ordine di San Benedetto, intitolato

SAN MARTINO A MAIANO, ove è la Ta­ vola dell'Altar maggiore dipinta dal Gril­ landaio, beniſſimo conſervata. Per tutto queſto tratto di Pianura, e di Colline ſi vedono, come negli altri luoghi già de­ ſcritti, belli Caſamenti, e Ville, che vi poſſeggono i Vitelli, i Gaddi, Albizzi, Sal­ viati, Bonſi, Cerretani, Franceſchi, ed i Fiaſchi, e ſopra tutte Gamberaia, de' Cap­ poni, che ha belliſſimi dintorni, e quelle degli Strozzi, de' Pucci, degli Incontri, e d'altri. Un'altra molto bella, ma non terminata, vedeſi a Rovezzano de' Bartolini. Fuori della

PORTA A SAN NICCOLO', paſſato il Fiu­ me, nominato dalla Chieſa Parrocchiale, che è nel Borgo dentro Pianura,, abbon­ dante di ottimi frutti nominata pian di Ri­ poli, e tale ſi chiama una

POR-

BADIA DI SAN BARTOLOMMEO de' Monaci Valombroſani, che quaſi nel centro di que­ ſto piano è poſta con un comodo Mona­ ſtero, ove fa ſua reſidenza il generale di quell'ordine, e fu già Monaſtero di Donne. Alla deſtra mano, voltando da una bella Villa de' Marcheſi Niccolini, già de' ban­ dini, in non molta diſtanza ſi vede il Mo­ naſtero, detto il

PARADISO. Queſto è un venerabiliſſimo Convento di Religioſe dell'Ordine di Santa Brigida. Non vi è nella Chieſa coſa alcuna, che meriti rifleſſione, fuorchè una Madon­ na, che ſta in mezzo di Santa Brigida, e di Sant'Antonino, di mano di Tom­ maſo da San Frediano, Pittore molto ac­ creditato de' ſuoi tempi. Un altro Coven­ to detto.

SANTA MARIA DEL BIGALLO, è diſcoſto da queſto più di due miglia, ſulla ſtrada mae­ ſtra d'Arezzo per Levante, che fino al 1503. ſi mantenne a uſo di Spedale di Pa­ dronato de' Capitani del Bigallo, che da eſſo preſero eglino un tal nome, e poi ce­ duto fu alle Monache dette di Caſignano, per la minacciante rovina dell'antico loro Convento in quel luogo: e militano ſotto la Regola di San Benedetto con grande oſ­ ſervanza. Per tutto queſto delizioſo Piano, e adiacenti Colline vi ſono Caſamenti, e Ville molto belle, in ſpecie quelle de' Pit­ ti, Uſimbardi, Palmieri, Marcheſi da Ca­ ſtiglione, Ganacci, Marcheſi Capponi da San Frediano, ed altri, tirando ſulla mano diritta per la ſtrada maeſtra del Chianti, ſi vedono le Ville de' Niccolini a Montauto, e degli Ugolini a San Martino, che è bel­ la oltremodo, e per l'altra parte le Ville di Lonchio, e di Belmonte, che furono del celebre Conte Lorenzo Magalotti, ora de' Venturi. Poco più di cinque miglia da Firenze diſcoſto ſi arriva a

per

LAPEGGI, Villa già del Cardinale Fran­ ceſco Maria de Medici, e dipoi della Gran Principeſſa Violante Beatrice di Baviera, degna di vederſi per i belli Appartamenti, prezioſi quadri, e ricchi mobili, de' quali e abbondantemente fornita. In una di quel­ le ſtanze ſi ammira un copioſiſſimo nume­ ro di vaſellamenti di fina Porcellana, diſ­ poſta fra altre galanterie di gran pregio. Dalla parte di Tramontana in poca diſtan­ za da Lappeggi, ſopra una bella eminenza vi è Ligliano, Caſamento per l'Agente, o Fattore di quella Tenuta, che ha Giardini molto vaghi. Sopra di uno ſpogliato Pog­ gio tra Mezzogiorno, e Levante, ſi vede la

CHIE-

CHIESA DI SANTA MARIA DELL'IMPRUNE­ TA, rinomatiſſima per la miracoloſa Im­ magine di Maria Vergine, che vi è; e che portata a proceſſione in tutte le paſſate calamità nella Città noſtra, ſempre ſi ſono ottenute le domandate grazie. Miracoloſiſſi­ mo ſi è il ritrovamento di detta Immagine: e quì ci piace di dirlo, quaſi come ce lo riferiſce Franceſco Rondinelli nella Rela­ zione dell'ultimo Contagio di Firenze. Volevano quei Popoli fare una Chieſa in onore della Vergine, e poſta mano all' opera, rovinava la notte quello, che lavo­ ravano il giorno. Perlochè accortiſi, non eſſer volontà di Dio, che ſi edificaſſe in quel luogo la Chieſa, fatte orazioni, furo­ no inſpirati a pigliar due Giovenchi non domi, e appiccato loro al giogo alcune, pietre, riſolverono, che dove ſi fermaſſe­ ro, quivi per avventura ſarebbe ſtato il luo­ go eletto da Dio per edificarla. I Gioven­ chi ſtraſcinando le pietre, ſi fermarono in quel piano; ove è la Chieſa al preſente, ed i circoſtanti allora datiſi a cavare i fon­ damenti, mentre che uno di quei mano­ vali lavorava di forza, ſi udì una voce la­ mentevole, onde tutti attoniti corſero qui­ vi, e trovarono queſta Immagine di Maria Vergine col Figliuolo in braccio. Queſta tradizione vien confermata da un marmo di baſſorilievo antichiſſimo, il quale è ſotto il Tabernacolo della Madonna: dove ſcol­ pito il ritrovamento di eſſa nella maniera raccontata, eſſendo oſcuro il tempo preci­ ſo, nel quale accadeſſe tal Prodigio. Vi ſo­ no grandi Iudulgenze, e Privilegj concedu­ ti da molti Pontefici, e nel giorno di San­ to Luca vi è un gran concorſo di Popolo, e vi ſi fa una groſſa Fiera. E' ufiziata la detta Chieſa da dieci Cappellani con un Pievano, che hanno l'obbligazione di dir­ vi quotidianamente il Divino Ufizio, e fu fondata dall'antica Famiglia de' Buondel­ monti, che ſino al preſente hanno la libe­ ra collazione di quelle Cappellanie, e l'ele­ zione del Pievano. La Chieſa è in oggi tut­ ta mutata, e riccamente adornata, con Soffitta tutta meſſa a oro, rotta da tre qua­ dri, che ſono ſtati fatti da tre de' più ec­ cellenti Pittori di Firenze, il primo de' qua­ li è di Tommaſo Redi, quello di mezzo inſigne lavoro di Antonio Puglieſchi, ed il terzo di Cammillo Sagreſtani. E' degna di eſſer veduta la Sagreſtia, per la ricchezza de' ſacri arredi, che ivi ſi conſervano; e chi voleſſe più minuta informazione di tut­ to ciò, che appartiene a queſta Chieſa, e all'Immagine, che in eſſa ſi venera, e al­ la devozione, che ſempre vi hanno avuta i Fiorentini, potrà vederne le Memorie Iſtoriche, ſtampate da Giuſeppe Manni in Firenze l'anno 1713. All'intorno vi ſono molti Caſamenti, e per tutto quel tratto di ſtrada, che dalla ſuddetta Chieſa ricon­ duce a Firenze. Camminando verſo la

rac-

POR-

PORTICELLA DI SAN GIORGIO, vi ſono Ville molto belle; fra le quali quella a Mezzomonte de' Principi Corſini nella qua­ le ſonovi due sfondi degni di ſtima, uno dell'Albano, e l'altro di Giovanni da San Giovanni. Vi ſono Poſſeſſioni ben fornite di Uliveti, e frutti d'ogni ſorte, e vi pro­ ducono quei terreni ſquiſiti Vini. Ritorna­ to in Firenze fuori

PORTICCIUOLA A SAN MINIATO, che è po­ co diſtante da S. Giorgio. Queſta per un' erta ſalita, conduce a due Chieſe venera­ biliſſime, e ad alcune Ville circonvicine. La prima Chieſa in teſta alla ſalita è detta

SAN FRANCESCO AL MONTE, già de' Frati Minori Oſſervanti, ora de' Padri del Ritiro della Provincia Riformata di Toſcana, i quali, levatine tutti gli ornamènti l'han­ no ridotta ad uno ſtato di povera ſempli­ cità, propria del loro inſtituto; la quale con ottimo diſegno di Simone del Polla­ juolo fu fatta fabbricare intorno all'anno 1350. da Caſtello Quarateſi, come ne fa fede un'Iſcrizione poſta davanti l'Altar maggiore nel pavimento. Non ha, che una ſola Navata con ſei Cappelle per parte ed una di fianco all'Altar maggiore in den­ tro, con ſuoi archi per di ſuora di Pietra ruſtica, e ſuo Corniccione, che ricorre in­ torno la Chieſa, e per l'arco maggiore della Tribuna. La Tavola della Nunziata è di mano di Fr. Gio. Angelico Domeni­ cano, e quella della Natività di noſtro Si­ gnore è di Giovanni Antonio Sogliani. Sop­ ra la Porta della Sagreſtia la Pietà di terra cotta è di mano di Luca della Robbia, e accanto alla porta maggiore ſi oſſervi il Buſto di marmo bianco di Marcello Virgi­ lio Segretario della Repubblica Fiorentina, e gran Letterato, con un bello Epitaffio, Queſta Chieſa è poſta in tale eminenza, e vicinanza inſieme della Città, che quaſi in pianta di quivi, e con pittoreſca proſpetti­ va ſi gode, con una gran parte de' Villag­ gi da noi ſin quì deſcritti. Dal ſuo Fon­ datore fu raccomandata all'Arte de' Mer­ catanti, e laſciato entrate pel ſuo manteni­ mento. Uſcendo per la Porta del fianco di detta Chieſa, e camminando pochi paſſi a man ritta per una Porta della Fortezza, che intorno all'anno 1526. con diſegno di Michelagnolo Buonarruoti fu fatta, benchè tirata a fine dal Tribolo, ſi arriva all'al­ tra antichiſſima, e venerabiliſſima

è di

CHIESA DI SAN MINIATO, poſta ſopra, e nel mezzo di detta Fortezza, che per ogni parte tutta ſi gode. Ma prima di deſcrive­ re com'ella ſia al preſente, sì eſterior­ mente, che interiormente; ci piace di non paſſare ſotto ſilenzio alcuna notizia di ſua grande antichità, e origine. Nella perſecu­ zione de' Criſtiani ſotto Decio, trovandoſi San Miniato con alcuni compagni a far penitenza nel poggio, ove è oggi la ſua Chieſa, che in quei tempi altro non v'era, che un piccolo Oratorio dedicato all'Apo­ ſtolo San Pietro, e all'intorno boſcaglia; il Tiranno con doni, ed offerte d'ingran­ dimento, lo tentò a rimuoverſi dalla Re­ ligione Criſtiana, ma nulla valendo a fran­ gere la coſtante Fede del Santo, dopo di­ verſi martirj, da' quali per alcun tempo Iddio lo preſervò, gli fece tagliar la teſta in un luogo detto fino a' noſtri giorni San­ ta Candida, detta dal Candidato de' Mar­ tiri; ma il Santo preſala nelle mani paſsò l'Arno, e ſalito in queſto Poggio, rendè nel ſudderto Oratorio l'Anima a Dio: qui­ vi fu ſeppellito il ſuo corpo; e da' Fioren­ tini, poichè paleſemente divennero Criſtia­ ni, fabbricata una Chieſa al ſuo Nome. Ma queſta sì nobile, e grande, che ſi ve­ de al preſente, fu alzata nell'anno 1013. a' 26. d'Aprile con conſiglio d'Ildebran­ do Veſcovo Fiorentino, e coll'aſſenſo, e perſuaſione di Sant'Arrigo primo Impera­ dore, e ſecondo Re di Germania, e di Santa Cunegonda ſua moglie, che la do­ tarono di molte tenute, e con ſolenne pompa vi fecero traslatare il Corpo di San Miniato nell'Altare, che è ſotto le volta della medeſima Chieſa; la quale da' Fioren­ tini fu data in cura a' Conſoli dell'Arte de' Mercatanti. E' ſpartita queſta in tre navate, e vi ſono due ſcale di pietra ruſti­ ca quaſi al mezzo della Chieſa, per dove ſi ſale al Presbiterio, e Coro, fatto ſull' antica coſtumanza della primitiva Chieſa. Queſto è tutto di marmi, e porfidi inta­ gliati, e intramezzati; e dietro all'Altare vi ſono cinque fineſtroni ſerrati di traſpa­ rentiſſimo marmo; e nella lunetta ſemi­ rotonda di Moſaico col Padre Eterno, ſi vede a mano ſiniſtra l'Effigie di San Mi­ niato. Davanti le volte, e ove elle ter­ minano, pure iſolata vi è una Cappella di marmo, fatta fare da Pietro de' Medici, ove è un partimento d'ottangoli belliſſimo. lavorato da Luca della Robbia. A man ſi­ niſtra la belliſſima Cappella, che ſi vede dedicata a San Jacopo di Portogallo, con partimento tutto di marmi, e porfidi, co­ me ſono la Cattedra Epiſcopale, e il Se­ polcro, lavorati da Antonio Roſſellini Scul­ tore di quei tempi rinomatiſſimo, e vi è queſto Epitaffio:

pe-

I ſi

Regia Stirps Iacobus nomen Luſitana propago Inſignis ſorma ſumma pudicitia Cardineus tituli morum nitor optima vita Ifta fuere mihi mors juvenem rapuit.

Vixit An. XXV. M. XI. D. X. Obiit Anno Salutis M. CCCC. LIX.

Nella volta, chè è ſenza ſpigoli, l'iſteſſo Luca della Robbia fece in quattro tondi ne' Cantoni i quattro Evangeliſti, e in quello di mezzo lo Spirito Santo. Di mano d' Antonio del Pollajuolo è la Tavola a olio, entrovi S. Jacopo, S. Euſtachio, e S. Vin­ cenzio: eſſendo di Pietro ſuo fratello alcu­ ni Profeti dipinti a olio nel muro di detta Cappella, ſiccome in un mezzo tondo la Nunziata. E nella Sagreſtia alcune azioni di S. Benedetto dipinte a freſco, ſono di mano di Spinello Spinelli. Queſta Chieſa di cui ſi è fatto lungo ragionamento, ſer­ vita di Sepoltura a più Martiri, fu negli antichi tempi ufiziata da' Monaci di S. Ba­ ſilio, poi da quelli di S. Benedetto dell' Ordine di Clugni, o Cluniacenſi, e fra eſſi ſtette alcun tempo S. Gio. Gualberto Fiorentino de' Signori di Petrojo dopo d' avere magnanimamente perdonato al ne­ mico, che aveva ammazzato Ugo ſuo fra­ tello, riſcontratollo poco ſotto a San Miniato, ove è una memoria del generoſo fatto già noto, in un Tabernacolo con Iſcrizione, e Crocifiſſo, che chinò la teſta, il quale era in quei tempi nella ſuddetta Chieſa, nella mentovata Cappella di mezzo, e ora in quella di Santa Trinita dentro la Città de' Monaci del ſuo Ordine, come è ſtato det­ to in quel luogo. L' anno 1373. a' 27. del meſe d'Agoſto ſotto Gregorio XI. uſciti molto prima i Monaci Cluniacenſi di detta Chieſa, vennero ad ufiziarla i Monaci bian­ chi di Monte Uliveto, i quali vi ſtettero fi­ no al 1542. che di quivi partirono al tem­ po del Granduca Coſimo I. e in detta oc­ caſione levarono le oſſa di S. Miniato. Era tale la venerazione verſo queſto antichiſſimo Tempio di S. Miniato, che S. Frediano Veſ­ covo di Lucca ſoleva ogni anno col ſuo Clero, nel giorno feſtivo di queſto Santo Martire, andare a viſitarlo; e i Veſcovi Fiorentini ebbero per coſtume in antico, dopo aver preſo il lor ſolenne poſſeſſo, di farvi immediatamente la Viſita. Quivi ſo­ no ſtate modernamente fabbricate ſemplici, ma comode ſtanze per uſo degli Eſercizj ſpirituali di Sant'Ignazio, ſotto la direzio­ ne de' Padri Geſuiti in varj tempi dell'an­ no. E ciò baſti per iſtruzione al noſtro Fo­ reſtiero, il quale ſi avverte, che oltre a' nobiliſſimi Palagi, e ſontuoſe Chieſe, che ſono nel Contado Fiorentino in maggior diſtanza delle quì deſcritte, vi ſono i tre famoſi Santuarj, cioè la Vallombroſa, il Sacro Eremo di Camaldoli, e il Santo Mon­ te dell'Alvernia, ove nel primo S. Gio. Gualberto, nel ſecondo S. Romualdo, lun­ ga penitenza fecero, e fondarono i loro Ordini; e nel terzo S. Franceſco ricevè da Gesù Criſto le Sacre Stimate; luoghi tutti tre di ſingolariſſima devozione.

entro-

I 2 Tem-

IL FINE.

IN-

INDICE

delle coſe più notabili, che ſono deſcritte nel preſente Riſtretto.

A

ABbandonati, Chieſa, e Conſervatorio. a car­ te 80.

Abitazione degli Antinori, 142.

Arnaldi. 18.

Bargigli. 31.

Baroncini. 55.

Buonarroti. 49.

Caccini. 48.

Canigiani. 128.

Gabburri. 49.

Gondi. 28.

Martelli. 18.

Montalvi. 52.

Mozzi. 128.

Naldini. 28.

Nelli. 78.

Pazzi. 52.

Roffia. 48.

Roſſo. 143.

Scarlatti. 130.

Accademia degli Apatiſti. 53.

di Bottanica. 26.

della Cruſca. 53.

I 4 Ac-

Accademia Fiorentina. 53.

S. Agata. Chieſa, e Monaſtero. 79.

S. Agoſtino. Chieſa, e Convento. 132.

S. Aleſſandro. Chieſa di Fieſole. 183.

Aleſſandro Magno. Statua. 127.

S. Ambrogio, Chieſa, e Monaſtero. 49.

SS. Apoſtoli. Chieſa, 93.

Archivio Fiorentino. 119.

Artimino. Villa di S. A. R. 169.

B

BAdia di Buonſollazzo. a carte 179.

di Fieſole. 180.

di Firenze. 55.

di Ripoli. 187.

di Settimo. 161.

S. Baldaſſarre. Monaſtero, e Chieſa. 186.

Barco Reale. 169.

Baſe di S. Lorenzo. 69.

Bigallo. Monaſtero, e Chieſa. 187.

Boldrone. Monaſtero, e Chieſa. 173.

C

CAmpanile del Duomo. a carte 15.

di Palazzo Vecchio. 103.

Cappella de' Sereniſſimi Principi. 77.

di Palazzo Vecchio. 109.

degli Spagnuoli. 85.

Cappuccini di Montughi, Chieſa, e Convento. 176.

di Sopra. Chieſa, e Convento. 179.

Carceri. 55. 67.

Careggi. Villa di S. A. R. 176.

Carmine. Chieſa, e Convento. 143.

Ca-

Caſa del Viviani Mattematico. 81.

Caſcine. 165.

Caſino de' Principi Corſini. 86.

di S. Marco- 25.

del Marcheſe Riccardi. 81.

Caſtellina. Convento, e Chieſa. 169.

Caſtello. Villa di S. A. R. 171.

Cavallerizza. 26.

Centauro. Statua. 121.

Certoſa, Chieſa, e Convento. 158.

Ceſtello. Chieſa, e Convento. 148.

S. Chiara. Chieſa, e Monaſtero. 143.

Cignale di Mercato nuovo. 126.

Colonna di S. Felice in Piazza. 136.

di S. Felicita. 131.

di S. Giovanni. 17.

di Mercato vecchio. 116.

di S. Trinita. 91.

Compagnia del Gesù. 62.

di S. Gio. Batiſta detta lo Scalzo. 25.

di S. Marco. 79.

Concezione. Congrega. 33.

Conſervatorio de' Poveri. 80.

de' Fanciulli Orfani. 80.

Convertite. Chieſa, e Monaſtero. 149.

Corridore de' Pitti. 104,

S. Croce, Chieſa, e Convento. 59.

Cupola del Duomo. 8.

D

DOccia, Chieſa, e Convento. a carte 184.

Doccia, Villa del Ginori, ove è la fab­ brica delle Porcellane. 174.

I 4 S. Do-

S. Domenico di Fieſole. Chieſa, e Convento. 181.

S. Donato in Polveroſa, Chieſa, e Monaſte­ ro. 165.

Duomo. Metropolitana. 7. di Fieſole. 188.

F

FAbbrica degli Ufizj. a carte 93.

S. Felice in Piazza. Chieſa, e Mona­ ſiero. 138.

S. Felicita. Chieſa, e Monaſiero. 131.

Fieſole. 182.

S. Filippo Neri. Oratorio, e Caſa, 59.

Fontana di Piazza del Granduca. 118.

Fonte Lucente. Chieſa. 181.

Fortezza da Baſſo. 80.

S. Franceſco di Fieſole. Chieſa, e Convento. 183.

S. Franceſco al Monte. Chieſa, e Convento. 191.

S. Franceſco di Paola. Chieſa, e Convento. 160.

S. Frediano, Chieſa, e Monaſtero. 147.

G

S. GAggio, Chieſa, e Monaſt., a car. 157.

Galleria di S. A. R. 95.

Ghetto degli Ebrei. 118.

Giardino di Boboli. 136.

de' Salviati. 46.

de' Semplici. 25.

della Voga Loggia. 164.

S. Gio.

S. Gio. Batiſta. Chieſa. 15.

S. Giovanni Evangeliſta. Padri Geſuiti. 19.

S. Girolamo. Chieſa. 132. 182.

Granaio pubblico. 149.

S. Gregorio. Chieſa, e Caſa. 130.

Guardaroba di S. A. R. 108.

I

S. IAcopo ſopr'Arno. Chieſa. a carte 150.

S. Iacopo tra' Foſſi. Chieſa. 58.

Imperiale. Villa di S. A. R. 155.

Impruneta. Chieſa. 189.

L

LApo. Chieſa, e Monaſtero. a car. 190.

Lappeggi. Villa di S. A. R. 188.

Libreria di S. A. R. 134.

di S. Lorenzo. 74.

Magliabechiana. 94.

Marucelliana. 222.

dclla SS. Nunziata. 45.

degli Strozzi. 150.

Loggia, detta de' Lanzi 109.

de' Tornaquinci. 90.

S. Lorenzo. Chieſa inſigne. 69.

S. Lucia, Chieſa, e Monuſtero. 164. 170.

M

MAdonna dello Pace. Chieſa a carte 154.

Magiſtrati di Firenze. 93.

Majano. Monaſero, e Chieſa. 186.

S. Marco, Convento, e Chieſa. 22.

S. Maria in Campo. Chieſa. 53.

I 5 S. Ma-

S. Maria di Candeli. Monaſtero, e Chieſa 48.

S. Maria Maddalena. Monaſtero, e Chieſa. 46.

S. Maria Maggiore. Convento,e Chieſa. 122.

S. Maria Novella. Convento. e Chieſa. 82.

S. Maria Premerana. Chieſa di Fieſole. 184.

S. Maria ſopr'Arno. 128.

S. M. delle Selve. Chieſa, e Convento. 164.

S. Marta. Monaſtero, e Chieſa. 176.

S. Mattino. Oratorio. 54.

S. Matteo in Arcetri. Monaſt. e Chieſa. 156.

Mercato Nuovo. 126.

Vecchio. 118.

S. Michele Berteldi. Chieſa. 119.

S. Michele Visdomini. Monaſt. e Chieſa. 29.

S. Miniato al Monte. Chieſa. 192.

Miracolo di S. Amhrogio. 49.

Monaci Camaldolenſi, 33.

Ciſtercienſi. 148.

Monte Cucco. 129.

Gufoni. Villa. 159.

Senario. Eremo, e Chieſa. 178.

Uliveto, Monaſtero, e Chieſa. 160.

N

S. NIccolò oltr'Arno. Chieſa. a car. 129.

SS. Nunziata. Chieſa, e Convento.34.

O

OGniſſanti. Convento, e Chieſa. 87.

Origine di Firenze. 1.

Orſan-Michele. Chieſa. 114.

Opera del Duomo. 28.

Pa-

P

PAdri delle Scuole Pie. a car. 53.

Loro Noviziato al Pellegrino. 177.

Palazzo degli Albizi. 51.

degli Aleſſandri. 51.

degli Altoviti. 52.

Antinori. 119.

Arciveſcovo. 18.

Baldinucci. 50.

Bartolini. 91.

Beccuto Orlandini. 123.

Borgherini. 93.

Capponi. 22. 45. 128. 148.

Caſelli. 142.

Cerretani. 82.

Coppoli. 22.

Corſi. 118.

Corſini. 59. 86. 88.

Franceſchi. 133.

Gerini. 27.

Gherardeſca. 46.

Giacomini. 118.

Gianni. 129.

Ginori. 78.

Giugni. 33.

Gondi. 58.

Grifoni. 33.

Guadagni. 28. 46.

Guicciardini. 133.

Incontri. 28.

Malaſpina. 123.

Martellini. 31.

Martini. 123.

I 6 Ma

Palazzo Marucelli. 78.

Mondragone. 82.

Nero. 130.

Niccolini. 33.

Panciatichi. 21.

Pandolfini. 80.

Paſquali. 119.

Pecori. 43.

Pitti. 133.

Poteſtà. 55.

Pucci. 28. 29.

Ricaſoli. 178.

Riccardi. 20.

Ridolfi. 86.

Rinuccini. 142.

Rucellai. 88.

Salviati. 53.

Sera. 50.

Serriſtori. 130.

Spini. 91.

Strozzi. 51. 52. 90.

Tempi. 128.

Valori. 51.

Vecchio. 104.

Veſcovo di Fieſole. 182.

Vitelli. 129.

Ximenes. 46.

Zanchini. 150.

S, Pancrazio. Monaſtero, e Chieſa. 89.

Pandette Fiorentine. 108.

S. Paolino, Convento, e Chieſa. 89.

Paradiſo, Monaſtero, e Chieſa. 187.

Petraia. Villa di S. A. R. 168,

Piaz-

Piazza di Santa Croce. 65.

del Granduca. 104.

del Grano. 104.

di S. Maria Novella. 86.

della Santiſſima Nunziata. 34.

de' Pitti. 133.

S. Pier Maggiore. Monaſtero, e Chieſa. 30.

S. Piero a Monticelli. Monaſtero, e Chieſa. 161.

Poggio a Caiano. Villa di S. A. R. 165.

Ponte alla Carraia. 149.

alle Grazie. 130.

a S. Trinita. 149.

Vecchio. 127.

Porta alla Croce. 185.

a S. Frediano. 160.

a S. Gallo. 175.

a S. Niccolò. 187.

al Prato. 164.

Romana, o ſia di S. Piero in Gattoli­ no. 154.

Porticciola a San Giorgio. 191.

a S. Miniato. 191.

delle Mulina. 164.

a Pinti. 185.

Portico. Monaſiero, e Chieſa. 158.

Pratolino. Villa di S. A. R. 177.

S. Procolo. Chieſa. 54.

Q

QUiete, Conſervatorio, e Chieſa. car. 174.

R

RUota Fiorentina. a car. 104.

Sa-

S

SAla di Udienza. 109.

S. Salvadore. Chieſa. 18.

S. Salvi. Monaſtero, e Chieſa. 185.

Serraglio de' Leoni. 27.

Seminario Fiorentino. 123.

Fieſolano. 189.

S. Simone. Chieſa. 67.

Spedale de' Convaleſcenti. 86.

di San Giovanni di Dio. 88.

degl'Incurabili. 79.

degl'Innocenti. 33.

di San Marco per i Pellegrini. 79'

di Santa Maria Nuova. 29.

di San Matteo. 27.

de' Preti 79.

di San Tommaſo d'Aquino. 31.

S. Spirito. Convento, e Chieſa. 139.

Spirito Santo. Monaſiero, e Chieſa. 132.

S. Stefano Monaſiero, e Chieſa. 127.

Studio Fiorentino. 53.

T

TEatro di Via del Cocomero a car. 27.

di Via della Pergola. 137.

S. Trinita. Chieſa. 91.

INDI-

INDICE

Degli Uomini Illuſtri nelle loro reſ­ pettive Arti nominati nel pre­ ſente Riſtretto.

A

ALberti Leon Batiſia Architetto a carta 42. 88.

Albertinelli Mariotto Pittore. 40. 159.

Albano Pittore 191.

Allori Agnolo Pittore. 43. 63. 74. 84. 140.

Aleſſandro Pittore, detto il Bronzino 19. 23. 30. 40. 44. 62. 79. 84. 85. 130. 141. 159. 166. 167. 184.

Criſtofano Pittore. 44. 92.

Ammannati Bartolommeo Scultore e Archi­ tetto. 12. 19. 33. 111. 134. 149. 171. 173.

Anderlini Pietro Pittore 18.

Andrea Piſano Scultore. 15.

Andreozzi Scultore. 40.

Arnolfo Pittore. 9' 56. 60. 104.

Aſpetti Tiziano Scultore. 93. 100.

Averani Benedetto. 51.

B

BAccio d'Agnolo Architetto. a car. 9. 50. 67. 93. 142.

Baccio da Montelupo Scultore. 50. 115.

Baldovinetti Aleſſio Pittore. 38. 92.

Bandinelli Baccio Scultore. 11. 12. 41. 69. 105. 107. 108.

Bal-

Baldinucci. 11. 111.

Del Barbiere Aleſſandro Pittore. 61.

Bardi Donato di Betto, detto Donatello Scul­ tore. 6. 11. 15. 17. 18. 20. 90. 62. 72. 73. 108. 109. 115. 138.

Barocci Jacopo, detto Vignola Architetto. 131.

Fra Bartolomeo Pittore. 57. 72. 163.

Benedetto da Majano Scultore. 11. 64. 90. 108.

Benedetto da Rovezzano Scultore. 12. 93. 144.

Berrettini Pietro da Cortona Pittore. 121. 135.

Di Bicci Lorenzo Pittore. 29. 128.

Bilivelti Antonio Pittore. 43. 61. 120. 122.

Bonechi Matteo Pittore. 45. 148.

Botticelli Sandro Pittore. 50. 140. 143.

Boſchi Fabbrizio Pittore. 24. 88.

Bronzino. Vedi Aleſſandro Allori.

Buffalmacco Buonamico Pittore. 115.

Buonarruoti Filippo Senat. e Auditore. 44.

Michelagnolo Pittore, Scultore, Architetto, e Poeta. 10. 14. 22. 48. 58. 69. 71. 73. 76. 93. 96. 102. 105. 107. 113. 137. 140. 192.

Buontalenti Bernardo Architetto. 25. 29. 33. 53. 95. 104. 137. 169. 175.

Franceſco Architetto. 175.

Butteri Giammaria Pittore. 87. 146.

C

CAccini Giovanni Architetto. a carte 36. 53. 92. 122. 141. 150: 166.

Caliari Paolo detto il Veroneſe. Pittore. 102.

Di Cambio Arnolſo Architetto. 9. 56. 60. 104.

Ca-

Caparra.... Scultore. 91.

Caracci Annibale. Pittore. 102.

Carletti.... Pittore. 132.

Carlo Aretino Scultore. 10.

Del Caſtagno Andrea Pittore. 10. 53.

Cateni Gio. Camillo Scultore. 40.

Del Cavalier Batiſia Scultore. 60.

Cavallini Pietro Pittore. 23. 35.

Cellini Benvenuto Scultore. 110.

Cerruti.... Architetto. 148.

Chiaviſtelli Jacopo Pittore. 47.

Cigoli Lodovico Pittore. 23. 49. 51. 53. 60. 61. 82. 90. 106. 122. 158.

Cimabue Giovanni Pittore. 63. 84.

Cioli Valerio Scultore. 60. 138. 182.

Ciocchi Filippo Architetto. 41. 42.

Ciurini Bernardino Architetto. 31. 55.

Di Credi Lorenzo Pittore. 11. 25. 140. 148.

Curradi. Scultore 79. 113.

D

DEl Dadda Romolo Scultore. a carte 91.

Dandini Pietro Pittore. 40. 41. 44. 48. 99. 123. 148.

Danti Vincenzio Scultore. 16.

Donatello. Vedi Bardi.

Doſi Gio. Antonio Architetto. 18. 62. 84. 119.

E

EMpoli Pittore, a carte 29. 41. 54. 71. 74. 84. 98. 128. 139.

F

FAlconieri Cav. Paolo Architetto a car. 28. 133.

Ferretti Giovanni Pittore. 11. 56. 99.

Ferri

Ferri Antonio Architetto. 89.

Ciro Pittore. 48. 135.

Ferucci Andrea Scultore. 12. 183.

Pranceſco Scultore 182.

Ficherelli Pittore detto ripoſo. 29.

Filippo di Ser Brunelleſco Pittore e Architet­ to. 9. 11. 32. 34. 52. 65. 71. 73. 84. 133. 139. 180.

Foggini Giovan Batiſta Scultore e Architetto 20. 40. 44. 48. 63. 81. 99. 118. 145. 144. 148.

Giulio Architetto. 63.

Vincenzio Scultore. 64.

Fontana Cav. Carlo Architetto. 21. 45.

Fortini Anton Maria Scultore. 63.

Gioacchino Scultore. 58.

Francavilla Pietro Scultore. 24. 62. 146.

Franceſchini Baldaſſarre detto il Volterrano. 30. 39. 40. 41. 42. 46. 51. 62. 81. 122. 131. 170. 171. 182.

Franceſco da San Gallo Scultore. 10. 44. 74. 116.

Franchi Antonio Pittore. 148.

Franciabigio.... Pittore. 25. 38. 50. 140. 166. 167.

G

GAbbiani Anton Domenico Pittore. a car. 48. 58. 89. 123. 132. 135. 148. 168.

Gaddi Agnolo Pittore. 116.

Taddeo Pittore. 85. 114. 126.

Galletti P. Filippo Maria Teatino Pittore. 120.

Galli

Galli Bibbiena Antonio Pittore e Architetto. 32.

Del Garbo Raffaello Pittore. 71. 161.

Garzia Giovanni Pittore. 88.

Gherardini Aleſſandro Pittore. 32. 50. 56. 59. 89. 123. 148.

Gherardoun.... Pittore Olandeſe. 102.

Ghiberti Lorenzo Scultore. 12. 15. 115.

Gianrè Domenico Pittore. 32. 41.

Giordano Luca Pittore. 21. 32. 48. 135. 146. 155.

Giotto Pittore. 8. 15. 63. 114. 140.

Fr. Giovanni Pittore. 139.

Fr. Giovanni Angelico Pittore. 187. 148.

Giovanni d'Antonio detto Nanni Scultore. 115.

Giovan Bologna Scultore. 23. 33. 43. 110. 112. 116. 121. 124. 137.

Giovanni da Piſa Scultore. 8.

Giovannozzi Pietro Architetto. 50.

Giuliano di Baccio di Agnolo. 11.

Giuliano da San Gallo Architetto. 58. 166.

Gori Dottore Anton Franceſco. 103.

Gregori Carlo Inciſore in Rame. 104.

Ghirlandajo Ridolfo Pittore. 8. 49. 83. 92. 109. 132. 139. 140. 141. 147. 186.

Domenico Pittore. 162.

Ghiberti Lorenzo 12. 15.

Griſon Giuſeppe Pittore. 42.

H

Hugford Ignazio Pittore. 120.

I

IAcopo del Caſentino Pittore a car. 116. 169.

Ia-

Iacopo da Empoli Pittore. 181.

Iacopo da Pontormo. 29. 38. 63. 86. 131 158. 166. 167. 171.

L

LAndini Taddeo Scultore a car. 141. 150.

Lapi Niccolò Franceſco Pittore. 57.

Ligozzi Jacopo Pittore. 62. 83. 88. 106.

Lippi Fra Filippo Pittore. 49. 56. 83. 142.

Lippi Lorenzo Pittore. 148.

Lomi Aurelio Pittore. 140.

Lorenzi Stoldo Scultore. 137.

Lotti Carlo Pittore 40.

M

MAcchietti Girolamo Pittore a car. 71. 73. 83. 144.

Mannajoni Giulio Ingegnere e Pittore. 32.

Mannozzi Giovanni detto Giovanni da S. Gio­ vanni Pittore. 62. 67. 68. 87. 92. 97. 127. 139. 165. 180. 191.

Maratta Carlo Pittore. 89.

Marcellini Carlo Scultore. 40. 47. 145.

Marcello Provenzale Pittore. 131.

Marinari Onorio Pittore. 58. 67. 122.

Martinelli Pittore. 113.

Maſaccio Pittore. 144.

Maſolino Pittore. 144.

Di Meglio Iacopo Pittore. 61. 130.

Memmi Simone Pittore. 85.

Meucci Vincenzio Pittore. 18. 42. 56. 74. 82.

Meus Livio Pittore. 155. 176.

Michelozzi Michelozzo Architetto. 20. 24. 39. 86. 105. 176. 181.

Del Minga Andrea Pittore. 61.

Mino

Mino da Fieſole Scultore. 57. 183.

Monaldi Bernardino Pittore. 144.

Montauti Antonio Scultore. 58. 139.

Montorſoli..... Scultore. 73.

Morandi Giovan Maria Pittore. 58.

Morandini Franceſco Pittore detto il Poppi. 23. 29. 186.

Mori Orazio. 67.

Del Moro Lorenzo Pittore. 64. 187.

Moiiche Franceſco. 104.

N

NAldini Gio. Batiſta Pittore. a car. 24. 56. 61. 63. 67. 83. 130. 146. 176.

Nelli Senat. car. Batiſta. 81.

Del Nero Tommaſo Architetto. 130.

Niccolò Piſano Architetto. 162.

Niccolò detto il Tribolo Scultore. 75. 171. 172. 198.

Nigetti Marco Architetto. 40. 50. 87. 119.

Novelli Antonio Scultore. 36.

O

OLbino di Baſilea Pittore. a car. 102.

Dell'Opera Giovanni Scultore. 11. 12. 60.

Orcagna Andrea Pittore, Scultore, e Archi­ tetto. 10. 109. 114. 116. 157.

Orlandi Architetto. 22.

P

PAgani Gregorio Pittore. a car. 147.

Paggi Gio. Batiſta Pittore Lombardo. 23. 29. 43.

Palladio Andrea Architetto. 113.

Palma Felice Scultore. 92.

Paolo Veroneſe Pittore. 102.

Pa-

Parigi Alfonſo Architetto. 30.

Paſſignani Domenico Pittore. 23. 24. 29. 43. 46. 51. 62. 67. 92. 106. 132. 140. 143. 147. 160.

Petrucci Benedetio Scultore. 120.

Piamontini Giuſeppe Scultore. 17. 46. 148.

Piattoli Gaetano Pittore. 54.

Piero di Coſimo Pittore. 140. 147. 183.

Pietro Perugino Pittore. 40. 143. 181.

Pierotti..... Pittore. 85.

Pignoni Simone 43. 132. 160.

Poccetti Bernardino Pittore. 11. 24. 34. 36. 46. 79. 85. 92. 122. 131. 135. 138. 142. 143. 147.

Poliziano Agnolo. 10.

Del Pollajolo Antonio Pittore. 36. 194.

Pietro Pittore. 144.

Simone detto il Cronaca Scultore, e Ar­ chitetto. 141.

Della Porta Fra Bartolommeo Pittore. 23.

Portigiani Fra Domenico Scultore. 23.

Pucci Gio. Antonio Pittore. 24.

Pugliani.... Pittore. 122.

Puglieſchi Antonio Pittore. 57. 190.

Puglio.... Pittore. 162.

R

RAſſaello da Montelupo Scultore. a car. 73.

Raſſaello da Urbino Architetto. 80. 102.

Redi Tommaſo Pittore. 190.

Ricci Baſtiano Pittore. 79.

Fra Riſtoro Architetto. 82.

Della Robbia Luca Scultore. 87. 95. 192. 194.

Roſa

Roſa Salvadore Pittore. 139.

Roſſelli Matteo. Pittore. 23. 24. 36. 87. 122.

Roſſellini Antonio Scultore. 144.

Coſimo Pittore. 38.

Matteo Pittore. 120.

Roſſi Vincenzio Scultore. 12. 105. 107.

Roſſo.... Pittore. 38. 71.

Rubens Pietro Paolo Pittore. 102.

Ruggieri Ferdinando Archit. 22. 58. 119.

Ruſtici Giovan Franceſco Scultore. 16.

S

SAgreſtani Giovanni Pittore. a car. 57.

Cammillo Pittore. 140.

Salimbeni Ventura Pittore. 37.

Salviati Franceſco Pittore. 56. 60. 88. 109.

Salvini Abate Antommaria. 21. 40.

Sanſovino Scultore. 12. 16. 141.

Santi di Tito Pittore. 23. 32. 45. 59. 60. 63. 80. 83. 85. 87. 90. 127. 144. 160. 164. 185.

Del Sarto Andrea Vannucchi Pittore. 25. 37. 38. 59. 166. 185.

Raffaellino. 50.

Scammozzi.... Architetto. 53.

Segaloni Matteo Architetto. 56.

Silvani Gherardo Architetto. 22. 28. 57. 79. 84. 119.

Silvani Pier Franceſco. 44. 82. 87.

Fra Siſto Architetto. 82.

Sogliani Gio. Antonio Pittore. 71. 192.

Soldani Benzi Maſſimiliano Scultore. 40.

Soderini Mauro. 11.

Spinello Spinelli Pittore. 195.

Staggi

Staggi... Pittore. 32.

Stradano Giovanni Pittore. 40. 42. 63. 140.

Suſini Franceſco Scultore. 120.

T

TAcca Pietro Scultore. a c. 33. 126. 127.

Taſi Andrea Scultore. 17.

Taſſo Bernardo Architetto. 113. 126.

Tatti Iacopo, vedi Sanſovino.

Tempeſta.... Pittore. 132.

Tiarini Pittore. 24.

Ticciati Girolamo Scultore. 17. 63. 82. 142.

Tintoretto.... Pittore. 102.

Tommaſo da S. Fridiano Pittore, 187.

V

VAndik Pittore a car. 102.

Vannini Ottavio Pittore. 120

Vannucchi Andrea, vedi del Sarto.

Vaſari Giorgio Pittore. 11. 32. 45, 56. 60. 63. 75. 82. 94. 104. 106. 108. 144. 158. 168.

Vanhonhout Gherardo Pittore Fiammingo, 132.

Uccelli Paolo Pittore. 10. 85.

Veracini Agoſtino Pittore. 19. 85.

Verocchio Andrea Architetto 9. 73. 105. 114.

Ugolino Saneſe Pittore, 116.

Vignali.... Pittore. 41. 67. 119. 137.

Ulivelli Coſimo Pittore i 39. 40.

Z

ZOcchi Giuſeppe Pittore. a car. 32.

Zuccheri Federigo Pittore. 11.

IL FINE.