Heron Alexandrinus, Di Herone Alessandrino De gli automati : ouero machine semoventi, libri due, 1589

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DI HER ONE
ALESANDRINO,
DELLE SE MOVENTI STABILI,
LIBRO SECONDO.
ABASTANZA, ſecondo che giudichia-
mo, nel paſſato libro habbiamo ſcritto in-
torno à quanto s’aſpettauá alle Semouen-
timobili, e con molta facilità, ſenza peri-
colo, e con modo non ordinario, al para-
gone di chi hà ſcritto innanzi à noi, habbiamo eſſequi-
to, come è manifeſto à coloro, che hanno fatto proua
delle coſe di quelli, che hanno ſcritto prima.
Voglia-
mo hora ſcriuere delle Se mouenti ſtabili qualche coſa
migliore, più nuoua, &
inſieme più atta all’inſegnarſi di
quello, che s habbiano fatto quelli, che ſono ſtati inanzi
à noi, &
non habbiamo trouato nulla delle coſe ſcritte da
Filone Bizantino.
Euui però vna fauola, e diſpoſitione
di Nauplio, nellaquale ſono molte diſpoſitioni, e varie,
e non malamente trattate, eccetto la machina intorno
Pallade, percioche in queſta fece egli l’opera d’al-
quanto più di manifattura, che non era il douere, eſſendo
egli poſsibile ſenza altra machina farla apparire dietro la
tauola, e poſcia farla diſparire.
Auenga che egli ſi po-
teſſe, facendo girare la ſiguretta ſua intorno 11 poſtigli a’ piedi, prima farla ſtare inclinata, ſi che non
appareſſe, e dopo tirata da vna certa corda appareſſe di-
ritta in piede, e di poi con l’aiuto d’vn’ altra corda s’ab-
baſſaſſe:
Oltra di ciò hauendo promeſſo ancora di fare
cadere il fulmine ſopra l’imagine d’ Aiace, e che ſi ſaceſſe
lo ſtrepito deltuono, non l’eſſeguì Auenga che noi eſ-
ſendociimbattuti in molti commentarij, non

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