Borro, Girolamo, Del flusso e reflusso del mare, 1561

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              ta, & Illuſtre Corte mi ſarei restato tutta ſtate: per che am­
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              mendue que Signori Illustrißimi quaſi me ne sforzauano;
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              il bel paeſe, l'aria perfetta, la bella Terra di Carrara, le ho­
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              norate e comode habitationi, le piaceuolißime ville, le dol­
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              cißime conuerſationi di que Gentil'huomini, l'honeſtißime
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              accoglienze di quelle Gentil'donne, che ſeguitano la Signora
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              Marcheſa Illustrißima, la dotta compagnia del virtuoſißi­
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              mo Ghirlanda; e i dottißimi ragionamenti, che le ricche e
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              copioſe viuande mattina e ſera à Tauola condiuano, ſi mi
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              piaceuano; che io ſenza dubbio neſſuno mi ci ſarei fermato
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              ma la neceßità di trouarmi preſto in Firenze, ha potuto que­
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              sta volta piu ella ſola, che non hanno potuto tutte le altre
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              coſe di ſopra racconte: Se la preſenza mia inuerità vi pia­
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              ce, quanto voi dite; io me ne tengo di buono: perche il pia­
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              cere, à chiunque piace, à buoni, à quali voi piacete, & à chiun
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              que ha ottimo giuditio, qual voi hauete; è pur aſſai: Ma ſia­
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              mi io, come io mi voglia; che io tutto ſon vostro: però quan­
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              to io piu voleßi, per voi tanto meglio ſarebbe: per che haure­
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              ſte vno amico, del cui molto valore (ſe egli molto foſſe)
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              voi à vostra poſta vi potreste valere: Che egli vi piaceßino
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              & vi piacino i comodi miei; e vi diſpiaceſſe il douer reſtare
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              ſenza me, piu lungo tempo, che voi
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              domi, quanto mi amate; vi credo, mentre che io dal mio miſu
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              ro l'animo vostro; à me ſempre furono e ſaranno care le vo­
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              ſtre comodità, e diſcara l'aſſenza vostra; però douendomi io
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              infra due giorni partire di Piſa per la volta di Firenze; la lon
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              tananza dell'uno, e dell'altro di noi, ad ammendue porterà
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              vgual diſpiacere; ilquale non di meno ſi dourà temprare con
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              la ragione, e col douere delle amicitie comune; laquale richie
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              de da l'uno, & da l'altro di no i, che alla giornata a quel ſi at­
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              tenda, che l'occaſione de tempi ne porge. </s>
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              <s>NOZ. </s>
              <s>La corteſia d'amendue quei Signori Illuſtrißimi, e le
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              altre coſe da voi pur hora racconte, non mi ſono nuoue, hauen
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              done io altre volte vdito quello, che a gli orecchi di tutto il
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              Mondo la buona Fama ne porta: ma del condimento delle vo-</s>
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