1ORIGINE E PROGRESSI
A 3 tem-
tempo ſpiriti nobili, e generosi, e niuna im-
preſa, benchè difficile, e grande, intentata la-
ſciarono, per acquiſtare a ſe medeſimi glo-
ria, ed alla Patria ornamento, e ſplendore.
Scoſſo quaſi ſin da principio il duro giogo
d'eſſere ad altri ſoggetti, procurarono di
vivere in libertà; per conſervar la quale,
non meno, che per dilatare i confini del
proprio dominio, furono forzati ad ab-
battere l'audacia de' loro nemici, disfa-
cendo Caſtella, eſpugnando Città, e ridu-
cendo ſotto il loro comando Popoli interi.
Fatti pertanto potenti, non temerono di ſo-
ſtenere oſtinatiſſime guerre contra i primi
Potentati d'Italia, riportandone beneſpeſ-
ſo ſegnalate vittorie; le quali ſenz'alcun,
dubbio non farebbero così toſto ceſſate, ſe
le diſcordie civili non ne aveſſero il corſo
impedito. Queſte ſurono, che tolſero a' gran-
di il governo, e 'l tramutarono d'Ariſtocra-
tico in Popolare, e di Popolare lo riduſſero
a Principato: avvenga che la Repubblica ne'
primi tempi, ſolamente dagli Ottimati ſi go-
vernaſſe, indi dal Popolo, e poſcia per di-
vina diſpoſizione, e per comun benefizio,
da Principi ottimi, e clementiſſimi. Ora ſic-
come nel coraggio, e nel governo ſurono i
Fiorentini ſomigliantiſſimi a' Romani loro
Progenitori, così procurarono in ogni altra
coſa d'imitargli. Ebbero, come Roma, il Tea-
tro, il Campidoglio, il Foro, le Terme, gli
Aquidotti, ed il Tempio di Marte, de' qua-
li, fuorchè del Tempio, preſentemente ap-
pena il nome è rimaſo. Così ne' tempi mo-
derni edificarono nobiliſſime Chieſe, ſon-
tuoſi Palazzi, Giardini vaghiſsimi, che qua-
preſa, benchè difficile, e grande, intentata la-
ſciarono, per acquiſtare a ſe medeſimi glo-
ria, ed alla Patria ornamento, e ſplendore.
Scoſſo quaſi ſin da principio il duro giogo
d'eſſere ad altri ſoggetti, procurarono di
vivere in libertà; per conſervar la quale,
non meno, che per dilatare i confini del
proprio dominio, furono forzati ad ab-
battere l'audacia de' loro nemici, disfa-
cendo Caſtella, eſpugnando Città, e ridu-
cendo ſotto il loro comando Popoli interi.
Fatti pertanto potenti, non temerono di ſo-
ſtenere oſtinatiſſime guerre contra i primi
Potentati d'Italia, riportandone beneſpeſ-
ſo ſegnalate vittorie; le quali ſenz'alcun,
dubbio non farebbero così toſto ceſſate, ſe
le diſcordie civili non ne aveſſero il corſo
impedito. Queſte ſurono, che tolſero a' gran-
di il governo, e 'l tramutarono d'Ariſtocra-
tico in Popolare, e di Popolare lo riduſſero
a Principato: avvenga che la Repubblica ne'
primi tempi, ſolamente dagli Ottimati ſi go-
vernaſſe, indi dal Popolo, e poſcia per di-
vina diſpoſizione, e per comun benefizio,
da Principi ottimi, e clementiſſimi. Ora ſic-
come nel coraggio, e nel governo ſurono i
Fiorentini ſomigliantiſſimi a' Romani loro
Progenitori, così procurarono in ogni altra
coſa d'imitargli. Ebbero, come Roma, il Tea-
tro, il Campidoglio, il Foro, le Terme, gli
Aquidotti, ed il Tempio di Marte, de' qua-
li, fuorchè del Tempio, preſentemente ap-
pena il nome è rimaſo. Così ne' tempi mo-
derni edificarono nobiliſſime Chieſe, ſon-
tuoſi Palazzi, Giardini vaghiſsimi, che qua-
