Caverni, Raffaello, Storia del metodo sperimentale in Italia, 1891-1900

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1sime esperienze fatte in Roma, per confermare la supposta verità, da Raf­
faello Magiotti.
L'opera del Francese, standosene ai numeri, appariva contemporanea
con quella del Nostro, ma ne facevano argomentare la pretension di un di­
ritto di precedenza certe espressioni, come sarebbe quella, in cui, dop'aver
commemorato Galileo insieme co'più illustri Matematici francesi, taccio, si
soggiunge, la sottile Geometria nuova del Cavalieri, “ praeclarosque tracta­
tus, quos ab acutissimo Tauricello, Galilaei successore, brevi speramus ”
(Hydraulica cit., pag.
193).
Così essendo, non fa maraviglia se alcuni dotti, specialmente stranieri,
leggendo in questo libro d'Idraulica per la prima volta annunziato che le
altezze dell'acqua fiuente dai tubi stanno in ragione duplicata dei tempi;
credettero che del nuovo teorema fosse autore il Mersenno.
Fra i seguaci di
così fatta opinione è principalissimo il Boyle, che in una sua operetta in­
torno all'utilità della Filosofia sperimentale, annoverando le più insigni sco­
perte fatte dai varii cultori di essa, non lascia, come degnissimo di esser
notato, quel “ theorema hydrostaticum, cuius inventionem Mersenno debe­
mus, a scriptore quodam recentiori ita propositum: Velocitates motus aquae
descendentis, et effluentis per tubos aequalium foraminum sed inaequalium
altitudinum, habent subduplicatam rationem ” (Opera omnia, T. II, Vene­
tiis 1607, pag.
850). E più sotto, accennando ai getti parabolici dell'acqua,
e come dalla proporzione che passa tra l'altezza del liquido e il diametro
del foro sia possibile computar giustamente la velocità e la quantità stessa
del flusso; dice lo stesso Boyle essere a tutti venuta a mancare una si bella
notizia, “ donec Galileius et diligentissimus Mersennus (quibus observatio­
nes quasdam et nos iunximus) materiam hanc definire conati fluerint ” (ibid.,
pag.
886).
Essendo le esercitazioni boileiane, dalle quali abbiamo estratti questi do­
cumenti, scritte dopo il 1680, par che non fossero fino a quel tempo in In­
ghilterra penetrate le nuove dottrine idrodinamiche direttamente d'Italia, ma
di Francia, per il magistero del Mersenno, il quale perciò verrebbe a riven­
dicarsi un merito e un'importanza che, a giudicare dai fatti fin qui occor­
sici, gli fu sempre giustamente negata.
Fra cotesti giudizii il più antico e il
più a proposito è quello del Magiotti, il quale scriveva così a Galileo da
Roma, il dì 25 Aprile 1637, quando gli Elzeviri in Olanda erano proprio in
sul punto di pubblicare i dialoghi delle due Scienze nuove, in appendice ai
quali era stabilito di mettere le dimostrazioni De centro gravitatis; “ Non
credo che queste dimostrazioni siano arrivate in Francia con le altre opere,
perchè il p.
Mersenno minorita, che ha veduto il libro De motu, con le altre
osservazioni, di queste non fa menzione alcuna, eppure è vero che egli vuole
scompuzzare ogni cosa.
Questo frate stampa grandi e molti libracci, cercando
con lo sgradire altrui di acquistarsi reputazione, e forse gli riuscirà appresso
della marmaglia.
L'opere, che mi sono state prestate di suo, la maggior
parte sono in francese, e mi sa male non esserne padrone, chè le manderei

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