1temente lo spazio angolare BAC; si vide apparire nella viva immaginazione
lo spettacolo graziosissimo di una fontana, le ripioventi fila della quale si
componevano insieme in una chioma configurata in conoide parabolico. Pochi
giorni dopo correva la voce per Roma che, suggerita da un teorema del Tor
ricelli, si sarebbe veduta la nuova Naiade, con sì gentile geometrico artifi
zio chiomata, nei giardini del cardinale Sacchetti, alla corte del quale il Ma
giotti apparteneva.
lo spettacolo graziosissimo di una fontana, le ripioventi fila della quale si
componevano insieme in una chioma configurata in conoide parabolico. Pochi
giorni dopo correva la voce per Roma che, suggerita da un teorema del Tor
ricelli, si sarebbe veduta la nuova Naiade, con sì gentile geometrico artifi
zio chiomata, nei giardini del cardinale Sacchetti, alla corte del quale il Ma
giotti apparteneva.
Quella voce giunse alle orecchie del Mersenno, che si trovava allora colà,
e tutto affaccendato com'era in rifondere i teoremi di Galileo, intorno al
moto de'proietti, pensò di ornare la sua Ballistica della bella osservazione
torricelliana, come di fatti fece nella proposizione XXVIII, dop'averne dato
un cenno in quel Monitum, sopra il quale abbiamo dianzi lasciato il Ma
giotti a sogghignare così leggendo. “ Plurima hic adderem de salientibus, si
figurae incisae non dessent, quibus lectores subleventur: v. g. mediam sa
lientem longitudine duplam esse verticalis, altitudine vero subduplam. Cum
verticalis est pars quarta parametri, omnes alias salientes, inter verticalem
et horizontalem interceptas, tangere concavam conoidis parabolici superficiem,
cuius focus est in medio salientium lumine, quod a clarissimo Toricello iam
observatum didici ” (Hydraulica cit.).
e tutto affaccendato com'era in rifondere i teoremi di Galileo, intorno al
moto de'proietti, pensò di ornare la sua Ballistica della bella osservazione
torricelliana, come di fatti fece nella proposizione XXVIII, dop'averne dato
un cenno in quel Monitum, sopra il quale abbiamo dianzi lasciato il Ma
giotti a sogghignare così leggendo. “ Plurima hic adderem de salientibus, si
figurae incisae non dessent, quibus lectores subleventur: v. g. mediam sa
lientem longitudine duplam esse verticalis, altitudine vero subduplam. Cum
verticalis est pars quarta parametri, omnes alias salientes, inter verticalem
et horizontalem interceptas, tangere concavam conoidis parabolici superficiem,
cuius focus est in medio salientium lumine, quod a clarissimo Toricello iam
observatum didici ” (Hydraulica cit.).
Nella Ballistica, essendo state già le figure incise, tornò il Mersenno a
mostrare, con l'aiuto di quelle, come nelle medie salienti, ossia ne'getti in
clinati ad angolo semiretto, la parabola sia nell'ampiezza doppia, e nell'al
tezza la metà della verticale, ossia della sublimità, non lasciando d'osservar
la tangenza di tutte le parabole interne, quali AEDC, AFC, nella medesima
figura 226, con la parabola esterna BDC, e concludendo così il suo discorso:
“ Reliqua istius figurae explicatio in Hydraulicorum praefatione videatur,
donec sublimiora egregii Tauricelli liber docuerit ” (Paris, 1644, pag. 96).
mostrare, con l'aiuto di quelle, come nelle medie salienti, ossia ne'getti in
clinati ad angolo semiretto, la parabola sia nell'ampiezza doppia, e nell'al
tezza la metà della verticale, ossia della sublimità, non lasciando d'osservar
la tangenza di tutte le parabole interne, quali AEDC, AFC, nella medesima
figura 226, con la parabola esterna BDC, e concludendo così il suo discorso:
“ Reliqua istius figurae explicatio in Hydraulicorum praefatione videatur,
donec sublimiora egregii Tauricelli liber docuerit ” (Paris, 1644, pag. 96).
Il Magiotti avrebbe voluto che di queste cose fosse lasciato libero il ma
gistero a chi s'apparteneva, senza quell'altrui preventiva non richiesta in
gerenza, che nel materno suo linguaggio toscano efficacemente esprimeva col
verbo scompuzzare. Che se, rispetto alla Ballistica, della quale il Torricelli
non era poi infine che un promotore di Galileo, quella inopportuna inge
renza fratesca fini per eccitar sulle labbra del Magiotti un sogghigno; veniva
però a commovergli l'animo negl'insulti dell'ira, quando si trattava di pre
venir l'opera del Torricelli e sua, in una istituzione di tanta novità e di
tanta importanza, qual'era l'ldrodinamica. E perchè non si dubiti da nes
suno della giusta ragione di questi primi risentimenti, ascoltiamo la storia
che cerca, esamina e giudica i fatti.
gistero a chi s'apparteneva, senza quell'altrui preventiva non richiesta in
gerenza, che nel materno suo linguaggio toscano efficacemente esprimeva col
verbo scompuzzare. Che se, rispetto alla Ballistica, della quale il Torricelli
non era poi infine che un promotore di Galileo, quella inopportuna inge
renza fratesca fini per eccitar sulle labbra del Magiotti un sogghigno; veniva
però a commovergli l'animo negl'insulti dell'ira, quando si trattava di pre
venir l'opera del Torricelli e sua, in una istituzione di tanta novità e di
tanta importanza, qual'era l'ldrodinamica. E perchè non si dubiti da nes
suno della giusta ragione di questi primi risentimenti, ascoltiamo la storia
che cerca, esamina e giudica i fatti.
In un libro, che il Mersenno aveva scritto in latino, e poi più ampia
mente in francese, intorno ai suoni armonici, aveva proposto a risolvere ai
fisici de'suoi tempi il problema: perchè mai, a voler portare una corda al
diapason, in cui va doppiamente veloce, non basta raddoppiare il peso che
la tende, ma bisogna quadruplicarlo? Nessuno ancora aveva dato in Francia
sodisfacente risposta, quando il Mersenno stesso fece il suo primo viaggio in
mente in francese, intorno ai suoni armonici, aveva proposto a risolvere ai
fisici de'suoi tempi il problema: perchè mai, a voler portare una corda al
diapason, in cui va doppiamente veloce, non basta raddoppiare il peso che
la tende, ma bisogna quadruplicarlo? Nessuno ancora aveva dato in Francia
sodisfacente risposta, quando il Mersenno stesso fece il suo primo viaggio in

