Hugford, Ignazio Enrico, L'antiquario fiorentino o sia Guida per osservar con metodo le cose notabili della città di Firenze, 1765

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1 la quinta, dov'è S. Domenico, è di mano
di Matteo Roſſelli.
Segue dipoi la Tribu-
na con un bello Altar maggiore corredato
di ricchiſſimi argenti, particolarmente nelle
feſte ſolenni.
Allato a queſta vi è la Cap-
pella de' Serragli, ancor eſſa ragguardevo-
le, non meno per la ſtruttura di finiſſimi
marmi, de' quali ſino al pavimento è rico-
perta, quanto per varj ornamenti di Statue,
e di Pitture, che nobilmente l'adornano.

Dopo la quale ſegue la belliſſima Cappel-
la di S. Antonino Arciveſcovo di Firen-
ze; fatta fabbricare con ſomma magniſi-
cenza da Averardo, e Antonio Salviati.

Ella è tutta di marmi nobilmente lavorati
col diſegno di Giovanni Bologna.
Tre bel-
le Tavole di Pittori eccellenti ne adornano
vagamente le tre facciate; quella di mezzo
è opera d'Aleſſandro Allori, quella che
rappreſenta il Lebbroſo riſanato in cornu
Evangelii, è di Franceſco Poppi, l'altra di
Batiſta Naldini.
In ciaſcuna di queſte faccia-
te ſi ammirano due belliſſime Statue di mar-
mo, che in tutto aſcendono al numero di
ſei, di mano del Francavilla, diſcepolo

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