Angeli, Stefano degli, Terze considerationi sopra una lettera di Gio. Alfonso Borelli, scritta da questi in replica di alcune dottrine incidentemente tocche

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164 C E, ſia il ſemidiametro della Terra, & A E, altezza
di vna Torre, e nella ſua ſommità eſſer il graue A;
ſe
per mera Ipoteſi ſi moueſſe
2[Figure 2] la Terra circa il proprio cen-
tro con il ſolo moto diurno
il graue A, collocato nella
cima della Torre deſcriue-
rebbe con moto equabile
l´arco A F B, ma mouendoſi
il graue all´ingiù, queſti ſi
mouerebbe di due moti, vno
circolare proueniente dal
moto diurno, l´altro all´ingiù
deriuante dalla grauità.
On-
de da queſti due moti ne re-
ſultarebbe, che il graue deſcriueſſe la linea A G H.
La controuerſia è, ſe il graue in tutti li punti della
A G H, riteneſſe la medeſima velocità circolare, la
quale haueua in A.
Io dico di nò; ma che paſſan-
do ſucceſsiuamente per punti di diuerſe, e diuerſe
circonferenze, e ſempre minori quanto più ſi acco-
ſta al centro, ſi moueſſe in eſsi con la velocità, con
la quale ſono deſcritte le circonferenze.
Per eſſem-
pio, il mobile arriuato in G, non ritenerebbe la me-
deſima velocità, che haueua in A, ma quella, con la
quale ſi muoue il punto D, tanto minore di quella
del punto A, proportionatamente quanto C D, è mi-
nore della C A.
Queſta è la mia opinione,

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