Angeli, Stefano degli, Della gravita' dell' aria e fluidi : esercitata principalmente nelli loro homogenei

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148_DIALOGO_ però che fare (quando vi ſia) perche eſſendo l’aria più con.
ſtipata, ſarà anco più graue; onde ſe l’aria, nella quale ſi
peſa il vaſo dopò la ſua euacuatione ſarà più conſtipata, ſa-
rà anco più graue, &
in conſeguenza rendera il vaſo più leg-
giero.
Ma non credo. che in queſto caſo ſia tanta la con-
ſtipatione dell’aria ambiente il vaſo, che differiſca da quel-
lo, ch’era innanzi l’euacuatione notabilmente.
Ma quan-
do anco vi foſſe, non ſarebbe coſi in tutti li luoghi vicini,
è pure da per tutto ſi ritrouerà il medemo peſo del vaſo,
pur che non ſip eſi in aria alterata per accidente eſtrin-
ſeco.
Conte. _V. Sig. ha toccato vna ragione contro la concluſione del_
_Signor Deuſingio, che dice così_.
Dum ergo circa recipient em
aere euacuatum aer ambiens denſior, compactiorque exiſtit, idem re-
cipientis pondus, lanci impoſitum aerem denſiorem ſibi circum ſtan-
tem minùs deprimit, quam ante exan@lationem deprimeret rariorem:
& interim lanx altera ad bilancem oppoſita, in aere verſatur non
æque compacto, ac is eſt, quiproximè recipientem circumſtat;

quare validiùs æquali pondere deprimitur.
_Matem_. Faci gratia V. S. di fermarſi: adunque chi volterà la
bilancia, e ponerà la lance con il vaſo nel luogo doue
era quella con il peſo, e queſta nel ſuo, il vaſo peſerà
più, perche ſarà in aria meno denſa, e quello in aria più
denſa.
_Ofred_. Anch’a me pare queſta concluſione del Signor Deuſin-
gio inferita da molto deboli principi;
peiche io non credo
che il Signor Gerickio, quando ha fatto queſt’eſperienza, e
due peſate diuerſe, le habbia fatte vna immediatamente
ſucceſſiua all’altra, &
habbia collocata la bilancia apuntino
nel medemo luogo.
Io tengo di certo, che chi peſaſse prima
il vaſo pieno d’aria in quella ſtanza;
in quella ſala li leuaſſe
l’aria, e poi anco dopò tempo conſiderabile, lo ripeſaſſe in
queſta ſtanza coſi euacuato, che tanto ſi trouarebbe la pre-
detta differenza.
Conte. _Non credino loro Signori, che il Sig. Deuſingio non hab_
_bia preuiſto queſti colpi, poiche ſe repara da eſſi così_.
Dum vi-
trum exantlatum de loco in locum transfertur, is, qui derelicto ſpa-
@io vicinus eſt aer, in naturalem ſtatum per expanſionis nixum

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